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Intervista a Pietro Natalia. L’ex DS di Casalotti e Petriana Calcio torna sulla piazza: “Alla ricerca di un progetto serio. Petriana e Casalotti esperienze veramente positive”

Di Paride Roncaglia

L’ex Direttore Sportivo di Casalotti e Petriana Calcio Pietro Natalia è fermo ai box da qualche mese per decisione personale. Tornare a divertirsi con lo sport che più ama è diventato ora il suo obiettivo.

Ultima esperienza all’Aurelia Antica. Come è andata?
“Più che un ruolo da Direttore Sportivo ho occupato un ruolo collaborativo con loro per circa due mesi ad inizio stagione. È stata un’esperienza positiva, ma sicuramente non ho sentito a pieno la responsabilità come nelle avventure precedenti”.

Sono i lavori precedenti che ti hanno dato le maggiori soddisfazioni…
“Sicuramente. Casalotti prima e Petriana Calcio nell’ultimo anno sono state esperienze veramente positive. Per quanto riguarda la prima sono stato 8 anni, di cui 5 da allenatore e 3 da Direttore Sportivo. In particolare nel 2015/2016 abbiamo vinto un campionato con i 2000, allora Allievi Fascia B, e abbiamo ottenuto una promozione con la Prima squadra dalla Seconda alla Prima Categoria.
Alla Petriana, nell’ultimo anno, è stato un percorso molto impegnativo, ma grazie alla società, alla dirigenza e ad un gruppo di allenatori ben assortito siamo stati protagonisti con una bella annata. Ringrazio per questo il presidente Settimi, la dirigenza con Nardi e Carpineti i quali mi hanno dato una grande mano. Poi il parco allenatori di qualità e disponibilità, con due dei quali rimasti tutt’ora in Petriana (Fontana e Di Tella).
Adesso sto girando un po’ per i centri sportivi romani e sto cercando di capire il livello generale delle varie categorie, soprattutto del regionale. Da quanto ho potuto osservare la Petriana sta confermando, anzi migliorando, quanto di buono fondato nella passata stagione”.

Qual è la cosa più complicata di cui si deve occupare un DS durante la stagione sportiva?
“Quella più difficile è sicuramente il cercare di gestire le problematiche che nascono all’interno delle rose, magari i litigi con i calciatori e i genitori, essendo ora le rose abbastanza ampie. Non si può accontentare tutti, ma bisogna cercare di far crescere tutti allo stesso modo.
Quello dei genitori, in particolare, sta diventando sempre più un problema, sembra quasi essere diventata una moda quella di intromettersi nei rapporti tra giocatore/figlio e allenatore. Ricordo che quando giocavo io i genitori quasi non venivano a vedere le partite. Ci sono evidentemente delle differenze, bisognerebbe capire che l’importante è divertirsi, perché è vero che si deve sognare, ma rimane molto esiguo il numero di ragazzi i quali potrebbero riuscire ad arrivare tra i professionisti”.

Pietro Natalia come vede il calcio di oggi?
“Secondo me alcune volte i ragazzi stessi, forse sotto l’influenza delle famiglie, prendono l’impegno tanto per, come per dire ‘sì lo faccio solo per fare un sport’. Le stesse istituzioni devono lavorarci su, più di quanto non stiano già facendo. Devono cercare di riportare la passione per questo meraviglioso sport, che in alcuni casi rischia di venire a mancare”.

Secondo te quando è importante avere un settore giovanile ben coordinato, quindi trasmettere la stessa idea a tutte le squadre…
“E’ importantissimo, ma non è sempre facile. Questo discorso lo puoi fare se hai la stessa qualità per tutti i tecnici. Però secondo me ci sono sempre di più ragazzi molto preparati, di giovane età, che studiano in maniera approfondita le varie tecniche di allenamento.
Stanno cambiando le metodologie di allenamento, si sta passando al lavoro improntato sempre più sulla tecnica con l’attrezzo principale che è il pallone”.

Possiamo dire che il Direttore Sportivo Natalia è libero e cerca occupazione. Cosa ti aspetti, che tipo di ambiente stai cercando?
“Intanto ti dico, mi sto aggiornando continuamente, sto cercando di guardarmi intorno. Ci sono state delle possibilità, ma non le ho prese in considerazione.
Sono alla ricerca di un progetto serio, fatto da persone serie, a prescindere dalle categorie che una società ha, sono in cerca di stimoli positivi. Per me il calcio è una passione e devo stare bene all’interno dell’ambiente in cui lavoro. Ho voluto staccare per capire quale effettivamente fosse la mia voglia di mettermi in gioco nella figura di DS, ma adesso sono pronto”.

