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Primavera, Sadiq perde la testa, Vasco chiama, Palombi risponde. Lazio-Roma finisce 1-1

di Alessandro DE CAROLIS (foto Roberto PROIETTO – Antonio FRAIOLI)

(Lazio-Roma: ascolta il commento a caldo sulla nostra WEBRADIO)

Finisce 1 a 1 il derby Primavera romano con Palombi che con un gran gol pareggi i conti aperti dal giallorosso Vasco. Un derby del rimpianto per i biancocelesti che non sfruttano la superiorità numerica per tre quarti della partita vista la scellerata gomitata di Sadiq sul capitano biancoceleste Mattia. Non contento del gesto il numero 11 giallorosso ha infierito sull’avversario a terra con un calcetto intimandolo a rialzarsi. Dopo un primo tempo statico con la sola occasione di Rossi, la Lazio si fa più intraprendente del secondo tempo con numerosi contropiedi. Ma la poca precisione nell’ultimo passaggio e la scarsa precisione nelle conclusioni non hanno portato il meritato gol. Ma è la Roma a passare in vantaggio al 31’ con Vasco. Sugli sviluppi di un calcio di punizione arriva palla al numero 6 giallorosso che al volo insacca sul secondo palo. Un gol che sprona i padroni di casa e ci pensa Palombi ad evitare la sconfitta con una perla dalla distanza su cui nulla può l’estremo difensore Pop. Un tiro potente e preciso a giro che fa venire giù la tribuna. Un pareggio utile solo ai giallorossi visto che per i biancocelesti si tratta più di due punti persi.

IL TABELLINO

LAZIO-ROMA 1-1

MARCATORI: 31’st Vasco (RM), 39’st Palombi (LA)

LAZIO: Matosevic 7, Spiezio 6(34’st Calì), Petro 6, Quaglia 6, Mattia 6, Borecki 6, Palombi 7, Folorunsho 6(15’st Cardoselli), Rossi 6, Murgia 5.5, Ennali 6(20’st Bezziccheri) PANCHINA: Borrelli, Antonucci, Petroselli, Ceka, Bernardi, Miceli, Rezzi, Beqiri, Impallomeni ALLENATORE: Cerasaro

ROMA: Pop 6.5, Paolelli 6, Pellegrini 6, De Santis 6, Marchizza 6, Vasco 7, Machin 6, D’Urso 6, Ponce 6(19’st Tumminello), Di Livio 6.5(40’st Grossi), Sadiq 4 PANCHINA: Crisanto, Nura, Anocic, Ciavattini, Bordin, Ndoj, Spinozzi, Soleri, Franchi, Romagnoli ALLENATORE: De Rossi

ARBITRO: Baroni di Firenze

ASSISTENTI: Manzolillo e Pepe

NOTE: AMMONITI: Matosevic, Petro ESPULSI: Sadiq ANG: 8-8 REC: 3’pt – 4’st

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Primavera, si può dare di più: un trio in panchina nel derby del 22 aprile? Intanto Bollini…

di Fabio BELLI (fonte www.laziochannel.it)

Il derby Primavera si disputerà venerdì 22 aprile alle ore 18.00. Una sfida che racchiude sempre un sapore particolare, ma alla quale la Lazio si sta avvicinando in maniera ancor più singolare. La promozione di Simone Inzaghi in prima squadra ha significato infatti per i giovani biancocelesti ritrovarsi senza guida nel momento cruciale della stagione. La Lazio è chiamata a difendere il terzo posto nella regular season per giocarsi poi i play off da una posizione di vantaggio, ma con quale tecnico in panchina?

Al momento la società, approfittando della sosta, ha preso tempo scegliendo la soluzione Morandi-Tozzi-Ruggeri: ovvero, per vincere si può dare di più, ed è dunque un trio che si sta alternando alla guida dei ragazzi. Trattasi del responsabile del settore giovanile biancoceleste, l’olandese Joop Lensen, l’ex difensore del Milan nonché campione del Mondo con il Brasile 2002 Roque Junior e il tecnico dell’Under 17, Michele Santoni. Per quest’ultimo, di madre olandese, la conoscenza della lingua è uno stimolo per l’intesa perfetta con lo stesso Lensen. La presenza di Roque Junior invece è legata ad aspetti tattici che il brasiliano sta già curando da alcuni mesi per i reparti difensivi di Under 15 e Under 17. Un primo passo per la creazione di quello staff tecnico all’avanguardia che Lensen vorrebbe allestire nel giro di poche stagioni.

