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Francesco Totti al Trastevere? Come? Perché? Scoprilo sulla webradio del Nuovo Corriere Laziale!

(foto © Giandomenico SALE)

Francesco Totti al Trastevere? Come sarebbe a dire? Per scoprire perché questa voce è girata nel pomeriggio, ascolta l’appuntamento con il punto settimanale della Roma curato da Lorenzo Petrucci, con Marco Piccinelli in studio, sulla webradio del Nuovo Corriere Laziale.

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CONFERENZA – Spalletti: “Contento per la vittoria, per me la questione Totti è finita”

Luciano Spalletti, ha commentato in conferenza stampa la vittoria della Roma contro il Palermo nel posticipo della settima giornata di ritorno. Queste le sue parole: ” A me fa piacere vedere la Roma vincere, è stata una bella vittoria e importante perché da seguito. C’era l’insidia Iachini perché conosco bene l’allenatore e lo spirito battagliero che sa dare alle sue squadre. Nonostante la vittoria, la squadra è sicuramente ancora da migliorare, si deve trovare sempre qualcosa da migliorare per lavorare meglio.”

Sulla questione Totti: “Oggi si è parlato di tutto tranne che della partita e un po’ di disturbo lo ha creato, la situazione è facilmente valutabile ed è chiaro però che le parole di Totti hanno portato un pò di disturbo, preciso non lui, ma le sue parole. Per me però è tutto finito e domani Totti si allena normalmente e oggi avrebbe anche giocato titolare. A me delle scuse di Totti non importa, a me importa solo vincere e il rispetto dentro il gruppo, alla fine con le sue parole il capitano non ha mancato di rispetto solo a me ma anche all’intera squadra e agli altri giocatori.
Sono sicuro che di questo episodio anche gli altri giocatori ci sono rimasti male, anche perché poi c’è rispetto per la squadra e per i risultati. Non sono rimasto male di alcuni fischi al momento della lettura delle formazioni, oggi i tifosi hanno espresso il loro giudizio non schierandosi dalla parte sua invece che mia, ma il loro era solo un gesto di ringraziamento per tutto quello che Totti ha fatto e sta facendo per la Roma. L’unica cosa che mi è dato fastidio di questa situazione è stata che non dico le cose in faccia, non è vero, in uno spogliatoio di una squadra di calcio bisogna essere veri sempre per avere una carriera lunga nella stessa squadra, altrimenti si torna a casa dopo poco.”

Ha poi concluso con un’analisi su Dzeko dopo la buona prestazione di oggi e il suo futuro con la Roma: “I conti si traggono alla fine, non so nemmeno se io sarò ancora l’allenatore della Roma la prossima stagione. Dzeko è sicuramente un giocatore importante, il primo, ancora più del secondo, è stato un bel gol.”

 

Lorenzo Petrucci

Il Bologna frena la corsa della Juve. Al Dall’Ara finisce a reti inviolate

Si ferma a Bologna la scia impressionante di quindici vittorie consecutive della Juventus. Il Bologna di Donadoni si conferma l’avversario complicato che Massimiliano Allegri aveva pronosticato nella conferenza della vigilia. I rossoblu sono bravi a chiudere i varchi all’attacco bianconero, cercano di sfruttare le ripartenze ma impattano nel muro che è la difesa della Juve. Lo 0-0 del Dall’Ara sembra più merito dei padroni di casa che demerito della Juve.

Il ritorno di Pereyra permette ad Allegri di schierare il tanto amato 4-3-1-2, con l’argentino dietro la coppia d’attacco formata da Zaza e Morata. Per Dybala, invece, un turno di riposo anche in vista dell’impegno di martedì in Champions. Proprio in ottica europea, il tecnico bianconero lascia Khedira a Torino a prepararsi per la sfida contro il Bayern.

La prima occasione dei bianconeri arriva al 9’ con Evra che di testa sul corner di Marchisio non riesce a trovare lo specchio della porta.

Al 21’ la grande chance del Bologna: Destro dai trenta metri lascia partire un tiro potente e ad effetto che Buffon riesce a respingere. Donsah si avventa sul pallone ma lo manda sul fondo.

Il Bologna concede poco nonostante la Juve tenga il pallino del gioco. I bianconeri hanno qualche difficoltà a creare occasioni veramente pericolose mentre la squadra di Donadoni è organizzata in difesa e cerca di sfruttare le ripartenze ma sorprendere la retroguardia bianconera non è lavoro semplice.

