L’intervista: i ricordi di Marco Capparella

Stadio San Paolo 12 giugno 2005. 79000 spettatori elettrizzati gremiscono gli spalti. Una calda giornata a Fuorigrotta offre una splendida cornice per il match di andata dello spareggio play-off, per l’accesso alla Serie B, tra Napoli ed Avellino. Lo speaker declina la formazione locale. Con la maglia numero 10, sì proprio quella indossata dal ‘Pibe de Oro’ in tempi non sospetti, c’è l’idolo dei tifosi partenopei: Marco Capparella. Un folletto imprendibile che fa girare la testa ai difensori avversari. A soli sedici anni il buon Marco sale sul treno che cambia in un batter di ciglia la sua esistenza, trasferendosi da Roma a Piacenza. Lontano dagli affetti, dalla solita quotidianità capitolina, il talento inizia la sua corsa chilometrica sui binari del prato verde. Il viso pulito e genuino resta solare con il passare delle primavere. Sulle pagine del Nuovo Corriere Laziale Capparella si racconta con aneddoti limpidi scolpiti nella memoria. L’infanzia affrontata serenamente con le magie di Bruno Conti nei sogni. Il pallone tra i piedi compare presto. La società del Bettini Quadraro lo accoglie. Altre due squadre nella città eterna, ovvero Libertas Centocelle e Pro Calcio Italia, prima del salto nel profondo Nord. A Piacenza i dirigenti della compagine biancorossa notano le prestazioni da otto in pagella del giovane. Dalla Primavera alla Prima Squadra guidata da Cagni è un attimo. La favola del professionismo accende il motore. Sora, Perugia, Avellino. In Irpinia l’incontro con il profeta del 4-3-3 Zdenek Zeman. Nel 2005 lo sbarco a Napoli. Quattro anni con il sangue azzurro nelle vene. Il 13 gennaio, a San Siro al cospetto del Milan, la sostituzione con Savini al 26’st decreta l’esordio in Serie A. Dai castelli pieni di sfarzo ai campi fatiscenti della Promozione Capparella insegue l’affetto per il calcio in pratica fino a ieri. Dopo goal e assist, adesso il folletto di Roma dona la sua sagacia ai più piccoli con la Scuola Calcio di tecnica individuale ‘k7’.

Iniziamo dalle origini. Quali sono i suoi primi ricordi legati al calcio?

“Da piccolino ho iniziato a tirare i primi calci a Roma. Otto anni nel Bettini Quadraro per poi passare alla Libertas Centocelle e dopo ancora nella Pro Calcio Italia. Da lì il salto al Piacenza a soli sedici anni”.

Dalla capitale a Piacenza in tenera età. Il distacco dai propri affetti è stato duro da digerire?

“Non è stato certo facile da ragazzo lasciare la famiglia e gli amici. Ti privi di molte cose con la speranza di ottenere una ricompensa in ottica futura. In tal senso posso dire di aver fatto la scelta giusta. In Emilia c’è stato subito il passaggio dalla Primavera alla Prima Squadra in pianta stabile. Pian piano, con tanta gavetta, ho realizzato il sogno di calcare i campi del professionismo. Dalla C2 alla C1, passando per la B fino alla Serie A”.

Da giovane c’è stato un idolo a cui si ispirava?

“Sì. Bruno Conti. Un talento incredibile. Mi riconoscevo nelle sue sguscianti movenze”.

Qual è stata la stagione della svolta? Forse quella a Sora nel 1997?

“Indubbiamente è stata un’esperienza importante. All’epoca la società era formata da persone serie e competenti. Mister Ezio Castellucci dimostrava saggezza trasmettendo tranquillità. Ho avuto l’opportunità di mettermi in luce. Nel 1999 si materializzò il passaggio al Perugia”.

Durante il periodo vissuto ad Avellino ha incontrato mister Zdenek Zeman. Cosa ha imparato dal boemo?

“Io sono innamorato di Zeman. Innanzitutto per la persona che dimostra di essere. E’ stato senza dubbio l’allenatore più preparato con cui ho lavorato. Lui insegna il calcio come pochi”.

Dal 2005 al 2008 l’avventura intensa ed emozionante a Napoli…

“E’ una piazza che non ha bisogno di presentazioni. Ho avuto l’onore di vincere con la maglia azzurra indossando spesso la casacca numero 10, la stessa del giocatore più forte al mondo. Aneddoti indimenticabili che porterò sempre nel cuore. Auguro ai giovani di correre sul prato del San Paolo”.

Recentemente ha pure incontrato Maurizio Sarri. Questo Napoli ha le potenzialità per vincere trofei?

“L’incontro con Sarri è stato piacevolissimo. Il mister è una persona umilissima che merita i migliori complimenti per ciò che sta facendo. Il Napoli di oggi è un’orchestra perfetta che diverte il pubblico per la spettacolarità delle sue trame. Gli esterni offensivi fanno la differenza. Le carte in regola ci sono”.

Lei ha giocato in ogni categoria, dalla Serie A alla Promozione. La passione per il calcio non ha confini vero?

“La passione rappresenta l’elemento imprescindibile in qualsiasi disciplina sportiva. Dalla carica emotiva per una singola partita, alla serenità psicologica per affrontare una stagione intera, tutto deve essere affiancato dalla passione”.

Con la k7 ha esaudito il suo grande desiderio di insegnare questo meraviglioso sport ai bambini. Come e quando nasce l’idea?

“Nel corso del tempo ho studiato e applicato le metodologie per l’insegnamento della tecnica di base ai più piccoli. Il mio motto è ‘saper fare e saper far fare’. Trasmettere i giusti dettami non è una passeggiata di salute. Bisogna possedere capacità educative non indifferenti. Ho organizzato anche dei Camp con il Chievo Verona. Successivamente è nato il progetto della Scuola Calcio di tecnica individuale k7. Le mie lezioni si concentrano su esercizi volti al perfezionamento di eventuali punti deboli. Basti pensare alla postura del corpo ed al controllo del pallone. Nella maggior parte dei vivai, lavorando con trenta o quaranta ragazzi, le fondamenta vengono di frequente sottovalutate. Nel mio caso invece gli allenamenti coinvolgono due o tre allievi per volta”.

Alessandro Iacobelli

CARRIERA DI MARCO CAPPARELLA

GIOVANILI

-Bettini Quadraro

-Libertas Centocelle

-Pro Calcio Italia

 

PRIMAVERA

-Piacenza (1992-1993)

 

PRIMA SQUADRA

-Piacenza (1992-1994)

-Sparta Novara (1994-1995)

-Varese (1995-1997)

-Sora (1997-1999)

-Perugia (1999-2000)

-Catania (2000-2001)

-Fidelis Andria (2001)

-Sora (2001-2003)

-Avellino (2003-2004)

-Ascoli (2004-2005)

-Napoli (2005-2008)

-Juve Stabia (2008-2010)

-Pescina Valle del Giovenco (2010)

-Casertana (2010-2011)

-L’Aquila (2011-2012)

-San Nicolò (2012)

-Torrese (2013-2014)

-Martinsicuro (2014-2015)

-Pontevomano (2015-2016)

 

 

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