Il punto è: sarà questo trio a guidare la Primavera nel derby? Possibile, a meno che Roberto De Cosmi non si “sdoppi” dalla guida della Lazio Femminile. Una soluzione vagliata dalla società che starebbe però pensando ad un clamoroso ritorno per la prossima stagione: quello di Alberto Bollini. Il contratto come secondo di Reja scade a giugno all’Atalanta e il tecnico friulano potrebbe non restare alla guida dei nerazzurri. Un sondaggio con il tecnico capace di conquistare gli ultimi scudetti del 2001 e del 2013 in Primavera sarebbe già stato avviato: la preferenza di base, secondo indiscrezioni, sarebbe quella di continuare l’avventura al fianco di Reja: ma se l’ex tecnico della Lazio dei grandi non dovesse trovare panchina per la prossima stagione, potrebbe concretizzarsi il ritorno del tecnico più vincente della storia della Lazio Primavera. Nel frattempo, in vista del derby, un trio si prepara a cantare: “In questa notte, di venerdì…La notte del derby, guarda caso, fatta apposta per il trio.

Primavera, Avellino-Lazio 0-3: il fotoservizio in anteprima firmato Fraioli & Proietto

La doppietta di Simone Palombi ed il gol di Verkaj direttamente dalla bandierina hanno deciso il match tra Avellino e Lazio: sesta vittoria consecutiva per i biancocelesti che oltre ad aver consolidato il terzo posto in classifica vedono ora la seconda piazza occupata dal Palermo lontana solo quattro punti.

Ecco un assaggio del fotoservizio che Antonio FRAIOLI e Roberto PROIETTO hanno realizzato in trasferta e che troverete sull’edizione cartacea di lunedì 7 marzo 2016 del Nuovo Corriere Laziale.

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Coppa Italia, Primavera, Inter – Lazio termina 2 – 2: in finale vanno i neroazzurri

di Lorenzo PETRUCCI

La Lazio sfiora l’impresa, ma in finale vola l’Inter. Alla doppietta di bomber Calì risponde quella del Manaj che regala ai neroazzurri la finale della Coppa Italia Primavera.
Le squadre si schierano in campo a specchio, con due 4-3-3 molto simili. I biancoazzurri propongo la formazione migliore con Rossi come terminale offensivo supportato da Manoni e Palombi, rispondono i neroazzurri con due pezzi da novanta come Gnoukouri e Manaj dalla Prima squadra.
La partita prende avvio con un buon ritmo, con formazioni molto corte e attente e il gioco che si sviluppa principalmente a centrocampo.
Nonostante l’intensità però non si verificano particolari azioni rilevanti fino al quarto d’ora quando Bakayoko prova la conclusione ma debole termina docile tra le braccia di Matosevic.
La Lazio non è da meno e pochi minuti più tardi si affaccia in avanti con Rossi che in area avversaria si gira e calcia in porta con Radu che controlla.
Nella seconda parte di tempo l’incontro cresce con Rossi ancora pericoloso che sfiora il vantaggio approfittando di un errore del portiere neroazzurro ma il nove spreca il tutto e spara fuori.
Alla mezz’ora occasione anche per l’Inter con Baldini che pesca Bakayoko che però non approfitta al meglio e non centra l’obiettivo.
La prima frazione si chiude con una chance per Manaj che centra la porta con un tapin ravvicinato ma un super Matosevic si immola e salva il risultato.
Nella ripresa dopo una parte inziale di stallo, il match si accende a partire dal 23’st quando l’Inter sblocca il punteggio con Manaj che trafigge il portiere biancoazzurro con un preciso destro.
La Lazio non si demoralizza e poco prima della mezz’ora con Calì trova prima il pareggio con un colpo di testa in azione di calcio d’angolo e un giro di orologio più tardi passa in vantaggio sempre col numero venti che d’esterno non lascia scampo a Radu.
Adesso a guidare la partita sono i capitolini, che col risultato dalla loro parte vedono più vicina finale, ma al 35’st arriva la doccia gelata, Manaj ancora protagonista si avventa da rapace d’area e manda in rete il pallone del due a due.
Nei minuti finali gli animi si accendono con la Lazio che per l’espulsione di Germoni e Calì termina in nove e l’Inter che amministra il prezioso vantaggio e strappa il pass per la finale in attesa di conoscere l’avversaria tra Juventus e Fiorentina.

