Speciale impianti: l’infinito stadio della Roma. Che fine ha fatto il progetto definitivo?

Speciale impianti: l’infinito stadio della Roma. Che fine ha fatto il progetto definitivo?

Articolo apparso sul Nuovo Corriere Laziale dell’11 Aprile 2016

di Camilla DONINELLI

Dal 30 Dicembre 2012, giorno in cui fu annunciata la scelta del terreno di Tor di Valle per edificare lo stadio della Roma, che stiamo aspettando tutti con ansia trepidazione la posa della prima pietra. Nonostante l’entusiasmo dell’ex sindaco Marino, dei grandi annunci Pallotta e di Parnasi, c’è chi ancora aspetta il progetto definitivo, la Regione Lazio. Forse qualcuno ha fatto i conti senza l’oste, e ancora oggi la data di inizio dei lavori è ancora incerta. Di seguito la cronologia, mese per mese (quasi) della travagliata storia dello stadio dei giallorossi.

2012

30 Dicembre 2012: L’annuncio ufficiale arriva durante la conferenza stampa congiunta tra Orlando, dove si trovava il presidente James Pallotta e il proprietario dei terreni, il costruttore Luca Parnasi – e il centro sportivo di Trigoria, dove erano presenti l’amministratore delegato giallorosso Claudio Fenucci e l’ex sindaco di Roma, Gianni Alemanno.

2013

9 Dicembre: L’As Roma presenta all’allora sindaco Ignazio Marino il progetto dello stadio a Tor di Valle. Tra i presenti James Pallotta, i dirigenti romanisti Zanzi e Baldissoni, l’ex assessore allo sport Luca Bancali e l’ex assessore all’Urbanistica Giovanni Caudo. Secondo il progetto lo stadio sarà “aperto tutta la settimana per ospitare anche concerti ed eventi culturali, con una capienza base da 52mila posti espandibile a 60mila” con ristoranti, negozi, il museo”. 23 Dicembre: Viene inserito, all’interno della Legge di Stabilità n. 147 del 2013, l’articolo 1, commi 304-305 (Finanziamento e procedure per l’ammodernamento e la costruzione degli impianti sportivi). Nel paragrafo Spiagge e stadi si legge che: «Parte la sanatoria anche per i canoni non pagati da parte dei gestori di stabilimenti balneari: potranno pagare il 60% in nove rate o il 30% subito, sempre entro la fine di febbraio. Quanto agli impianti sportivi, l’emendamento prevede l’ammodernamento e la costruzione di impianti sportivi senza la realizzazione di nuovi complessi di edilizia residenziale. La proposta di modifica stabilisce il ricorso “in via non esclusiva” al fondo di garanzia per il credito sportivo per favorire interventi di ammodernamento o costruzione “con particolare riguardo alla sicurezza degli impianti e degli spettatori”».

