Tutti gli articoli di Marco Piccinelli

Studente di Scienze Storiche presso l’Università di Tor Vergata. Scrivo per il ‘Nuovo Corriere Laziale’ , ho un blog su Formiche.net. Ho scritto per Controlacrisi.org, Lindro.it, Oltremedianews.com, ‘Terra’ e ‘il manifesto’. Nicchista per vocazione. Generalmente leggo parecchio.

Risposta alla Replica della società Racing Roma in merito all’articolo pubblicato dal Nuovo Corriere Laziale del 9/1/17

A seguito della replica della Vostra Società, vorrei chiarire anch’io alcune cose che non sono state comprese dal testo scritto e pubblicato dal ‘Nuovo Corriere Laziale’ e che rendono necessaria un’ulteriore argomentazione.

Nell’articolo in questione non ho mai menzionato la società Racing Roma come implicata nella questione delle fidejussioni facente riferimento alla compagnia di assicurazioni Gable Insurance AG: ho scritto, al contrario, che la società laziale coinvolta è la Lupa Roma mentre extra regione ho semplicemente citato, en passant, Venezia, Modena, Reggina e Sampdoria tra le coinvolte, nonostante fossero più numerose di quelle riportate. Lo scritto, inoltre, non riporta dati della Covisoc da cui emergono irregolarità di pagamenti nei confronti di «fornitori, consulenti e commercialisti»

Per quanto riguarda la denominazione della squadra, il testo riporta distintamente le due compagini, Lupa Roma e Racing Roma, senza «allusioni» citate nella replica che farebbero risultare la Racing Roma in linea con un certo passato e che «devono essere necessariamente rimosse». E’ opportuno, infatti, chiarire da parte mia, che non ho mai scritto come la Racing Roma sia sovrapponibile alla Lupa Castelli Romani, ho scritto testuali parole riguardo il passaggio di proprietà fra la società castellana e la Vostra: «[…] Pietro Rosato prende le redini della squadra (Lupa Castelli Romani nda) e a fine stagione riesce a trovare un accordo con Antonio Pezone, già presidente della Racing Club di Ardea per un passaggio di proprietà della società»

E ancora, riprendendo dall’articolo: «[…] Stesso discorso per la Racing Roma la quale, nonostante i nomi che orbitano attorno alla società gialloverde (Giannichedda, ad esempio, è l’allenatore della Prima Squadra) non riesce a scrollarsi di dosso la nemesi-LupaCastelliRomani: la squadra di Pezone è ancora ultima e il punteggio  (al momento) identico a quello della ‘fu’ società amaranto celeste». 

Non è stato, dunque, fatto alcun accostamento né confusione «fatale e strumentale con il più ampio e generico nome di ‘Lupa’ che di Lupa non si tratta», come riportato dalla Vostra società nella replica all’articolo.

La posizione in classifica e il punteggio rappresentano un paragone in termini numerici e di classifica con la Lupa Castelli Romani, peraltro indicata come ‘fu’ Lupa Castelli Romani. Non è stato riportato, infatti, nulla che possa far intendere una sovrapposizione o una continuità con un passato «poco chiaro», come dalla Vostra società scritto nella replica al mio articolo. Ad ogni buon conto cito, infatti, il Presidente Pezone che nella conferenza stampa di nascita della SS Racing Roma ha avuto modo di dichiarare come fosse avvenuta «l’acquisizione delle quote della Lupa Castelli Romani». Tale operazione ha, infatti, permesso alla Vostra Società di chiedere la riammissione in Lega Pro ed ora essere parte integrante del Girone A della terza serie professionistica calcistica italiana. 

Resto a disposizione per eventuali chiarimenti.

 

Marco Piccinelli

Pomezia: né ‘Persia’, né vittoria

Apparso sul Nuovo Corriere Laziale del 19 Dicembre 2016
 
Il 31 Ottobre Andrea Persia, da poco assunto come allenatore del Pomezia SDP, viene sollevato dall’incarico per aver perso il derby contro l’UniPomezia per 2 reti a 1.
 
Questa, almeno, la motivazione ufficiale, ribadita dal Co-Presidente Coculo al ‘Messaggero’ quando ancora la panchina era vacante e il nome di Cristiano Gagliarducci non era ancora stato ufficializzato: «E’ stata molto dura prendere una decisione del genere. Stimo Andrea (Persia ndr) sia come persona che come tecnico e dunque la sua professionalità è fuori discussione. Ma nel mondo del calcio quando le cose non vanno per il verso giusto a pagare è sempre l’allenatore».
Il leitmotiv del ‘a pagare è sempre l’allenatore’, dunque non smette mai di confermarsi, anno dopo anno. Nessuno, infatti, mette in dubbio le capacità di Cristiano Gagliarducci, già vincitore del Campionato d’Eccellenza per due volte (Lupa Castelli Romani e Albalonga), tuttavia l’esonero dopo neanche 10 giornate dell’allenatore fresco del titolo nazionale della Juniores Elite potrebbe serenamente rientrare sotto quelle scelte che comunemente vengono classificate come ‘poco felici’. I risultati del Pomezia di Gagliarducci, infatti, non sono poi così diversi di quelli della squadra a guida Persia: tre vittorie, due pareggi e due sconfitte, l’ultima in casa dell’Aprilia per 3 reti a 1.
Tale posizione per il Pomezia di Gagliarducci, tale quella dell’ex blaugrana della Vigor: settimo posto. ‘Fu vera gloria?’, verrebbe da dire, forse un poco prosaicamente.
 
Ma tant’è.
 
