Archivi categoria: Approfondimenti

La Vjs Velletri alla “Giornata dello Sport 2017”: “Per i rossoneri una bellissima esperienza”

di UFFICIO STAMPA VJS VELLETRI

La Vjs Velletri, storico nome del calcio veliterno, dopo la rifondazione del 2016 ha partecipato con una delegazione alla “Giornata dello Sport”. Continua la lettura di La Vjs Velletri alla “Giornata dello Sport 2017”: “Per i rossoneri una bellissima esperienza”

Amore e rivoluzione. La mostra al MAN di Nuoro si concentra sulle esperienze di tre celebri coppie di artisti dell’avanguardia russa. Più di cento opere tra dipinti, collages e manifesti pubblicitari

di Giuseppe Massimini

Insolita, originale e innovativa. Per ricordare il centenario della rivoluzione d’ottobre e i movimenti artistici nati sotto la spinta dell’insurrezione bolscevica il MAN di Nuoro ospita la mostra “Amore e rivoluzione. Coppie di artisti dell’avanguardia russa” (a cura di Heike Eipeldauer e Lorenzo Giusti, fino al 1 ottobre). L’esposizione fissa l’attenzione sulle esperienze di 6 celebri artisti della prima generazione, Natalya Goncharova (1881–1962) e Mikhail Larionov (1881–1964), Varvara Stepanova (1894–1958) e Alexander Rodchenko (1891–1956), Lyubov Popova (1889–1924) e Alexander Vesnin (1883–1959),  uniti nella ricerca di nuovi linguaggi espressivi così come nella vita quotidiana. “Coppie, spiega Lorenzo Giusti in catalogo, che, per molti anni, lavorarono ed esposero assieme, illustrarono gli stessi libri, parlarono alle stesse conferenze e che non soltanto riuscirono a portare avanti una determinante attività di modernizzazione delle pratiche e dei linguaggi artistici nel loro paese, ma che contribuirono anche a creare significativi collegamenti culturali tra il mondo dell’Europa orientale e quello degli Stati occidentali, tra cui anche l’Italia”. Ma quali aspetti artistici e ideali risultarono predominanti nel percorso di queste tre  coppie? Le  prime fonti di ispirazione per l’opera espressionista e neoprimitivista di Natalia Goncharova e di Mikhail Larionov furono l’impressionismo francese e il fauvismo. Ma a fornire gli impulsi decisivi per i loro percorsi astrattisti, a partire dal 1911-12, furono soprattutto le correnti del cubismo, del futurismo  e dell’orfismo. Altro peso decisivo fu l’arte regionale dei Lubki, che testimoniano il legame profondo tra i due artisti e l’arte popolare russa. All’eleganza pittorica di Goncharova si contrappone il linguaggio grafico e pastoso di Larionov. Liubov Popova,  Alexander Vesnin trovarono, invece, il loro punto di contatto nel rapporto profondo e organico tra la pittura e l’architettura. Popova si confronta con tutti gli “ismi” della pittura moderna, dal cubismo cézaniano  al futurismo di matrice italiana fino alla scomposizione prismatica nei dipinti cubofuturisti. Sulla base delle esperienze artistiche vissute con Popova, Vesnin tornò, a partire dal 1922, a dedicarsi di nuovo alla professione di architetto abbandonando il precedente stile neoclassico per diventare una delle figure principali dell’architettura costruttivista. Entrambi si dedicarono alla realizzazione di scenografie e abiti di scena. Alexander Rodchenko e Varvara Stepanova, i più giovani del gruppo, sono due artisti chiave della seconda fase del periodo costruttivista. “A partire dal 1920 entrambi si impegnarono con passione […] ad una ridefinizione della funzione sociale dell’arte […] che auspicava la fine della pittura su tela in favore della costruzione di oggetti d’uso per la produzione industriale di massa” (Heike Eipeldauer). Dopo le prime esperienze pittoriche e gli esperimenti fotografici Rodchenko si dedica anche al design e alla realizzazione di manifesti pubblicitari; Stepanova collaborò nell’editoria sperimentando collages e fotomontaggi e si specializzò nella progettazione di prodotti tessili. La mostra presenta più di  100 opere tra dipinti, collages, fotografie, manifesti pubblicitari e di propaganda. Solo di Rodchenko un nucleo di 20 fotografie.