Liberi di giocare: un successo l’evento “La genitorialità nello sport” organizzato dal Passo Corese

Di Ufficio Stampa S.S. Passo Corese

Si è svolto Venerdì 15 Febbraio l’evento La Genitorialità nello sport presso l’Aula Magna dell’Istituto Aldo Moro di Passo Corese, davanti a numerosi partecipanti che hanno potuto ascoltare gli interventi dei relatori Aldo Grauso, Psicologo dello sport e Claudio Ferri, Responsabile del Settore Giovanile e Scolastico FIGC.

Al centro una tematica molto importante e strettamente attuale come il rapporto tra istruttore, bambini e famiglie. Obiettivo dell’incontro era sensibilizzare, informare e confrontarsi su un aspetto che spesso si trasforma in problematica e che ricade, purtroppo, sui giovanissimi atleti.

L’apertura dei lavori è stata affidata ai “padroni di casa” e organizzatori dell’evento Fabrizio Vollera, Presidente della Società Sportiva Passo Corese e Riccardo Menichini (Responsabile Comunicazione), alla presenza del DT Sabino Fioravanti, uno dei promotori dell’incontro.

Ha esordito così il Presidente Vollera: “Grazie a tutti per la partecipazione. Ci fa molto piacere come Società perché tenevamo a questo evento. L’obiettivo è fare informazione per provare tutti insieme a cambiare la mentalità e soprattutto migliorarci come persone e come Società”.

Si è entrati nel vivo con l’intervento del Prof. Aldo Grauso, docente presso l’Università Niccolò Cusano, Membro della Commissione medico-scientifica della Lega B e psicologo sportivo della Commissione medico-sanitaria della LND. Diversi i temi toccati: L’influenza del genitore sulla formazione del proprio figlio, il ruolo di educatore dell’allenatore di calcio, la visione e il ruolo della famiglia e della Società Sportiva, le ambizioni dei genitori e quella dei loro figli, le esperienze positive e negative, la capacità di educare alla sconfitta e alla vittoria. I comportamenti, gli atteggiamenti e gli insegnamenti. Tutti temi affrontati ed esplicitati per arrivare ad una unica importante conclusione: è necessario lasciar liberi di crescere, imparare, sbagliare e divertirsi i nostri bambini. Tutto fa parte del loro personale e soggettivo percorso di crescita.

Queste le parole del Dott. Grauso: “Spesso assistiamo ad una eccessiva presenza dei genitori che porta di conseguenza ad una particolare pressione dei genitori. Spesso si sottovalutano i danni che le famiglie possono fare senza volerlo e per troppa attenzione verso i loro figlio. Da un punto di vista psicologico e relazionale i genitori possono essere funzionali e/o disfunzionali rispetto i figli nel contesto sportivo. In particolare la categoria più a rischio è quella degli Esordienti, ovvero il passaggio da Scuola Calcio ad Agonistica. È necessario trovare il giusto equilibrio. Non servono chissà quali strumenti, bisogna sperimentare, apprendere e raggiungere un punto di incontro. “Disinteressarsi” il più possibile dal punto di
vista tecnico – sportivo del proprio figlio paradossalmente è la cosa migliore”.

Un confronto che poi è proseguito con l’intervento del Responsabile SGS FIGC Ferri: “Partiamo dai numeri: 6.500 circa sono gli incontri di attività di base a settimana nel Lazio, pensate quindi che movimento in termini di famiglie, atleti, società e addetti ai lavori. Dobbiamo prendere coscienza della dimensione e dei numeri e della pressione di cui parlava il Dott. Grauso che spesso può scatenare violenza in campo e sulle tribune. Il ruolo del genitore è essenziale. È necessario, quasi un obbligo, che il papà, la mamma o il nonno che siede in tribuna abbia il giusto coinvolgimento emotivo, che sia selettivo e razionale nei commenti e nel vivere la partita o ancor di più le aspettative, ambizioni e sogni dei figli. Pensate che un ragazzo su 50.000 diviene calciatore professionista, quindi lasciamoli in pace e liberi di divertirsi. Riponiamo nel cassetto le nostre ambizioni e le aspettative. Lavoriamo a stretto contatto per far crescere ed educare i ragazzi attraverso lo sport. Basta con l’esasperazione del risultato, colpe, sconfitte che producono effetti negativi sulla serenità di che scende in campo e quindi del gioco del calcio. È inutile che noi come genitori sbraitiamo dalla tribuna, non è la soluzione sicuramente migliore. Le indicazioni date fuori dal campo mentre si gioca vi assicuro che non arrivano, quindi motivo in più per lasciarli giocare. Dobbiamo essere più realistici e a fine gara dobbiamo chiudere “Ti sei divertito?”. Questo è ciò che conta e nulla più. Dobbiamo pedalare tutti dalla stessa parte. Il genitore consapevole è uno strumento di formazione ideale della personalità”.

Queste sono solo alcune considerazioni estrapolate dal convegno ma sicuramente le più importanti, dirette e chiare. Informare, sensibilizzare e responsabilizzare, questo era l’obiettivo del Passo Corese per inviare ancora una volta il messaggio alle famiglie: Cari genitori, lasciateci giocare!

