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Mercato, il Frosinone si muove: preso Kragl. Occhi su Trotta dell’Avellino

Il mercato invernale è alle porte ed il Frosinone inizia seriamente a muoversi. Tra indiscrezioni e probabili saluti, il sodalizio canarino sta lavorando per puntellare la rosa. La salvezza sembra un’impresa complessa ma non impossibile da raggiungere a fine stagione. Per questo motivo servono rinforzi mirati che possano innalzare il livello tecnico della squadra. Il primo colpo parla tedesco: il suo nome è Oliver Kragl. Il calciatore giunge dalla compagine austriaca dello SV Ried. Nato nel maggio del 1990 in quel di Wolfsburg, con un passato proprio nelle giovanili bianco-verdi, predilige il ruolo di esterno sinistro di centrocampo. Veloce e arcigno fisicamente, è dotato inoltre di un buon piede mancino da utilizzare soprattutto nei calci piazzati. All’occorrenza può adattarsi anche come terzino. Una pedina che in effetti mancava nello scacchiere giallo-blu. Ora mister Roberto Stellone potrà mutare l’assetto tattico con più frequenza. Dal 4-4-2 si potrebbe quindi passare ad un 3-5-2 o 3-4-3. Un altro reparto da completare è quello offensivo. Ormai sembrano quasi certi gli addii di Longo e Verde, corteggiati da alcune big della cadetteria. Castillo non ha reso secondo le attese, ed il suo ritardo nel rientro in Ciociaria dopo le vacanze natalizie comincia a destare qualche sospetto. Il tandem collaudato formato da Daniel Ciofani e Federico Dionisi non può reggere tutto il peso della Serie A. L’interesse per Marcello Trotta, in tal senso, appare evidente. La trattativa però non è semplice. L’Avellino chiede almeno tre milioni per il cartellino del giovane attaccante originario di Santa Maria Capua Vetere. La dirigenza canarina sta tentando di abbassare le pretese dei campani. Bisognerà attendere ancora per ulteriori sviluppi. Nel frattempo la truppa è tornata ad allenarsi al Comunale di Ferentino in vista del prossimo impegno di Campionato, fissato per il 6 gennaio contro il Sassuolo in trasferta.

 

Alessandro Iacobelli

Scudetto 1915, l’avvocato Mignogna tuona contro l’articolo del Secolo XIX. “Rispetto per i laziali!”