Nella ripresa, la Juve tiene ritmi troppo blandi per mettere in difficoltà questo ottimo Bologna. Neanche l’ingresso di Cuadrado riesce a velocizzare la manovra bianconera, così come quello di Dybala al posti di Zaza non rende l’offensiva più pericolosa. A sei minuti dalla fine i padroni di casa sprecano una buona occasione con Giaccherini che si lascia ingolosire dalla conclusione personale invece di servire Destro.

Negli ultimi minuti i bianconeri si lanciano all’assedio della porta di Mirante. La chance più consistente arriva quando Marchisio pesca bene Pogba sulla sinistra. Il portiere rossoblu devia la conclusione del francese ma né Cuadrado né Dybala riescono ad intercettare il pallone e cambiare il risultato prima del triplice fischio finale.

 

BOLOGNA: Mirante; Mbaye, Gastaldello, Maietta, Masina (dal 28′ s.t. Constant); Donsah, Diawara, Taider (dal 36′ s.t. Brienza); Rizzo (dal 20′ s.t. Mounier), Destro, Giaccherini. (Da Costa, Stojanovic, Ferrari, Oikonomou, Pulgar, Zuniga, Morleo, Brighi, Floccari). All. Donadoni.

JUVENTUS: Buffon; Lichtsteiner, Barzagli, Bonucci, Evra; Sturaro, Marchisio, Pogba; Pereyra (dal 1′ s.t. Cuadrado); Zaza (dal 22′ s.t. Dybala), Morata. (Neto, Rubinho, Rugani, Romagna, Padoin, Lemina, Hernanes, Favilli). All. Allegri.

ARBITRO: Irrati di Pistoia.

NOTE: Ammoniti Gastaldello (B), Sturaro (J), Marchisio (J), Diawara (B); angoli: 1-8; rec: 0 pt-3’ st.

Europa League, una zuccata di Milinkovic-Savic vale il pari a Istanbul per la Lazio

di Fabio BELLI (foto © Antonio FRAIOLI)

Su uno dei campi più caldi d’Europa, la Lazio mostra una personalità che si era vista a tratti solo a Firenze e a Milano in campionato. Ed il risultato può far sorridere Pioli: trovarsi subito sotto nel catino della Turk Telecom Arena, reagire immediatamente e rischiare poco o nulla mancando in almeno in tre occasioni il colpaccio è senz’altro incoraggiante in vista del ritorno dei sedicesimi di finale di Europa League. E su tutti, spicca la prova dell’uomo gol, Sergej Milinkovic-Savic, un gigante nell’area avversaria e a centrocampo.

FORMAZIONI – Per Pioli scelte quasi obbligate in difesa con Konko a destra, Hoedt e Mauricio coppia centrale ed il ritorno utilissimo di Radu a sinistra. In porta c’è Marchetti e non il portiere di Coppa Berisha, a centrocampo attorno a Biglia si muovono Milinkovic-Savic e Paolo. In attacco a sorpresa niente Candreva, ma conferma per Felipe Anderson. Lulic viene avanzato nel tridente mentre Matri viene confermato come punta centrale dopo Lazio-Verona. Nel Galatasaray c’è Podolski come punta centrale, Sabri Sarioglu gioca di sostegno a centrocampo con Denizli che sceglie il belga Denayer e il francese Carole come coppia di terzini in difesa. In porta confermatissimo l’ex biancoceleste Fernando Muslera.

DONK! CHE BOTTA – La Lazio inizia col piglio giusto la gara ed arriva nei primi 10′ due volte alla conclusione con Felipe Anderson e con Parolo, tentativi da posizione interessanti ma agevolmente controllata da Muslera. La difesa però traballa, con Hoedt che non sembra a suo agio. Al 12′ un pallone filtrante trova Donk capace di scattare sul filo del fuorigioco e scaricare con un movimento da pivot per l’accorrente Sabri, che non ha difficoltà nel depositare alle spalle di Marchetti. La reazione della Lazio si concretizza su due palloni in area per Matri. Muslera rovina sull’attaccante ma per il direttore di gara non è rigore, né viene concesso il penalty su un anticipo in area di Denayer per il centravanti su perfetto assist di Felipe Anderson.

IRROMPE MILINKOVIC-SAVIC – E’ comunque il preludio al pari, che arriva al 21′: Radu guadagna una punizione sul versante sinistro che costa a Donk l’ammonizione. Biglia scodella nel mezzo un pallone sul quale lo stacco di testa di Milinkovic-Savic è imperioso, Muslera arriva a toccare ma non può evitare il pareggio laziale. I biancocelesti possono ora gestire meglio la gara e la formula del gioco aereo su calcio piazzato sembra gradita agli uomini di Pioli. Al 33′ Mauricio sfiora il raddoppio in questa circostanza ed un minuto dopo una gran botta di Parolo da fuori area impegna severamente Muslera, che si distende per deviare in angolo. La Lazio a tratti domina il gioco, ma il Galatasaray quando affonda crea sempre qualche grattacapo: su uno spiovente in area Podolski subisce una spallata da Konko che un arbitro più fiscale avrebbe anche potuto sanzionare con un penalty, ma sarebbe stata una vera e propria beffa alla luce degli episodi precedenti nell’area turca.

