Alla scoperta di Fonseca: dieci citazioni

Ufficio stampa As Roma

Che tipo di allenatore è Paulo Fonseca?

Abbiamo raccolto 10 frasi del tecnico portoghese, per capire un po’ meglio il suo pensiero…

1. “La mia filosofia di gioco? Ho le idee molto chiare, che si possono notare nelle squadre che alleno. Avere il possesso palla, prendere l’iniziativa ed essere una squadra offensiva: questi sono gli aspetti che definiscono il mio gioco e gli obiettivi delle mie partite”.

Fonseca sulla sua filosofia di gioco durante un summit UEFA

2. “Nei miei giocatori voglio sempre vedere il coraggio, il coraggio di migliorare il nostro gioco. Non è facile chiedere a un calciatore di migliorare il suo stile di gioco, ma io voglio che i giocatori abbiano il coraggio di prendere l’iniziativa, di mettere in pratica una tattica offensiva e di avere sempre il possesso palla. Questo è ciò che voglio dai miei calciatori e dalla mia squadra”.

Fonseca e l’approccio richiesto ai suoi giocatori

3. “In questo momento, posso citare Maurizio Sarri e Pep Guardiola come gli allenatori che ammiro di più perché sono audaci, hanno le loro idee, sono abbastanza coraggiosi da giocare e attaccare. Poi non possiamo dimenticare che José Mourinho ha segnato una generazione di allenatori in Portogallo e il calcio portoghese in generale. Ha completamente cambiato la mentalità degli allenatori del nostro Paese e ovviamente ha avuto anche una grande influenza su di noi”.

Fonseca sugli allenatori che lo hanno ispirato

4. “La filosofia di base è di mantenere alta la squadra, ma anche molto compatta. Voglio che la distanza tra il mio ultimo difensore al mio attaccante più lontano sia breve e lo stesso vale per la distanza da un’ala all’altra. L’idea è di essere alti e stretti, creando molta densità. Così gli altri avranno più difficoltà a passarci”.

Fonseca spiega il suo approccio nell’affrontare gli avversari con un’alta intensità di gioco, come il Manchester City di Pep Guardiola

5. “Questa è la conferenza stampa più felice della mia carriera, provo una grande gioia, penso che non solo i sostenitori dello Shakhtar, ma tutti gli ucraini debbano essere orgogliosi del nostro team. Perché Zorro? Quando ero un bambino, adoravo Zorro. Ero povero, quindi quella maschera era il costume più facile da fare per le feste”.

Fonseca, dopo aver indossato la maschera di Zorro in una conferenza stampa, in seguito alla qualificazione dello Shakhtar per la fase a eliminazione diretta della Champions League durante la stagione 2017-18.

6. “Allenare in Italia? È uno dei migliori campionati in Europa, con grandi giocatori e persone che amano il calcio. Un giorno potrebbe succedere, ma il mio cuore adesso è allo Shakhtar”.

Fonseca sui suoi piani futuri, in una intervista del 2018

7. “Non mi piace vincere e basta. Mi piace vincere giocando un bel calcio, dominando il gioco”.

Fonseca e il suo approccio al calcio

8. “Accadrà, prima o poi. Penso di sì, ho questa convinzione. Non so quando, ma succederà. Potrei tornare in Portogallo un giorno, certo, ma in questo momento non fa parte dei miei piani immediati. Guardo altri campionati europei, i più grandi, con più interesse”.

Fonseca sulle sue ambizioni professionali

9. “Non dobbiamo dimenticare che quando siamo arrivati ​​qui il club non vinceva da due anni, da quando hanno lasciato Donetsk. Vincere in queste circostanze ha davvero un sapore speciale perché sono stati momenti molto difficili. E questo è molto gratificante. Onestamente, penso che sia praticamente impossibile fare di meglio. Puoi fare lo stesso, ma penso che sia impossibile fare meglio allo Shakhtar in questo momento”.

Fonseca dopo aver vinto un terzo titolo e la terza Coppa ucraina in tre stagioni allo Shakhtar

10. “Se pensate che siamo venuti qui per fare una partita difensiva siete fuori strada. Lo Shakhtar è qui per imporre il suo gioco, come sempre, non per difendere il risultato dell’andata. Ovviamente contro squadre come la Roma dovremo essere perfetti dal punto di vista difensivo. Mi aspetto una partenza forte della Roma, senza dubbio, ma noi faremo il nostro gioco, sempre dominante, e se non lo sarà in alcuni momenti sarà per merito dell’avversario”.

 

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