Come annunciato in occasione dell’evento “Maglia Scudettata” dall’Avv. Mignogna la Figc ha aperto il procedimento per riesaminare il caso dello Scudetto 1914/1915ma la questione non proprio a tutti è andata giù. Infatti, attraverso le colonne del Secolo XIX, l’autore dell’inno del Genoa, Piero Campodonico, ha lanciato un’offensiva contro l’iniziativa che ad oggi ha raccolto più di 30mila firme: Lotito sta chiedendo una cosa assurda, in quella stagione la Lazio doveva ancora affrontare la vincente del Girone Sud per poi potersi confrontare con il Genoa nella finalissima. Quello di Lotito è un palese conflitto d’interessi dato che la decisione finale spetta al Consiglio Federale di cui lui fa parte”. Per avere delucidazioni in tal senso Lalaziosiamonoi ha interpellato direttamente l’Avv. Mignogna: “Quella del Secolo XIX è una mossa scontata e strumentale. Siamo in possesso di documenti che parlano chiaro, l’assegnazione d’ufficio dello Scudetto 1914/15 al Genoa fu un grave atto di discriminazione territoriale. La nostra migliore risposta è senz’altro continuare a firmare in massa la petizione biancoceleste e di battersi per la nomina della Commissione Federale che dovrà pronunciarsi”. Campodonico parla di conflitto d’interessi: “Non esiste nessun conflitto, la nostra è una vera e propria sommossa popolare, la società non c’entra niente, mi sembra scorretto e prematuro che si cominci a parlare di conflitto di interessi del Presidente Lotito all’interno del Consiglio”. Tra l’altro è vero che la Lazio doveva ancora giocare contro la vincente del Girone Sud ma è anche vero che il Genoa dove affrontare il Torino: “Quando a causa della Grande Guerra il Campionato 1914-15 venne sospeso il Genoa era al comando del Girone Nord. Come è vero che la Lazio aveva vinto il Girone Centro ma doveva ancora affrontare la vincente tra le uniche due squadre del Girone Sud per accedere alla finale scudetto. A Genova, tuttavia, dimenticano che nell’ultimo incontro il Genoa doveva giocare in casa del Torino che già all’andata l’aveva battuto per 6-1 e vincendo l’avrebbe raggiunto in testa. Bisogna tenere in considerazione che quel tricolore fu assegnato “a tavolino” al Genoa che, circostanza molto grave, si permise di disattendere la decisione della Figc di anticipare l’ultimo turno di campionato dal 23 al 16 Maggio 1915 proprio per prevenire l’insorgenza bellica. Inoltre è inutile che i genoani accennino all’esito delle finali scudetto che la Lazio perse nei due campionati precedenti perché nello sport l’unico giudice supremo è sempre e soltanto il campo, come ad esempio ha dimostrato l’anno scorso il Parma che nonostante fosse ultimo in classifica ed avviato verso il fallimento riuscì a battere la Juventus capolista ed avviata a vincere il tricolore”. È vero che ilGenoa è stata l’unica squadra a richiedere l’assegnazione dello Scudetto 1914/1915? “Ho letto anch’io che i rossoblù si sentirebbero forti di questo ma a parte che la Federcalcio ci ha confermato di non avere alcun documento di quel campionato, tale cosa sarebbe fin troppo censurabile, se comprovato, perché mentre i genoani si sarebbero sbrigati a protocollare tale richiesta, i laziali dell’epoca correvano sul fronte austro-ungarico per servire la madrepatria a costo delle loro vite”. Nell’intervista viene tirato in ballo lo Scudetto del 1925 vinto dal Bologna ai danni del Genoa in circostanze poco chiare ma questa è tutta un’altra questone: Non conosco Campodonico ma probabilmente dovrebbe documentarsi meglio. Se fossi in lui eviterei di confondere i due campionati mettendoli sullo stesso piano. Se lo riterrà opportuno potrà fare una petizione popolare come quella promossa da noi. L’unica cosa certa è che noi non molleremo perché la nostra battaglia è sacrosanta ed è suffragata dai valori dello sport, dai principi dell’etica e dalla ratio della giustizia sostanziale, tant’è che chiedendo l’ex aequo abbiamo rispettato i diritti del Genoa, giusti o no che si vogliano considerare”.

(fonte: laziochannel.it – Danilo Tramontana)

La Roma torna alla vittoria: Florenzi e Sadiq sugli scudi

 

Torna alla vittoria la Roma e lo fa nel migliore dei modi davanti al proprio pubblico, battendo per due a zero il Genoa, grazie alle reti, di Florenzi e del Primavera Sadiq.
Con l’avvio della partita la prima occasione è per gli ospiti, che si rendono pericolosi con Tachtsidis che in azione di calcio d’angolo salta più alto di tutti ma non indirizza bene il colpo, con la sfera che non centra l’obiettivo.
Nella parte iniziale di gara i giallorossi riescono con difficoltà ad affacciarsi dalle parti di Perin, anche per merito del Genoa ben schierato quest’oggi da Mister Gasperini.
La Roma riesce a trovare spazi in zona offensiva al quarto d’ora con un colpo di testa di Gervinho, con l’ivoriano che cerca e trova l’incrocio dei pali, ma il tiro debole è facile preda di Perin.
Dopo una fase di stallo, nella quale le due squadre si eguagliano e non regalano particolari emozioni, il match si riaccende in conclusione di tempo, poco prima dell’intervallo con il genoano Gapke che recupera un pallone a centrocampo, scatta palla al piede e dal limite tenta la conclusione, con Szczesny che blocca centralmente.
E’ però la Roma a trovare il gol al 42’: cross dalla sinistra di Digne con Dzeko che la tocca quanto basta per Florenzi che di rabbia scaraventa la palla in rete.
Nella ripresa i padroni di casa passano subito vicini al raddoppio con Salah che calcia in diagonale, col tiro che termina di un nulla fuori a lato.
Il Genoa non è da meno e pochi minuti più tardi il neoentrato Lazovic scalda i guantoni al portiere romanista costringendolo a compiere un non facile intervento per deviare la sfera in angolo.
Il match si gioca molto a fiammate, con le due formazioni che si accendono ad intermittenza, con non frequenti azioni nelle due parti di campo.
Al 25’st prova a chiudere la partita la Roma: cross dalla fascia destra di Nainggolan che pesca Dzeko, con l’attaccante bosniaco che da pochi passi calcia in porta  ma sulla linea trova il salvataggio di Munoz.
A pochi istanti dallo scadere, al 44’st, mette il punto esclamativo sull’incontro il giovanissimo Sadiq che, su assist al contagiri di Vainqueur, schiaccia di testa e realizza il personale primo gol in Serie A.
Dopo un ampio recupero l’arbitro fischia la fine dell’incontro, con la Roma che torna al successo e ora avrà tutto il tempo durante la pausa natalizia per recuperare e ripartire al pieno delle forze con la ripresa del campionato.

