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Coppa Italia di Promozione – le semifinaliste

Nella giornata di oggi si sono svolte le gare che hanno determinato le semifinaliste della Coppa Italia Promozione. Le squadre che accedono al turno successivo sono: Formia, Real Colosseum, Lepanto e San Michele. Sorprendono, dunque, alcuni risultati: la Compagnia Portuale e il Palocco su tutti dato che l’armada roja di Civitavecchia tiene le redini del proprio girone (A) del campionato laziale di Promozione e il Palocco che l’altr’anno perse rocambolescamente contro l’Alatri La Piseba. Nella tabella sottostante, tutti i risultati.

San MichelePalocco3-1 (all'andata terminata 0-1)
Compagnia Portuale Civitavecchia (CPC 2005)Lepanto1-2 (all'andata terminata 0-1)
Real ColosseumLa Rustica2-1 (all'andata terminata 2-1)
MontespaccatoFormia0-2 (all'andata terminata 2-1)

Lazio, lo sponsor c’è ma non si vede… I biancocelesti incassano 21 milioni con la maglia pulita

di Arianna MICHETTONI

Non un prestigio spicciolo, ché la maglia non è mercificazione di sentimenti e passioni, non è commercializzazione dello spettatore – l’odiosa profilazione dell’utente. Eppure la Lazio non è affatto estranea alle logiche del marketing: forse non tutti sanno che (aguzzate la vista!), per la stagione 2015/2016, è stato siglato un accordo annuale con la Renault – o meglio: le tre concessionarie della filiale di Roma (Autoequipe, A. Fiori e RRG Filiale di Roma) sono Premium Sponsor della S.S. Lazio. Le strutture, come stipulato, hanno poi messo a disposizione della squadra delle autovetture (la gamma Crossover: Captur, Kadjar ed Espace) per accompagnare calciatori, allenatore e membri dello staff tecnico e dirigenziale nei loro spostamenti; la partnership prevede, inoltre, la visibilità della marca sui led a bordocampo dello Stadio Olimpico, sul backdrop (i pannelli che fanno da sfondo) delle interviste, all’interno dell’area hospitality e sul sito ufficiale del Club. Ad affiancare questa collaborazione vi sono poi i sodalizi concordati con Tim, Groupama Assicurazioni, Acea, Kimbo, UniClub e Frecciarossa, oltre, ovviamente, Macron – sponsor tecnico biancoceleste. La Lazio esercita anche una partnership commerciale con Corriere dello Sport, Decò, Fortevilage Sardegna, Gatorade, ManpowerGroup, Sartoria Cardona Roma ed Uliveto – oltre ad avere in iZiplay il gaming partner e in Mediaset Premium il media partner. Tali sponsorizzazioni figureranno tra gli introiti alla voce “ricavi da sponsorizzazioni e pubblicità” – le cifre, tuttavia, saranno precisate nel prospetto del bilancio a giugno. È invece già possibile analizzare e comparare le entrate dello scorso esercizio: la Lazio ha infatti terminato il primo trimestre 2015/2016 con un aumento sui ricavi dell’8,7% (21,05 milioni di euro, contro i 19,37 milioni ottenuti nello stesso periodo dello scorso anno).

Il legame tra sponsor e business partner – a tal proposito è bene fare una distinzione chiarificatrice: lo sponsor è l’associazione dell’immagine di un’azienda – prodotto sponsor – a quella di un progetto, sostenuta attivamente ed economicamente e con il fine di far acquisire allo sponsor i benefici e le opportunità (cioè un accrescimento qualitativo e quantitativo della propria notorietà e culture d’impresa) costituite dal valore del progetto sponsorizzato; la partnership commerciale, invece, ha un grado variabile di integrazione tra le risorse coinvolte, e pur condividendone la visibilità ha comunque finalità economiche – ha portato dunque ad un ricavo tale da essere una delle principali fonti di guadagno della società biancoceleste, pur non facendo sfoggio – o volgar figura – di variopinti loghi o marchi.