TABELLINO
INTER – LAZIO 2 – 2

MARCATORI 23’st e 35’st Manaj (I), 28’st e 29’st Calì (L)
INTER
Radu, Gyamfi, Gravillon, Popa, Miangue, Zonta, Gnoukouri (30’st Pinamonti), Bonetto, Bakayoko (35’st Tchaoule), Manaj, Baldini (45+1’st Vanheusden) PANCHINA Pissardo, Mattioli, Sobacchi, Emmers, Delgado, Kouame, Appiah, Leoni, Rapaic ALLENATORE Vecchi
LAZIO Matosevic, Dovidio, Mattia, Quaglia (20’st Calì), Germoni, Murgia, Rokavec (43’st Beqiri), Folorunsho (20’st Sarac), Manoni, Rossi, Palombi PANCHINA Borrelli, Cotani, Petro, Keca, Ennali, Impallomeni, Bernardi, Cardoselli, Bezziccheri ALLENATORE S. Inzaghi
ARBITRO Balice di Termoli
ASSISTENTI Maccadino di Rimini, Evoli di Bologna
NOTE Espulso al 40’st Pinamonti (I), al 40’st Germoni (L), al 45+4’st Calì (L) Ammoniti 31’pt Gnoukouri (I), 35’st Manai (I) Angoli 7 – 7 Rec. 1’pt – 5’st.

Coppa Italia Primavera, le pagelle di Lazio-Inter. Murgia e Rossi brillano, ma non basta

di Fabio BELLI (foto © Antonio FRAIOLI)

LAZIO

Matosevic 6 Inoperoso per tutta la partita, non ha colpe specifiche sul gol, con Pinamonti che arriva alla conclusione da posizione troppo ravvicinata.

Dovidio 6.5 Uno dei più propositivi tra i suoi, si sgancia spesso con conraggio in fase offensiva.

Mattia 5.5 L’Inter si fa vedere poco davanti, ma quando lo fa i centrali “scricchiolano”, fino al patatrac del gol interista con Pinamonti lasciato clamorosamente solo dai centrali.

Quaglia 5.5 Soffre la fisicità degli interisti, sul gol vedi Mattia.

Germoni 6.5 Una prova convincente, sta crescendo molto dal punto di vista della personalità.

Murgia 7 Il miglior biancoceleste in campo, a tratti inarrestabile: gli manca, purtroppo, solo il gol (e probabilmente anche un rigore).

Rokavec 5.5 Poco incisivo, e purtroppo per lui non è la prima volta. (dal 89′ Cardoselli sv)

Folorunsho 6 Molto bene nella prima frazione di gioco, si spegne inesorabilmente nella ripresa (dal 71′ Sarac 6 Primi lampi per il talento austriaco. Avrà modo per mettersi più in mostra).

Manoni 5.5 Pesa il grave errore nel secondo tempo. E’ vivace ma ormai gioca con continuità da attaccante e deve imparare i movimenti base. (dal 87′ Calì sv)

Rossi 6.5 Bravissimo a svariare sul fronte offensivo, si trova più a suo agio come ispiratore che come finalizzatore.

Palombi 6 Gli manca il gol, ma un paio di movimenti da attaccante di razza confermano come stia ritrovando la migliore forma fisica. Radu gli dice di no su una delle occasioni più ghiotte del match.

All. Simone Inzaghi 6.5 Oggi alla Lazio non si può rimproverare nulla. Il gioco c’è, manca quel pizzico di attenzione in più in fase difensiva costato molti punti e molte sconfitte in questa stagione.

INTER (4-3-3):

Radu 7 Partita perfetta con due grandi interventi e un senso di sicurezza generale infuso ai suoi compagni.

Gyamfi 6 Va un po’ in affanno soprattutto nel primo tempo, sale di tono nella ripresa quando la spinta della Lazio si fa meno intensa.

