Arte | Scardamaglia, storie senza tempo

di Giuseppe MASSIMINI

In mostra al Centro Olimpico Matteo Pellicone, Lido di Ostia, Roma le opere dell’artista che non ha mai ceduto alla retorica della piacevolezza.




“Storie senza tempo” è il titolo della mostra di Egidio Scardamaglia aperta fino al 13 luglio al Centro Olimpico Matteo Pellicone, Lido di Ostia, Roma.




Una scelta di dipinti, testimoniano il percorso e i temi dell’artista; un percorso che sin dall’inizio rileva la predilezione per la figura umana, il paesaggio, la natura morta. Nel suo lungo cammino l’artista si è stretto intorno a tanti maestri: alcuni conosciuti da vicino e con cui si è spesso confrontato, altri, soprattutto quelli della prima metà del Novecento, ai quali ha guardato con grande ammirazione e che nel tempo sono diventati i suoi punti di riferimento. Vicino al mondo quieto e silenzioso di Donghi si mostra sensibile anche a Casorati rivisitando il suo stile fatto di figure assorte, immote e di un rigore quasi geometrico. Erede di questo linguaggio ha saputo gestire il suo lavoro con una perfetta maestria tecnica approfondita giorno per giorno nel suo studio con ore passate davanti al cavalletto. Come un buon pittore sa fare.

Da sinistra, La violinista e Attesa al chiaro di luna di Egidio Scardamaglia

“L’artista, ha scritto Michele Giancotti, riesce a trascendere la fredda necessità della tecnica ed è capace di suscitare nell’osservatore quell’emozionalità globale che pur rimandandolo ai temi pregnanti della memoria e della storia individuale e collettiva lo àncora fermamente al presente vissuto e reale. Le sue figure, i paesaggi, le nature morte, i piccoli oggetti della quotidianità raffigurati sia nel linguaggio grafico della mirabile serie di punte secche ed acqueforti, sia in quello pittorico dove la stesura scelta del colore esalta e ammorbidisce il rigoroso senso dell’armonia formale della composizione, non cedono mai alla pur facile tentazione retorica della piacevolezza per la piacevolezza”. In mostra alcune opere storiche: in particolare Attesa al chiaro di luna che rivedo molto volentieri. Appartiene al periodo della sua piena maturità. E’ una delle sue opere più liriche e allo stesso tempo di una celata affettuosità, impastata da una luce di crepuscolo che modella tutta la scena. Dello stesso periodo The american lady. Come in Attesa al chiaro di luna la scena è dominata dalla figura della donna che incrocia le mani sulle ginocchia; sul davanzale natura morta con limone e brocca e sullo sfondo una vista di Positano. Anche questo è un dipinto che non si dimentica. E’ di una intimità nascosta illuminata di ricordi. Tra le altre opere che compongono l’esposizione La violinista, di ampia armonia compositiva, e Migrant family with a baby talking to a bird di impianto molto rappresentativo. Ancora una volta questi lavori ci parlano di armonia tra natura, paesaggio e figura. Tra i dipinti recenti colpisce Pablo e François, omaggio al grande maestro spagnolo.




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