Una scelta coerente ma forse avulsa alle strategie di mercato – quest’ultima è proprio la critica mossa dai detrattori, coloro i quali ben volentieri accetterebbero – o avrebbero accettato – una qualsiasi alleanza commerciale: pure, non è di difficile ipotesi, il tanto chiacchierato ed atteso (dato infatti per concluso, con comunicato stampa già redatto) accordo col duo Aliyev/Mammadov, culminante nello slogan “Azerbaijan – Land of Fire”. Già sponsor di Atletico Madrid, Lens e Sheffield Wednesday, il progetto Azero sembrava pronto alla conquista dell’Europa calcistica – poi il crollo del prezzo degli idrocarburi, che rappresentano il (quasi) totale delle esportazioni del paese caucasico, ne ha minato gravemente l’economia: senza i suoi pagamenti, il Lens è scivolato inesorabilmente verso la retrocessione e il disastro finanziario; l’Atletico Madrid non ha invece prolungato il suo contratto con Land of Fire. Non è tutto oro – o sponsor – quello che luccica, insomma. Ciononostante, a sentir parlare gli scontenti, la mancanza di un legame economico principale (main sponsor) ha portato ad una perdita milionaria – nulla di più falso. Il marketing si basa su equilibri precari, regole aleatorie, e il contestare al patron Lotito l’eccessiva richiesta a fronte di una sponsorizzazione – consigliando accoratamente una diminuzione delle pretese – significa ignorare che un eventuale deprezzamento porterebbe ad una rivisitazione al ribasso contrattuale degli altri sponsor – un effetto a catena che sì influenzerebbe negativamente le aspettative societarie. È una concatenazione logica: la jersey sponsorship rimpiazza (od esclude) le main sponsorship o le sponsorizzazioni minori – la cui somma totale equivale al ricavo di un logo sulla casacca.

L’intera serie A, infatti, ottiene dalle sponsorizzazioni un ricavo di poco più di 85 milioni di euro, con una media di circa 4,5 milioni a squadra – la Emirates, a titolo esemplificativo, sponsorizza le maglie dell’Arsenal al doppio esatto della cifra garantita al Milan. Ancor più clamoroso: ben 71 milioni di euro, sugli 85 complessivi, sono concentrati sulle maglie di cinque club: Juventus (che ha scelto però l’autosponsorizzazione – il brand Jeep appartiene al gruppo FCA), Milan, Sassuolo (a sua volta autosponsorizzata – il gruppo Mapei è infatti di proprietà del patron Giorgio Squinzi), Inter e Napoli; nelle casse delle restanti 15 società finiscono appena 14 milioni di euro. Un dato oggettivo che trae maggior fondamento proprio dalla vicenda bianconera, società già autofinanziata: sono passati ormai quasi quattro anni dell’inaugurazione dell’avanguardista stadio di proprietà juventina – lo Juventus Stadium, che proprio nella denominazione nasconde invece un fallimento: si era detto che la struttura avrebbe portato il nome di un top sponsor, eppure nessuna azienda ha acquistato i naming rights dell’impianto, a sottolineare la difficoltà del calcio italiano ad attrarre aziende. Eppure la Lazio, ancora una volta, differisce dall’opinione comune – ne è l’eccezione: durante la tredicesima edizione dell’ormai tradizionale workshop organizzato dalla società biancoceleste in collaborazione con la Infront, appuntamento strategico a livello commerciale, si sono certificati notevoli riscontri economici e le diverse categorie di partnership e sponsorship (Top Sponsor, Premium Sponsor, Special Partner ed Official Partner) hanno manifestato il loro apprezzamento per il ritorno in termini di esposizione dell’investimento laziale. Che, dal suo canto, ha espresso la chiara volontà di internazionalizzazione dei propri prodotti, per avere un appeal sui mercati che hanno maggiore potenziale ed espandere il brand Lazio. Una progettualità, questa, per nulla inficiata dalla presenza di uno sponsor ad ingombrare i colori biancocelesti: ennesima avveduta strategia del presidente Lotito, avversata più dai luoghi comuni che da una fondata analisi.

(tratto da www.cuoredilazio.it)

Basket Frascati, Prgomet: «Con Aprilia una partita praticamente perfetta»