SI ABBASSANO I RITMI – Il primo tempo si chiude dopo 45′ belli a vedersi, al di là di qualche errore e qualche approssimazione. Ci si attenderebbe una svolta che non arriva nella ripresa. E’ ufficialmente staffetta tra Felipe Anderson e Candreva, con l’ala di Tor de’ Cenci che prende il posto al 13′ del brasiliano, che sembra non gradire. Il Galatasaray prende in mano il pallino del gioco ma di fatto non crea occasioni, con la Lazio brava a coprire gli spazi nella propria metà campo. Al 23′ Matri vince un contrasto sulla sinistra che lo porta a involarsi verso Muslera: invece di servire Parolo a centro area tenta il taglio per Milinkovic-Savic che non arriva sul pallone. Per Pioli è abbastanza, col centravanti sostituito da Miro Klose subito dopo.

COLPACCI SFIORATI – La Lazio rischia di farsi ingolosire dalla ricerca del gol del vantaggio, e cincischiando troppo al limite dell’area avversaria al 29′ innesca una ripartenza che Donk conclude con un tiro da fuori area che Marchetti neutralizza in due tempi. Al 32′ un cross di Lulic trova di nuovo la testa di Milinkovic-Savic, che manca d’un soffio il raddoppio confermando di essere sovrastante nel gioco aereo. Ed è proprio il serbo ad avere una nuova grande occasione al 40′: percussione di Candreva sulla destra e sul cross, dopo un rimpallo su Klose, arriva a centro area sul piede di Milinkovic-Savic che conclude però debolmente su Muslera. Ma al 44′ è il Galatasaray ad avere la palla match, con Denayer che sfonda la marcatura di Radu sulla destra e crossa per la testa di Umut Bulut, che prende bene il tempo e alza il pallone di poco sopra la traversa. E’ l’ultimo brivido e la Lazio supera lo spauracchio della Turk Telecom Arena con personalità, pur con la consapevolezza di essere solo a metà dell’opera.

IL TABELLINO

GALATASARAY-LAZIO 1-1

Marcatori: 12′ Sabri (G), 21′ Milinkovic-Savic (L)

GALATASARAY (4-2-3-1): Muslera; Denayer, Gunter, Balta, Carole (71′ Olçan); Donk, Chedjou; Sabri (78′ Bulut), Inan, Sneijder (89′ Yasin); Podolski. A disp. Gonen, Rodriguez, Kisa, Kaya. All. Mustafa Denizli

LAZIO (4-3-3): Marchetti; Konko, Mauricio, Hoedt, Radu; Milinkovic, Biglia, Parolo; Felipe Anderson (58′ Candreva), Matri (69′ Klose), Lulic (89′ Mauri). A disp. Berisha, Bisevac, Cataldi, Djordjevic. All. Stefano Pioli

Arbitro: Michael Oliver (ENG).

Ass: Oliver Gary Beswick-Stuart Burt. IV: John Brook. Add.: Craig Pawson-Robert Madley.

NOTE. Ammoniti: 20′ Donk (G), 60′ Parolo (L), 77′ Biglia (L). Recupero: 1’pt; 3′ st.

Champions League: una buona Roma cade 0-2 sotto i colpi di un cinico Real Madrid

di Lorenzo PETRUCCI (foto di © Gian Domenico SALE)

Nulla da fare per la Roma, con i giallorossi che nell’andata degli ottavi di finale di Champions League cadono in casa per due a zero contro un cinico Real Madrid.
Mister Spalletti mischia nuovamente le carte e decide di schierare la sua Roma senza una punta di riferimento, col falso nueve senza dare veri punti di riferimento in avanti.
Risponde Zidane, alla prima da allenatore in Champions, rispettando le attese della vigilia col tridente James Rodriguez, Ronaldo e Benzema.
La partita, soprattutto nella prima frazione, non regala molte azioni importanti, bisogna infatti attendere oltre il quarto d’ora per vedere la prima conclusione nello specchio della porta, con El Shaarawy che da buona posizione spara alto sopra la traversa.
Alla mezz’ora si vede anche il Real Madrid, Cristiano Ronaldo serve magistralmente al limite Marcelo, col terzino brasiliano che ci prova al volo e vede il pallone finire di un palmo fuori dallo specchio della porta.

