Intervista a Daniele Lorenzetti, il deus ex machina dei successi dell’Ottavia

di Lorenzo Petrucci 

Lunga e interessante chiacchierata con il Direttore Sportivo del Settore Giovanile dell’Ottavia e allenatore in questa stagione dei Giovanissimi elite biancocelesti, vera rivelazione del campionato.
Un’annata da sogno per l’Ottavia calcio, le vittorie nei campionati Fascia b, la salvezza con gli Allievi e un 5° posto con i Giovanissimi elite, senza dimenticare la promozione in Eccellenza della Prima squadra, tutto merito di una programmazione che parte da lontano, di idee chiare e qualche scommessa, perché come piace dire anche allo stesso Lorenzetti “a volte è necessario fare un passo indietro per saltare più lontano in avanti”.

Nel doppio ruolo di DS e allenatore dei Giovanissimi elite 2003, da squadra neopromossa vi siete classificati in quinta posizione nella classifica finale. Potete essere considerati la squadra rivelazione del campionato?
“Assolutamente si, siamo partiti forte con l’entusiasmo che è andato crescendo partita dopo partita e che ci ha permesso di lavorare in una certa maniera, però poi non posso nascondere che ci sono state delle difficoltà a metà stagione. Questo ci ha creato un po’ di problemi, abbiamo dovuto ricostruire alcuni reparti e c’era il rischio di fare un girone di ritorno a bassi livelli, invece abbiamo fatto meglio conquistando gli stessi punti dell’andata ma perdendo meno partite. Siamo una squadra col carattere e che non facciamo giocare bene gli avversari, a tutti quelli abbiamo incontrato gli abbiamo reso la vita complicata.”

 

Parlando dei singoli, tra i classe 2003 c’è il portiere Emanuele Vento, protagonista della vittoria con la Rappresentativa al Torneo delle Regioni.
“A oggi possiamo dire che se Emanuele non rimane con noi è, come si spera e sembra, perché avrà la possibilità di andare nel calcio professionistico. In questa stagione è stato un valore in più in campo e fuori, la sua dote è la sua umiltà, ha voglia di migliorare, sa dare la carica ai compagni in difficoltà e il premio per quello che ha fatto sarebbe portalo nel calcio che conta.
E’ da tempo che l’Ottavia non dà calciatori nel professionismo (Cataldi, Crecco, Pollace ndr), noi ora stiamo intraprendendo un percorso in cui Vento molto probabilmente uscirà dall’Ottavia per fare qualcosa di importante ma nel prossimo futuro non sarà l’unico, è una crescita che tutta l’Ottavia vuole fare.”

 

E’ stata anche la tua prima esperienza da allenatore in una categoria agonistica, com’è questo lavoro e quanto è impegnativo?
“Il doppio incarico non è facile soprattutto per il dispendio di energie, prima avevo allenato solo nella scuola calcio. E’ stata una sfida per me, in passato quando mi proponevo mi dicevano che dovevo fare una scelta. Finalmente ho avuto l’occasione, l’importante è avere convinzione, passione e anche un pizzico di fortuna.
La scelta di venire all’Ottavia nel marzo del 2017 è ricaduta perché mi è stata data questa possibilità e io ho voluto fortemente rischiare su me stesso. La mia fortuna e forza è che mi circondo di persone brave quanto me come Giorgio Maggese a capo dell’area scouting e Federico Amici, che magari non sono tanto conosciute ma che si sono dimostrate persone di primissimo livello.
Nei due ruoli il compito dell’allenatore in questa stagione forse è stato più complicato rispetto a quello di direttore perché in campo mi trasformo, sono un tipo abbastanza passionale e per allenare perdo tante energie.”

 

Gli Allievi fascia b Regionali l’Ottavia hanno recentemente vinto il titolo, che sapore e soddisfazione ha questo successo?
“Bellissimo, sabato abbiamo vinto la finale di categoria ma nonostante questo non è così scontato che otterremo la promozione in elite, stiamo aspettando alcune decisioni che non dipendono da noi. Con un esito negativo, saremo obbligati ad accettare il verdetto che sarebbe un peccato per noi, non sarebbe stato giusto nemmeno per un’altra società, sarebbe un peccato. Nulla poi toglierebbe la vittoria del titolo ottenuta sul campo, ma la promozione in elite sarebbe una ciliegina da mettere sopra la torta.”

