Speciale impianti: La peggior ferrovia d’Italia a servizio dello Stadio della Roma

Speciale impianti: La peggior ferrovia d’Italia a servizio dello Stadio della Roma

Apparso sul Nuovo Corriere Laziale dell’11 Aprile 2016

di Giorgio MIGLIORE

Come indicato nel dossier finale, Tor di Valle/Stadio della Roma diventerà il distretto di Roma con la maggiore connessione di trasporti pubblici, apportando enormi benefici anche alle aree limitrofe grazie ad accessi multipli per fan e visitatori, incluso un ponte pedonale, un ponte stradale, la Metro B e le linee ferroviarie Roma-Lido e Roma-Fiumicino”. Era il 15 maggio 2015, quasi un anno fa, e questa frase era contenuta in un comunicato firmato da Marc Pannes, ex Ceo dell’As Roma e fra i personaggio maggiormente coinvolti nel progetto Stadio della società giallorossa.
Ma in meno di 12 mesi, tante cose sono cambiate. In primis, Pannes è andato via nel gennaio scorso, quasi contestualmente all’allenatore Rudi Garcia (un caso, ovviamente). Soprattutto, l’ottimismo rispetto al piano mobilità che ruota attorno a quello che diventerà l’As Roma Stadium è assolutamente crollato. La Regione Lazio infatti nega qualsiasi tipo di progetto per il collegamento di Tor di Valle che, per Nicola Zingaretti, per il momento è solo un ex ippodromo. E fa nulla se c’è “la volontà politica di costruire l’impianto”: oggi raggiungere l’area sarebbe un “viaggio della speranza”. Esattamente come quello che porta all’approvazione del progetto.

La Roma-Lido

Ad oggi, infatti, non c’è in programma nessun miglioramento della mobilità urbana, né in riferimento al trasporto pubblico, né per la mobilità privata. Se lo stadio venisse inaugurato domani, l’unico modo per raggiungerlo senza prendere il trenino Roma-Lido a Piramide e scendere alla stazione Tor di Valle. Già, prendere la Roma-Lido. La ferrovia che dal 1924 porta i romani al mare è stata dichiarata da Legambiente la peggiore d’Italia, ricevendo da due anni consecutivi il poco prestigioso Premio Caronte. Sui binari viaggiano i convogli scartati dalla Metro B, e di una flotta minima di 12 treni ne circolano ogni giorno al massimo 7-8 a causa dei continui guasti. Problemi alle sottostazioni elettriche, poi, finora non hanno permesso l’installazione dell’aria condizionata a bordo dei treni: essendo macchine pensate per viaggiare sotto terra, d’estate diventano dei veri e proprio forni. Insomma, dei carri bestiame a cui i pendolari sono costretti a sottoporsi.
La società francese Ratp Dev aveva presentato alla Regione Lazio un piano di ristrutturazione completa della ferrovia, con un project financing per tre anni di lavori, ma il governatore Nicola Zingaretti ha rifiutato l’offerta. Ad oggi, non esiste nessun piano di ammodernamento della linea, se non dei piccoli lavori di miglioramento che Atac sta realizzato alla parte elettrica e che dovrebbero portare a diminuire i disagi. Troppo poco per servire un impianto che, nelle intenzioni della società giallorossa, dovrebbe funzionare tutti i giorni, e non solo il giorno delle partite.

La Metro B2

Il “grande progetto” iniziale per servire lo Stadio della Roma era quello di realizzare la cosiddetta “Metro B2”. Di cosa si tratta? Come noto, nel 2012 ha aperto un diramazione al vecchio tragitto della Metro B, Laurentina-Rebibbia: dopo Bologna, alcuni treni virano in direzione piazzale Jonio. Si sarebbe voluta fare la stessa cosa dopo la fermata di Eur Magliana, facendo procedere la linea blu lungo i binari della Roma-Lido fino a Tor di Valle fino a Parco de’ Medici. Lo scorso anno, però, Atac ha bocciato il progetto, che sarebbe stato innanzitutto troppo costoso e poi insostenibile dal punto di vista tecnico. Da quando ha aperto la Metro B1, infatti, le attese per gli utenti sono aumentate esponenzialmente e comunque è impossibile scendere sotto i 5 minuti di attesa. Realizzando una nuova diramazione, le attese aumenterebbero ulteriormente. Senza contare che anche la linea B meriterebbe sensibili miglioramenti.

La Via del Mare

Nessun progetto anche per quanto riguarda la Via del Mare. Una delle strade più pericolose d’Italia (e d’Europa), a una sola corsia per senso di marcia, è l’unico modo oggi per raggiungere l’area dove sorgerà lo Stadio. Il raddoppio è un progetto rimasto sulla carta da oltre 25 anni, così come l’unione con la parallela via Ostiense. Che se si farà, si farà al massimo dal Gra (e già sarebbe una grande cosa). Si parla anche di un ponte sul Tevere per collegare il Business Park alla Roma-Fiumicino, e su quello la Conferenza dei Servizi in Regione dovrebbe valutare l’interesse pubblico, esattamente come ha fatto il Comune di Roma con la discussa delibera del 2015.

Cosa succede altrove

Storicamente, lo stadio Meazza di Milano è raggiungibile con il tram direttamente da Piazza del Duomo, o ancor più comodamente con la Metro Rossa scendendo alla fermata Lotto: da lì una passeggiata di circa 1 km lungo un viale alberato con un largo marciapiede. Da qualche settimana, però, ha aperto anche la Metro Lilla, che permette di scendere direttamente davanti all’impianto del quartiere San Siro. A Torino, sia lo Juventus Stadium che l’Olimpico si possono raggiungere prendendo gli autobus dalle fermate metro Bernini e Massaua o da Porta Nuova e Vinzaglio.
Peggio di Roma al momento c’è Napoli, che assicura un rafforzamento della linea 152 dell’Anm in occasione delle partite. Oggi lo Stadio Olimpico si può raggiungere con la Metro A e poi con un tram da Piazzale Flaminio fino a Piazza Mancini, a cui aggiungere una discreta passeggiata fino alla Curva Sud: anche nei giorni delle partite, la metropolitana chiude alle 23.30, rendendo difficilissimo prenderla in occasione delle gare in notturna.

Redazione

Il sito del settimanale 'Nuovo Corriere Laziale' testata che segue lo sport giovanile e dilettantistico della regione Lazio.

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