La genitorialità nello sport: il Passo Corese cerca un’alleanza educativa tra istruttore, bambino e genitori

Di Ufficio Stampa S.S. Passo Corese

“Una Società ben strutturata e solida deve poter contare su un particolare equilibro fra le parti o meglio fra i diversi ruoli. Ognuno deve conoscere le proprie responsabilità, la propria importanza e deve “giocare” la sua parte senza interferire in quella degli altri protagonisti. È bene creare una alleanza educativa fra Società, genitori, istruttori e bambino. Su questa premessa abbiamo voluto organizzare questo evento per noi importante, essenziale al quale spero possano partecipare numerose persone.”

Questa la premessa di Sabino Fioravanti, Direttore Tecnico del Passo Corese che anticipa l’evento che si svolgerà domani presso l’Aula Magna dell’Istituto Aldo Moro di Passo Corese (Fara in Sabina) a partire dalle ore 17.30.

Due i relatori che si alterneranno sul palco. Il Dott. Aldo Grauso, Psicologo dello Sport, docente presso l’Università Niccolò Cusano, Membro della Commissione medico-scientifica della Lega B e psicologo sportivo della Commissione medico-sanitaria della LND, e Claudio Ferri, Responsabile attività scolastica FIGC SGS Lazio. L’apertura dei lavori e i saluti saranno affidati al Presidente S.S. Passo Corese Fabrizio Vollera e al Direttore Tecnico del club coresino Sabino Fioravanti.

Un evento completamente gratuito di rilevanza non solo sportiva, ma educativa e sociale.

Un altro calcio è possibile – Scuola calcio femminile. La storia gialloverde di Alessandra Celi, mamma della piccola Zemka!

Di Ufficio Stampa Grifone Gialloverde

Una delle finalità del progetto Un Altro Calcio è Possibile, sviluppato con il supporto della Fondazione Terzo Pilastro, è dare un forte impulso al calcio femminile garantendo pari opportunità a tutte le bambine e ragazze interessate a conoscere, provare e giocare a calcio. Un obiettivo raggiunto dal Grifone Gialloverde che dalla scorsa stagione ha attivato una sezione della Scuola Calcio “rosa”.

La Scuola Calcio Femminile, così come tutte le sezioni della Società, abbina l’insegnamento del gioco del calcio attraverso uno staff altamente qualificato alla diffusione e trasmissione di valori quali l’etica, il rispetto e la legalità a tutti i tesserati, dai più piccoli ai più grandi.

Per illustrarvi il progetto, per farvi conoscere meglio i traguardi raggiunti e soprattutto le storie di sport e di vita che caratterizzano il Progetto Un Altro Calcio è Possibile, questa volta vi raccontiamo un punto di vista differente. Non parliamo di chi scende in campo, ma di chi, invece, a bordo campo e non solo vive la passione dei propri figli.

Questa è la storia gialloverde di Alessandra Celi, mamma della nostra piccola calciatrice Zemka.
“Zemka è una bimba che ho in affido dal 2015. Nell’Istituto dove ha vissuto fino ai 6 anni, giocava solo a calcio con i maschietti e trovare delle amiche calciatrici è stata un’ottima opportunità, anche di amicizia e di crescita”.

Una scelta, quella da parte della piccola di giocare a calcio, che per una madre nella maggior parte dei casi non è semplice da accettare: “Quando mi ha detto che voleva giocare a calcio e quindi iscriversi al Grifone Gialloverde ad essere onesta non ero proprio entusiasta, anzi direi contraria. Ma alla fine prevale l’intenzione dei figli e come genitore mi sono sentita di appoggiare in pieno la sua scelta. Oggi sono contenta e la seguo con attenzione. Al Grifone Gialloverde abbiamo trovato un ambiente ideale, sereno, la bambina si trova molto bene ed è questo ciò che conta”.

Aperta ufficialmente la scorsa stagione con appena 4 bambine, la Scuola Calcio Femminile sfiora quest’anno le 40 piccole atlete e punta ad aumentare ancora la propria offerta con l’ormai prossima inaugurazione dei corsi ‘100% rosa’ anche presso i poli del Wellness Town e di Villa Spada.

Con un equipe di oltre 15 specialisti tra Medici, psicologi, tutor ed istruttori dedicati, tra le novità più rilevanti ed innovative offre lezioni di calcio in lingua Inglese grazie all’integrazione delle Istruttrici madrelingua e giornate trascorse con i ‘tutor della legalità’ (militari appartenenti al corpo) per affrontare vere proprie lezioni di Educazione Civica (tra cui anche visite a strutture della Guardia di Finanza) e di Educazione allo Sport con i campioni delle Fiamme Gialle ed alla salute.

