Arte | “La scapiliata” al Complesso Monumentale della Pilotta a Parma

di Giuseppe MASSIMINI

l’opera di Leonardo torna protagonista in una grande mostra accanto ai lavori di altri maestri del Rinascimento




La Scapiliata è un piccolo capolavoro su tavola di cm 24,7 x 21. Rappresenta la testa di una donna dal volto bellissimo e intenso; capelli liberi, lunghi, scarmigliati.




Dipinta da Leonardo probabilmente nell’ultimo decennio del Quattrocento è ora, nell’ambito delle celebrazioni leonardiane per i 500 anni dalla morte del genio toscano, al centro di un’ accurata e splendida mostra “La fortuna della Scapiliata di Leonardo da Vinci”, aperta fino al 12 agosto nel Complesso Monumentale della Pilotta a Parma dove è custodita all’interno delle raccolte della Galleria Nazionale. Appartenuta a Isabella d’Este, l’opera rimase a Mantova anche dopo la vendita della collezione Gonzaga a Carlo I Stuart, per poi essere sottratta durante il sacco della città operato dai Lanzichenecchi al soldo di Ferdinando II nel 1630-31. Sparita misteriosamente per oltre un secolo riapparve a Milano nella collezione di Gaetano Gallani, uno dei maggiori pittori dell’Accademia di Parma. In seguito, offerta dagli eredi dell’artista all’Accademia, passò alla Galleria Palatina.

La mostra, curata da Simone Verde, direttore della Pilotta e da Pietro C. Marani del Politecnico di Milano e massimo esperto di Leonardo (con il contributo della Fondazione Cariparma), confronta la tavola parmense con altri capolavori del grande maestro del Rinascimento italiano e con le opere di artisti che hanno continuato sul modello leonardesco. La rassegna, articolata in quattro sezioni, prende avvio da una selezione di opere evocative dell’antichità greco-romana e prosegue con alcuni disegni di Leonardo sul tema dei capelli: due studi per l’acconciatura di una donna arrivano straordinariamente dalle collezioni della Royal Library di Windsor e un altro, studio per la testa di Leda, dalle raccolte del Castello Sforzesco di Milano. Si confrontano con Testa di donna con capelli sciolti e collana di perle del Maestro della Pala Sforzesca e con Testa di Giovane con folta capigliaturadi Giovanni Agostino da Lodi. Ma soprattutto con la celebre Salomédegli Uffizi di Bernardino Luini. Dipinto che presenta “in primo piano la testa del Battista e Salomé, la quale, per l’orrore della scena, distoglie lo sguardo con un’ elegante torsione della testa che mette in risalto i capelli raccolti in una ricercata acconciatura a trecce che sembrano richiamare gli studi di Leonardo e in modo particolare la Scapiliata” (R. Antonelli). La successiva sezione propone un excursus sul pittore e scultore Gaetano Gallani (Parma 1736-1809) che nella sua collezione accolse laScapiliata. L’ultima ricostruisce insieme ad alcuni documenti d’archivio il clima collezionistico e la formazione delle raccolte parmensi negli anni dell’acquisizione del capolavoro leonardesco. Dopo Parma laScapiliatasarà protagonista, in ottobre, al Louvre per la grande mostra su Leonardo. Al pari dellaGioconda.




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