Marco Piccinellli

Zarelli sta con gli “abusivi”: «Sì, al subaffitto»

Apparso sul Nuovo Corriere Laziale del 31 Ottobre 2016

di Marco PICCINELLI

La scorsa settimana, precisamente nella giornata di domenica, il Direttore di ‘Sport in Oro’ Raffaele Minichino ha permesso al ‘Nuovo Corriere Laziale’  di intervenire in trasmissione e di illustrare la prima pagina che il lettore avrebbe avuto tra le mani l’indomani mattina (lunedì 24). In studio era presente anche il Presidente del CR Lazio Melchiorre Zarelli e, dato che la prima pagina della scorsa settimana verteva principalmente sulla questione impianti e dei subaffitti, s’era ritenuto opportuno rivolgere la domanda al Presidente Zarelli il quale, in diretta, aveva annunciato una iniziativa con le società a riguardo. Il ‘Nuovo Corriere Laziale’, dunque, l’ha raggiunto per poter approfondire tale tematica e sapere di più sull’assemblea con le società.

Partiamo dalla volontà di indire una riunione tra tutte le società sulla questione impianti, come da Lei anticipato a ‘Sport in Oro’ la scorsa settimana.
«Beh chiamarla riunione è riduttiva: tra poco ci sarà l’assemblea che si tiene ogni 4 anni ed è per il rinnovo delle cariche elettive del comitato»

Lei, però, parlava di una riunione che andava posta in relazione agli impianti.
«Io ho detto che tra le iniziative che vorrei intraprendere per il futuro è quella di fare una riunione, un convegno, con i vari titolari degli assessorati allo sport e le squadre».

Esattamente.
«Vorrei fare un convegno, riservato alla tematica degli impianti sportivi, che, come lei ben sa, sono  per 95/97 percento di proprietà degli enti locali, ai quali la legge impone certe procedure. Procedure che si estrinsecano nell’emissione di bandi per la concessione degli impianti sportivi. Ovviamente, per la concessione degli stessi chi vince il bando deve anche pagare un onere di concessione; avrà delle indicazioni per quanto riguarda l’utilizzo degli impianti. Una serie di cose a cui devono sottostare le società, anche perché adesso la legge impone alle amministrazioni comunali che da questi impianti devono trarre beneficio per le casse comunali».

A proposito di questo, anche la scorsa settimana si parlava della questione dei subaffitti.




«Sì, è uno dei problemi che andremo ad affrontare in questo convegno, per cercare di fare qualcosa di utile per le società, senza – per questo – dover criminalizzare le amministrazioni comunali. Anzi, proprio alcune amministrazioni soprattuto si comportano in maniera eccellente, tenendo conto della validità sociale delle nostre società. Non dimentichiamoci che il calcio dilettantistico, il calcio di base, ha un connotato, dal punto di vista sociale, non indifferente».

Proprio perché il calcio dilettantistico, il calcio di base, ha un forte connotato sociale, che idea s’è fatto sulla questione subaffitti da parte di società come Savio, Romulea, Spesso Artiglio che abbiamo documentato nei numeri precedenti del ‘Nuovo Corriere Laziale’?
«E’ una situazione che andremo ad esaminare: al momento è prematuro fare considerazioni. Nel convegno ci saranno vari punti che verranno trattati. Cercheremo di dare una mano, qualora lo desiderino, ai comuni riguardo i bandi per le concessioni che siano tutti uniformi per tutto il Lazio. Tenendo conto, ovviamente, della specificità di qualche impianto, ma è bene dare uniformità al tutto e informare le società a cosa possono andare in conto. Non possiamo metterci, al momento, a dire subaffitti sì, subaffitti no»

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No, in realtà, le chiedevo se si fosse fatto un’idea a riguardo, dato che è il Presidente del CR Lazio.
«Io non mi sono fatto nessuna idea: il convegno lo voglio organizzare e ne parlerò, ovviamente, anche con uno staff di esperti. In quell’occasione vedremo».

Vista anche la sua attenzione per lo sport di base, come detto precedentemente, il subaffitto ad una squadra di Serie A Femminile – ad esempio – (la Res Roma gioca le sue partite al ‘Vianello’, impianto del Savio) non pensa che svilisca la percezione del calcio femminile?




«Certo. Bisogna vedere, però, le condizioni in cui stanno questi impianti: se possono reggere più attività da parte di più società sui loro campi. Un conto è che ci sia una sola società con un paio di squadre che fa attività in un dato impianto, un altro è per gli altri impianti – ormai la maggior parte soprattutto qui a Roma – che sono un continuo subentrare di squadre: c’è prima la squadra ‘x’ che termina la partita, e già sono pronti gli altri ‘y’ per entrare. E questo accade dalla mattina alle 9:00 fino alla sera alle 17:00, ininterrottamente. Ogni situazione bisogna analizzarla nella sua specificità».

Quindi, secondo lei, un subaffitto da parte di una società che ha due squadre può andare bene mentre da parte di una squadra giovanile che possiede più categorie no. Corretto?
«Certo»

E se i campi sono di ‘Roma Capitale’?
«Bisogna vedere come saranno le concessioni: se esse consentono o meno il subaffitto. Bisogna vedere i regolamenti comunali da studiare. Ci sono un mucchio di cose da studiare a riguardo»

Per carità, le chiedevo – per l’appunto – un parere a riguardo, dato che proprio in trasmissione, il direttore Minichino ha usato l’espressione corretta per qualificarla: il presidente dei presidenti delle società del Lazio.
«Io non posso dire nulla al momento perché non conosco i regolamenti comunali dei vari enti e c’è da ragionarci su. Se il subaffitto è regolamentato, nessuno può dire nulla alle società che lo praticano, ci mancherebbe altro. Anzi, può essere anche una forma per rientrare di qualche spesa aggiuntiva. Può essere legittimo e produttivo. Se adesso le dicessi che sono pro o contro il subaffitto così, sic et simpliciter, le direi una fesseria: non posso esprimermi e dare giudizi positivi o negativi a riguardo, cerchi di capire».

Le chiedevo un parere, infatti, se si fosse fatto un’idea a riguardo.




«No, non mi sono fatto nessuna idea, ancora, perché voglio prima vedere i regolamenti, regolarmi di conseguenza e – solo dopo – parlare».