Popa 5.5 Soffre la brillantezza di Rossi, forse il peggiore del pacchetto difensivo nerazzurro.

Gravillon 7 Provvidenziale nel primo tempo con un salvataggio su Palombi, la sua è grande personalità-

Miangue 6 Sulla corsia di sua competenza la Lazio trova meno spazi rispetto al lato di Gyamfi, ma si fa vedere poco palla al piede.

Zonta 6 Partita di sostanza, con qualche sbavatura ma anche con iniziative lodevoli.

Tchaoule 6.5 Infaticabile, in mezzo al campo è un autentico motorino sempre pronto al pressing sul portatore di palla avversario.

Bonetto 6 Meno brillante del solito, ma sempre attento e soprattutto disciplinato tatticamente.

Babayoko 5.5 La sua falcata fa scena, ma la sostanza dov’è? (dal 77′ Appiah 7 Sua la fiammata che vale l’assist della vittoria a Pinamonti)

Correia 6.5 La partita offensiva dell’Inter è poca cosa, ma il più vivace è senza dubbio lui (dal 65′ Pinamonti 7 Un gol troppo importante per assegnargli un voto inferiore).

Baldini 6 Sempre pronto a ripartire, non trova per il supporto del reparto finendo spesso isolato in fase offensiva. (dal 89′ Della Giovanna sv)

All. Stefano Vecchi 6 L’Inter è apparsa rinunciataria, molto attenta a non perdere. La fortuna una volta tanto fa tutt’altro che aiutare gli audaci, piace comunque la solidità difensiva della sua squadra contro una Lazio a tratti arrembante, ma sempre con pochissimo spazio a disposizione.

Coppa Italia, Primavera, Lazio-Inter 0-1: ko amaro per i biancocelesti nella semifinale d’andata

 

di Lorenzo PETRUCCI (foto © Antonio FRAIOLI)

Termina uno a zero per l’Inter la semifinale di andata della Coppa Italia Primavera contro la Lazio.
Decisiva la rete nei minuti finali del bomber Pinamonti che gela i biancocelesti dopo una buona prestazione, tenendo testa a una delle squadre più forti della competizione.
Fin dai primi minuti le due formazioni dimostrano l’importanza della posta in palio, con difese molto attente e un forte equilibrio in campo.
Bisogna attendere il 9’ per vedere un sussulto, Palombi scatta sulla fascia destra si accentra e calcia in porta, ma la retroguardia neroazzurra non si lascia sorprendere e allontana.
Gli ospiti si vedono in avanti solo al quarto d’ora con Baldini che ci prova da fuori area, con Matosevic che blocca senza particolari problemi.
Poco dopo risponde ancora Palombi, ma l’attaccante biancoceleste calcia malamente sciupando un’ottima chance.
Il primo tempo si chiude con i padroni di casa nuovamente vicini al gol con Rossi che in area avversaria ci prova di testa ma non centra l’obiettivo.

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Nella ripresa la Lazio sembra rientrare in campo con maggiore aggressività, tanto da sfiorare al 5’st il vantaggio con Palombi che calcia da ottima posizione col portiere interista Radu che si esalta e salva in angolo.
La seconda frazione di gioco sembra essere tutta un’altra gara rispetto alla prima, con le due squadre che si danno battaglia e provano a sbloccare il risultato.
Al 10’st si vede l’Inter con Pinamonti che appena entrato si rende pericoloso ma calcia di poco alto sopra la traversa.
Alla mezz’ora ghiotta occasione per Manoni che, lanciato in profondità da Manoni, ha l’occasione di battere Radu, ma l’esterno laziale spreca e calcia alto.
A cinque minuti dal triplice fischio, quando sembra che la gara si debba concludere sullo zero a zero, l’Inter si porta in vantaggio con Pinamonti, che da pochi passi batte Matosevic con un preciso tapin.
Nei frangenti finali la Lazio prova il tutto per tutto ma gli ospiti resistono bene ai tentativi rivali conquistando il primo set di questa semifinale.
Per la Lazio ci sono ancora delle speranze, il discorso passaggio del turno è ancora aperto, appuntamento al prossimo 9 febbraio in casa neroazzurra.