Un Altro Calcio è possibile significa dunque creare coesione ed opportunità: “Avere una Scuola Calcio completamente dedicata al femminile è stata un qualcosa per noi importante: L’ambiente è molto professionale, gli istruttori trasmettono alle bambine con serenità e divertimento la passione per il gioco e allo stesso tempo il valore dello sport e dell’educazione civica” conclude la Signora Celi.

United States Of Grifone Gialloverde Femminile: Pari opportunità e integrazione a 360 Gradi

Ufficio Stampa Grifone Gialloverde

Il Grifone Gialloverde ha da qualche anno investito fortemente nel calcio femminile con il solo scopo di garantire pari opportunità, rispetto ai maschietti, a tutte quelle bambine e a quelle ragazze interessate anche solo ad avvicinarsi alla pratica di questo bellissimo sport di squadra.

Aprendo gli impianti di Piazza Armellini e di Villa Spada anche alle aspiranti calciatrici ed alle loro famiglie, il Grifone Gialloverde ha voluto abbinare un contesto sereno ed ideale quale una struttura militare ad uno staff altamente qualificato con una innovativa formula di apprendimento consistente nell’insegnamento della disciplina calcistica abbinato a vere e proprie lezioni sui valori della lealtà e della correttezza sportiva di cui l’Associazione è promotrice.

Con il progetto Un Altro Calcio è Possibile, in collaborazione con la Fondazione Terzo Pilastro, tutto questo ha avuto una importante accelerazione attraverso la creazione di un vero e proprio Polo di Scuola Calcio femminile dedicato, una rarità nel panorama calcistico nazionale, che vanta oggi quasi 100 atlete equamente ripartite tra ‘piccole amiche’, ‘Settore giovanile e scolastico femminile’ e praticanti adulte.

Attraverso lo specifico programma delle borse di studio, il Grifone Gialloverde ha inoltre aperto i suoi confini consentendo a ragazze straniere impegnate in percorsi di studio a Roma o in modalità telematica, di trascorrere come volontarie un periodo presso le strutture della Società praticando il calcio e offrendo la propria opera come istruttrici anche in lingua inglese per la Scuola Calcio;
Quella del Grifone può oggi essere definita una piattaforma internazionale dove sport, studio e integrazione si incontrano in una unica maglia, quella gialloverde.

Tante le testimonianze, diverse le ambasciatrici di questo progetto formativo, educativo e sociale. Partiamo da Aurora Serenaj, 35 anni, già capitano della Nazionale albanese di calcio femminile per 8 anni consecutivi: “L’esperienza al Grifone Gialloverde mi sta formando attraverso lo sport e l’apprendimento di valori ed ideali propri dello splendido ambiente della Guardia di Finanza . Ogni giorno cresco come figura professionale ma anche come donna. Essere qui, confrontarmi continuamente con una realtà così diversa dalla mia, mi sta offrendo una opportunità unica e mi ha consentito di conoscere ed apprezzare tanto quello che fa il Corpo e la sua volontà di integrazione e di coesione sociale mediante lo sport’.

Altra Nazione, altre storie gialloverdi. Parliamo delle due ragazze canadesi che in questi giorni hanno concluso il loro percorso in Italia. La parola a Taylor Lamb, 22 anni: “ L’Italia è un Paese entusiasmante. Amo la cultura, il modo di vivere delle persone, la lingua. Il mio periodo in Italia è stato un’esperienza fantastica. La famiglia di mia madre è italiana, il legame quindi è naturale e per questo ho deciso di provare questa avventura grazie al progetto Un Altro Calcio è Possibile. Non conoscevo la Guardia di Finanza prima, ma grazie a questa esperienza torno in Canada con valori che mi hanno formato come persona, mi hanno fatto crescere e trasmesso la disciplina, l’etica e il rispetto delle persone che fanno parte del Grifone Gialloverde”. Da una canadese all’altra, Emily Sands, 21 anni da pochi giorni,: “Grazie Grifone Gialloverde, grazie Guardia di Finanza! La cosa più bella che mi rimarrà nel cuore di questa esperienza sono le mie bambine e lo splendido ambiente del Comando Generale. Sono contentissima di avere avuto questa grande opportunità: è stato un percorso di crescita prima umana e poi sportiva.”. Non solo giocatrice ma anche istruttore di scuola calcio negli innovativi corsi tenuti in lingua Inglese: “Come istruttrice, ho cercato di insegnare ai bambini la lingua inglese attraverso le esercitazioni in campo, trasmettendo la cultura sportiva canadese condividendola con i bambini del Grifone. L’obiettivo è farli crescere divertendosi, è un lavoro che ho fatto con passione e allo stesso tempo, anche qui, sono riuscita a lavorare su me stessa imparando dallo Staff tecnico gialloverde, qualificato e sempre attendo alle necessità di ogni piccolo tesserato.”.