 

Nel corso del campionato Allievi elite, il progetto dei 2002 da sotto età con i 2001 da necessità è diventato una scelta, una virtù, portandovi alla salvezza di questa importante categoria?
“In questa categoria ci siamo trovati a partire quasi da zero, siamo stati costretti a fare delle selezioni tra fine luglio e inizio agosto quando altre società magari hanno già i gruppi formati da settimane. Tanto merito a mister Fabio Pucciarelli che ha dovuto fare un lavoro “di pazienza”. Sapevamo di dover affrontare una stagione di sofferenza con questo gruppo però poi l’obiettivo (salvezza) è stato raggiunto. Per noi Ottavia è stata la vittoria che ci ha dato più soddisfazione. In questo il contributo dei sotto età è stato importantissimo, soprattutto nell’ultima gara del girone e nel play out contro l’Almas in cui abbiamo portato ben dodici 2002.”

 

E’ stata una scommessa mettere in campo 2002 sotto età nel momento più importante della stagione?
“Eravamo arrivati a un punto che si doveva rischiare e dovevamo affidarci a giocatori che non potevano più sbagliare. E’ stata una scommessa pensata affidando questa responsabilità a un gruppo forte dei 2002. Abbiamo fatto un tipo di scelta che in tanti altri non avrebbero fatto e che in quel momento non nascondo è stata anche criticata da chi è stato messo da parte. Se fosse andata in maniera differente saremo stati attaccati ma abbiamo scommesso e abbiamo vinto con merito. Puntiamo molto sulla motivazione dei ragazzi senza guardare la carta d’identità. La scelta di portare giocatori sotto età in categorie superiori è stata una politica dell’Ottavia in questa stagione e ha portato i suoi frutti. Vogliamo dare l’immagine che siamo una società che ha il coraggio di schierare giocatori sotto età e allenatori esordienti. Ci tengo a dire che sono tutte scommesse calcolate perché sono sicuro che a chi do fiducia poi fa bella figura.”

 

 

Anche con i 2004 avete vinto il campionato fascia b regionale, si può dire una stagione perfetta per tutto il settore giovanile dell’Ottavia?
“I 2004 è un gruppo in cui non pensavamo di ottenere certi risultati. E’ stata una squadra su cui ad inizio stagione in tanti non avrebbero puntato, poi è stata una piacevole sorpresa. Abbiamo visto i ragazzi crescere e maturare e piano piano poi abbiamo iniziato a capire che ci sarebbe stata la possibilità di vincere il campionato.
Sembrano ragazzi più maturi dell’età che hanno e il merito va anche a chi l’ha guidati, un gruppo che pensava solo a giocare a calcio e che ha ottenuto i risultati vincendo  il campionato con tanti punti di vantaggio su squadre che pensavamo che fossero più forti di noi. E’ un gruppo che ha una base importante su cui il prossimo anno in elite si potrà puntare. Un gruppo che non tutti hanno e che tutti vorrebbero avere.”

 

L’Ottavia da anni ha improntato un programma chiaro e che sta iniziando i suoi frutti, dalla scuola calcio fino alla Prima squadra basandosi sull’organizzazione e la qualità, che obiettivi futuri ci sono?
“Io approdo all’Ottavia nel marzo del 2017 e ho accettato perché intravedevo tante potenzialità che non erano ancora esplose e che con pochissimo potevano essere mostrate. La base era già importante, io e le altre persone che sono entrate in società sapevamo di portare molto, non è nato tutto per caso, c’è stato anche tanto sacrificio che poi ci ha portato i risultati che oggi stiamo vedendo.
Gli obiettivi futuri sono avere tutte le società in elite, una stabilità nei campionati importanti e avere sempre più giocatori appetibili per il professionismo, creare squadre con giocatori di carattere, motivati e di prospettiva che magari provengono anche da categorie regionali, con una programmazione lungimirante che ci permetta di costruire mattoncino dopo mattoncino. Una società forte sotto alla base, una scuola calcio che cresce, un’agonista che sta diventando sempre più forte e una prima squadra importante e da questo non fermarsi, di avere ancora fame e sempre migliorarsi, questo è nella mia natura e nella filosofia dell’Ottavia e mi dà soddisfazione che molte persone nella crescita della società  identificano la mia figura con una parte del merito che va anche a me ma c’è ancora da migliorare e crescere.”

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