Conoscere per deliberare, insomma, come il motto del Presidente Einaudi.
«L’unica cosa che conosco, in questo momento, è la difficolta di molte difficoltà riguardo gli impianti. Magari, dunque, prima abituate che le amministrazioni non chiedevano i soldi delle utenze e ora capita che nelle concessioni gliele chiedano (non le conosco tutte perché parliamo di oltre mille impianti solo di calcio a 11).  Sapere tutti i contenuti di tutte le concessioni non è facile, sarebbe da analizzarle tutte, dato che all’interno possono essere contenute delle indicazioni particolari».

Carpi Football Academy, si riparte

di Marco PICCINELLI

Cinquanta società affiliate al Carpi Football Club: dal Veneto alla Sicilia. L’obiettivo dell’Academy rimane sempre lo stesso, all’insegna della formazione e della crescita dei ragazzi. O, per dirla con le parole dei responsabili biancorossi: «Formazione,scouting,eventi»

Apparso sul ‘Nuovo Corriere Laziale’ del 26/9/2016

Si apre la stagione 2016/2017 della Carpi Football Academy: ieri mattina, infatti, si è svolta la giornata di startup presso il Ristorante Romantica. Sempre, in ogni caso, sotto l’insegna delle tre aree che contraddistinguono questa realtà: formazione, scouting, eventi. «Queste tre aree ‐ afferma Daniele Andreozzi, responsabile della formazione della Carpi Football Academy ‐ ormai le conoscono in molti: sono 50, infatti, le società affiliate al Carpi FC» o meglio «55, dato che 5 sono affiliate nel territorio europeo», gli fa eco Giorgio Abeni, Project Manager e Direttore Sportivo dell’Academy. L’obiettivo è, dunque, lavorare di concerto con il Carpi ma non solo «vogliamo portare giocatori e tecnici preparati al Carpi FC». Presenti alla mattinata di presentazione, dunque, i precitati Andreozzi ed Abeni, Fabio Gozi, responsabile tecnico della Carpi F.A.), Alvaro Riva (Coordinatore nazionale Aree), Valentino Cristoforo (Responsabile comunicazione).

Feyenoord e Sporting Lisbona, partnership europee dell’Academy

Nuova entrata nel mondo biancorosso è la Virtus Lanciano, società recentemente fallita a seguito della retrocessione dalla Serie B alla Lega Pro: «la dirigenza, presente oggi ‐ ha detto Andreozzi ‐, si è voluta rimettere in gioco e ha preso la decisione di ripartire dal settore giovanile». Con‐ tinuano, dunque, le affiliazioni ‘di peso’ per questa realtà che in soli due anni ha riunito, sotto l’insegna della società carpigiana, diversi clubs più o meno blasonati a livello regionale e nazionale, giovanile e non: dalla Virtus Gioiese all’Afragoal in Campania; dal Cabassi Union Carpi alla Folgore Mirandola in Emilia Romagna; dalla Pro Calcio Tor Sapienza al Casilina Cal‐ cio passato per il Fonte Meravigliosa e il Football Riano nel Lazio; e poi Sortino Calcio (Sicilia), Garibaldina (Lombardia) e Treporti (Veneto). La formazione, in ogni caso, è il pilastro su cui si fonda la Carpi F.A.: «la nostra idea di formazione non è in contrapposizione con nessuno: vuole dare un servizio che possa essere il più intelligente, semplice ed efficiente possibile», afferma Andreozzi nel corso della presentazione, «essa si sviluppa su due livelli: il primo è ‘base’, che non significa qualitativamente ‘di base’ ma gratuito per tutti i tecnici delle affiliate e tocca, in maniera orizzontale, tantissime tematiche di metodologia calcistica». Come funziona da un punto di vista pratico l’area di formazione? E’ presto detto: «sul sito dell’Academy c’è una sezione (Scuola Carpi) che rimanda a tutte le tematiche ed aree di interesse per le affiliate». «Ogni affiliata, in sostanza, seleziona quell’area prescelta per un workshop o un’iniziativa tenuta dai formatori dell’Academy», sintetizza Andreozzi.

Formazione, scouting ed eventi, la triade vincente della Carpi Football Academy

Non solo formazione, ma anche scouting: «è bene tenere a mente che l’area di riferimento dell’academy è il mondo ‘dei minori’», afferma Marco Ergasti, responsabile scouting e allenatore UEFA B, «È una grande responsabilità perché si parla di bambini ed adolescenti e spesso il danno è molto più vicino del successo: i ragazzi che andranno a Carpi, mi auguro tantissimi, dovranno avere delle caratteristiche specifiche, in primo luogo dal punto di vista comportamentale – nostro cavallo di battaglia».

E’ bene tenere a mente, in ogni caso, come scandisce Ergasti, che «1 su 40.000 praticanti arriva nei professionisti: Bologna conta 250 mila abitanti e se tutta la città si mettesse a giocare a calcio, darebbe cinque giocatori ai professionisti». «Spesso, quando sento dire nelle tribune che ‘quel ragazzo è pronto per questa o quella squadra professionistica’ ‐ prosegue Ergasti ‐ rabbrividisco: la fascia d’età di cui ci occuperemo quest’anno ‐ per cui il Carpi ci ha chiesto di lavorare ‐ è quella compresa tra i 2000 e i 2002 e in questa fascia d’età nessun ragazzo può essere pronto (differenza fra età anagrafica ed età biologica e svariati altri fattori)». Presenti, infine, per il Lazio, le seguenti società: ASD Frascati, Borussia, Canossa, Casilina, Dragon City, Polis Magliano Calcio, Fonte Meravigliosa, Pro Calcio Tor Sapienza, Football Riano, Selva Nera Romana, Pro Marcellina Calcio, S. Vito Empolitana, Nuova Polisportiva Agosta.