Il secondo tempo sembra riprendere sulla stessa impronta della prima frazione, ma all’11’st Cristiano Ronaldo sale sugli scudi e porta in vantaggio la sua squadra con uno spettacolare lampo da giocatore di qualità eccelsa, controllo, dribbling su Florenzi e palla all’incrocio dei pali.
Con lo svantaggio appena subito, la Roma però non si demoralizza, anzi al 26’st sfiora il pareggio con Vainqueur, il francese ci prova da fuori area con la conclusione che sfiora il palo, spegnendosi di un palmo alla destra del palo.
La gara si accende, con azioni da una parte all’altra del campo, con i giallorossi che ci credono e provano ad agguantare il pareggio e il Real Madrid che prova a chiudere l’incontro alla ricerca del secondo gol. Raddoppio blancos che arriva al 40’st con Jesè, lo spagnolo è bravo ad accentrarsi e a mandare la palla all’angolo opposto dove Szczesny non può nulla.
Termina così l’andata della sfida tra Roma e Real Madrid, con i giallorossi che in quel del “Santiago Bernabeu” dovranno compiere una rimonta d’altri tempi per sognare il passaggio del turno.

IL TABELLINO

ROMA – REAL MADRID 0-2

MARCATORI 11’st C. Ronaldo (RE), 40’st Jesè (RE)
ROMA Szczesny, Florenzi (41’st Totti), Manolas, Rüdiger, Digne, Pjanic (32’st De Rossi), Vainqueur, Salah, Nainggolan, El Shaarawy (18’st Dzeko), Perotti PANCHINA De Sanctis, Maicon, Zukanovic, Iago Falque ALLENATORE Spalletti
REAL MADRID Navas, Carvajal, Varane, Sergio Ramos, Marcelo, Modric, Kroos, Isco (18’st Kovacic), James Rodriguez (36’st Jesè), Benzema, C. Ronaldo (43’st Casemiro) PANCHINA Casilla, Nacho, Danilo, Lucas Vazquez ALLENATORE Zidane
ARBITRO Kralovec
ASSISTENTI Slysko e Wilczek
ARBITRI ADDIZIONALI D’AREA
Ardeleanu e Patak
QUARTO UFFICIALE
Mokrusch
NOTE Ammoniti
al 16’st Varane (RE), 40’st Sergio Ramos (RE) Angoli 7 – 5 Rec. 1’pt – 3’st.

Serie A, Lazio-Verona 5-2: i biancocelesti ritrovano i gol, i tre punti e il sorriso

Di Fabio BELLI (foto © Giandomenico SALE)

Tre partite senza segnare e senza vittoria: una mini-serie negativa che aveva portato la Lazio più che mai lontana dall’Europa. Per sperare ancora serviva una vittoria contro un Verona ancora fanalino di coda, ma in ripresa dopo la vittoria contro l’Atalanta e il pari contro l’Inter. E’ arrivata una goleada con cinque uomini diversi a segno e, soprattutto, sono arrivati segnali di risveglio da tre uomini che potrebbero essere decisivi nel finale di stagione della Lazio: Mauri, Felipe Anderson e Klose.

FORMAZIONI – Qualche sorpresa in casa Lazio. Lulic torna in difesa, Konko resta a destra e Patric deve rimandare la sua prima da titolare. A centrocampo il rientro più atteso è quello di Lucas Biglia, affiancato da Cataldi e da Milinkovic Savic. In attacco, conferma per Mauri con Felipe Anderson e Matri. Partono dalla panchina Klose e Candreva. Il Verona tenta il tutto per tutto con Toni e Pazzini schierati in avanti e Jankovic a supporto: agli scaligeri servono i tre punti a tutti i costi e Delneri non è in vena di calcoli.

LAZIO CONVINTA – A partire a testa bassa è però la Lazio, che con Felipe Anderson trova la prima occasione della partita dopo 8′. Il brasiliano semina un paio di avversari e conclude con un velenoso diagonale che finisce non di molto lontano dalla porta difesa da Gollini. 3′ dopo la Lazio può trovare il vantaggio con Matri che non arriva a un passo dalla porta su una sponda di Mauri. Il centravanti laziale si lamenta chiedendo un rigore, per un tocco del portiere, che non viene concesso. La Lazio insiste e al 21′ è Lulic a scaldare i guanti di Gollini, che respinge di pugno la potente conclusione da fuori area del bosniaco.