Il ct Ventura riceve il premio “Maurizio Maestrelli”

di UFFICIO STAMPA LAZIOCUP TORNEI INTERNAZIONALI

Scusate il ritardo ma gli impegni vanno rispettati. La Mondosport Events non tradisce le attese e, mentre  la complessa macchina organizzativa dei tornei Lazio Cup e del premio Maurizio Maestrelli è al lavoro in vista del 2018, fa un passo…indietro e torna al 2017.

Lo scorso lunedì 22 maggio al teatro Manzoni di Cassino tra i tredici premiati mancava il ct della Nazionale Gian Piero Ventura, impossibilitato ad essere presente quel giorno. Lacuna presto colmata, visto che il tecnico ligure ha ricevuto oggi a Roma il premio Maurizio Maestrelli. L’occasione è stata  l’evento organizzato dal Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti (deus ex machina Guido D’Ubaldo, giornalista del Corriere dello Sport e consigliere dell’Ordine), in collaborazione con l’università del Foro Italico e ovviamente con la Figc, dal titolo: “L’informazione da Nazionale: rapporti e relazioni dei media con la squadra italiana di calcio”. I relatori, oltre al ct Ventura,  Nicola Marini, Guido D’Ubaldo, Pasquale Mallozzi, Alvaro Moretti, Alessandro Vocalelli,  Massimo Caputi, Paolo Corbi  e Mario Sconcerti.

A consegnare l’ambito riconoscimento al ct azzurro  Giulio Halasz e Monia Materazzi che durante la premiazione ha voluto sottolineare: “Il ricordo di Maurizio è sempre vivo in tutti noi e questo importante premio ne è la testimonianza. Speriamo, come sempre, che anche per il ct Ventura questo riconoscimento sia di buon auspicio per il futuro”.

Anche la MondoSport Events, a margine dell’evento, ha sottolineato: “Consegnare il premio Maurizio Maestrelli al ct Ventura è motivo di grande orgoglio. E farlo in questa sede non può che essere un onore”.

ASD Città Monte San Giovanni Campano in campo per la solidarietà. Il 22 settembre a Ceprano per il Cittareale

di UFFICIO STAMPA ASD CITTA’ MONTE SAN GIOVANNI CAMPANO

Il Città Monte San Giovanni Campano scende in campo per la solidarietà!
Venerdì 22 settembre 2017, dalle ore 19:00, presso lo stadio “Vollero” di Ceprano, la società dei presidenti Sandro Sigismondi e Giovanni Mastrantoni (nella foto) affronterà la compagine reatina del Cittareale e l’incasso sarà devoluto in beneficienza. La giornata, organizzata dai dirigenti monticiani, avrà come slogan “Insieme per Cittareale” e l’auspicio è che tifosi, simpatizzanti e persone buone di cuore possano partecipare numerose per uno scopo solidale! L’Associazione Calcio Cittareale, formazione del piccolo Comune della Provincia di Rieti che conta 476 abitanti, dal lontano 1979 si presenta regolarmente al via di un campionato ufficiale con il chiaro intento di divertirsi e far divertire i propri sostenitori! Il terremoto che la scorsa estate ha avuto come epicentro Amatrice non ha risparmiato Cittareale, distante appena 15 chilometri, cambiando in un attimo la vita di tutti i giorni di tante persone, costrette a ripartire da zero, in alcuni casi senza i cari al proprio fianco. Il calcio, uno dei pochi divertimenti in città, è divenuto secondario rispetto ai problemi da affrontare ogni giorno ma non per questo è stato abbandonato dai valorosi dirigenti reatini. Per poter iniziare e portare a termine la stagione agonistica 2017-2018, nel campionato di Seconda Categoria, la società del Cittareale si sta muovendo per raccogliere i fondi necessari e grazie alla solidarietà delle tante compagini della nostra penisola il progetto va avanti spedito. Il 22 settembre spetterà alla Ciociaria rendere onore a chi è meno fortunato di noi, partecipando in massa ad un evento le cui finalità sono state ampiamente illustrate. Il tecnico del Cittareale, Giovanni Masci, raggiunto telefonicamente, ha spiegato: «Ringraziamo pubblicamente il Città Monte San Giovanni Campano per aver organizzato l’amichevole della solidarietà in favore del Cittareale… Ringraziamo in anticipo le altre società calcistiche, le associazioni, i tifosi ed i simpatizzanti che con la loro partecipazione alla serata ci daranno una grossa mano per affrontare la stagione calcistica tra poco al via! Le varie iniziative organizzate in nostro favore serviranno per raccogliere fondi indispensabili a coprire i costi della stagione 2017-2018. Tenete conto che non abbiamo più nemmeno il rettangolo di gioco nel quale sono stati allestiti i tendoni della Croce Rossa e di conseguenza giocheremo a Città Ducale. Grazie per quanto farete a nostro favore…». La Ciociaria tutta, e non solo Monte San Giovanni Campano e Ceprano, è chiamata a dare una risposta importante per un fine benefico.

