Speciale impianti: «Se l’alternativa è far morire il Flaminio, lo diano alla Lazio!»

Speciale impianti: «Se l’alternativa è far morire il Flaminio, lo diano alla Lazio!»

Apparso sul Nuovo Corriere Laziale dell’11 Aprile 2016

di Lorenzo PETRUCCI

Giornalista di fama nazionale, autore di opere televisive importanti, oltre che regista e collaboratore di significative personalità del mondo cinematografico e televisivo del Nostro Paese. Giancarlo Governi, da tifoso laziale e da grande conoscitore della “questione stadio Flaminio” ci chiarisce meglio il tutto, col sogno di poter rivedere magari un domani la squadra biancoceleste di nuovo nella sua vecchia casa.

Dall’alto della sua esperienza e conoscenza nel mondo del calcio e soprattutto dell’ambiente Lazio, le chiediamo: lei che idea si fatta sulla richiesta di assegnazione dello stadio Flaminio alla società biancoceleste?
“Innanzitutto devo dire che il progetto che il Presidente della Lazio, Claudio Lotito, propose alcuni anni fa al Comune di Roma, era impraticabile. Era quello di uno stadio da erigere in una zona della Tiberina che non era edificabile ma rurale e che faceva parte di un piano regolatore di Roma e quindi che il Comune avrebbe dovuto portarci tutte le infrastrutture, con un costo pazzesco, oltre a una zona pericolosa perché soggetta alle inondazioni del Tevere. Questo progetto comprendeva anche la costruzione di una piccola cittadella intorno allo stadio. Naturalmente questa proposta non è passata con la giunta Veltroni, Alemanno e Marino e oggi è finito nel dimenticatoio. Oggi però vi è la possibilità di avere in concessione praticamente gratuita questo stadio (il Flaminio), perché altrimenti l’alternativa è quella di abbatterlo oppure di farlo deperire a tal punto da farlo decadere. Quindi sarebbe interessante dare alla Lazio la sua casa, perché lì vicino c’era lo stadio Rondinella, il primo d’Italia. Il fatto che lo stadio Flaminio sia stato progettato da uno dei più grandi architetti del ‘900, Pierluigi Nervi, adesso questo non gli ha giovato, perché lo stadio è considerato intoccabile”.

Quindi secondo lei cosa si potrebbe fare?
“Penso che se l’alternativa è quella di far morire lo stadio, è meglio a questo punto chiedere il permesso alla famiglia Nervi, ristrutturalo, bonificarlo e farne la casa della Lazio, perché con un costo non eccessivo tutto ciò potrebbe essere fatto. Inoltre l’ubicazione è perfetta, trovandosi nella zona nord della capitale, da sempre fulcro del tifo laziale, dentro ci sono palestre, piscine, e potrebbe diventare una cittadina dello sport e potrebbero usufruirne altri sport della SS Lazio, non solo la squadra di calcio.”

Ad oggi però il Flaminio è in un forte stato di degrado, pensa che a questo punto sia meglio costruire uno stadio nuovo piuttosto che ristrutturalo?
“E’ quello che ha fatto la Juventus con il vecchio stadio delle Alpi, però non si può paragonare col Flaminio, considerato un capolavoro dell’architettura del ‘900. Il problema non è tanto il terreno ma quello della capienza, bisogna innanzitutto rimettere le strutture che si stanno usurando e poi bisognerebbe dargli una capienza maggiore per una squadra come la Lazio. Inoltre non penso che costruire uno stadio ex novo sia più conveniente che ristrutturare il Flaminio, anche perché questo è un bene pubblico e non possiamo pensare di abbandonarlo completamente e incide il costo al Comune di Roma e alla comunità.”

Un inconveniente che si potrebbe venire a creare di riportare la Lazio allo stadio Flaminio potrebbe essere la viabilità?
“Non penso che si verrebbe a creare ciò, anche perché lo stesso vale per lo stadio Olimpico, dove non ci sono parcheggi. Secondo me ci sono più possibilità di parcheggio al Flaminio rispetto all’Olimpico, con i mezzi pubblici che collegano bene l’impianto. Lo stesso vale anche per gli edifici limitrofi allo stadio, i quali non avrebbero nemmeno problemi con l’aspetto sonoro prodotto dai tifosi.”

Infine, che futuro prevede per il Flaminio?
“Penso che se all’Italia dovessero essere assegnate le Olimpiadi del 2024 si risolverebbero alcuni problemi dello stadio Flaminio e sarebbe un incipit in più per migliore questo impianto e riportarlo alla sua vecchia gloria, magari con l’assegnazione alla Lazio, sua vecchia casa.”

Redazione

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