RISCHI AEREI, POI COLPISCE MATRI – Come spesso accade però, basta una singola distrazione alla Lazio per rischiare grosso. Con un gioco di sponde aeree al 24′ Pazzini arriva alla conclusione di testa sulla quale Marchetti deve superarsi per la deviazione in angolo. E la Lazio rischia ancora grosso su un colpo di testa al 28′, quando è Luca Toni a mancare di poco il bersaglio. Spaventi che fanno abbassare un po’ il baricentro alla Lazio. Per un successivo tentativo verso la porta di Gollini bisogna attendere il 37′, con Cataldi che scarica da fuori area in un’azione simile a quella del gol realizzato contro il Chievo, ma Gollini arriva sulla conclusione. La svolta sembra lontana e invece arriva al 45′: bel pallone filtrante di Cataldi per Matri che beffa Pisano anticipandolo con un movimento da bomber consumato, col pallone che si insacca lentissimo alle spalle di Gollini.

ED E’ SUBITO MAURI. ANDERSON IS BACK!  – Come volevasi dimostrare, gli spazio per la Lazio una volta sbloccato il risultato aumentano, ed al 5′ un’altra sventagliata di Cataldi manda fuori fase i centrali gialloblu. Per Mauri è un gioco da ragazzi depositare in rete per il primo gol stagionale. Il raddoppio fa rilassare molto la Lazio, che sfiora un grottesco autogol al 16′, quando una “tibiata” di Hoedt si stampa sulla traversa a Marchetti battuto. E il segnale per la Lazio: è arrivato il momento di dare una scossa e i biancocelesti la trovano con Felipe Anderson, che parte di nuovo in progressione e viene forse bloccato fallosamente al limite dell’area. Arriva una carambola che favorisce però Matri, che mette nel mezzo proprio per il brasiliano che realizza comodamente il tris.

FUOCHI D’ARTIFICIO FINALI – Subito dopo un pasticcio della difesa laziale costa il giallo a Mauricio e una punizione dal limite che Greco trasforma magistralmente. Sembra un episodio da nulla, e invece il Verona riprende fiducia, con la Lazio che resta sotto ritmo. E al 34′ Toni la punisce, con una zampata classica delle sue che riapre completamente la partita. Pioli si gioca la carta Klose, e al 37′ il tedesco scappa via sulla destra e mette nel mezzo per Keita (precedentemente subentrato a Mauri) e con un gran colpo al volo riporta la Lazio a distanza di sicurezza dagli avversari. Al novantesimo c’è gloria anche diAl di là del brivido, la Lazio non avrebbe meritato l’incredibile beffa di un pareggio in un match dominato dall’inizio alla fine. In difesa Pioli non può ancora dormire sonni tranquilli, ma la carestia offensiva, dopo tre partite senza gol, è stata finalmente messa alle spalle. Ora testa a Istanbul, per quello che è diventato l’appuntamento più importante della stagione.

Fabio Belli

IL TABELLINO

LAZIO – HELLAS VERONA 5-2

Marcatori: 45′ Matri (L), 50′ Mauri (L), 69′ Felipe Anderson (L), 72′ Greco (H), 79′ Toni (H), 82′ Keita (L), 90′ rig. Candreva (L)

LAZIO (4-3-3): Marchetti; Konko, Mauricio, Hoedt, Lulic; Cataldi, Biglia, Milinkovic; Felipe Anderson (85′ Candreva), Matri (80′ Klose), Mauri (73′ Keita). A disp. Berisha, Guerrieri, Braafheid, Patric, Morrison, Onazi, Kishna, Djordjevic. All. Stefano Pioli

HELLAS VERONA (4-4-2): Gollini, Pisano,Moras, Helander, Fares (50′ Romulo); Wszolek, Ionita, Greco, Jancovic (50′ Gilberto); Toni,  Pazzini (69′ Gomez) A disp. Coppola, Marcone, Bianchetti, Samir, Furman, Checchin, Furman, Emanuelson. All. Luigi Delneri

ARBITRO: Gervasoni (sez. Mantova).

ASS.: De Pinto-Tasso. IV: Carbone. ADD.: Banti-Saia.

NOTE. Ammoniti: 71′ Mauricio (L) Recupero: 3′ st

Serie A, Lazio ancora a secco: al Ferraris solo la grinta, è 0-0 col Genoa

di Fabio BELLI (foto © Giandomenico SALE)

Ancora una prova sostanzialmente deludente per la Lazio, dopo il ko nel turno infrasettimanale contro il Genoa. Sostanzialmente perché i biancocelesti sul campo del Genoa hanno messo in campo un carattere che non si era visto contro i partenopei, né tantomeno una settimana fa al ‘Friuli’ contro l’Udinese. Ma la coperta resta sempre troppo corta: più avveduta difensivamente nelle ultime partite, rispetto a un girone d’andata in cui a lungo la retroguardia aveva avuto numeri da retrocessione, la squadra di Pioli non va a segno dal poker col Chievo. Tre partite senza gol, un inedito nella gestione del tecnico emiliano.