Infine Nicole Sciberras, giovane difensore appena diciottenne della Nazionale Maltese giunta in Italia grazie al supporto dell’Ambasciata di Malta a Roma. Un accordo ottenuto sempre grazie al progetto Un Altro Calcio è Possibile: “Faccio grandi sacrifici e voglio ringraziare anzitutto il convitto delle suore di Piazza Sempione che mi sta ospitando e l’ambasciatrice di Malta a Roma per questa grande opportunità. Vivere lontano dal proprio Paese non è facile ma ho imparato a confrontarmi, ad aprirmi a nuove culture, nuove esperienze che mi hanno arricchito. Con il Grifone sto vivendo e realizzando i miei sogni: insegnare alle bambine, giocare all’estero e studiare per dare grandi soddisfazioni alla mia famiglia che ha fatto da sempre grandi sacrifici per me. Sono fiera di fare parte di un club che punta tantissimo sul settore femminile e trovo bellissimo che la Guardia di Finanza consenta di aprire alla gente e agli stranieri le proprie strutture per formare praticando lo sport. Ciò che però più conta è che sto apprendendo, crescendo, mi sto formando come persona, come donna. Il Grifone Gialloverde ti forma in campo e fuori”.

Questi sono i risultati del progetto Un Altro Calcio è Possibile sviluppato con il supporto della Fondazione Terzo Pilastro. Il potenziamento, lo sviluppo, la valorizzazione del settore calcio femminile attraverso valori quali l’integrazione, le pari opportunità, il confronto, l’apertura e l’inclusione sociale. Lo sport diviene uno strumento di educazione, il campo si integra alla perfezione con i percorsi scolastici e universitari svolti da queste ragazze che divengono ambasciatrici del Grifone Gialloverde, dove un altro calcio femminile è possibile.

Juniores Provinciali. Prima Porta Saxa Rubra 0-3 Petriana Calcio. Un triplo Botoc porta i gialloblu in testa alla classifica

Articolo e foto di Paride Roncaglia

Alla ricerca dei primi tre punti in casa il Prima Porta Saxa Rubra dopo la vittoria esterna contro lo Spes 1908. Dall’altra parte la Petriana tentava di confermare una volta per tutte di essere una delle candidate a vincere il girone B. Queste le due squadre che si sono trovate di fronte, nel pomeriggio di sabato, al campo Dezi.




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Calcio a 5, Serie D: La Virtus San Giustino vola con la vecchia e la nuova scuola. UniPomezia battuto 2-3 a domicilio

Di Ufficio Stampa Virtus San Giustino – Stefano Francesconi

Primo impegno in trasferta per la Virtus San Giustino che, sotto il tetto del Palalevante, è ospite dell’UniPomezia, squadra reduce da una sconfitta nella prima giornata di Campionato. Mister De Cesaris schiera dal primo minuto Matera tra i pali, Vellante, Fanetti (esordio in campionato per lui ndr), Riccomi e capitan Migliaccio. I padroni di casa rispondono con Evangelisti in porta, Misischia, Grasso, Guadagnini e Cervellera.

Inizio di partita un po’ complicato per gli ospiti che devono stare attenti alle conclusioni di Misischia al minuto 2 e al 7’. Nel mezzo da segnalare due ottime azioni di Fanetti, il numero 7 però trova sempre l’opposizione di un buon Evangelisti. Superati questi sette minuti difficili, i rossoblu iniziano a macinare gioco con due conclusioni di Marcello Natale (anche per lui esordio stagionale) che prima di destro e poi di testa terminano entrambi a lato. L’unico tentativo dell’UniPomezia arriva al 23’ con una conclusione deviata in calcio d’angolo da un coraggioso Pulcini che si butta col corpo per intercettare il tiro.
Finisce così a reti bianche la prima frazione. Da segnalare l’esordio stagionale per Emiliano Mautner al 18’, buon minutaggio per lui reduce da un infortunio e arma in più per mister De Cesaris. Da evidenziare anche alcune scelte “discutibili” dell’arbitro, che non assegna un rigore clamoroso ai padroni di casa, ma neanche un’espulsione per gli stessi per un brutto fallo su Roncaglia Ettore. Queste sviste arbitrali saranno frequenti anche nel secondo tempo, episodi che incattiviranno la sfida.

