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Polisportiva Lazio | Calcio femminile, arriva anche la Coppa Italia

di Giorgio BICOCCHI

Dopo la promozione in serie B la Lazio Calcio Femminile ha vinto anche la Coppa Italia battendo per uno a zero il Frascati. Gol del bomber Di Paolo poi, nella ripresa, sapiente gestione della gara. En-plein stagionale delle ragazze biancocelesti: una stagione coi fiocchi. Dopo il ritorno in B ecco una luccicante Coppa in bacheca.




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SERIE A | Lazio-Sampdoria 4-0, poker biancoceleste, Inzaghi applaude i suoi

di Fabio BELLI (foto © Gian Domenico SALE)

Quella che poteva essere la settimana più difficile, dopo il tracollo di Salisburgo, si è trasformata in una prova di forza da grande. Dopo il derby giocato con grande applicazione agonistica, doppio poker a Fiorentina e Sampdoria: vittoria che confermano le ambizioni-Champions di una Lazio che stavolta si toglie anche lo sfizio di non subire gol, contro una Samp che pure è apparsa in partita almeno fino al 3-0. cioè a 5′ dal 90′.

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Immobile, luce contro l’azzurro tenebra. Perché la Nazionale non è… la Lazio

di Arianna MICHETTONI

Vero, il campionato in pausa è una noia mortale – quelle luuunghe ed interminabili domeniche, che magari piove, che magari c’è la suocera a pranzo, che Barbara D’Urso ha il monopolio pomeridiano (seppur la sua dose di trash sarà poi rinnegata tre volte prima dell’alba) o la televisione resta spenta ed è un quadro oscuro e profondo, un buco nero pronto ad inghiottire le nostre esigenze calcistiche. Vero, con i moderni mezzi di comunicazione si sta lì sul divano di un appartamento in un grigio condominio e si sbircia il proprio idolo in vacanza segnar doppietta con la compagna, i figli, gli amici, in un villaggio cinque stelle lusso ed improvvisamente tutto assume una nuova prospettiva di rifiuto milionario e di presa di coscienza – che svanirà, comunque, alla ripresa della massima competizione.

Vero, c’è quella sorta di apnea, di dissociazione, di passiva accettazione del centro commerciale nel primo weekend di saldi, e però tra anticipi e posticipi ed utilizzi sospetti del Var, tra classifiche corrette (o scorrette), serpeggia quel senso di sollievo – quasi un sentirsi più leggeri; quel palinsesto della seconda serata riempito di repliche o di banalissimi film che scivolano nel tubo catodico così come gli spettatori scivolano nel sonno. Insomma, tra le mancanze legate al campionato fermo, c’è un’assenza di cui si fa volentieri a meno: programmi sportivi dalla dubbia scaletta, dall’ospite esclusivo (o esclusivamente riciclato) che – il caso! – è tifoso proprio di quella squadra; studi riempiti di lucine e moviole, in gergo chiamati contenitori (e non è difficile immaginare cosa in realtà contengano).

Proprio in questi programmi sportivi, tanto seguiti da chi ha bisogno di conferme che esulino il calcio giocato, si è a lungo parlato (tra analisi e disamine) della débâcle azzurra; proprio in uno di questi programmi sportivi, in una serata di poker per Immobile – in una serata di Lazio, solo di Lazio – il bomber biancazzurro viene preso ancora ad immagine della mancata qualificazione nazionale, trascorsi ormai mesi e passati da dimissione a processi alle intenzioni. Era conveniente, prima, parlare di Ciruzzo in crisi, quasi una conseguenza del maltrattamento Lazio – che il numero 17 in crisi non c’è mai stato, non fosse stato per i torti arbitrali; è conveniente, adesso, trovare il capro espiatorio e trovarlo, guarda il caso, proprio in lui.

