Fabrizio Maffei: “Inter troppo forte per la Lazio: il gap tecnico pesa più delle scelte di Inzaghi”

Il giornalista Fabrizio Maffei è intervenuto sugli 88.100 di ElleRadio nella trasmissione Laziali On Air, condotta da Danilo Galdino e Fabio Belli:




La Lazio ha perso contro una squadra che si è dimostrata superiore, deve prenderne atto anche facendo il classico gioco delle figurine. L’Inter è stata costruita per vincere, la Lazio per raggiungere qualche obiettivo: dei nerazzurri si parla per 150 milioni già investiti e altri 90 pronti sul mercato, è una differenza che si vede sistematicamente sul campo per la Lazio che infatti ha perso contro le squadre che l’anno scorso l’hanno preceduta in classifica.




La mentalità difensiva bisogna averla: sapersi difendere è un’opzione, ma forse la Lazio non ha nel proprio DNA un gioco più accorto. Qualcosa si può sicuramente cambiare, passare in alcune circostanze ad una difesa a quattro, ma se non si hanno gli interpreti c’è poco da fare. La Roma a Napoli si è difesa con il sangue e con i denti ma il gol l’ha preso all’ultimo minuto, senza le disattenzioni che la Lazio evidenzia sistematicamente in tutte le partite.




Considerando quanto la Lazio ha pagato Correa, mi viene da pensare se non ci fosse qualcosa di meglio: la Lazio è piena di giocatori che rimpiangiamo quando sono in panchina e in tribuna, ma che poi quando scendono in campo suscitano delle perplessità. Uno di questi è Luis Alberto, che si vuole in campo quando non c’è, e poi si rimpiange Caicedo quando gioca. Credo che nessun allenatore al mondo sia autolesionista, non so se con Correa avremmo vinto la partita. Credo che la caratura tecnica delle due squadre ieri fosse diversa a prescindere.

Io resto convinto che negli 11 titolari la Lazio possa giocarsela anche con le squadre migliori, ma al di là degli episodi devono essere tutti al meglio: il miglior Lucas Leiva, il miglior Milinkovic-Savic, il miglior Luis Alberto, come accaduto ad esempio l’anno scorso nel periodo in cui hai battuto due volte la Juventus nel giro di pochi mesi. Mi alzo però il cappello di fronte ad un’Inter che ha potuto poter contare sul meglio in ogni reparto, e rileggendo la squadra a disposizione si capisce che ci sono campioni in grado di fare la differenza.




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