A Ventola risponde Geroni: finisce 1-1 tra Lupa Roma e Olbia

di Marco PICCINELLI

La prima partita della Lupa Roma all’Olindo Gianni di Tivoli termina 1 a 1, prima insacca Ventola battendo il portiere sardo sul suo stesso palo, in seguito Geroni infila la palla lì dove Svedkauskas non può arrivare.
L’avvio di gara è spento e la prima frazione di gioco scivola via sullo zero a zero, nonostante la Lupa Roma faccia capire chiaramente che non vuole lasciare terreno all’Olbia per provare a portarsi a casa i tre punti. Il possesso palla, infatti, è tutto dei padroni di casa e già al quarto minuto si reclama un rigore: Cafiero, a seguito di una percussione nell’area sarda, viene atterrato da un difensore in maglia bianca.
Gli estremi per l’assegnazione del tiro dal dischetto non ce ne sono e il signor Andreini di Forlì lascia correre.

La Lupa ha evidentemente necessità di fare risultato, dati i tre punti conquistati dai sardi contro il Racing Roma, e prova a condurre la partita ma i sardi, è bene dirlo, si difendono molto e non lasciano passare neanche uno spillo. Un esempio che rende l’idea al lettore della forza sarda in fase difensiva è ben rappresentato da Mastropietro: l’attaccante capitolino è sempre anticipato in ogni movimento e raramente riesce a districarsi per sfuggire e penetrare tra le maglie difensive avversarie.

Solo a fine primo tempo, in ogni caso, l’Olbia riesce seriamente a sconfinare la metà campo e a pungere la difesa della Lupa: la rapidità e la velocità dei sardi fa sì che Russo riesca a crossare in area per Auriemma, ma tanto al compagno di squadra, quanto al sopraggiunto Piredda, non riesce la botta.
La ripresa si accende solo al venticinquesimo quando Ventola riesce in una percussione e a battere sul proprio palo l’estremo difensore Carboni.

L’Olbia, dunque, reagisce e si fa vedere più volte dalle parti di Svedkauskas  e dieci minuti dopo (al 33′), Murgia si divora un gol quasi fatto: pescato ottimamente dalle retrovie, in posizione regolare, il giovane classe ’97 riesce a svicolare tra la difesa capitolina ma non riesce a trafiggere l’estremo difensore locale.

Questa, in ogni caso, è la peculiarità dell’Olbia: la velocità e le ripartenze sono state tutte molto incisive, anche grazie alla giovane età degli undici sardi scesi in campo, dato che il più anziano (si fa per dire) è Miceli, classe 1991, mentre i più giovani classe 1997 (Pinna, Murgia, Auriemma, Senesi).
Due minuti più tardi l’episodio che consegna il pareggio ai sardi: Geroni infila la palla proprio sotto l’incrocio dei pali, là dove Svedkauskas non può arrivare, e sigla l’1 a 1 al Galli.

La classifica del Girone I di Coppa Italia di Lega Pro è, ora, questa: Olbia* 4 punti, Lupa Roma 1 punto, Racing Roma** 0 punti
* (una partita in più)
**(già fuori dalla competizione)

IL TABELLINO

COPPA ITALIA LEGA PRO

LUPA ROMA – OLBIA 1-1

LUPA ROMA Svedkauskas, Cafiero, Sfanò, Celli, Palomeque, La Camera, Proia (30’ st Garufi), Corvesi, Mancosu (27’ st Iorio), Mastropietro, Ventola (38’ st Gaetano) PANCHINA Chingari, Gambale, Bianchi, Sarrocco, Rita, Di Matteo ALLENATORE: Di Michele
OLBIA: Carboni, Pinna, Dametto, Miceli, Capello (27’ st Kouko), Piredda, Murgia, Russe, Auriemma (31’ st Muroni), Senesi, Feola (15’ st Geroni) PANCHINA: Montaperto, Van Der Want, Costali, Cossu, Ragatzu, Scanu ALLENATORE: Mignani
ARBITRO: Andreini (Forlì) ASSISTENTI: Iovine e Netti (Napoli)
NOTE: Ammoniti 29’ pt Piredda (O), 35’ pt Celli (LR), 9’st Dametto (O) Angoli: 5-2 Recupero: 1’ pt – 4’ st 

 

Clicca qui per riascoltare la diretta post-partita di Lupa Roma – Olbia sulla Webradio del Nuovo Corriere Laziale

Roma Est, una stagione per ripartire

di Marco PICCINELLI

La società prenestina è pronta a ripartire con obiettivi rinnovati, lasciatasi alle spalle la tetra stagione appena trascorsa. «L’otto maggio abbiamo deciso di ripartire da zero, assegnando degli incarichi ben precisi all’interno della società – dichiara Cristiano Ciarambino, direttore tecnico del Roma Est – cercando di ‘lavorare oggi per costruire domani’: puntiamo a crescere e, in futuro, strutturare un settore giovanile». Per quel che riguarda la prima squadra, invece «abbiamo avuto ottime risposte nei due stages di ricerca dei giocatori, in cui si sono presentati 35 elementi, una buona base di partenza per poter strutturare una rosa competitiva per la Seconda Categoria».

«Ci tengo a dire anche una cosa – prosegue Ciarambino -: siamo in contatto con dei centri d’accoglienza qui vicino e abbiamo messo a disposizione il nostro campo (Colle del Sole nda) per eventuali partite per loro o per allenamenti. Tra l’altro, anche quando abbiamo fatto gli stage per i giocatori, abbiamo invitato i migranti ospitati nel centro e ci hanno ringraziato molto».

Il centro d’accoglienza di Via della Riserva Nuova a Villaggio Prenestino, infatti, è uno dei più grandi di Roma: «siamo intenzionati  – continua il direttore tecnico – ad instaurare un rapporto che ci possa far tesserare anche alcuni giocatori del centro, qualora ci fosse la possibilità».
Alessandro Bianchi, l’allenatore, fa eco a Ciarambino: «Questa società è nata tra varie difficoltà e l’anno scorso abbiamo avuto una brutta delusione, la retrocessione, a causa di una squadra molto giovane e poco pronta per affrontare un campionato di Seconda Categoria. Nonostante tutto abbiamo sempre fatto il nostro, nei limiti delle possibilità e sia il Direttore Tecnico che il Presidente mi hanno coinvolto nella nuova stagione».

