Emergenza rifiuti a Roma: l’ordine dei medici e i cittadini si fanno sentire

di Francesca EMPLER

È ormai nota l’insostenibile situazione che la Capitale sta vivendo in merito ai rifiuti. Cumuli di immondizia sparsi intorno ai cassonetti, con topi, gabbiani e insetti che incombono.

Un vero e proprio degrado che fa rabbrividire non solo i cittadini e i visitatori, ma anche chi si occupa di salute pubblica. È stato proprio il presidente dell’Ordine provinciale di Roma dei medici-chirurghi e degli odontoiatri Antonio Magi, a inviare una lettera alla sindaca di Roma Virginia Raggi, al ministro della salute Giulia Grillo e al ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare Sergio Costa. Il presidente si dichiara preoccupato per la situazione e ricorda il compito che ricopre: proteggere la popolazione e fare in modo che venga assicurato il diritto alla salute. Richiama inoltre alla memoria l’incendio dell’impianto Tmb sulla Salaria che ha notevolmente peggiorato una situazione già precaria. Allarmante soprattutto la condizione dei cassonetti in prossimità di scuole, ospedali e parchi. È necessario un intervento. Questo, in sintesi, l’appello del presidente. La gente, stufa delle condizioni in cui è costretta a vivere, ha deciso di inviare direttamente all’ordine dei medici segnalazioni riguardanti il degrado di alcuni quartieri della Capitale. I cittadini non ce la fanno più e, molti di loro, hanno deciso di ribellarsi e di mettersi in azione per richiedere il rimborso totale o parziale della Tari, la tassa sui rifiuti. Per gli abitanti è Ama a doversi occupare dello smaltimento dei rifiuti, visto che percepisce l’imposta sopra citata per il sostentamento, mentre la stessa municipalizzata aveva pensato a un’altra soluzione: posizionare vigilanti ai cassonetti e mettere in mano ai romani strumenti per pulire.
I cittadini si ribellano a tutto ciò e chiedono dunque indietro almeno una percentuale per la tassa pagata nel 2018.
Estremo degrado nella città, ma soprattutto rischi per la salute. Bisogna urgentemente intervenire.

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