Pioli ha provato a stravolgere le carte in tavola mettendo in campo, esattamente a un girone di distanza dall’ultima volta, Mauri titolare affiancato a Djordjevic e Felipe Anderson in un tridente “mobile”. In panchina a sorpresa Lulic e Keita, in difesa scelte obbligate col solo Braafheid come alternativa in panchina. Oppure no?

L’approccio alla partita della Lazio è decisamente convincente, con la presenza di Mauri che sembra regalare almeno a tratti quell’imprevedibilità mancata nelle ultime partite in fase offensiva. Il primo a scaldare i guantoni di Perin però è Danilo Cataldi, con una conclusione non potentissima ma molto angolata che il portiere genoano deve deviare in angolo allungandosi al massimo. Poco dopo, sugli sviluppi di un corner, colpo di testa di Mauri e traversa piena con Perin che sembrava ormai beffato sul secondo palo. Resterà la migliore occasione della partita per i biancocelesti, che con la brillantezza di Mauri vede scemare anche il dominio sul campo. Il primo tempo si chiuderà con una cavalcata di Cerci ed un pallone velenoso messo nel mezzo sul quale, superato Marchetti in uscita, sarà fondamentale un salvataggio di Konko quasi sulla linea di porta.

Dicevamo, nessuna alternativa in difesa a parte Braafheid oppure sì? All’intervallo problema muscolare, l’ennesimo in una stagione-calvario per la rosa laziale, per Basta. Pioli non sceglie l’olandese ma Patric Gabarron, fin qui oggetto misterioso ed invece autore di una prova eccellente, soprattutto in fase propositiva, ma senza perdere la giusta attenzione sui ripiegamenti. Sarà l’ex Barcellona la nota più lieta di una ripresa che vedrà il Genoa prendere sempre più campo. Nella fase centrale del secondo tempo deve pensare Marchetti a salvare la Lazio da quella che sarebbe la quinta sconfitta consecutiva nella Marassi rossoblu. Il portiere veneto prima si supera su un colpo di testa di Munoz, quindi salva tutto in uscita disperata a tu per tu con Tachtsidis, che si era liberato con un gioco di prestigio di Hoedt.

In realtà a parte questo episodio l’olandese è stato uno dei migliori in campo, capace di spiccare e di dimostrarsi comunque molto cresciuto in questa fase. Così come Milinkovic-Savic, padrone assoluto dello spazio aereo. Bene anche Mauricio e Konko a completare una prestazione difensiva di buon livello. Le note dolenti iniziano in avanti, con Djordjevic completamente disorientato e mai capace di produrre la giocata giusta e Felipe Anderson ormai fantasma di sé stesso, orfano non solo della conclusione a rete ma anche di quell’ultimo passaggio vincente che spesso lo aveva contraddistinto nella passata stagione. Né ha aiutato la Lazio l’ingresso di Keita, come sempre propositivo ma incapace di andare oltre una conclusione agevolmente neutralizzata da Perin. L’ultima occasione è un colpo di testa di Mauricio su cross da calcio d’angolo che non finisce di molto a lato. E la Lazio chiude ancora senza gol e con un punto che, con Roma e Milan ormai lontane, serve a poco per sperare di presentarsi ai nastri delle coppe europee anche nella prossima stagione.

IL TABELLINO

GENOA-LAZIO 0-0

GENOA (3-4-3): Perin; Munoz, Burdisso Ansaldi (58′ Rigoni); Izzo, Rincon, Dzemaili, Laxalt; Suso (79′ Lazovic), Pavoletti, Cerci (69′ Tachtsidis). A disp. Lamanna, De Maio, Marchese, Capel, Ntcham, Pandev, Fiamozzi, Gabriel Silva, Matavz. All. Gian Piero Gasperini

LAZIO (4-3-3): Marchetti; Basta (46′ Patric), Mauricio, Hoedt, Konko; Milinkovic, Cataldi (78′ Lulic), Parolo; Felipe Anderson, Djordjevic, Mauri (64′ Keita). A disp. Berisha, Guerrieri, Braafheid, Gentiletti, Klose. All. Stefano Pioli

ARBITRO: Orsato (sez. Schio).

Ass.: Di Liberatore-Fiorito. IV: Alassio. Add.: Mazzoleni-Chiffi

NOTE. Ammoniti: 19′ Parolo (L), 52′ Suso (G), 61′ Munoz (G), 72′ Cataldi (L), 85′ Rincon (G), 86′ Lulic (L) Recupero: 2′ pt; 4′ st.

