L’INTERVISTA – Parla Alberto Donati, preparatore dell’Atletico Vescovio

L’INTERVISTA – Parla Alberto Donati, preparatore dell’Atletico Vescovio

di Filippo MORSILLO

Alberto Donati, preparatore atletico dell’Atletico Vescovio, si è concesso ai nostri microfoni e ha raccontato delle sue prime esperienze con i Piccoli Amici fino ad arrivare alle categorie più elevate, senza mai perdere di vista il suo obiettivo principale: migliorare se stesso e i ragazzi che allena.

Dal calcio giocato a quello insegnato, quali sono le soddisfazioni maggiori che ti dà il ruolo di preparatore?

Le soddisfazioni più grandi le ho non tanto per i risultati in campo, ma soprattutto per quanto riguarda i rapporti che si creano con i ragazzi e anche per la fiducia che hanno nei miei confronti. Inoltre fa sempre piacere ricevere telefonate o messaggi da parte dei giocatori che hai allenato e che ti chiedono magari qualche consiglio.

Hai iniziato la tua carriera partendo dai bambini, le differenze con i grandi sono tante? O alla fine il tuo lavoro è da considerare lo stesso?

Ho iniziato il mio percorso con la scuola calcio e la prima esperienza che ho avuto è stata con i Piccoli Amici, ovviamente con questa categoria non facevo da preparatore ma da istruttore. Le differenze con i grandi sono tantissime, però mi è sempre piaciuto utilizzare alcuni giochi dei piccoli anche nei settori giovanili e nelle prime squadre, anche perché sono attività che risultano stimolanti anche per i grandi

Gli allenamenti seguono tutti un percorso preciso, o ti piace variare casualmente i vari esercizi?

Per quanto mi riguarda mi piace strutturare gli allenamenti ed arrivare al campo sempre preparato su quello che devo fare, non mi piace improvvisare; questo però non vuol dire che non possa apportare delle modifiche o creare delle varianti mentre sono sul campo. Programmando gli allenamenti cerco anche di non ripetere più volte lo stesso lavoro, altrimenti si rischierebbe di diventare noiosi se si facessero sempre le stesse cose, anche se capita di riproporre una stessa esercitazione nel corso della stagione.

Il tuo ruolo d’insegnante ti limita a rimanere un po’ distante dal resto della squadra o viceversa?

Mi piace strutturare gli allenamenti ed arrivare al campo sempre preparato su quello che devo fare, non mi piace improvvisare; questo però non vuol dire che non possa apportare delle modifiche o creare delle varianti mentre sono sul campo. Programmando gli allenamenti cerco anche di non ripetere più volte lo stesso lavoro, altrimenti si rischierebbe di diventare noiosi se si facessero sempre le stesse cose, anche se capita di riproporre una stessa esercitazione nel corso della stagione.

Obiettivi per la prossima stagione?

Gli obiettivi di quest’anno sono gli stessi di sempre, cercare di migliorarmi ed aiutare i ragazzi a crescere e continuare a divertirmi in quello che faccio perché credo sia uno dei mestieri più belli al mondo!

Redazione

Il sito del settimanale 'Nuovo Corriere Laziale' testata che segue lo sport giovanile e dilettantistico della regione Lazio.

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