«In queste categorie non c’è solo la vittoria, in ogni caso – conclude l’allenatore – si deve anche crescere di giorno in giorno e progredire come squadra: abbiamo rinnovato il parco giocatori per l’80% e le prospettive ci sono. C’è da lavorare, insomma».

Gallicano, l’obiettivo è il campionato

di Marco PICCINELLI

L’ASD Gallicano nel Lazio è pronta a ripartire dopo una prima stagione ‘di rodaggio’. Il campionato è sempre quello di Terza Categoria ma il progetto è rafforzato. Il Nuovo Corriere Laziale ne ha parlato con Pietro Albenzi, Vice Presidente della squadra; Marco Randolfi, allenatore confermato in vista del prossimo campionato; Marco Moro, capitano e Diego Bonamore, nuovo acquisto.

La squadra è quel che si direbbe ben addentro alla comunità, quasi un azionariato popolare. Albenzi, infatti, a riguardo ha dichiarato: «Vogliamo ricreare comunità attorno alla squadra, aggregazione ed entusiasmo. Siamo aperti a tutti i ragazzi del paese che vogliono venire ad allenarsi e giocare. Vogliamo aggregare la gente del posto il più possibile».
Lo zoccolo duro, insomma, è Gallicano, il seguito e l’entusiasmo della squadra del paese che ha ricevuto l’appoggio anche di piccoli commercianti ed esercizi commerciali, i quali non si sono sottratti ad un investimento, anche minimo, sul progetto: «La squadra si sostiene grazie a delle piccole aziende locali che ci aiutano: i componenti della dirigenza, poi, mettono qualcosa di tasca propria. Anche i piccoli esercizi commerciali, con qualche centinaio di euro, ci hanno supportato tantissimo».
E’ bene ricordare, infatti, specie ai non addetti ai lavori, che per un campionato di Terza Categoria si arriva a spendere fino a 14.000 euro, non proprio quel che si dice ‘cifre abbordabili’ e da ultimo gradino dilettantistico del calcio italiano.Logo Gallicano nel Lazio

«Siamo andati sempre in crescendo – conclude Albenzi – anche se nella prima parte di campionato le cose non stavano andando benissimo: avevamo sempre qualche espulso a fine partita ma alla fine siamo arrivati quinti in Coppa disciplina. L’allenatore? Confermassimo anche per la prossima stagione».

«Mi aspetto lo stesso spirito di gruppo dell’anno scorso: da quando è arrivato il mister (Marco Randolfi nda) abbiamo iniziato a divertirci e fare bene. Quest’anno vinciamo il campionato, me lo sento!», dice fiero il capitano biancoblu Marco Moro.
«Veniamo da altre categorie e negli ultimi anni la Terza è molto cambiata, il livello si è molto alzato», commenta ancora. La squadra di Gallicano, in ogni caso, non teme il confronto con quelle di Roma: «Nella scorsa stagione siamo stati all’altezza di tutte le altre squadre, siamo una bella squadra, tanto che le prime in classifica si complimentavano con noi a fine partita». Giocarsela, insomma. Giocarsela con tutti.

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Diego Bonamore – neoacquisto del Gallicano

Dello stesso avviso il portiere, Diego Bonamore, reduce da una stagione con il Roma Est. Archiviata la parentesi-Roma-Est, dunque, il ritorno a Gallicano: «Scendere in Terza, nonostante mi sia arrivata qualche proposta da squadre che militavano anche in categorie superiori, è stata una necessità dettata dal cuore: qui sono a casa. In seguito, anche per la comodità degli orari d’allenamento e per il gruppo», fattore nient’affatto secondario «con il capitano, ad esempio, ci sono cresciuto insieme».
«M’è sembrata, insomma, una buona proposta – conclude Bonamore – in gergo si direbbe ‘c’è ciccia’: un pizzico di fortuna, sacrificio e cattiveria agonistica potrebbero far sì che Gallicano, davvero torni a vincere un campionato… non accade da tanti anni! La questione fondamentale è riportare la gente a rivedere la partita la domenica: sono motivato, spero di portare l’esperienza che ho accumulato nel corso degli anni, mi metto a disposizione del progetto».

Per Randolfi, infine, l’incertezza iniziale s’è tramutata rapidamente in entusiasmo: «Quando sono stato contattato dalla dirigenza, nel corso della stagione appena conclusa, ero un po’ titubante: ero timoroso del rapporto coi ragazzi ma loro, devo essere sincero, hanno sempre rispettato le regole e gli orari. Quest’anno, poi, abbiamo fatto dei ritocchi importanti alla squadra, tuttavia lo zoccolo duro resta il paese».

INTERVISTA ESCLUSIVA, Perconti: «Più si dice che chiudo, più mi fanno vincere»

di Marco PICCINELLI

Lo sfogo di Maurizio Perconti: ora basta. La Vigor Perconti non chiude, ribadisce per l’ennesima volta il Presidente blaugrana. Perconti, dunque, raggiunto dal Nuovo Corriere Laziale, si lascia andare in un necessario sfogo personale anche perché, per usare le stesse parole del patron blaugrana, «si sono messe in giro voci sul fatto che stia per chiudere o che io stia sparendo».

Continuano le voci sul suo conto e sulla Vigor, Presidente.
«Voglio abbandonarmi a uno sfogo personale perché continua ad essere allucinante quel che vedo e quel che gli altri dimostrano. Si continuano a dire bugie su di me e riguardo la mia attività, dicendo che io sto per chiudere e che stia sparendo entro breve termine. Molte società, infatti, stanno chiamando i giocatori dicendo queste cose ed esse, anziché proporsi quel che sono, chiamano i giocatori denigrando me e comunicando cose false». 