“Ciro, non potevi usare per la nazionale uno dei quattro gol realizzati?”, così, all’incirca: e la risposta è no, proprio no, assolutamente no, per almeno tre buone ragioni no. La prima, la più banale, scontata, lapalissiana: fiducia. La Lazio ha dato fiducia ad Immobile, quando lui, di nome e di fatto, se ne stava fermo e perso in una dimensione calcistica incomprensibile – fino all’incontro con Simone Inzaghi, mister, lui, che tutto può. Ed Immobile ha ripagato quella fiducia. Al contrario della nazionale, insomma, che alla fiducia non si è mai riferita quanto alla responsabilità, al dovere, all’onore – un gol sbagliato alla Lazio non è mai stato questione d’onore, invece.

La seconda, di non immediata percezione ma di facilissima comprensione: i compagni di squadra. Tanto ovvio quanto (poco) piacevole sia, la Lazio non sta in funzione di Ciro – si è tutti, tutti, parte di un unico, grande, complesso organico. Immobile nella Lazio è l’uomo ovunque ben servito da chi gioca con lui e non per lui – Immobile serve, nel duplice senso, serve con la casacca biancazzurra e serve ai compagni in casacca biancazzurra. Essere affiancato dagli ispiratissimi Milinkovic e Luis Alberto, o da un Felipe Anderson ritrovato, finanche da Basta (eppure basta non si direbbe mai): una coralità, quindi, che in un azzurro fatto di singoli più spesso avversari che amici di spogliatoio, fugge e sfugge via.

E la terza, infine, ultima ma non ultima e sottile (e affilata come un coltello): la convenienza. Ciò che conviene ha un’accezione totalizzante: conviene schierare i giocatori più in forma, conviene impostare il modulo tatticamente migliore, certo. Tuttavia conviene, pure, l’intermittenza per le luci della ribalta: se, in un periodo ipotetico dell’irrealtà, Immobile avesse realizzato il gol salvezza, il gol qualificazione, sarebbe stato portato in trionfo? Sarebbe stato portato in trionfo come il capocannoniere laziale? Tanto quanto oggi, invece, con la disfatta che spernacchia alle spalle, viene portato in dileggio – quasi fosse ironico il poker in Spal-Lazio?

Il week-end non e poi così lontano, che sollievo. Ancor più sollievo, però, è cambiare canale, è comporre quel numero conosciuto a memoria e attendere la voce al di là dell’apparecchio per commentare la partita – ché la domenica sportiva, è di tutti.

LA CRONACA | Lazio-Fiorentina 1-0: lampo di Lulic dopo 5′ ed è semifinale!

di Fabio BELLI (foto © Gian Domenico SALE)

Basta un poco di Lulic e la Fiorentina va giù. Pillola dolcissima per Inzaghi, che si conferma implacabile in Coppa, amara per Pioli, anche se la Lazio per conquistare la semifinale di Coppa Italia ha dovuto gestire, compito non sempre nelle sue corde. Ma stavolta non ci sono state sorprese, solo applausi di un Olimpico festante a Santo Stefano.

FORMAZIONI – Un attacco influenzale ferma Immobile, presente in panchina assieme a Luis Alberto, ma Inzaghi dà spazio a Caicedo al fianco di Felipe Anderson. Centrocampo titolare per i biancazzurri, in difesa tornano Radu e Bastos. Più turn over per Pioli che oltre a Dragowski in porta schiera Milenkovic, Vitor Hugo e Bruno Gaspar rivoluzionando la difesa. A centrocampo e in attacco meno seconde linee, anche se c’è Saponara al posto di Giovanni Simeone.

A LULIC BASTANO 5′, TEGOLA CAICEDO – Alla Lazio bastano 5′ per trovare il vantaggio: Lucas Leiva vince un prezioso contrasto a centrocampo, Milinkovic-Savic si impossessa del pallone e avanza scaricando sulla sinistra per Lulic. Il bosniaco rientra disorientando Bruno Gaspar e con una rasoiata piazza il pallone all’angolino dove Dragowski non può arrivare. Allo scoccare dell’8′ la reazione della Fiorentina arriva con una conclusione dello stesso Bruno Gaspar, che finisce non di molto a lato. Al 13′ Lazio vicina al raddoppio: Felipe Anderson innesca Caicedo che si allarga sulla destra e supera Dragowski, trovando però il salvataggio sulla linea di Bruno Gaspar, ancora lui. A metà primo tempo tegola però per Simone Inzaghi: Caicedo si accascia a terra e non è in grado di proseguire la partita, il tecnico laziale deve giocarsi suo malgrado la carta Immobile.