Ripresa shock per gli ospiti che entrano in campo con 17 secondi di ritardo facendo segnare capitan Guadagnini. I padroni di casa vogliono chiuderla ma il palo, Matera e la scarsa precisione non glielo permettono. Ed ecco che viene fuori la Virtus col solito Del Vescovo che in due partite segna due reti di pregevole fattura, è 1-1. Nel frattempo il solito Matera è chiamato agli straordinari per mantenere il risultato fisso. Ma al minuto 23 arriva la svolta del match: sesto fallo dei padroni di casa e tiro libero. Sulla palla va capitan Migliaccio reduce dal palo della settimana precedente. Ma stavolta, subito dopo il fischio dell’arbitro, la sfera finisce in rete allontanando così gli spettri del passato, 1 – 2 Virtus.
L’allenatore di casa chiama il Time Out per poter inserire così il portiere di movimento. Nonostante l’uomo in più, però, sono gli ospiti ad avere le occasioni migliori. Con un altro tiro libero di Migliaccio, stavolta disinnescato da un ottimo Evangelisti, e con la conclusione dalla porta di Matera. Il gol è nell’aria e arriva, quasi allo scadere, sempre con Migliaccio che intercetta il pallone e tira dalla propria metà campo, 1 – 3. I giocatori impazziscono e vanno ad abbracciare i numerosi tifosi al seguito della squadra. L’Unipomezia non demorde, visti i 3 minuti di recupero concessi dall’arbitro, e trova la rete del 2 – 3, ma è troppo tardi. La Virtus vince grazie alla vecchia scuola (Migliaccio classe 1983) e alla nuova (Del Vescovo classe 1999), volando così a 6 punti in classifica, al pari punti del Colli Albani (prossimi avversari) e del DEAFSPQR.

Uno dei protagonisti di questo match, nonostante il suo nome non sia nel tabellino dei marcatori è stato il laterale Adrian Fanetti. Ecco una sua considerazione sul match: “La partita è stata molto tesa sin dall’inizio, ma siamo rimasti concentrati e lucidi, questo ci ha permesso di conquistare i tre punti, in quanto non siamo caduti nelle loro provocazioni. Siamo un gruppo di 20 elementi tutti molto validi per questo è bello leggere il proprio nome tra i 12 convocati. La mia prestazione? La panchina di settimana scorsa mi ha spronato a dare di più. Obiettivi? La strada è ancora lunga e stiamo muovendo i primi passi, da lunedì inizieremo subito a lavorare per la prossima sfida”.

TABELLINO GARA

UniPomezia C5 2-3 Virtus San Giustino

Marcatori: Guadagnini 1′ st (UP), Del Vescovo 11′ st (VSG), Migliaccio 24′ st e 31′ st (VSG), 33′ st (UP)

UniPomezia: Evangelisti, Misischia, Di Giovanni, Ficorilli, Cinquegrani, Fabbrizio, Grasso, De Mita, Guadagnini, Cervellera, Proietti, Grasso.

Virtus San Giustino: Matera, Del Vescovo, Mautner, Vellante, Natale Marcello, Fanetti, Roncaglia P., Riccomi, Di Russo, Pulcini, Roncaglia E., Migliaccio.

Arbitro: Tufano di Roma 2

Under 14 Regionale: Petriana Calcio 0-2 Honey Soccer. I ragazzi di Mondella si impongo con un grande secondo tempo

Di Paride Roncaglia

Sabato sono scesi in campo i ragazzi della Petriana Calcio e dell’Honey Soccer City per la terza giornata del campionato Under 14 Regionale. Le due squadre arrivavano diversamente alla sfida: i padroni di casa dal pareggio beffardo 2-2 sul campo dello Sporting Tanas, mentre i ragazzi di mister Mondella dalla sconfitta casalinga contro l’SFF Atletico.

La partita, giocata ad alti ritmi e molto condizionata dal forte vento, si è sviluppata diversamente nelle due frazioni di gioco. Il primo tempo infatti viene dominato dai padroni di casa: al 9′ arriva la prima occasione Petriana con Pulcini. Il numero 11, dopo essersi liberato in area di rigore grazie ad una bella finta, calcia sull’esterno della rete a tu per tu con l’estremo difensore Lombardi. Tutto nasce, però, dall’errore in disimpegno dello stesso portiere ospite.
Al 15′ arriva il primo legno della partita colpito dalla squadra di mister Scanu. Sugli sviluppi di una punizione ben messa dentro da destra, grande girata di Spennacchio e traversa piena.
La Petriana propone bene il suo gioco e l’Honey fatica a rispondere. Nonostante questo il risultato rimane in equilibrio fino alla fischio che sancisce la fine del primo tempo.