Concorrenza sleale, insomma.
«Esatto. Queste società non competono su un piano di normale concorrenza, in cui uno si esprime e parla per ciò che è. Quando chiamo un giocatore gli comunico quello che sono io, proponendogli quello che ho, non parlo di altri né di altro. Aggiungo, poi, che non mi sentirete mai parlare male di nessuno: io agirò sempre sul piano della concorrenza leale. E’ il lavoro che paga, è come tu ti comporti che dà risultati e, nel mercato, c’è una preferenza di ragazzi che vuole venire a giocare con la Vigor Perconti».

Di chi sta parlando, Presidente?
«Parlo di società limitrofe e non, anche molto importanti, di un certo livello. Tuttavia, dato che queste società non sono riuscite a raggiungere traguardi che – magari – ho raggiunto io, cercano di denigrarmi dato che non hanno altra possibilità di potermi ‘combattere’. Fortunatamente ho avuto la capacità di scegliere collaboratori validi che mi aiutano nel lavoro e stiamo dimostrando – negli ultimi anni – di fare bene. Pensassero, le altre società, a parlare di se stessi e dei problemi che hanno loro, non di me».

La Perconti, insomma, è ben lungi dal chiudere?
«Tutte falsità: più dicono che chiudo, più mi fanno vincere. E’ la dimostrazione, da parte di queste società, della loro incapacità. Personalmente sono stato sempre corretto nei confronti di tutti, ma adesso basta: pensassero a loro stessi e ai problemi che hanno nelle loro società, non a me. Se facessero così, se si prendessero cura di loro, forse avranno la possibilità di crescere, altrimenti rimarranno dei quaquaraquà. Gente che dimostra di non volere crescere. Io ho sempre detto che c’è sempre da imparare, anzi, ho sempre guardato gli altri per poter imparare di più e assimilare esperienza, però, su questo vorrei insegnare qualcosa io, a coloro che si reputano ‘superuomini’: non parlassero male degli altri, si riunissero con i loro dirigenti all’interno della società per poter migliorare. Per anni, personalmente, guardavo gli altri cercando di assimilare esperienza e ‘rubavo con gli occhi’: ero contento di vedere come lavoravano gli altri perché, allo stesso modo, volevo cercare di farlo anche io. C’è molta mancanza di umiltà, in questi comportamenti: non lavorando in maniera corretta, tentano di denigrare gli altri».

Un ‘corposo’ sfogo…
«Uno sfogo personale necessario a tutela di tutte le persone che lavorano con me, di tutti i ragazzi che vengono a giocare con me e che, negli ultimi anni, hanno avuto delle soddisfazioni immense».

Andrea Persia: «Vigor Perconti, ti porterò sempre nel cuore»

di Marco PICCINELLI 

Apparso sul Nuovo Corriere Laziale del 27/6/2016

Andrea Persia approda al Pomezia, in Eccellenza, dopo una stagione ‘al massimo’ alla guida della Juniores blaugrana della Vigor Perconti, confermatasi Campione d’Italia per la seconda volta consecutiva. Il mister di Primavalle, dunque, torna tra i ‘seniores’ a seguito di una stagione in cui la sua Vigor ha avuto un ruolino di marcia impressionante: nel solo girone B del campionato (fasi finali escluse, sia nazionali che regionali) la squadra ha vinto 25 partite su 30, pareggiandone 3 e perdendone solo 2; 80 gol realizzati e un numero irrisorio di gol subiti, 17. I numeri ‐ e il gioco mostrato dalla Vigor nel corso di questa stagione ‐ parlano da sé e la squadra di Persia con determinazione, umiltà e sacrificio, costruisce quel che le malelingue, forse bisbigliando, iniziavano a far serpeggiare ad inizio stagione. Prendere le redini della Juniores di Bellinati, alla Vigor, sarebbe stato come suonare dopo Jimi Hendrix sul palco di Woodstock e i paragoni tra l’uno e l’altro tecnico, dai ‘lontani’ spalti, erano fin troppo ovvi e scontati. Pur tuttavia, Persia si rimbocca le maniche e dimostra di saper contare, e anche molto, per la verità. Così come dirà al ‘Nuovo Corriere Laziale’ lo stesso Maurizio Perconti: «il nuovo Bellinati». A Persia bastano dieci mesi. La Vigor vince il campionato, conquista il titolo regionale contro un Tor di Quinto (a guida Vergari) per nulla semplice da battere, si fa largo tra le finali nazionali ed elimina tutti uno dopo l’altro. Arriva, alla fine, anche il titolo nazionale, a coronamento di una stagione sostanzialmente perfetta.

Spero tu possa perdonarmi per l’ovvietà della prima domanda: perché lasciare la Vigor in un anno in cui hai vinto tutto, alzando sia il trofeo regionale che conquistando il titolo nazionale?
«Non è stato un ‘lasciare la Vigor’: Francesco (Bellinati nda) s’era preso un anno sabbatico dalla sua categoria, che era la Juniores per l’appunto, dato che ha sempre guidato la squadra. Io già sapevo che, l’anno prossimo, Bellinati avrebbe ripreso la squadra. Successivamente, s’è prospettata la possibilità d’andare ad allenare in una piazza importante come Pomezia (dove già sono stato) e dove credo di aver fatto bene. Ne ho parlato col Presidente, a 360 gradi, e abbiamo deciso di comune accordo».

