Olimpiadi di Roma 2024, il Partito Comunista dice no.

Olimpiadi di Roma 2024, il Partito Comunista dice no.

«Se le olimpiadi di Roma 2024 devono diventare il pretesto per una nuova speculazione, per far arricchire costruttori e banchieri, noi comunisti diciamo no». Parte la campagna del Partito Comunista contro le olimpiadi di Roma 2024 a poche ore dalla presentazione ufficiale del progetto. In un video girato tra la Città dello Sport a Tor Vergata, la piscina di Valco San Paolo e la città del Rugby a Spinaceto, il candidato sindaco del Partito Comunista Alessandro Mustillo documenta casi di speculazione di infrastrutture sportive mai terminate e costate milioni di euro. 

«Noi non siamo contro le olimpiadi per principio –  afferma Mustillo  – siamo contro una gestione delle Olimpiadi che non porterà a Roma nessun cambiamento positivo, ma fornirà per l’ennesima volta il pretesto per la speculazione edilizia, per appalti gonfiati, per far guadagnare i soliti noti a spese della collettività. Non è possibile che un impianto sportivo venga a costare alla fine dieci volte il costo preventivato inizialmente, come accade per la città dello sport, o che nessuno paghi per quanto è successo a Spinaceto alla città del Rugby. L’idea che il completamento di questi impianti necessiti di un evento internazionale non fa altro che fornire un pretesto per coprire le responsabilità e per consentire nuove speculazioni. Il Partito Comunista al contrario ritiene fondamentale un investimento pubblico per garantire nei quartieri popolari e nelle periferie della città la presenza di impianti sportivi pubblici ed efficienti, che diano la possibilità a migliaia di giovani di poter accedere allo sport senza ostacoli economici. Un piano straordinario di recupero sociale anche attraverso lo sport, che veda questi impianti consegnati ai romani, che incrementi le concessioni degli spazi sportivi non utilizzati del comune e degli enti locali, che valorizzi l’utilizzo sociale delle strutture confiscate alle associazioni mafiose. Un progetto che potrebbe avere come punta proprio la riqualificazione dello Stadio Flaminio, di cui tanto si discute in questi giorni in uno sterile dibattito tra varie proposte di speculazione, e che invece meriterebbe di essere riqualificati, ristrutturato secondo le esigenze attuali e messo a disposizione delle associazioni sportive».

Redazione

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