2014

26 Marzo: Viene presentato da Ignazio Marino e James Pallotta, in Campidoglio, il progetto del nuovo Stadio della Roma nell’area di Tor di Valle, al posto del vecchio ippodromo del trotto. Per la realizzazione dello stadio, secondo quanto svelato dall’ex Sindaco, sarebbero serviti circa un miliardo di euro. Pallotta ha subito rassicurato: “Il nuovo stadio sarà finanziato interamente da privati, non ci saranno fondi pubblici. Il progetto, si spera, durerà solo 2 anni, e creerà tanti posti di lavoro. Sarà ultramoderno, stupefacente”.
29 Maggio: La Roma consegna in Comune il progetto cantierabile sul nuovo stadio che sorgerà sui terreni del costruttore Parnasi. Ad annunciare l’atto che si attendeva dalla presentazione del plastico dell’impianto, avvenuta lo scorso 26 marzo in Campidoglio , è stato il braccio destro del presidente Pallotta, Mark Pannes. Depositata la documentazione ai funzionari del Dipartimento pianificazione e attuazione urbanistica del Comune di Roma, doveva partire l’iter di 90 giorni in cui gli uffici tecnici dovevano analizzare lo studio di fattibilità ricevuto e la conseguente valutazione che doveva certificare «il pubblico interesse» dell’opera. Poi, infine, la Conferenza dei servizi che avrà una durata massima di 180 giorni essendo in carico alla Regione. Giovanni Caudo, all’epoca, dichiarava che «Se da Comune e Regione non arriveranno particolari osservazioni sullo studio di fattibilità del nuovo stadio, la Roma potrà partire coi lavori già dall’inizio del 2015».
4 Luglio: Lo studio di fattibilità viene presentato alla Casa della Città dove resta esposto durante tutta l’estate. Nel progetto sono previste tre torri di uffici, alberghi e strutture commerciali come compensazione alle opere pubbliche necessarie allo stadio.
14 Luglio: L’ ex assessore Caudo, nel corso di un incontro per la presentazione della conferenza urbanistica del IX Municipio, assicurava che sarebbero state richieste delle modifiche sopratutto dal punto di vista delle infrastrutture per la mobilità, dato che si riteneva insufficiente la previsione per il trasporto pubblico.
Agosto: Durante la conferenza dei servizi sullo studio di fattibilità viene presentata la variante richiesta dalla Regione Lazio a tutela dell’area protetta della Tenuta dei Massimi, l’area sarà collegata alla Roma-Fiumicino attraverso la rotatoria del Parco dei Medici.
25 Agosto: A New York Marino e Caudo hanno ottenuto l’ok dal presidente della AS Roma James Pallotta e dal suo gruppo finanziario Raptor Group su due nodi cruciali che faciliteranno il via libera allo Stadio della Roma: la riduzione di cubatura e l’aumento di investimento per rendere il progetto del nuovo stadio giallorosso un’opera di interesse pubblico. “La cordata AS Roma pensava di spendere 270 milioni investendo solo il 4% in trasporti su ferro, e abbiamo ottenuto che ne spendano 319, di cui 60 (il 20%) andranno ai trasporti su ferro”. Non solo, “pensavano di vedersi compensati tutti i 270 milioni di opere e invece – ha aggiunto Caudo – nonostante l’incremento delle opere a 319 gli riconosciamo di interesse pubblico solo 195 milioni, di cui 60 appunto sono per i trasporti pubblici”.
4 Settembre: viene approvato il pubblico interesse con una Delibera dalla Giunta, in cui vengono inserite le condizioni a cui è subordinato il progetto: la trasformazione della ferrovia Roma-Lido in metropolitana, l’unificazione e la messa in sicurezza della Via Ostiense/Via del Mare, lavori per il rischio esondazione dell’ Arnone, un parco fluviale, il prolungamento di un ramo della metro B fino a Tor di Valle e altro.
2 Ottobre: La Delibera passa all’esame delle Commissioni Sport, Urbanistica, Ambiente, Lavori Pubblici e ai Municipi IX e XI.
22 Dicembre: L’Assemblea Capitolina approva la Delibera sancendo l’interesse pubblico del progetto dello Stadio subordinato alle opere pubbliche da realizzare a Tor di Valle.