Intervista a David Di Michele: “sarei felice di allenare un giorno in Serie A”

di Simone Ducci

L’ex attaccante di Serie A e Nazionale David Di Michele ha rilasciato una lunga intervista ai nostri microfoni, durante la quale ha parlato del calcio dilettantistico, fornendo alcuni consigli ai calciatori più giovani.

Un parere sui campionati dilettantistici. Ci sono allenatori e giocatori tecnicamente e tatticamente validi?

“Anche nel calcio dilettantistico ci sono giocatori interessanti e di qualità, che possono far bene nel professionismo. Ciò che può venire a mancare è magari la mentalità del lavoro perché tra i dilettanti ci si può adagiare su alcune cose mentre nel professionismo si deve sempre rimanere sul pezzo. Ci sono poi allenatori molto preparati che hanno idee importanti e lo dimostrano quando arrivano in Lega Pro, proponendo un calcio di livello. In questo momento il calcio sta puntando molto sugli allenatori e questo è a favore di noi giovani allenatori”.

Pensi di essere pronto a sederti su panchine di Serie B o magari di Serie A, visti i numerosi allenatori giovani presenti?

“Bisogna prima dimostrare tanto in Lega Pro e in Serie B per poter arrivare in A. Io ho avuto solo un’esperienza in Lega Pro e quindi dovrò ancora migliorare. Ancora non posso allenare perché devo prendere il UEFA A e poi fare il master per poter allenare in A. Se troverò in futuro la possibilità di allenare sarò felice di farlo”.

C’è qualcuno a cui ti ispiri?

“Ammiro tanto Spalletti perché mi ha allenato e mi piace come fa giocare le squadre e ammiro la sua idea di calcio. Mi piace che la mia squadra giochi a calcio e cerchi di offendere tanto, facendo un bel gioco. Nel calcio di oggi penso sia importante giocare a pallone senza mai buttarlo. Ciò agevola sia un allenatore sia la squadra. Una volta che si mette in campo la squadra con le giuste opzioni bisogna avere la fortuna e la bravura che tali opzioni siano messe in campo la domenica dai ragazzi. Questa è la mia idea di calcio, poi ci saranno partite meno belle ma la mia idea è che la maggior parte delle partite siano belle”.

C’è una squadra che ti piacerebbe allenare un giorno?

“Dirne una è difficile anche perché ce ne sono tante che giocano bene in Serie A. Sarebbe facile dire Roma, Inter, Milan e Napoli. Quest’ultima in questo momento gioca secondo me il miglior calcio d’Italia.

Qual è il segreto per diventare un grande calciatore? Che consiglio daresti ai giovani calciatori?

“Non c’è un segreto vero e proprio: ci sono tanti fattori. Non bisogna arrendersi mai, nel bene e nel male. Bisogna essere determinati. Non bisogna cullarsi quando le cose vanno bene perché si perde di vista l’obiettivo. I grandi campioni ogni anno si mettono sempre in discussione, vedi i vari Higuain, Messi e Ronaldo. Ciò vale anche per i giovani che vogliono ambire a palcoscenici importanti”.

Perché molti giovani si perdono, pur avendo le qualità giuste?

“In questo calcio la difficoltà grande nelle Giovanili è il mantenere i giusti equilibri. Il ragazzo promettente può perdere di vista il suo bene poiché viene circondato da amici, genitori, procuratori e parenti che non fanno altro che fargli complimenti: è facile essere bravo a 12 anni, il difficile è mantenersi. Un ragazzo di 12 anni può perdere facilmente la testa”.