Serie A, la Juventus fa tredici e tallona il Napoli: Genoa ko di misura

di Ramona GIATTINO

Non è una partita particolarmente bella ed emozionante quella giocata allo Stadium tra Juve e Genoa.
A deciderne le sorti è un’autorete di De Maio che manda dentro il tiro Cuadrado. Il tredicesimo sigillo consecutivo permette ai bianconeri di tenere il passo del Napoli e per Massimiliano Allegri vale il sorpasso su Conte. L’avvio di gara è lento con le due squadre che faticano a trovare spazi. Il primo acuto arriva dopo quasi un quarto d’ora di gioco con Dybala che si libera degli avversari e lascia partire un sinistro che sorprende Perin ma che si spegne di poco sul fondo. Il Genoa non si scopre e fa densità a centrocampo, rendendo complicato ai bianconeri trovare varchi per far salire la manovra. Il risultato si sblocca alla mezz’ora. Cuadrado semina il panico nella retroguardia dei liguri, dribbla gli avversari e poi tira in porta.
È De Maio a deviare dentro la palla. Sul finale del primo tempo e nei primi minuti della ripresa il Genoa prova a spingersi in avanti. Al ritorno dagli spogliatoi, Pavoletti spreca una buona occasione lisciando la respinta di Buffon sulla conclusione di Cerci. Appena entra in campo al posto di Morata, Zaza si fa vedere nell’area avversaria. Dybala serve l’ex attaccante del Sassuolo che si porta a tu per tu con Perin ma non riesce a beffarlo e gli calcia il pallone addosso. Al 63’ Caceres lascia il campo in lacrime. L’uruguaiano cade male dopo uno scontro con Pavoletti e le sue condizioni appaiono subito preoccupanti.
Rugani prende il suo posto ma l’infortunio di Caceres alla caviglia potrebbe complicare la situazione della retroguardia bianconera. La gara si trascina parca di emozioni con la Juve che praticamente non concede nulla al Genoa. Al 90’ Russo punisce l’intervento in scivolata di Zaza su Izzo con il cartellino rosso e la Juve gestisce in inferiorità numerica un finale nervoso che non cambia l’esito del match.

IL TABELLINO

MARCATORI 30’ p.t. aut. De Maio.
JUVENTUS: Buffon; Caceres (18’ s.t. Rugani), Bonucci, Barzagli; Cuadrado, Padoin, Marchisio, Pogba, Evra (41’p.t. Alex Sandro); Morata (9’ s.t. Zaza), Dybala. A DISP: Neto, Rubinho, Lichtesteiner, Hernanes, Lemina, Sturaro, Pereyra. All. Allegri

GENOA: Perin; Munoz, De Maio, Izzo; Ansaldi, L. Rigoni, Ntcham (13’ s.t. Diego Capel), Dzemaili (36’ s.t. Matavz), Gabriel Silva; Pavoletti, Cerci (9’ p.t. Suso). A DISP: Lamanna, Burdisso, Marchese, Pandev, Lazovic, Fiamozzi, Tatchtsidis, Rincon, Laxalt). All. Gasperini
ARBITRO Russo di Nola
NOTE Espulso Zaza al 46’s.t. per gioco scorretto. Ammoniti Munoz (G), Bonucci (J), Diego Capel (G), Rigoni (G); angoli: 3-0; rec: 1’ pt – 4’ s.t

Serie A, la Lazio sbaglia, Irrati la “sospende” e il Napoli ride: 2-0 partenopeo all’Olimpico

di Fabio BELLI (foto © Giandomenico SALE)

Qualche decisione arbitrale poco gradita (soprattutto un rigore netto negato a Lulic nella ripresa). Tanti errori difensivi che hanno causato l’uno-due vincente di Callejon e Higuain, col Napoli alla settima vittoria consecutiva in campionato. E la sospensione di Irrati per cori razzisti che non farà di certo bene alla già provata immagine della Lazio di questa stagione. Un Lazio-Napoli da dimenticare per gli uomini di Pioli, praticamente dall’inizio alla fine.

FORMAZIONI – Come noto, tante assenze da entrambe le parti: nessuna sorpresa in casa Lazio con Mauricio e Hoedt che formano la coppia centrale in difesa e Konko che resta sulla fascia sinistra. A centrocampo tornano Lulic e soprattutto Onazi viste le contemporanee indisponibilità di Cataldi, Biglia e Milinkovic-Savic. In avanti con Klose e Candreva torna titolare Felipe Anderson: non accadeva da Lazio-Carpi. Nel Napoli, squalificati Hysaj e Allan, in difesa torna Maggio sulla fascia destra, mentre a centrocampo ci sono David Lopez e Jorginho con Hamsik. In attacco, contrariamente alle previsioni della vigilia, Mertens parte dalla panchina: al fianco di Higuain ci sono Callejon e Insigne.

