Olimpiadi, Tokyo 2020 apre le porte a 5 nuovi sport.

Olimpiadi, Tokyo 2020 apre le porte a 5 nuovi sport.

di Chiara CARLINI

Arrivano le Olimpiadi per i giovani. Karate, skateboarding, surfing, baseball/softball e l’arrampicata sportiva.

Mentre Rio de Janeiro diventa scenario della favola olimpica 2016, il CIO arricchisce Tokyo 2020 con l’inserimento di cinque nuovi sport. Dopo l’arrivo del golf e il rugby a 7, il Comitato Olimpico Internazionale  ─ in occasione della 129sima sessione in svolgimento a Rio ─ ha deciso di accogliere la proposta del comitato organizzatore di Tokyo. Nel 2020 si apriranno le porte a cinque sport, senza ridurre quelli esistenti: karate, skateboarding, surfing, baseball/softball (per le donne) e l’arrampicata sportiva. Con queste new entry il CIO mira allo svecchiamento e al rinnovamento del più grande evento sportivo mondiale, cercando di coinvolgere le nuove generazioni. Il presidente del Comitato Olimpico Internazionale Thomas Bach ha spiegato: «Vogliamo fare sport per i giovani. Con le molte opzioni che i giovani hanno, non possiamo aspettarci più che verranno automaticamente da noi. Dobbiamo andare da loro. Quindi, nel loro insieme, questi cinque sport sono una combinazione innovativa di eventi giovanili, popolari in Giappone, che si andranno ad aggiungere al lascito dei Giochi di Tokyo».

Per quanto riguarda il programma olimpico, l’ingresso di queste discipline, come sport aggiuntivi, prevede 18 nuovi eventi per 474 atleti. Franco Carraro, relatore per la Commissione del CIO che si è occupata di seguire il programma olimpico di Tokyo2020, riguardo all’arrampicata sportiva ha detto: «Si tratta di uno sport che rappresenta una forte e coesa comunità, soprattutto di giovani, in grado di utilizzare e maneggiare le nuove forme di comunicazione».

L’arrampicata, ossia la pratica sportiva che consiste nell’arrampicarsi su una superficie verticale naturale o artificiale, è sempre più in voga tra i giovanissimi. Il presidente della Federazione Arrampicata Sportiva Italiana Ariano Amici  sostiene l’importanza di farsi trovare pronti tra quattro anni per questo grande evento: «Questo non è un punto di arrivo ma di partenza. Nei prossimi anni ci attendono nuove sfide affinché il sogno olimpico diventi realtà. La prima riguarda una crescita complessiva del movimento, che porti a considerare l’arrampicata sportiva uno sport a tutti gli effetti e non solo una derivazione dell’attività alpinistica. L’obiettivo reale, infatti, è quello di entrare stabilmente nel programma olimpico delle prossime Olimpiadi e non solo di quelle di Tokyo. La seconda, dal punto di vista prettamente agonistico, legata alle vicende della nostra Federazione, è quella di riuscire a conquistare sul campo il diritto di partecipare ai Giochi del 2020. Da questo punto di vista ci confortano gli ottimi risultati delle nostre Nazionali giovanili che però adesso devono trovare continuità anche al livello Seniores. Senza risultati, infatti, nei prossimi anni, le Olimpiadi rischiano di rimanere solo un sogno. Le sfide non ci spaventano, ma anzi ci danno la forza e la voglia di continuare con maggiore determinazione».

 

Redazione

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