di Ufficio Stampa

La serie B femminile ha trovato una netta vittoria casalinga nel match con Aprilia, squadra di bassa classifica. Le ragazze di coach Marco Frisciotti hanno battuto le pontine per 60-33 giocando un’ottima pallacanestro come sottolinea anche la playmaker classe 1988 Petra Prgomet. «Abbiamo dominato l’incontro sin dall’inizio mettendo in pratica quello che ci chiede il coach – spiega l’atleta nata a Zagabria – Finalmente abbiamo espresso il nostro vero potenziale e sono convinta che possiamo fare anche meglio. Ma quella con Aprilia è stata una gara praticamente perfetta». Una prova di forza che ribadisce lo spessore del team frascatano, dopo un inizio di stagione col freno a mano un po’ tirato. «Le difficoltà sono state diverse – commenta la play croata -, questa è una squadra nuova che annovera diverse giocatrici di categoria superiore e adattarsi a questo campionato non è così semplice. Inoltre abbiamo avuto qualche infortunio che ci ha condizionato, ma ora siamo sulla strada giusta». La Prgomet si dice assolutamente convinta delle possibilità della sua squadra e lo fa capire chiaramente: «Se ci non avessi creduto che possiamo arrivare fino in fondo, non avrei giocato». Nel prossimo turno le ragazze di Frisciotti sono attese da una partita decisamente più complicata, a Latina contro la Bull Basket. «Una gara che possiamo e dobbiamo fare nostra – rimarca la Prgomet – poi avremo il match casalingo con Athena e il trittico si chiuderà con l’importantissima sfida sul campo di Santa Marinella, attuale seconda forza del girone». La Prgomet è già al suo secondo anno di Basket Frascati ed è entrata totalmente in sintonia con l’ambiente del club tuscolano tanto da allenare anche un gruppo di giovanissime atlete. «Il presidente Monetti tiene tantissimo al settore femminile e anche quest’anno ha investito sul basket in rosa, a cominciare dalla prima squadra in cui ha portato giocatrici di grande livello. Speriamo di poter dare al club le soddisfazioni che merita».

Città di Ciampino, Landolina: «Bene con il Tor Tre Teste, ora la Roma»

di Ufficio Stampa

Continua a crescere e a togliersi soddisfazioni il gruppo dei Giovanissimi sperimentali 2003 del Città di Ciampino, allenato da Paolo Landolina. I ragazzi dei presidenti Cececotto e Fortuna hanno battuto con un rotondo 5-2 un avversario sempre prestigioso come la Nuova Tor Tre Teste. «Una partita cominciata nel modo peggiore visto che siamo subito andati sotto e che poco dopo abbiamo subito un calcio di punizione a due in area che poteva costarci il raddoppio e sul quale invece ci siamo salvati. Poi la squadra ha reagito bene e ribaltato il risultato già nel primo tempo grazie ai gol di Odero, servito da un preciso lancio di Antonelli, e poi con lo stesso Antonelli che su calcio di punizione è stato agevolato anche da un errore del portiere capitolino. Successivamente è arrivato il rigore di Mazzotta, il 4-1 di Condotta su un assist di Brunetta e infine il gol di Dini, prima della rete del definitivo 5-2 del Tor Tre Teste. In ogni caso non credo ci sia tutta questa differenza tra le due squadre, spesso gli episodi determinano l’andamento delle partite e inoltre il Tor Tre Teste conta su due gruppi 2003 e quello che ha giocato contro di noi probabilmente era una “mista” tra la squadra “A” e quella “B”. Comunque sono soddisfatto di quello che hanno fatto vedere i nostri ragazzi e pensiamo alla prossima partita». Che sarà al Superga contro un avversario di grande prestigio. «All’andata finì 0-0 e fu certamente un motivo d’orgoglio per noi, ma lo spirito con cui dovremo avvicinarci a questa partita sarà quello di pensare a divertirsi e dare il massimo, poi prenderemo con serenità il responso del campo». Anche perché l’obiettivo stagionale dei 2003 ciampinesi è un altro. «Dobbiamo formare più ragazzi possibili per giocare la categoria Elite fascia B nella prossima stagione. I ragazzi devono dare il massimo in settimana perché possono venire premiati come accaduto, per esempio, nei giorni scorsi con l’interno di centrocampo Brunetta che ha giocato titolare con il Tor Tre Teste facendomi cambiare modulo per premiare il suo inserimento e che ha ripagato la mia fiducia».