IL TABELLINO

LAZIO – INTER 0 – 1

MARCATORI 40’st Pinamonti

LAZIO  Matosevic, Dovidio, Mattia, Quaglia, Germoni, Rokavec (43’st Cardoselli), Folorunsho (26’st Sarac), Murguia, Manoni (41’st Calì), Rossi, Palombi PANCHINA Borrelli, Cotani, Cinti, Petro, Ceka, Ennali, Beqiri, Bernardi, Bezziccheri ALLENATORE S. Inzaghi
INTER Radu, Gyamfi, Popa, Gravillon, Miangue, Zonta, Tchaoule, Bonetto, Babayoko (31’st Appiah), Correia (9’st Pinamonti), Baldini (43’st Della Giovanna) PANCHINA Pissardo, Sobacchi, Vanheusden, Carraro, Emmers, Delgado, Bollini, Leoni, Rapaic PANCHINA Vecchi

ARBITRO Valiante di Nocera Inferiore
ASSISTENTI Capaldo di Napoli e Campitelli di Termoli
NOTE Ammoniti al 24’st Folorunsho (L) Angoli 7 – 4 Rec. 1’pt – 4’st.

Campionato Primavera: i trionfi delle capitoline

Articolo apparso sul Nuovo Corriere Laziale del 16 novembre 2015

La storia del Campionato Primavera sorride alle compagini capitoline.
Nell’albo d’oro della competizione, infatti, Lazio e Roma occupano il secondo ed il terzo gradino del podio. Torino e Inter fanno la voce grossa, rispettivamente con 9 e 7 titoli. Prima di intraprendere il viaggio nella macchina del tempo, occorre ricordare l’origine di questa manifestazione.La creatura nacque nel lontano 1962 e per sette stagioni si svolsero due distinte competizioni per la Serie A e per la Serie B.

Lo strapotere del settentrione fu abbattuto soltanto nel 1972-1973. Mister Antonio Trebiciani, originario di Ostia, formò un roster sensazionale con un cospicuo gruppo di talenti. I nomi di Agostino Di Bartolomei, Bruno Conti e Francesco Rocca bastano per comprendere le potenzialità. Un’autentica corazzata che anche l’anno successivo bissò la vittoria. Contemporaneamente, sull’altra sponda del Tevere, la Lazio iniziò ad allestire una ‘cantera’ di tutto rispetto. A due anni di distanza dallo Scudetto di Chinaglia e Wilson con Tommaso Maestrelli in panchina, la Primavera esultò nella quattordicesima edizione. Al timone venne chiamato mister Paolo Carosi che forgiò alcuni ragazzi che diverranno poi protagonisti nel calcio dei professionisti. Bruno Giordano, Andrea Agostinelli e Lionello Manfredonia in particolare sono entrati nella memoria dei tifosi bianco-celesti. Il tricolore rispuntò all’ombra del Colosseo nel 1984.

Esattamente un anno dopo la festa scudetto della Prima Squadra di Falcao e Liedholm, i giovani calciatori giallorossi conquistarono il quarto alloro. Nella formazione guidata da Romeo Benetti, ex mediano lottatore, cresceva pian piano il futuro ‘Principe’ Giuseppe Giannini. Una rosa davvero competitiva rimpinguata da Fabrizio Di Mauro, Stefano Desideri, Stefano Impallomeni e Paolo Baldieri. La risposta dei cugini bianco-celesti giunse nella stagione 1986-1987.
La venticinquesima edizione vide primeggiare i ragazzi di Juan Carlos Morrone. Valerio Fiori, dal 2008 allenatore dei portieri del Milan, tra i pali. Alfonso Greco e Oberdan Biagioni a centrocampo. Il Tandem formato da Saurini e Rizzolo furoreggiò in attacco. La stella romanista tornò a brillare nel 1989-1990. Alla vigilia delle ‘notti magiche’, quelle del sogno mondiale svanito in semifinale contro l’Argentina di Maradona, la punta Roberto Muzzi trascinò i compagni all’apoteosi. Luciano Spinosi ricopriva il ruolo di tecnico in quel periodo.

