Arte | Boldini e la moda

di Giuseppe MASSIMINI

Una grande mostra a Palazzo dei Diamanti a Ferrara mette insieme, per la prima volta, le opere dell’artista e meravigliosi abiti d’epoca

Negli ultimi anni tante le mostre dedicate a Giovanni Boldini, il pittore più internazionale e mondano dell’arte italiana tra Ottocento e Novecento. Tutte si sono soffermate su un aspetto distintivo della sua attività consolidando sempre di più la sua notorietà. Ad arricchire questo cammino si aggiunge ora un’altra bella e significativa rassegna. Si intitola, “Boldini e la moda”, ospitata fino al 2 giugno a Palazzo dei Diamanti a Ferrara. Organizzata dalla Fondazione Ferrara Arte e dal Museo Giovanni Boldini di Ferrara, indaga, per la prima volta, dopo un lungo lavoro di studio e di ricerca, il fecondo rapporto tra Boldini e il sistema dell’alta moda parigina e il “riverbero che questa ebbe sulla sua opera di ritrattista”. Boldini (1842-1931) lascia la natia Ferrara per Firenze dove frequentò l’Accademia e il Caffè Michelangelo. Ma, ben presto, già nel 1867 si recò a Parigi per la prima volta ammirandovi l’opera di Courbet e di Manet.

Di Giovanni Boldini, Gertrude e La Marchese Casati con piume di pavone

Dopo un nuovo soggiorno italiano nel 1871 l’artista si stabilì a Parigi, che divenne la sua seconda patria, e si inserì perfettamente nell’ambiente trasformandosi in un conteso ritrattista. I temi rurali della sua prima produzione furono sostituiti dalla rappresentazione animata della vita moderna parigina e in modo particolare si dedicò a celebrare le signore dell’alta società, in tutte le loro ambizioni e il loro raffinato narcisismo. Con il correre degli anni l’artista rese il suo stile sempre più rapido, sintetico e costantemente animato da una materia pittorica ricca e sensuale e da una grande facilità espressiva. E se molti dei suoi ritratti furono rifiutati dagli stessi committenti per la loro audacia (tra gli esempi più clamorosi il ritratto di Donna Franca Florio) e lasciava perplessi e indignati molti osservatori, quel suo stile inconfondibile, fremente e scattante diventerà al volgere del Novecento un vero e proprio canone di tendenza. E di lì a poco porterà alla dissoluzione di corpi e delle immagini. Molto avvincente il percorso espositivo composto da oltre cento opere. La mostra, ordinata in sezioni tematiche, mette insieme dipinti, disegni e incisioni di Boldini e dei suoi colleghi Dégas, Manet, Sargent, Whistler, Seurat, Blanche e Hellen con cui condivise la scena artistica del periodo, oltre a meravigliosi abiti d’epoca, libri e oggetti preziosi. Ciascuna sezione è presentata idealmente da figure di letterati del tempo nella cui vita la moda ha avuto forma di rilievo – da Charles Baudelaire a Oscar Wilde, da Marcel Proust a Gabriele D’Annunzio. Il percorso prende avvio con la fortuna di Boldini nell’immaginario della haute-couture contemporanea e prosegue raccontando l’evoluzione della sua arte nell’abito del ritratto e, contestualmente, i mutamenti della moda dagli anni ottanta del XIX secolo fino alla vigilia della Grande Guerra. Un suggestivo intreccio tra arte moda e letteratura, coinvolgendo il visitatore nelle atmosfere raffinate e luccicanti della metropoli francese in tutto il suo elegante edonismo. Mostra e catalogo, spiega Maria Luisa Pacelli, “sono l’esito di un progetto di ricerca dell’artista iniziato diversi anni con lo studio delle lettere del pittore, custodito presto il Museo G. Boldini, da parte di Barbara Guidi, curatrice della rassegna e conservatrice delle gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea di Ferrara”.

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