Lorenzo Petrucci

Il Tabellino

MARCATORI 42’pt Florenzi (R), 44’st Sadiq (R)
ROMA 
Szczesny, Florenzi, Manolas, Rudiger, Digne, Pjanic (20’st I. Falque), De Rossi (C), Nainggolan (42’st Vainqueur), Salah (37’st Sadiq), Dzeko, Gervinho PANCHINA Lobont, De Sanctis, Castan, Emerson, Maicon, Uçan, ALLENATORE Garcia
GENOA 
Perin (C), Izzo, Munoz, De Maio, Ansaldi (12’st Pandev), Capel, Rincon, Tachtsidis (18’st Cissokho), Ntcham, Laxalt, Gapke PANCHINA Lamanna, Ujkani, Figueiras, Dzemaili, Scannapieco ALLENATORE Gasperini
ARBITRO 
Gervasoni di Mantova
ASSISTENTI 
Passeri – Longo
QUARTO UFFICIALE 
De Pinto di Bari
ARBITRI ADDIZIONALI D’AREA 
Orsato – Pairetto
NOTE Espulso 
al 29’st Dzeko (R) Ammoniti al 9’pt Laxalt (G), al 21’pt Nainggolan (R), al 28’pt Florenzi (R), al 35’pt Pjanic (R) Angoli Rec. 2’pt – 5’st.

Prima vittoria in campionato per i bianconeri

Arriva la prima vittoria in campionato per la Juventus. Il successo in Champions di martedì ha cambiato il volto della squadra di Allegri che riprende a fare quello che le riesce meglio: vincere. Nella prima mezz’ora di gioco al Ferraris, il Genoa parte in quarta e si dimostra superiore ma la Juve sa soffrire e in pratica non concede nulla. Pogba e Cuadrado sono i migliori tra le fila bianconere, e Pereyra cambia il volto alla gara dei suoi quando al 20′ subentra all’infortunato Morata. La gara si sblocca al 37′ con l’autorete dell’incolpevole Lamanna. Pereyra entra indisturbato in area, la butta in mezzo e Pogba ci mette il piede. La palla si scaglia contro la traversa, poi finisce contro le gambe del portiere genoano che la butta dentro. Izzo lascia il Genoa in dieci alla fine del primo tempo. I liguri inevitabilmente soffrono, la Juve raddoppia grazie al rigore trasformato da Pogba al 60′ poi gestisce bene i pochi e deboli guizzi degli avversari ma non si rende mai veramente pericolosa.

MARCATORI: aut. Lamanna (G) al 37′ p.t.; Pogba (J) su rig. al 15′ s.t.
GENOA (3-4-1-2): Lamanna; De Maio, Burdisso, Izzo; Cissokho, Rincon, Dzemaili (dal 12′ s.t. Pandev), Laxalt; Ntcham; Capel (dal 20′ s.t. Tachtsidis), Perotti (dal 1′ s.t. Figueiras). (Ujkani, Marchese, Sommariva, Lazovic). All. Gasperini.
JUVENTUS (4-3-3): Buffon; Lichtsteiner, Barzagli, Chiellini, Evra; Sturaro, Lemina (dal 31′ s.t. Hernanes), Pogba; Cuadrado, Mandzukic (dal 38′ s.t. Zaza), Morata (dal 21′ p.t. Pereyra). (Neto, Rugani, Bonucci, Alex Sandro, Padoin, Audero, Dybala). All. Allegri.
ARBITRO: Valeri di Roma.
NOTE: Espulso Izzo per somma di ammonizioni; ammoniti Evra, Dzemaili, Pogba, Lemina, Zaza.