OCCASIONI SPRECATE – Con Immobile comunque la Lazio non è che perda in efficacia offensiva, anzi. Alla mezz’ora ottima ripartenza con Felipe Anderson che serve il centravanti, la conclusione è potente ma sorvola di poco la traversa. Al 39′ la chance è ancora più ghiotta: Felipe Anderson recupera un buon pallone su Sanchez, avanza palla al piede e serve Immobile sulla destra, che a sua volta pesca Lulic a centro area. La conclusione del Capitano laziale si rivela però un assist per Dragowski. Al 45′, break a centrocampo di Milinkovic-Savic che serve Felipe Anderson: il serbo chiede il pallone di ritorno, ma il brasiliano tenta un colpo da biliardo un po’ improbabile, che si spegne sul fondo. Dopo 1′ di recupero, si va al riposo con la Lazio in vantaggio di misura, risultato stretto per la squadra di Simone Inzaghi alla luce di quanto visto nel primo tempo.

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STRAKOSHA, CHE INTERVENTO! – Sicuramente la Fiorentina ha fatto troppo poco nel primo tempo e Pioli ne prende atto, operando un doppio cambio prima della ripresa del secondo tempo: dentro Eysseric e Simeone, fuori Benassi e Saponara. Al 3′ ci prova Veretout con una frustata dalla lunga distanza bloccata a terra da Strakosha. Al 14′ è invece il momento di Jordan Lukaku al posto di Felipe Anderson. Al 20′ è la Fiorentina ad avere però la sua prima grande chance della partita, con una conclusione a girare di Federico Chiesa che Strakosha toglie letteralmente dall’angolino basso alla sua sinistra. Nel “terzo quarto” di gara è comunque una Lazio abbastanza chiusa nella propria metà campo, senza la brillantezza della prima frazione di gioco.

CHIUSURA TRANQUILLA – La Lazio prova a uscire dal suo guscio e al 26′ una strepitosa accelerazione di Immobile viene fermata proprio a un passo dalla conclusione a rete. 2′ dopo Pioli si gioca l’ultimo cambio con Gil Dias inserito al posto di Bruno Gaspar. Al 36′ grande percussione di Lulic che si accentra bene ma tira di nuovo addosso a Dragowski. Al 42′ l’ultima sostituzione laziale è Luis Alberto inserito in luogo di Milinkovic-Savic. Ma la Lazio non soffre e dopo 3′ di recupero Inzaghi e i suoi possono festeggiare la qualificazione.

IL TABELLINO

LAZIO-FIORENTINA 1-0

Marcatori: 6′ Lulic (L)

LAZIO (3-5-2): Strakosha; Bastos, de Vrij, Radu; Basta, Parolo, Leiva, Milinkovic (87′ Luis Alberto), Lulic; Felipe Anderson (59′ Lukaku), Caicedo (26′ Immobile). A disp. Vargic, Guerrieri, Wallace, Patric, Luiz Felipe, Marusic, Murgia, Nani, Palombi.  All. Simone Inzaghi

FIORENTINA (3-5-2): Dragowski; Milenkovic, Astori, Vitor Hugo; Gaspar (74′ Gil Dias), Benassi (46′ Eysseric), Sanchez, Veretout, Chiesa; Saponara (46′ Simeone); Babacar. A disp. Sportiello, Cerofolini, Laurini, Olivera, Biraghi, Badelj, Cristoforo, Thereau. All. Stefano Pioli

ARBITRO: Damato (sez. Barletta).

Ass: Carbone-La Rocca. IV: Sacchi. VAR: Maresca. AVAR: Di Vuoto

NOTE. Ammoniti: 35′ Gaspar (F), 79′ Strakosha (L), 83′ Veretout (F) Recupero: 1′ pt; 3′ st.