2015

31 Marzo: Giovanni Caudo nel corso di un’Assemblea Pubblica annuncia che non è sicuro che il proponente intenda portare avanti l’operazione. Il Sindaco scrive al Presidente James Pallotta, che gli risponde a stretto giro l’intenzione di consegnare i progetti entro il 15 giugno. 11 Aprile: la società EUR Nova inizia le indagini geognostiche e sismiche.
20 Aprile: Spunta l’ipotesi di costruire lo Stadio della Roma sui terreni di Tor Vergata. Immediatamente smentita da Caudo che “Ad oggi non c’è stata nessuna richiesta da parte della Roma al Comune per le aree di Tor Vergata. Siamo quindi in attesa dei progetti definitivi sull’area di Tor di Valle. Attualmente si possono candidare tutte le aree possibili e se la Roma decidesse di cambiarla allora bisognerebbe rifare la procedura prevista dalla norma – prosegue Caudo – Nel caso in cui l’area fosse di proprietà del Comune bisogna fare un bando e comunque la Roma dovrebbe rinunciare al percorso fatto fino ad ora”.
Fine Aprile – Maggio: incontri di aggiornamento con i media sullo sviluppo del progetto a Tor di Valle.
15 Giugno: Il Presidente della Roma James Pallotta e il CEO di Eurnova Luca Parnasi, assieme ai rappresentanti di A.S. Roma SPV LLC e ai partner del progetto, fra cui Lend Lease, MEIS, Libeskind e LAND, hanno consegnato il dossier finale contenente tutti gli elementi del progetto Tor di Valle/Stadio della Roma. Un’area di oltre 125 ettari, lo stadio di 52.500 posti (estendibile sino a 60.000) e la Nuova Trigoria – il Business Park, il Convivium (distretto dedicato all’intrattenimento), aree verdi e parchi. In seguito alla consegna del dossier finale, il Comune di Roma doveva analizzare la documentazione prima di aprire il percorso di approvazione presso la Regione Lazio. La posa della prima pietra era prevista per la fine del 2015, e il completamento entro la fine del 2017, in tempo per la stagione calcistica 2017/2018, mentre il Convivium e il Business Park apriranno nel 2018.
7 Luglio: Il plastico del progetto consultabile pubblicamente presso Roma Capitale.
21 Luglio: Il progetto del nuovo stadio della Roma a Tor di Valle passa all’esame della Regione per l’approvazione definitiva, ma per il Comune ci sono «carenze» dovute a «una certa fretta nella fase finale». La relazione con cui il gruppo inter assessorile del comune di Roma ha concluso la prima parte del lavoro, è stata inviata per conoscenza anche al proponente Eurnova.
22 Luglio: Filiberto Zaratti, deputato SEL, deposita un’interrogazione parlamentare proprio sull’interesse pubblico dell’opera. «Il governo è a conoscenza della proposta per la realizzazione del nuovo stadio della Roma Calcio nell’area di Tor di Valle, presentata dalla Eurnova S.r.l., e delle ricadute sul sistema idrogeologico ed ambientale del territorio e del peso urbanistico che l’intervento determinerebbe sul tessuto urbano e infrastrutturale della città di Roma?»
8 Settembre: L’Atac boccia il prolungamento della metro B a Tor di Valle dove dovrebbe sorgere il nuovo stadio della Roma. Tra i motivi addotti dalla municipalizzata dei trasporti romana, ci sarebbe il fatto che “l’incremento di rete” comporterebbe un “conseguente incremento di costi di esercizio per l’esercente”. In altre parole, per gestire il nuovo tratto funzionale allo stadio, Atac dovrebbe accollarsi costi di gestione più alti. La delibera approvata dal Consiglio comunale il 22 Dicembre 2014 ha stabilito, come condizione necessaria per dichiarare il pubblico interesse alla realizzazione dello Stadio, il ‘potenziamento dell’offerta di trasporto su ferro a servizio dell’area di Tor di Valle e della città con frequenza di 16 treni/ora nelle fasce orarie di punta giornaliere, prioritariamente attraverso il prolungamento della Metro fino a Tor di Valle.
22 Settembre: Silvia Velo, sottosegretario all’Ambiente, rispondendo in commissione alla Camera all’ interrogazione presentata da Zaratti sottolinea il «Rischio idraulico, per esondazione del fosso di Vallerano, e rischio idraulico potenziale per deflusso e accumulo idrico di tipo meteorico». Sono le «due principali situazioni di criticità» relative all’area scelta per il nuovo stadio della As Roma. Velo ha riferito «informazioni acquisite dall’Autorità di Bacino del fiume Tevere», e ha tra l’altro aggiunto, che «la localizzazione dell’opera all’interno della pianura alluvionale del fiume Tevere, poco più a valle della confluenza del fosso di Vallerano, induce a indicare la necessità di approfonditi esami circa il pericolo di assestamento».
5 Ottobre: La Procura chiude le indagini sul terreno di Tor di Valle.
23 Novembre: Elaborato il progetto definitivo dello Stadio, poiché mancavano i sondaggi geologici e le prove antisismiche.

2016

Febbraio: Continui slittamenti. L’iter è fermo dopo che gli uffici del Campidoglio hanno chiesto le integrazioni del progetto preliminare. La Regione aspetta ancora l’integrazione del progetto.
31 Marzo: entro l’8 Aprile i progettisti dovevano consegnare alla Lend Lease i progetti definitivi. «Il dossier dovrebbe essere pronto tra marzo e aprile». Le integrazioni richieste dalla Regione erano attese per la fine del 2015, poi si era parlato di gennaio-febbraio, ora il nuovo rinvio. Questo significa che l’iter di approvazione durerà almeno per l’intero 2016, visto che la Regione ha a disposizione 180 giorni per esaminare il progetto nella Conferenza di servizi decisoria. L’ex sindaco di Roma, durante la conferenza stampa alla sede della Stampa Estera per presentare il suo libro, ha criticato in maniera netta Renzi e il governatore del Lazio «La costruzione dello stadio della Roma è importante non solo per i tifosi, ma anche per la ricaduta economica di circa un miliardo e mezzo di euro che avrebbe. Il governo e il presidente della Regione Zingaretti hanno rallentato la costruzione e forse vogliono fermarla. Avremmo portato a Roma ricchezza culturale, sportiva ed economica. Il governo Renzi ha voluto interrompere questo percorso». La risposta di Zingaretti non si è fatta attendere: «Ho letto dello stadio della Roma e voglio chiarire che la Regione è ancora in attesa del progetto dello stadio». Questo, ha aggiunto il governatore, «perché lo stesso Comune inviando i documenti con i pareri sui progetti depositati scrisse esplicitamente che anche l’assenza di un parere positivo avrebbe compromesso l’interesse pubblico dello stadio e i dipartimenti inviarono alla Regione tutti pareri negativi sui documenti che avevano. E quindi siamo in attesa del progetto dello stadio». Dopo di che, giù durissimo: «Io non sono abituato a dire dei sì o dei no in assenza di progetti – ha concluso Zingaretti – ed è stravagante che si possa teorizzare il contrario».

Redazione

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