RITMI SUBITO ALTI – Il Napoli parte a spron battuto, colleziona due calci d’angolo in un minuto e quindici secondi dal fischio d’inizio ed al 7′ ha subito una grande occasione per passare in vantaggio. Scellerato retropassaggio di Basta che mette Higuain a tu per tu con Marchetti: la parata del numero uno laziale è strepitosa. La Lazio però guadagna campo, appena la fiammata del pressing asfissiante partenopeo si spegne. Candreva sembra in grande serata, ma la prima vera conclusione pericolosa dei biancocelesti arriva al 21′, con una conclusione dal limite di Lulic, ben liberatosi precedentemente sulla sinistra, che finisce di poco alta sopra la traversa.

DOCCIA FREDDA HIGUAIN, PUGNALATA CALLEJON – Per questo il vantaggio partenopeo ha il sapore della beffa. Al 25′ bello scambio tra Higuain e Callejon con la linea difensiva laziale un po’ imbambolata. Marchetti ha ancora un riflesso strepitoso sulla conclusione del “Pipita”, ma il pallone sbatte fortunosamente sul centravanti partenopeo, che può festeggiare così i 23 centri in campionato. Un colpo che fa male alla Lazio più di quanto non sembri: 3′ dopo la difesa laziale si fa trovare follemente alta. Per Insigne è un gioco da ragazzi lanciare Callejon, che supera Marchetti per il raddoppio del Napoli. Piove sul bagnato per la Lazio, che al 39′ deve anche rinunciare, per l’ennesimo infortunio, a Candreva, sostituito da Keita.

RITMI SUBITO BASSI – La Lazio non riesce ad imbastire una reazione concreta, il secondo gol subito mortifica le velleità biancocelesti e la squadra sembra più attenta a non subire rovesci pesanti che a provare una rimonta. Lo spartito resta lo stesso nella ripresa, con Napoli nei primi 10′ perfettamente padrone della gestione della palla. Al 16′ finalmente la Lazio si affaccia verso l’area partenopea: cross dal versante sinistro del campo di Keita per la testa di Konko, il pallone non esce di molto a lato. La palla buona per riaprire la partita capita però a Klose, perfettamente lanciato da Parolo al 20′, ma la misura del suo pallonetto è sbagliata.

SOSPENSIONE E NULLA PIU’ – A metà secondo tempo la situazione degenera. Grandi proteste laziali per un rigore non concesso a Lulic apparso piuttosto evidente, col bosniaco atterrato a centro area servito da Felipe Anderson. Ma al 23′ la partita viene sospesa per cori razzisti indirizzati dal pubblico laziale a Koulibaly. L’arbitro se ne avvede e minaccia di non far riprendere l’incontro. Che riprende con l’ingresso di Stefano Mauri al posto di Klose. La Lazio col “falso nueve” si affaccia più di frequente nella metà campo azzurra. Ma la spinta si esaurisce presto, il Napoli controlla e alla fine prosegue nel suo sogno verso il titolo. Per la Lazio, rammarico ma anche la consapevolezza di essersi consegnata sin troppo docilmente ad un avversario più forte.

IL TABELLINO

LAZIO – NAPOLI 0-2

Marcatori: 24′ Higuain (N), 27′ Callejon (N)

LAZIO (4-3-3): Marchetti; Basta, Mauricio, Hoedt, Konko; Parolo, Onazi, Lulic; Candreva (39′ Keita), Klose (70′ Mauri), Felipe Anderson (88′ Djordjevic). A disp.Berisha, Guerrieri, Gentiletti, Patric, Murgia. All. Stefano Pioli

NAPOLI (4-3-3): Reina; Maggio, Albiol, Koulibaly, Strinic; David Lopez, Jorginho, Hamsik (89′ Chalobah); Callejon, Higuain (71′ Gabbiadini), Insigne (64’Mertens). A disp. Gabriel, Rafael, Ghoulam, Regini, Chiriches, Luperto, Valdifiori, El Kaddouri. All.Maurizio Sarri

Arbitro: Massimiliano Irrati (sez. di Pistoia).

Ass.: Costanzo – Padovan. IV: Posado. Add: Giacomelli-Pinzani

NOTE. Ammoniti: 38′ Lulic (L), 56′ Hoedt (L), 73′ Mauricio (L), 87′ Koulibaly (N), 92′ Jorginho (N), 94′ Keita (L) Recupero: 1′ pt; 5′ st.