Atletico torbellamonaca, De Santis dopo la lezione al Vicovaro: «Vogliamo la Promozione»

di Ufficio Stampa

Una lezione di calcio. L’Atletico Torbellamonaca ha travolto al Panichelli il Vicovaro secondo della classe con un roboante 4-0 firmato dalla doppietta di capitan Alessio De Santis (ai primi gol stagionali) e dalle reti di Miro Sbraglia e Francesco Buonocore. «Una grande partita, volevamo la vittoria a tutti i costi – dice capitan De Santis – Avevo detto ai miei compagni che avrei voluto vedere…un branco di cani e infatti siamo entrati in campo con grande determinazione arrivando al riposo in vantaggio per 1-0. Nella ripresa abbiamo messo ancor più intensità segnando le altre reti e dimostrando di meritare una classifica diversa. Ci tenevamo a vincere anche perché all’andata i nostri tifosi non furono trattati bene sulle tribune, mentre il Vicovaro dimostrò di essere una squadra corretta e comunque meritevole dell’attuale secondo posto». Primo gol stagionali (il secondo su calcio di rigore) con dedica speciale per il capitano e l’anima dell’Atletico Torbellamonaca. «Ai miei figli Sedrick e Valery che erano a vedere la partita. Il primo mi aveva pronosticato la doppietta, ha avuto ragione» sorride De Santis. La squadra di mister Daniele Persico si trova ora ad un solo punto dal quarto posto, ma il centrocampista centrale guarda ancora più in alto. «Noi vogliamo arrivare in Promozione in qualche maniera perché teniamo tantissimo a questo club e al nostro quartiere. Dobbiamo cercare di finire il campionato nel miglior modo possibile, poi si tireranno le somme». D’altronde l’Atletico Torbellamonaca, tra i punti di forza, ha anche un centrocampo che con la Prima categoria non c’entra nulla. «Dantimi anche oggi ha fatto una partita eccezionale – dice il capitano -, mentre Sbraglia che è arrivato a dicembre mi ha rivelato di voler restare fino a fine carriera qui da noi e questo per uno come me che tiene tantissimo a questo club è davvero la vittoria più grande. Poi anche io provo a dare il mio contributo…» sorride De Santis. Il prossimo turno prevede per l’Atletico Torbellamonaca l’insidiosa trasferta col Licenza. «All’andata vincemmo in maniera agevole, ma loro – avverte il capitano – si sono rinforzati e sono settimi in classifica. Un avversario da non sottovalutare».

Serpentara B.O., Merino sulla nuova impresa: «A Francavilla un pari meritato»

di Ufficio Stampa 

Il Serpentara B.O. non smette di sorprendere. La squadra di mister Antonio Foglia Manzillo ha strappato, con grande personalità, un ottimo 0-0 sul campo della capolista Virtus Francavilla che tra l’altro nelle ultime sette partite aveva avuto lo stesso rendimento della squadra di Bellegra e Olevano (cinque vittorie e due pari). Un nuovo passo in avanti verso la salvezza diretta che il centrocampista centrale spagnolo Jorge Merino Mazon commenta così: «Direi che è stato un pareggio giusto per quello che si è visto: il Francavilla ha tenuto maggiormente il possesso di palla, ma noi per almeno 75 minuti abbiamo difeso in maniera ordinata e senza andare in affanno. Forse nell’ultimo quarto d’ora abbiamo sofferto un po’ di più, ma si giocava pur sempre sul campo della prima in classifica e non era semplice uscirne con un pareggio: siamo soddisfatti». Il centrocampista classe 1991, nativo di Santander (con cui ha giocato le giovanili per poi passare in quelle dell’Atletico Madrid), ha lasciato per la prima volta il suo paese d’origine per tentare l’esperienza nel calcio italiano. «L’anno scorso militavo nella Lega Pro spagnola, ma volevo vivere un campionato diverso e quello italiano, sono convinto, mi farà crescere sul piano personale. Il mio inserimento al Serpentara è stato immediato, ho trovato un bellissimo gruppo con uno staff tecnico preparato e una società che ci sta vicina». Dopo qualche mese, anche l’italiano di Merino è già di ottimo livello come le sue prestazioni nella linea mediana del Serpentara che sta provando nella clamorosa impresa di centrare la salvezza diretta. «Non dobbiamo pensare troppo alla classifica – spiega Merino -, ma giocare partita dopo partita dando il massimo». Dalla prima all’ultima della classe: il calendario propone questa curiosa alternanza per il Serpentara. «In teoria quella casalinga contro il Picerno di domenica prossima dovrebbe essere una partita alla nostra portata, ma ho già capito che in Italia e specialmente in questo girone non c’è nulla di scontato. Affronteremo i lucani con il massimo rispetto, consapevoli di quanto sarebbe importante cogliere un’altra vittoria».

