Bufera sullo stadio della Roma, progetto a rischio: la situazione

Bufera sullo stadio della Roma, progetto a rischio: la situazione

di Francesca EMPLER

È di poche ore fa la bufera che si è abbattuta sullo Stadio della Roma. Solo poche settimane fa, per l’esattezza il 30 maggio, i rappresentanti di Stadio della Roma e Eurnova avevano consegnato la documentazione definitiva del progetto Tor di Valle al Comune di Roma e alla Regione Lazio.




Da alcuni giorni, invece, tutto è stato messo in discussione: nove persone arrestate, sedici indagate e diversi imprenditori e politici implicati. Nessuna responsabilità, invece, nella vicenda sia la società sportiva della Roma che la sindaca della Capitale Virginia Raggi.




Nello specifico, delle 9 persone arrestate, per sei di questi è stata disposta la custodia cautelare, mentre per gli altri tre gli arresti domiciliari. Accuse gravissime: associazione per delinquere finalizzata alla commissione di condotte corruttive e di altri reati contro la Pubblica Amministrazione. Tra questi, politici e imprenditori: Adriano Palozzi, vicepresidente del Consiglio Regionale e coordinatore di Forza Italia Provincia di Roma, l’avvocato Luca Lanzalone, presidente Acea, l’imprenditore Luca Parnasi, ex assessore regionale all’Urbanistica e Michele Civita del Pd. Indagati inoltre Paolo Ferrara, capogruppo del M5S in Campidoglio, Davide Bordoni, capogruppo capitolino di Forza Italia, e Mauro Vaglio, presidente dell’Ordine degli avvocati di Roma.

La sindaca Raggi commenta l’accaduto sostenendo che chi ha sbagliato dovrà pagare. Aspetterà di vedere le carte prima di esprimere giudizi.




Il Codacons ha chiesto l’immediato blocco del progetto e ha sostenuto la necessità di presentare istanza urgente alla procura per il sequestro degli atti amministrativi dello stadio. Il mondo della politica si dice pronto a condannare chiunque abbia sbagliato.

I tifosi, invece, sembrano essere preoccupati soprattutto per la reazione del presidente della Roma Pallotta, che potrebbe anche decidere di abbandonare la società.

È necessario ora attendere gli sviluppi giudiziari e le conseguenti decisioni che verranno dal mondo della giustizia e della politica.




Redazione

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