Arrivano le giostre!

di Giuseppe MASSIMINI

A Palazzo Roverella a Rovigo storie, immagini, giochi in una fantasiosa quanto interessante esposizione.




Per evadere un po’ dalle proposte espositive delle grandi città d’arte approfittate di un fine settimana per visitare la bella città di Rovigo. Qui all’interno di Palazzo Roverella troverete una fantasiosa quanto interessante esposizione che non ha nulla da invidiare alle tante rassegne che in questo periodo si registrano nel calendario dell’arte italiana. Si intitola “Giostre! storie, immagini, giochi” e rimane aperta fino al 30 giugno.




Da sinistra, Wild Horses di Pietro Privitera e Scandiano di Luigi Ghirri

A proporla è la Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo insieme al Comune di Rovigo e all’ Accademia dei Concordi, per la cura di Roberta Valtorta, con la collaborazione di Mario Finazzi per il percorso riservato alla pittura. Le giostre affondano le radici negli antichi rituali delle società contadine che una lunga evoluzione, ha trasformato nelle moderne attrazioni ipertecnologiche. Con la Rivoluzione industriale di fine settecento e poi, con il clima del Positivismo, mutano aspetto, utilizzando sempre di più la tecnologia per attrarre e coinvolgere il pubblico. Le grandi esposizioni universali di fine Ottocento, nate per presentare le novità dell’industria, si tramutano in veri e propri parchi di divertimento che nel corso del Novecento diventano “luna park” – dal nome del parco di Coney Island (1903). La mostra si compone di più sezioni e si snoda attraverso una preziosa raccolta di immagini fotografiche, dipinti e manifesti d’epoca. Ma anche di straordinari giocattoli meccanici, splendidi carillon, cavalli in legno intagliati e dipinti e modellini di antiche giostre talvolta in forma di orologi e di soprammobili, divenuti nel tempo oggetti di collezionismo.




L’ampia sezione riservata alla fotografia raccoglie più di sessanta immagini da quelle ottocentesche di Celestino Degoix e di Arnoux a quelle della Parigi d’inizio Novecento di Eugène Atget e dei Frères Seeberger. Si continua con i più grandi fotografi degli anni Quaranta-Sessanta come Henri Cartier Bresson, Mario Cattaneo, Cesare Colombo, Robert Doisneau e Mario Giacomelli, solo per citarne alcuni. L’epoca contemporanea è segnata dagli scatti di altri nomi noti della fotografia (Bruno Barbey, Gabriele Basilico, Olivo Barbieri, John Batho, René Burri, Stefano Cerio, Raymond Depardon, Luigi Ghirri, Paolo Gioli, Guido Guidi, Jitka Hanzlovà, Guy Le Querrec, Raffaela Mariniello, Bernard Plossu, Francesco Radino, Pietro Privitera, Ferdinando Scianna). Nella sezione riservata alla pittura i dipinti di Valerio Berruti, Paolo Ventura, Giacomo Balla, Massimo Campigli. La mostra è arricchita da una selezione di manifesti di fiere di paese e sagre popolari. Una sosta merita l’installazione dell’artista contemporanea Stephen Wilks “Donkey Roundabout” così come da vedere il film di Adriano Sforza “Jodi delle giostre”, vincitore del David di Donatello 2011. Percorrere le sale espositive è come tornare bambini; rivivere certe emozioni come quando per la prima volta salivamo su un cavalluccio a dondolo di una bella giostra tutta luce e argento o come quando felici gridavamo “arrivano le giostre”.




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