Proprio Perconti, al termine della partita contro il Settimo Torinese in cui Bellinati è corso ad abbracciarti, ha detto «questo fa capire a tutti come viviamo alla Vigor Perconti: noi siamo così».CAMPIONATO DI CALCIO JUNIORES ELITE 2015/2016 - VIGOR PERCONTI VS CALCIO SETTIMO FINALE NAZIONALE
«E’ stato un anno bellissimo, dove dopo tanti anni sono riuscito a raccogliere il massimo che potevo in dieci mesi: titolo regionale e scudetto. E’ stato difficile ma anche una meravigliosa esperienza. La società è, a livello regionale e nazionale, di primissimo livello, ti mette in condizione di lavorare da professionista per come è strutturata, così come anche per la gente che ci lavora. Ho avuto la possibilità di lavorare con un gruppo di ragazzi a cui voglio molto bene e a cui sarò per sempre legato, per tutto il corso della mia vita. Credo molto nel rapporto, come allenatore, oltre al discorso tattico e di metodologia: con questi ragazzi s’è instaurato un rapporto significativo e hanno dato – in ogni occasione – il 110%, tanto per loro, quanto per me. Ci tengo a sottolinearlo a caratteri cubitali. Così come ci tengo a dire che ho avuto la possibilità di incontrare un Presidente straordinario come Maurizio Perconti e di avere avuto accanto a me tanti collaboratori, citando quelli che mi sono stati a fianco per tutto questo cammino: Davide Massimi, il preparatore atletico è stato determinante perché è stato insieme a me sul campo nel corso di tutti gli allenamenti; il preparatore dei portieri Mattia Scalabrin; Raffaele Trinchera, l’anima della Vigor Perconti, un valore aggiunto all’interno di un gruppo in cui ho scoperto di avere un amico; Moreno Grilli, uomo di calcio e che ha vissuto insieme a me tutto questo percorso».

«Porterò sempre nel cuore questi ragazzi, per tutta la vita»

In molti video – facilmente reperibili su Youtube o altri social network – è facile rivederti esultare e invadere letteralmente in campo saltando insieme ai ragazzi per ogni gol segnato. E’ stato un anno calcistico vissuto intensamente, pur essendo stato il primo non a guida di una prima squadra?
«Ho vissuto come se stessi in campo coi ragazzi: ci sono mille immagini, infatti, di me che esulto con foga assieme ai ragazzi. Loro mi hanno trascinato a livello emotivo più di sempre: nei ragazzi ho visto la mia stessa fame, umiltà e determinazione nel voler raggiungere degli obiettivi. Ci lega, in sostanza, un legame viscerale, di sentimento, e ogni volta che loro facevano una giocata, un gol, il mio istinto mi portava a esultare così. E poi, insomma, s’è creato un bel rapporto anche con Bellinati, storia e simbolo della Vigor: è lui che ha portato i titoli alla squadra negli anni precedenti. Ho avuto il piacere di vederlo allenare e di conoscerlo meglio: le immagini della finale a Settimo, poi, insomma, parlano da sé».

Nelle prime occasioni che ci sono state, nelle prime interviste che abbiamo realizzato, emergeva nelle tue parole l’alterità della condizione, o comunque della categoria, dato che per te è stata una ‘prima volta’, alla guida di una Juniores, come vivi il ritorno alla guida di una prima squadra?
«Molto tranquillamente. Anche se, in ogni caso, personalmente, la Juniores della Vigor Perconti la considero una prima squadra, per come è costruita, per come è strutturata ed inquadrata nella società. Chiaramente con ‘i grandi’ ci sono altri aspetti da valutare».

Hai avuto altre proposte da altre squadre, oltre al Pomezia? Perché ritornare proprio a Pomezia?
«No, non ci sono state proposte da squadre di Serie D o professionistiche, anche se mi avrebbe fatto molto piacere e che avrei senz’altro colto. E’ un impegno che ho già assunto quando ero alla guida degli Allievi Nazionali e della Berretti dell’Aprilia: mi piacerebbe molto fare lo stesso con società di Serie A e Serie B. E’ un’esperienza a cui tendo. A me, comunque, piace lavorare ‘coi grandi’ e credo d’avere la maturità di farlo».

Che campionato d’Eccellenza t’aspetti (data l’Astrea retrocessa, neopromosse di liv- ello come Unipomezia e Lepanto Marino o – ancora – allenatori come Gagliarducci dati quasi per certi alla Vis Artena)?
«Conosco molte squadre tra quelle che animano il campionato d’Eccellenza, dato che ho già fatto questo campionato, provando anche ultimamente a seguirne gli sviluppi. Al di là dei valori presenti in altre compagini, ce ne saranno alcune che partiranno con un cospicuo budget e che avranno l’obbligo di vincere il campionato; ce ne saranno delle altre, invece, come noi, che valorizzeranno i giovani e che avranno un gruppo mirato di grandi. La squadra dovrà cercare di fare, insomma, di fare un campionato commisurato alla squadra che viene imbastita. Ovviamente, il nostro sarà un campionato diverso da quello della Vis Artena o da quello dell’Unipomezia o altre realtà: attraverso il lavoro, l’organizzazione del gioco, la scelta di giovani di qualità e vogliosi di crescere e di emergere, coadiuvati da ‘senior’ che saranno la spina dorsale della squadra, cercheremo di colmare il gap con le altre squadre in questo modo. Sapendo, fin da subito, che il nostro obiettivo è quello della tranquilla salvezza, facendo in modo di accogliere tutto ciò che viene in più di positivo».

«E’ stato un anno eccezionale. Perconti? Un presidente straordinario»

Quando hai vinto lo Scudetto Juniores hai detto che è stato il momento più alto della tua carriera d’allenatore, qual è stato quello peggiore?
«C’è stato un momento bello, positivo, ma che in quella circostanza non riuscivo a viverlo pienamente: quando sono andato via dalla Berretti dell’Aprilia, stavo vivendo un momento familiare molto difficile… Avevo le due persone a me più care che stavano male entrambi e, in quel momento, non riuscivo a far conciliare le cose, perché dovevo badare a loro dato che erano tutt’e due in ospedale, ed è stato molto difficile…».