Serie B, quarto risultato utile di fila per il Latina che pareggia 0-0 ad Ascoli

 

Finisce senza reti al Del Duca. Buon pareggio per i nerazzurri che conquistano il quarto risultato utile consecutivo, mantenendo l’imbattibilità nel 2016

Primo tempo – Avvio di match equilibrato al Del Duca, la fase di studio tra Ascoli e Latina è piuttosto prolungata: si arriva al 20’ senza interventi dei portieri (unica vera occasione, se così si può chiamare, il destro dalla distanza di Boakye terminato alto sulla traversa). Al 21’ i nerazzurri si rendono pericolosi con un cross di Scaglia che attraversa tutta l’area bianconera senza che Corvia prima, e Brosco poi riescano a trovare la stoccata vincente. La gara non decolla, si continua a giocare a centrocampo con ritmi molto blandi. Il primo tempo si chiude senza reti e con zero emozioni.

Secondo tempo – La ripresa parte con lo stesso copione del primo tempo: la gara resta equilibrata. Al 15’ si vede l’Ascoli con Petagna: azione personale dell’attaccante di casa, cross basso ma Perez non arriva all’appuntamento decisivo. Con il passare dei minuti crescono i bianconeri che aumentano il possesso palla, i nerazzurri arretrano il proprio baricentro: a parte qualche traversone e un paio di tentativi fuori misura dell’Ascoli, tra cui una punizione di Almici, il Latina, comunque, non corre particolari rischi. Il più attivo dei padroni di casa è Petagna: al 39’, sul sinistro del numero 29 ascolano, è attento Ujkani. Dopo 5 minuti di recupero, al Del Duca, finisce senza reti.

IL TABELLINO

ASCOLI-LATINA 0-0

Ascoli: Lanni, Pecorini, Milanovic, Mitrea, Almici, Giorgi, Addae, Benedicic (47’ st Altobelli), Di Marco (35’ st Del Fabro), Perez (42’ st DouDou), Petagna. A disp.: Svedkauskas, Mengoni, Carpani, Cinaglia, H’Maidat, De Grazia. All.: Mangia

Latina: Ujkani, Dellafiore, Brosco, Esposito, Calderoni, Mariga, Olivera, Scaglia (26’ st Ammari), Acosty (12’ st Schiattarella), Corvia Boakye (34’ st Figliomeni). A disp.: Di Gennaro, Celli, Bruscagin, Paponi, Campagna, Milani. All.: Somma

Arbitro: Pairetto di Nichelino

Assistenti: Di Francesco di Teramo e Opromolla di Salerno Quarto uomo: Mei di Pesaro

Ammoniti: Boakye, Olivera, Perez, Giorgi

Spettatori paganti: 1892 per un incasso di 17.440,50 euro. Abbonati: 3810 per un incasso quota rateo abbonati di 27.413,24 euro. Spettatori totali: 5702 per un incasso complessivo di 44.852,74 euro

Serie A, Lazio ancora a secco: al Ferraris solo la grinta, è 0-0 col Genoa

di Fabio BELLI (foto © Giandomenico SALE)

Ancora una prova sostanzialmente deludente per la Lazio, dopo il ko nel turno infrasettimanale contro il Genoa. Sostanzialmente perché i biancocelesti sul campo del Genoa hanno messo in campo un carattere che non si era visto contro i partenopei, né tantomeno una settimana fa al ‘Friuli’ contro l’Udinese. Ma la coperta resta sempre troppo corta: più avveduta difensivamente nelle ultime partite, rispetto a un girone d’andata in cui a lungo la retroguardia aveva avuto numeri da retrocessione, la squadra di Pioli non va a segno dal poker col Chievo. Tre partite senza gol, un inedito nella gestione del tecnico emiliano.

Pioli ha provato a stravolgere le carte in tavola mettendo in campo, esattamente a un girone di distanza dall’ultima volta, Mauri titolare affiancato a Djordjevic e Felipe Anderson in un tridente “mobile”. In panchina a sorpresa Lulic e Keita, in difesa scelte obbligate col solo Braafheid come alternativa in panchina. Oppure no?