Le potenze del Nord, Torino, Atalanta e Juventus nello specifico, monopolizzarono i successivi tornei dal 1991 al 1994. Intanto, nel marzo del 1992, l’imprenditore Sergio Cragnotti rilevò la presidenza della Lazio da Gian Marco Calleri. Gli ‘aquilotti’ si trasformarono in una corazzata imbottita di campioni affermati come Gascoigne, Signori, Nedved e Boksic. Nell’oasi bianco-celeste il vivaio cresceva in armonia. Agli ordini di Domenico Caso salirono alla ribalta ragazzi del calibro di Marco Di Vaio, Daniele Franceschini, Flavio Roma e Alessandro Iannuzzi. Il simbolo di quella compagine era senz’altro il difensore Alessandro Nesta. Ancora indelebili le emozioni vissute nel match di ritorno all’Olimpico vinto per 2-1 contro il Perugia. Nella stagione 2000-2001, in concomitanza con il centenario della sua nascita, la Lazio guidata da Alberto Bollini incamerò il quarto titolo.

L’esaltante cammino vide cadere nell’ordine la Roma (ottavi di finale), l’Atalanta (quarti di finale), il Bari (semifinale) ed il Pescara in Finale. Nella rosa di allora spiccarono Maurizio Domizzi, Giorgio Santarelli, Andrea Luciani ed Emanuele Berrettoni. La sponda giallorossa tornò al vertice nella stagioni 2004-2005 e 2010-2011. Alberto De Rossi, indiscusso allenatore della Primavera romanista, portò i suoi ragazzi sul tetto d’Italia. Alessio Cerci, Stefano Okaka, Aleandro Rosi, Daniele Corvia e Leandro Greco sono cresciuti sotto il controllo del padre di ‘capitan futuro’. Il leader della formazione del 2011 era Alessandro Florenzi che oggi è un elemento cardine in Prima Squadra. La carrellata termina con l’edizione del 2013. Il patron laziale Claudio Lotito richiamò Alberto Bollini al comando della Primavera con l’obiettivo di tornare ai gloriosi fasti. Dopo il primato del girone C in coabitazione con il Catania, Tounkara e soci parteciparono alla fase finale di Gubbio. Torino, Chievo Verona e Atalanta le vittime predestinate. Il calcio della ‘Città eterna’ può e deve ricominciare ad affermarsi, partendo proprio dall’ambito giovanile.

Alessandro Iacobelli

Viareggio Cup: tutte le novita dell’organizzazione per l’edizione 2016

La Viareggio Cup si rifà il look, con modifiche di rilievo a date e regolamento. L’edizione numero 68 prenderà il via lunedì 14 marzo e si concluderàmercoledì 30 marzo con la finalissima.

Rispetto al passato, dunque, il torneo durerà due giorni in più ed il suo inizio non coinciderà con il periodo di Carnevale.

«Una scelta ponderata con il forte intento di guardare al futuro. La Viareggio Cup deve continuare ad essere uno degli eventi più importanti del panorama italiano ed internazionale», spiega Alessandro Palagi, presidente del Centro Giovani Calciatori, la società organizzatrice.

Alla 68ª edizione parteciperanno 32 squadre (come nel 2015) che verranno divise in 8 gironi da 4 (senza teste di serie).

Le rose verranno estese a 26 giocatori (sino allo scorso anno erano 24) ed ogni club avrà a disposizione 7 sostituzioni (e non più 5) che potrà effettuare in tre momenti qualsiasi di gara, oltre all’intervallo tra il primo e il secondo tempo.

Potranno essere utilizzati i giocatori nati dal 1 gennaio 1997 e che abbiano compiuto il 15° anno di età al momento dell’inizio della competizione, oltre a quattro fuori quota (nati nel 1996).

I due tempi di ogni incontro saranno di 40 minuti ciascuno, non più 45.
La fase a gironi avrà inizio lunedì 14 marzo e si concluderà domenica 20 marzo (in questo caso con gare al mattino).
Queste le date della fase ad eliminazione diretta: mercoledì 23 marzo (ottavi di finale), venerdì 25 marzo (quarti di finale), lunedì 28 marzo (semifinali), mercoledì 30 marzo (finalissima).

In caso di parità all’80’, soltanto per la finalissima sono previsti i tempi supplementari. Per ottavi, quarti e semifinali subito calci di rigore.