All in one Day: a Gallinaro una fantastica giornata dedicata ai portieri del futuro

di UFFICIO STAMPA GIANNITTI-PETRICCA GOALKEEPER SCHOOL

Si è tenuta presso il rinnovato manto erboso del “Comunale Mario Cesidio Schiavi” di Gallinaro la manifestazione “All In One Day”, riservata ai Numeri Uno dei settori giovanili e delle scuole calcio. Come da previsione vi è stato un importante riscontro di partecipanti, con 30  portieri che si sono dati appuntamento assieme alle proprie famiglie per trascorrere una giornata all’insegna di questo fantastico ruolo approfondendolo a 360°,  includendo così anche aspetti non meno rilevanti di quelli prettamenti tecnici.

“Siamo contenti della buona riuscita di questo evento, -ci dicono Riccardo Petricca e Giuliano Giannitti responsabili della omonima Goalkeeperschool –  e tutto ciò lo dobbiamo alla professionalità del nostro staff, dimostrata ampiamente nell’occasione.

Il Mental Coach Dottor Paolo Di Pietra, la Nutrizionista Dottoressa Domenica Di Carlo, ed il professor Alberto Zovini coadiuvato nell’occasione da Fabrizio Forletta, oltre a fornire spunti utili ai giovani Numeri Uno, hanno saputo coinvolgere anche le famiglie dei ragazzi, toccando aspetti tanto fondamentali quanto spesso trascurati. E chiaramente dopo le spiegazioni ed i consigli di tutti i componenti dello staff, non è mancato tanto divertimento tra i pali oltre a tante parate di buon livello.

Chiudiamo il discorso estivo, iniziato con gli stage settimanali del mese di luglio, con questa giornata, che non ha fatto altro che dimostrarci che c’è tantissimo entusiasmo e passione attorno a questo ruolo, il che ci spinge a cercare di organizzare sempre nuove iniziative.

Abbiamo intenzione di partire con un discorso invernale di Scuola Portieri, e sperimenteremo per questo nei prossimi mesi i primi corsi specifici di apprendimento e perfezionamento della tecnica del ruolo. Inoltre abbiamo in cantiere l’organizzazione di una giornata nel mese di dicembre a ridosso delle vacanze natalizie, probabilmente in collaborazione con una società professionistica che potrebbe coadiuvarci, completamente dedicata ai Numeri Uno.

Cogliamo l’occasione per ringraziare di nuovo tutto lo staff che ci ha affiancato, il grazie va esteso alla United Cominium che ci ha appoggiato e supportato nell’organizzazione, in particolare agli amici Fabio Piselli, Gianmarco Porretta e Emanuele Farina, ringraziamo chi con i suoi preziosi scatti fotografici ha immortalato l’evento, e quindi Alfredo Damiani e Mario Farina,  un enorme ringraziamento va anche al Comune di Gallinaro che ha patrocinato l’evento.

Ma il ringraziamento più grande va fatto a tutti i portieri che hanno partecipato all’evento ed alle loro famiglie per la grande disponibilità dimostrata.”

 

La storia di Davide Zappacosta: la semplicità di un sogno realizzato

di ALESSANDRO IACOBELLI

Umiltà, dedizione, impegno. Tre peculiarità apparentemente banali ma imprescindibili per vivere. Il mondo del calcio, ormai fin troppo convenzionale e condizionato dai miliardi che girano senza limiti, regala però qualche vicenda genuina. Quella di Davide Zappacosta è tutta da raccontare.