L’approccio alla partita della Lazio è decisamente convincente, con la presenza di Mauri che sembra regalare almeno a tratti quell’imprevedibilità mancata nelle ultime partite in fase offensiva. Il primo a scaldare i guantoni di Perin però è Danilo Cataldi, con una conclusione non potentissima ma molto angolata che il portiere genoano deve deviare in angolo allungandosi al massimo. Poco dopo, sugli sviluppi di un corner, colpo di testa di Mauri e traversa piena con Perin che sembrava ormai beffato sul secondo palo. Resterà la migliore occasione della partita per i biancocelesti, che con la brillantezza di Mauri vede scemare anche il dominio sul campo. Il primo tempo si chiuderà con una cavalcata di Cerci ed un pallone velenoso messo nel mezzo sul quale, superato Marchetti in uscita, sarà fondamentale un salvataggio di Konko quasi sulla linea di porta.

Dicevamo, nessuna alternativa in difesa a parte Braafheid oppure sì? All’intervallo problema muscolare, l’ennesimo in una stagione-calvario per la rosa laziale, per Basta. Pioli non sceglie l’olandese ma Patric Gabarron, fin qui oggetto misterioso ed invece autore di una prova eccellente, soprattutto in fase propositiva, ma senza perdere la giusta attenzione sui ripiegamenti. Sarà l’ex Barcellona la nota più lieta di una ripresa che vedrà il Genoa prendere sempre più campo. Nella fase centrale del secondo tempo deve pensare Marchetti a salvare la Lazio da quella che sarebbe la quinta sconfitta consecutiva nella Marassi rossoblu. Il portiere veneto prima si supera su un colpo di testa di Munoz, quindi salva tutto in uscita disperata a tu per tu con Tachtsidis, che si era liberato con un gioco di prestigio di Hoedt.

In realtà a parte questo episodio l’olandese è stato uno dei migliori in campo, capace di spiccare e di dimostrarsi comunque molto cresciuto in questa fase. Così come Milinkovic-Savic, padrone assoluto dello spazio aereo. Bene anche Mauricio e Konko a completare una prestazione difensiva di buon livello. Le note dolenti iniziano in avanti, con Djordjevic completamente disorientato e mai capace di produrre la giocata giusta e Felipe Anderson ormai fantasma di sé stesso, orfano non solo della conclusione a rete ma anche di quell’ultimo passaggio vincente che spesso lo aveva contraddistinto nella passata stagione. Né ha aiutato la Lazio l’ingresso di Keita, come sempre propositivo ma incapace di andare oltre una conclusione agevolmente neutralizzata da Perin. L’ultima occasione è un colpo di testa di Mauricio su cross da calcio d’angolo che non finisce di molto a lato. E la Lazio chiude ancora senza gol e con un punto che, con Roma e Milan ormai lontane, serve a poco per sperare di presentarsi ai nastri delle coppe europee anche nella prossima stagione.

IL TABELLINO

GENOA-LAZIO 0-0

GENOA (3-4-3): Perin; Munoz, Burdisso Ansaldi (58′ Rigoni); Izzo, Rincon, Dzemaili, Laxalt; Suso (79′ Lazovic), Pavoletti, Cerci (69′ Tachtsidis). A disp. Lamanna, De Maio, Marchese, Capel, Ntcham, Pandev, Fiamozzi, Gabriel Silva, Matavz. All. Gian Piero Gasperini

LAZIO (4-3-3): Marchetti; Basta (46′ Patric), Mauricio, Hoedt, Konko; Milinkovic, Cataldi (78′ Lulic), Parolo; Felipe Anderson, Djordjevic, Mauri (64′ Keita). A disp. Berisha, Guerrieri, Braafheid, Gentiletti, Klose. All. Stefano Pioli

ARBITRO: Orsato (sez. Schio).

Ass.: Di Liberatore-Fiorito. IV: Alassio. Add.: Mazzoleni-Chiffi

NOTE. Ammoniti: 19′ Parolo (L), 52′ Suso (G), 61′ Munoz (G), 72′ Cataldi (L), 85′ Rincon (G), 86′ Lulic (L) Recupero: 2′ pt; 4′ st.

Atleico Torbellamonaca, Romozzi: «Vittoria nel derby buon viatico per Vicovaro»

