INTERVISTA ESCLUSIVA A MASSIMO TESTA: «Gufi e piagnoni? Sono dei perdenti»

INTERVISTA ESCLUSIVA A MASSIMO TESTA: «Gufi e piagnoni? Sono dei perdenti»

(foto di © Gian Domenico SALE – www.photosportiva.it)

di Lorenzo Petrucci

 

Il Presidente del Tor di Quinto, Massimo Testa, ci racconta la stagione che sta per iniziare, con ambizioni, obiettivi e con una discussione sulla polemica che ha tenuto banco negli ultimi giorni sui gironi da parte di alcune società, con proposte del Presidente Testa per migliorare il calcio regionale e portare nel professionismo sempre un numero maggiore di calciatori italiani e prodotti dal settore giovanile.

 

Presidente, sono appena iniziati i tre campionati elite: Juniores, Allievi e Giovanissimi. Come vede le tre categorie quest’anno?
“Noi abbiamo fatto tre squadre per fare bella figura, poi possono arrivare prime, terze, con l’obiettivo di arrivare in finale, ma anche questo non è tassativo, l’importante è che abbiamo belle squadre e che durante l’anno facciano un percorso tranquillo. Ormai sono rimaste tre/quattro società perciò non si devono nemmeno fare grandi sforzi.”

Che obiettivi vi siete posti?
“Come ho già detto c’è quello di raggiungere le finale, ma non vedo che c’è tanta competitività in giro quindi riusciamo ancora a mantenerci a certi livelli. Detto questo non è obbligatorio raggiungere le finali tutti gli anni, anche per stare ogni tanto un po’ più tranquilli. Il traguardo di cinque squadre alle fasi finali lo scorso anno è stato un sforzo grande poi alla fine abbiamo anche fatto contenti un po’ tutti quelli che ci hanno incontrato facendoli vincere, speriamo invece che questa volta facciano contenti a noi. Quest’anno io vorrei andare in finale con una o due squadre in meno e vincere un titolo con le altre.” 

Facendo un discorso più tecnico sui tre allenatori: Vergari, Basili e Almanza, sono tutti stati confermati, che cosa si aspetta in questo campionato da loro?
“Da noi gli allenatori non li manda via mai nessuno, tutti e tre sono giovani e cresciuti qui a Tor di Quinto. Questo è sicuramente un aspetto importante che abbiamo voluto con Moretti, Di Marco e il resto della dirigenza e siamo sicuramente molto contenti di questo aspetto.”

Non possiamo non parlare della polemica riguardante la suddivisione dei gironi, cosa ha pensato delle lamentele di alcune società?
“In quest’ultimo periodo è stato un argomento che ha tenuto molto banco, anche in maniera maggiore rispetto ad altri più importanti. A me sinceramente non è fregato proprio niente perché dovrei in caso tornare indietro con gli anni non essendomi mai lamentato prima e non lo farò ora. Nel girone degli Allievi abbiamo le quattro finaliste e non abbiamo detto nulla. Le società che si sono lamentate lo fanno sempre, anche perché queste hanno una grande tradizione di finali e sono molto blasonate, non hanno mai raggiunto le fasi finali quindi è una lamentela un po’ fine a stessa.

Alcune società hanno puntato il dito affermando che i gironi sono troppo a favore del Tor di Quinto, lei ha qualcosa da dire?
“Di questa storia non mi interessa parlarne, noi ringraziamo chi ci ha dato tutto questo potere ma noi non ne sappiamo nulla, poi Zarelli non è una persona che si fa influenzare, quindi se ha fatto i gironi in questo modo c’è un motivo. Dove mi mandano vado, non voglio vincere per forza, a me non sembra che il Tor di Quinto va sui campi a fare rissa o a creare problemi per voler vincere qualcosa, anzi siamo molto più corretti quando perdiamo che quando vinciamo, perciò tutto quello che si dice sono tutte nullità.

Lei ha risposta che avrebbe tranquillamente fatto a cambio di girone con chi si è lamentato, sarebbe arrivato fino in fondo a questa proposta?
“Si assolutamente, io cambierei anche domani, anzi io spero che i nostri siano gironi molto competitivi e ostici, almeno vediamo anche i giocatori all’opera, io non voglio andare in finale per forza ma perché lo merito, perciò se la squadra non ce l’hai non è colpa del girone.

A polemica conclusa, ha avuto modo di contattare i dirigenti di queste squadre per chiarimenti?
“Io non parlo con nessuno, a volte è meglio stare in silenzio. Quando ci vedremo alle partite non cambierà nulla rispetto a prima, anche se non ci vediamo spesso, poi li saluterei tranquillamente, io non lego le cose al risultato di calcio. Ci sono state in passato cose peggiori che altre società hanno fatto e rispetto ai gironi è un nulla. La polemica sui gironi è una fuga dalla realtà sulla qualità delle proprie squadre non all’altezza.”

Dalla sua esperienza nel mondo del calcio regionale ha dei consigli da dare alla Lega per migliorare il calcio giovanile regionale?
“C’è un settore che non funziona, c’è un campionato maggiore che non assorbe più nessun ragazzo, è pieno di stranieri in prima squadra e nel settore giovanile e invece di affrontare questi argomenti importanti si parla dei gironi con discussioni anche inutili. Per i gironi la mia proposta è quella di fare un girone per categoria e la prima va a fare le nazionali, senza più fasi finali, il sistema di adesso è un po’ per fare contenti tutti e spesso si sbaglia, con anche poca competitività tra le squadre. In conclusione auguro un buon campionato, sereno e tranquillo a tutti.”

Lorenzo Petrucci

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