Nato a Sora l’11 giugno 1992, eredita la passione per il calcio dal padre Roberto (ex attaccante talentuoso ed ora allenatore). La trafila delle giovanili sorane è rapida e soddisfacente. Il ragazzo cresce e, pian piano, migliora in ogni ambito. Dagli Allievi Regionali alla convocazione in Prima Squadra il passo è breve. Nel 2010 giunge la corte pressante dell’Isola Liri che riesce ad assicurarsi le sue prestazioni. Mister Alessandro Grossi nota i margini di maturazione e, con coraggio e convinzione, lo lancia sul terreno di gioco. Sugli spalti dello stadio “Nazareth” gli osservatori dell’Atalanta appuntano sul loro taccuino quel gracile ma rapidissimo esterno. Il calcio dei grandi spalanca quindi le porte al buon Davide. Una stagione in Primavera per poi passare in prestito all’Avellino in Lega Pro. Tre ottime annate con presenze in quantità industriale e prove lodevoli in terra campana con annessa promozione in cadetteria. L’Atalanta decide allora di raccogliere i frutti coltivati e riporta a casa il gioiellino. La bellezza di 29 presenze, con un gol siglato, cambiano l’esistenza di Zappacosta. Il Torino di Urbano Cairo strappa ai nerazzurri il cartellino del terzino volsco. Nel 2015-2016 si alterna con Bruno Peres, mentre la stagione successiva si scatena liberamente sul binario destro. Avanti e indietro senza soluzione di continuità. I traversoni calibrati per il “Gallo” Belotti sono autentici regali da scartare per trafiggere i portieri avversari.  Al cospetto del Chievo Verona firma una rete da cineteca con un missile imprendibile per Sorrentino. Nel frattempo Davide diventa un perno fondamentale anche della Nazionale italiana.

Al culmine di una torrida estate, il mercato sgancia una autentica bomba. Il sodalizio granata infatti conclude, a fari spenti fino all’ultimo, una sontuosa trattativa con il Chelsea. Zappacosta passa dunque ai Blues su espressa richiesta di mister Antonio Conte. Il pubblico dello Stamford Bridge attende ora con trepidazione le scorribande impazzite di un giovane partito dagli Allievi Regionali del Sora.

Sì è vero, con semplicità un sogno può diventare realtà. Una realtà di uno sport romantico ormai perduto.

Nella foto il giornalista Alessandro Iacobelli in compagnia di Davide Zappacosta

Il mondo Savio: tra innovazione e tradizione

di GIANLUIGI PUGLIESE

Tra preparazione, provini e nuovi allenatori è già partita la stagione del Savio. L’obiettivo è quello di puntare sempre al vertice, di puntare sempre a salire di categoria, come da tradizione (vista e considerata la storia e la bacheca ricca di trofei giovanili). Buona ma non perfetta la passata stagione in quanto la società del presidente Paolo Fiorentini è abituata ad arrivare – in una o più tra giovanissimi, allievi e juniores – alle finali nazionali dunque a giocarsi lo scudetto. Nella stagione appena terminata quindi nulla di tutto questo, ma si ha comunque a che fare con squadre attrezzate, che hanno sfiorato il secondo posto. Poco mercato per l’attuale juniores di mister Vergari, ovvero i classe 2000, che hanno chiuso lo scorso campionato (in vesti di allievi elite) al terzo posto, ma hanno mostrato grandi valori individuali, oltre che di collettivo, e spesso non sono stati assistiti dalla fortuna. La juniores dello scorso anno invece non ha brillato, il coach è stato esonerato, e mister Bolic (nonché nipote del presidente del Crotone) è stato costretto a fare un doppio lavoro nel finale di stagione, allenando sia gli allievi – sua squadra dall’inizio alla fine – sia la juniores appunto. Quest’ultima non vince il titolo da 8 anni, seppur due anni fa è arrivata alle finali. Sarà invece tutto da vedere per quanto riguarda gli allievi e i giovanissimi. Molti, come sempre, sono i giocatori che arrivano tra maggio e agosto, e il lavoro di selezionamento e sfoltimento delle rose impegnano e non poco i tecnici. Bonanni avrà i giovanissimi regionali fascia B, Marco Iacovolta viene confermato sulla panchina dei giovanissimi regionali 2003, così come Bolic su quella degli allievi regionali: il loro progetto necessita di continuità. Dal punto di vista della ristrutturazione dei campi, nell’estate 2018 sono previsti ma non ancora ufficiali i lavori di rinnovamento del manto erboso del campo da Calcio. Invece, per quanto riguarda i campi da calcetto e calciotto, non ce ne sarà bisogno perché i lavori sono stati terminati due anni fa. Ai nastri di partenza dunque, la stagione del Savio parte con il massimo dell’autostima, come sempre, come da tradizione; non è un caso che le società professionistiche peschino spesso giovani promettenti da questa società così nota e ambiziosa.