di Ufficio Stampa

L’Atletico Torbellamonaca ha calato il tris nel sempre sentito derby sul campo della Roma VIII che all’andata s’era imposta beffardamente al Panichelli. «Una sconfitta che ancora brucia, ma purtroppo ci dobbiamo mettere una pietra sopra perché quei punti non li possiamo riprendere più» sospira l’attaccante classe 1988 Alessio Romozzi, autore del secondo gol dei ragazzi di mister Daniele Persico. In precedenza era stato Buonocore a sbloccare il risultato, mentre Ciferri ha chiuso la pratica. «Il primo tempo è stato piuttosto brutto – continua Ale Romozzi -, forse non siamo entrati in campo con la giusta determinazione. Poi nella ripresa abbiamo mostrato un altro atteggiamento e, una volta sbloccato il risultato, la gara si è messa in discesa ed è uscita fuori tutta la differenza di valori che c’è tra le due squadre». Lo stesso Romozzi, assieme a capitan Alessio De Santis, è stato inserito nella ripresa da mister Persico. «Questo gruppo ha una qualità media sicuramente alta e quindi ci può stare di rimanere inizialmente fuori. Ma ognuno di noi deve farsi trovare pronto quando viene chiamato in causa. Se ho dato un segnale per giocare da titolare domenica? Diciamo che mi sono proposto» ride Romozzi. All’orizzonte, infatti, c’è una delle più importanti partite della stagione per l’Atletico Torbellamonaca: al Panichelli arriverà il Vicovaro secondo della classe che all’andata si impose 2-0. «E’ vero che noi non eravamo la squadra di oggi – ricorda Romozzi -, ma è altrettanto vero che il Vicovaro mi fece un’ottima impressione. Credo che loro e il Poli siano le squadre più forti del girone, ma domenica ce la metteremo tutta per centrare il risultato pieno. Purtroppo la nostra classifica è condizionata dalla partenza con handicap (tre sconfitte consecutive a inizio stagione, ndr) e quindi ora rimane difficile rincorrere avversari che hanno preso un buon margine, ma la vittoria con la Roma VIII è stato un buon viatico in vista di questa grane partita. Per quanto riguarda la classifica, non possiamo fare la corsa solo su noi stessi, ma daremo il massimo per arrivare più in alto possibile e domenica – conclude Romozzi – potremmo dare un segnale molto importante».

Polisportiva Borghesiana, Sarnataro: «Un applauso alle debuttanti di questa stagione»

di Ufficio Stampa

Bilancio positivo fino a questo punto della stagione per i tre gruppi del settore volley della Polisportiva Borghesiana allenati da Daniele Sarnataro. L’Under 13, la 14 e la 16 femminile hanno messo in mostra delle buone qualità e il tecnico è compiaciuto di quanto visto finora. «Innanzitutto vorrei fare un sentito applauso a tutte quelle ragazze, in particolare dei gruppi Under 16 e Under 13, che hanno cominciato quest’anno a giocare a pallavolo. Giovani atlete che hanno sempre seguito i miei consigli, cercando di metterli in pratica e dimostrando nel corso di questi mesi di essere cresciute attraverso il tanto lavoro fatto in palestra. E vorrei ringraziare anche tutti i genitori per la disponibilità concessa». Fatta questa doverosa sottolineatura, Sarnataro parla nello specifico delle tre squadre a sua disposizione. «L’Under 13, che ha vinto 3-0 con l’Italo Svevo nell’ultimo match e che tornerà a giocare domani sul campo del Sales per l’ultima di andata, è attualmente al terzo posto e sta facendo un’ottima stagione. Una parte di queste ragazze già conoscevano la categoria e quindi l’impatto complessivo è stato buono: c’è la possibilità di accedere alla seconda fase e finire tra i primi tre posti». A salire, ecco l’Under 14. «In questo caso è già iniziato il girone di ritorno, dove tra l’altro abbiamo conquistato due vittorie in altrettante partite – sottolinea Sarnataro – Nella prima parte di campionato abbiamo sofferto a livello di risultati, ma gli ultimi incontri vinti con Ciampino e Frascati ci hanno dato la conferma che siamo sulla strada giusta. Da qui a fine stagione potremo toglierci altre soddisfazioni». Per loro il prossimo impegno sarà il 13 febbraio contro la Roma Otto, mentre l’Under 16 dovrà attendere il 10 febbraio per la prima gara del girone di ritorno contro il Libero Sport. «Nell’ultimo turno le ragazze della selezione maggiore hanno battuto 3-0 il Donatello – ricorda Sarnataro – Attualmente siamo in quarta posizione e, considerando che il gruppo è in gran parte “novizio” della pallavolo, possiamo dirci soddisfatti. Le ragazze stanno iniziando a capire alcuni meccanismi e dimostrano di migliorare partita dopo partita. Tra l’altro alcune, su tutte la centrale Francesca Ruggiero, sono pure nel giro dell’Under 18 di Camilla Chiodi».