E quelli da giocatore, invece? Sul tuo profilo Facebook, qualche giorno fa, hai cari- cato un video di quello che la stampa definì l’”inferno di Giorgione”

FIRENZE ITALIA 11 GIUGNO 2016, CAMPIONATO DI CALCIO JUNIORES ELITE 2015/2016 - VIGOR PERCONTI VS SETTIMO CALCIO FINALE NAZIONALE NELLA FOTO:

«Quell’occasione era un derby, tra noi (il Giorgione) e il Padova, contro una squadra – insomma – che aveva un blasone e aveva giocato la Serie A. La partita racchiudeva parec- chie tensioni già da sé: noi in campo eravamo sicuramente molto determinati e motivati. Quel che è successo fuori lo abbiamo vissuto dal campo, ogni tanto buttavo un occhio sugli spalti ma nessuno avrebbe mai immaginato che potesse accadere quel che poi è successo. Sono ricordi, in ogni caso, ai quali sono legato e che hanno costellato la mia carriera da calciatore, dato che ho avuto modo di fare parecchie esperienze (Livorno, Massese, Olbia, solo per citarne alcune nda). Un altro aneddoto del genere fu quando, in un Olbia-Trapani, ci fu un’invasione di campo incredibile alla fine della partita, a causa di un arbitro che – ricordo – prese delle decisioni dubbie. Successe di tutto! Queste storie, in ogni caso, al di là dei singoli episodi sui generis, ti fanno stare bene: essere stato calciatore è stata la cosa più importante della vita, oltre a questo scudetto vinto».

Prima D’Amone, poi Mannarelli: Atletico Gallo Colbordolo KO

di Marco PICCINELLI

La Vigor Perconti approda alle semifinali sconfiggendo, per la seconda volta, l’Atletico Gallo Colbordolo. I Marchigiani arrivano al Vigor Sporting Center certi di dover compiere un miracolo per ribaltare i rapporti di forza: il 3 a 1 dell’andata è quasi insormontabile, pur tuttavia, l’Atletico non sembra destinato a fare una partita di rimessa. La squadra di casa, però, è fin troppo forte e al quinto minuto è un inserimento di Perozzi che fa tremare la difesa marchigiana: l’undici blaugrana serve Onorati il quale prova a scaricare nuovamente per il compagno con un colpo di tacco ma manca il passaggio e la difesa locale, riversatasi sui due, interrompe l’azione. La partita è rapida fin dall’inizio, come lo sarà per tutta la prima frazione di gioco, ma all’Atletico Gallo le costruzioni iniziali di gioco non riescono alla perfezione. La partita si sblocca al decimo minuto: Onorati fa tutto da sé, arriva fino alla fine del campo, serve D’Amone, accorso nell’area piccola a guisa di navigato cannoniere, e insacca a pochi metri di distanza da Cappuccini. D’Amone si reinventa bomber e la Vigor passa in vantaggio dopo neanche un quarto d’ora. L’Atletico teme il copione dell’andata e prova a reagire subito: la squadra di Della Betta, infatti, è ben messa a centrocampo ma necessita di quel ‘quid’ sotto porta che non è riuscita a trovare, neanche con l’inserimento di Feduzi in posizione più accentrata, tra Cocchi e Nesi. Le ali, infatti, punto di forza dei marchigiani, soffrono tremendamente le dimensioni del campo della Vigor Perconti e sia Cocchi che Nesi fanno molta fatica in fase di ripartenza. L’Atletico riesce a farsi largo tra la difesa blaugrana solo al 33′ della prima frazione, in sostanza: Paoli serve Cocchi il quale, spalle alla porta, vede Feduzi accorrere verso di lui, scarica per il dieci che tenta il tiro. Il tentativo, tuttavia, termina poco a lato del palo. Nelle battute finali è ancora l’Atletico a farsi sotto ma la buona sorte è appannaggio dei padroni di casa: la Perconti si scopre e ne approfitta il tridente d’attacco marchigiano con Nesi che scarica per Sensoli – respinto da Pedulla – ci riprova Cocchi a niente, neutralizzato anche quello. Troppo poco per battere Pedulla, avranno pensato i marchigiani. La ripresa sembra scivolare via senza particolari emozioni: l’Atletico Gallo Colbordolo inizia a farsi sotto e a prendere campo ma senza concludere, così come accaduto nella partita d’andata. Nesi perde un po’ di smalto e viene sostituito da un più reattivo Vegliò ma che non riesce a incidere né a vincere dei contrasti contro il coriaceo Di Paolo, oggi schierato nell’undici titolare da Mister Persia. Al 10′ Pasqui lancia Igliozzi, arriva fino in fondo riuscendo ad evitare Cappuccini, serve Barbarisi ma il suo tiro termina alto nonostante il portiere già battuto. Della Betta ci prova in tutti i modi: fa invertire le ali, inserisce un altro centravanti ma la difesa della Vigor sembra essere impenetrabile. Al 46′, poi, Mannarelli chiude i giochi: batte Cappuccini da distanza ravvicinata che tenta la respinta disperata sulla linea. Qualche frazione di secondo di rimostranze, ma l’arbitro, dopo uno sguardo col guardalinee, assegna il due a zero.

IL TABELLINO

VIGOR PERCONTI – ATLETICO GALLO COLBORDOLO 2-0

MARCATORI: 10′ pt D’Amone (VP), 46′ st Mannarelli (VP)

VIGOR PERCONTI: Pedulla, D’Amone, Pasqui, Di Paolo, Indino, Barbini, Barbarisi (40′ st Zady), Castellini (27′ st Sanesi), Onorati, Igliozzi (43′ st Mannarelli), Perozzi PANCHINA: Caprarelli, Caccia, Rocco, Sciannandrone
ALLENATORE: Persia
ATLETICO GALLO COLBORDOLO: Cappuccini, Leva, Albertini (29′ st Saltarelli), Paoli, Arduini, Liera, Cocchi, Donini (13′ st Stambolliu), Sensoli, Feduzi, Nesi (7′ st Vegliò) PANCHINA: Conti, Della Betta, Tarini, Scoglio  ALLENATORE: Della Betta
ARBITRO: D’Eusanio (Faenza) ASSISTENTI: Santoni (Cesena), Tomarchio (Ravenna)
NOTE: Ammoniti: 31′ st Leva (AGC), 38′ st Feduzi (AGC), 48′ st Paoli (AGC) Angoli: 6-2 Recupero: 1′ pt  – 4′ st