Nel secondo tempo cambia totalmente la gara. Gli ospiti escono con un’altra testa dallo spogliatoio e cominciano ad alzare il baricentro e sopratutto l’intensità.
Al 10′ la grande occasione per Vattani è solo il preludio al vantaggio. Il numero 9 ospite viene lanciato a rete in campo aperto, ma è prodigiosa l’uscita disperata di Sutera.
Al 12′ arriva comunque il vantaggio Dell’Honey ed è firmato dal numero 10 Giorgio. Gol di pregevole fattura con un bel colpo sotto a beffare Sutera ancora in uscita disperata. Nell’occasione troppo distratta e disallineata la difesa beffata anche dal forte vento.
La Petriana di Scanu prova a reagire e al 24′ colleziona una doppia clamorosa occasione. Del Pinto prima e Pasqualini poi colpiscono rispettivamente il secondo ed il terzo legno della serata dopo un’azione tutta in velocità. Forse proprio da qui la squadra ospite capisce di essere in giornata.
Al 30′ infatti trova il raddoppio che gli permettere di chiudere i conti. Con un gol fantastico praticamente sotto l’incrocio dei pali, Vattani si fa perdonare l’errore a tu per tu con il portiere ad inizio tempo e fa esplodere panchina e tifosi accorsi al Cavalieri di Colombo. Forse, nell’occasione, ancora troppo passivo l’atteggiamento della difesa di Scanu.
Non c’è troppo tempo per reagire in casa Petriana. Al triplice fischio del direttore di gara Avitabile è 0-2 per l’Honey Soccer City. Una gara che farà riflettere i gialloblu su quanto sia importante essere concentrati per tutta la durata del match e che invece fa gioire la compagine allenata dal tecnico Mondella.

TABELLINO GARA
PETRIANA CALCIO 0-2 HONEY SOCCER CITY

Marcatori: Giorgio 12’ st (HSC), Vattani 30’ st (HSC)

Petriana Calcio: Sutera, Marrucco(De Matti 9’ st), Margrande, Vittori(Ottaviani 20’ st), Bax, Bongiovanni(Mastrodonato 31’ st), Pasqualini, Campagna(Del Pinto 12’ st), Spennacchio, Giammei(Gheduzzi 29’ st), Pulcini(Ramundo 20’ st). Panchina: Giuliani, Taramanni, Amico.

Allenatore: Fabio Scanu

Honey Soccer City: Lombardi, Daddi(Di Placido 28’ st), Di Grazia, Ingami, Salerno, Bercaru, Petrazzi, Vattani, Giorgio(Accoroni 32’ st), Fasciano. Panchina: Imbastaro, Turano, Bracci, Ciancimino.

Allenatore: Stefano Mondella

Arbitro: Avitabile di Roma 1

NOTE: Angoli: 2-3 Rec. 0′ Pt. – 4’st.

Giovanili, Petriana Calcio: trasferta vincente per i 2002, Juniores da favola

Di ufficio Stampa Petriana Calcio 

Dopo aver già visto nel dettaglio la partita dei 2004 andiamo a vedere cosa è successo nel weekend delle squadre agonistiche della Petriana.

La Juniores di mister Massimo Fiumicini ha dispustato la seconda giornata di campionato in casa contro il Fidene. Il risultato finale 2-0 per i gialloblu, è stata la dimostrazione che questa squadra può fare davvero qualcosa di importante in questa stagione. Queste le parole del tecnico sulla gara:
“Calcolando le mille difficoltà ad assemblare questa squadra, non ultima la questione dei fuori quota, siamo riusciti a formare un buon gruppo e questo è un dato molto importante. Il Gruppo, su questa parola dobbiamo costruire i nostri successi.
Per quanto riguarda la partita contro, a detta di tutti, una delle favorite per la vittoria del campionato, non abbiamo mai subito e abbiamo creato molte occasioni. Basti pensare che il loro miglior giocatore è stato il portiere.
Per le marcature: molto bene il gol di Pace ed, in particolare, sono felicissimo per il gol del ragazzo del 2002, Ranieri, che era aggregato a noi. Siamo stati autori di un ottima partenza, ma ancora non abbiamo fatto niente, dobbiamo continuare così”.

Gli Allievi di Fontana hanno invece dovuto affrontare la lunga trasferta contro la compagine della Polisportiva Oriolo. Dopo la sconfitta casalinga contro il Palocco era necessario ripartire immediatamente e dare un segnale forte al campionato. Infatti così è stato: 0-2 perentorio con gol di Ruggini e Fontana, entrambi di testa.

“Molto soddisfatto abbiamo fatto una grandissima partita contro un ottimo avversario e su un campo difficilissimo. La soddisfazione maggiore è stata vedere i ragazzi giocare da squadra. Siamo stati perfetti dal punto di vista tattico, non abbiamo sbagliato nulla rischiando praticamente zero. Il primo tempo è stato più equilibrato, mentre nella ripresa dopo i primi dieci minuti giocati nella loro metà campo, su un calcio d’angolo, di cinque battuti in serie , è arrivata la rete di Ruggini di testa. Dopo il vantaggio abbiamo continuato a difenderci con molto ordine, con molta diligenza. Sul finire della gara l’abbiamo chiusa con la rete, sempre di testa, di Fontana su calcio di punizione battuto perfettamente da D’Ambrogi.
Stiamo crescendo, la squadra sta crescendo davvero molto. Ci tengo a fare un elogio particolare al gruppo perché alla seconda rete tutta la panchina è corsa in campo ad abbracciare Gabriele. Inoltre i ragazzi infortunati hanno percorso 100km per stare vicino ai compagni. Questa è la vittoria più importante per un allenatore. Adesso comunque piedi per terra, testa bassa, continuiamo a lavorare così come abbiamo fatto fino ad ora”.

CALCIO A 5, SERIE D: VIRTUS SAN GIUSTINO 3-1 ATLETICO LE PALME. “BUONA LA PRIMA”, DALL’ANSIA DA PRESTAZIONE ALLA STANDING OVATION

Di Ufficio Stampa Virtus San Giustino – Stefano Francesconi

Fischio d’inizio e… partiti! Nella serata di venerdì è ufficialmente iniziata l’avventura della Virtus San Giustino in Serie D. Il debutto è in casa contro l’Atletico Le Palme. Con una cornice di pubblico niente male mister De Cesaris decide di iniziare con Matera tra i pali, Nicolai, Roncaglia Paride, Riccomi e capitan Migliaccio. I padroni di casa appaiono abbastanza contratti ad inizio partita il che facilita il gioco degli ospiti, che hanno optato per un approccio molto più fisico, nonostante un discreto livello tecnico, ma la prima occasione capita proprio sui piedi di Migliaccio che però calcia fuori. Gli ospiti non stanno di certo a guardare e ci provano due volte, entrambi i tentativi verranno disinnescati da Matera prima e Nicolai poi. I padroni di casa stanno crescendo e al minuto 10 Nicolai, dopo un ottimo uno-due con Riccomi da fallo laterale, va alla conclusione che termina sul fondo. È solo il preludio del gol che arriverà 4 minuti più tardi, con una sgroppata sulla fascia di Andrea Del Vescovo (classe 1999) che da posizione defilata fa partire un forte destro che si insacca sotto la traversa protetta da Cocco e 1-0 Virtus. Sia la panchina che il pubblico impazziscono di gioia. La partita continua: i padroni di casa sono sempre più sciolti, forse anche troppo, tant’è che al minuto 19, da uno schema su calcio d’angolo ben eseguito, ma sul quale si poteva fare qualcosina in più, arriva il pareggio ospite con Di Prospero. Finisce così il primo tempo con una Virtus forse un po’ troppo contratta per la paura del debutto.

Seconda frazione di gioco che ricomincia con lo stesso quintetto che ha iniziato la partita eccezion fatta per il giovane Roncaglia Ettore (classe 2000) che sostituisce il fratello maggiore Paride. È tutta un’altra Virtus. Mister De Cesaris ha saputo muovere le corde giuste nell’intervallo e i padroni di casa sono molto più sciolti. Infatti bastano sette minuti a capitan Migliaccio per insaccare direttamente da calcio di punizione, è da 2 a 1 e c’è un urlo liberatorio dalla panchina di casa. Forse troppo adagiati sul risultato i rosso blu cadono nella trappola avversaria e a metà tempo sono già a quattro falli commessi, ma ogni tentativo si infrange sul muro alzato da un grandissimo Federico Matera. Proprio dal portierone di casa parte l’azione del definitivo 3 a 1. Lancio millimetrico per Marco Natale che prende posizione sul difensore e in girata batte il portiere avversario. Ma le emozioni non finiscono qui, infatti al minuto 28 Nicolai commette il sesto fallo, tiro libero per gli ospiti che potrebbe riaprire la partita, ma gli avversari non hanno fatto i conti nuovamente con l’insuperabile Matera, senza dubbio uno dei migliori della serata. La partita si conclude col tiro libero per i padroni di casa sul quale, però, capitan Migliaccio è sfortunato e colpisce il palo. Il suono della sfera che si stampa sul legno accompagna il triplice fischio dell’arbitro.

A fine partita abbiamo chiesto un commento proprio a Marco Migliaccio: “Tenevamo tutti a far bene e questo forse ci ha limitato un pochino soprattutto nel primo tempo. Nel secondo tempo invece molto meglio, tant’è che loro non si sono quasi mai avvicinati alla nostra porta se non con un tiro libero. Sono contento perché abbiamo giocato e vinto da squadra, siamo un gruppo molto affiatato che tende ad incitarsi costantemente. Siamo una squadra molto giovane e sta a noi più grandi infondere fiducia negli altri. Buoni tre punti di partenza”.

TABELLINO GARA
Virtus San Giustino 3-1 Atletico Le Palme

Marcatori: Del Vescovo 14′ pt (VSG), Di Prospero 19′ pt (ALP), Migliaccio 7′ st (VSG), Natale Marco 15′ st (VSG)

Virtus San Giustino: Matera, Del Vescovo, Vellante, Fanetti, Roncaglia P., Riccomi, Di Russo, Natale Marco, Pulcini, Nicolai, Roncaglia E. Migliaccio.

Atletico Le Palme: Cocco A., Cocco F., De Palma, Battistoni, Di Giovambattista, Sales, Di Prospero, Natale A, Cori, Pugliese, Maura, Riccardi.

Arbitro: Daniele Papa di Roma 2