Serie A, Juventus-Lazio 3-0: tutto facile per i bianconeri, la cura-Inzaghi è già finita

di Fabio BELLI (foto © Giandomenico SALE)

La cura-Inzaghi è già finita. Troppo forte la Juventus per una Lazio che contro la regina del campionato riesce ad opporre mezz’ora di onesto catenaccio per poi naufragare miseramente. Troppo brutta per essere vera: non la partita, ma la stagione intera. Pensare che da queste sei-sette partite potesse dipendere il futuro di Inzaghi alla Lazio era da ospedale psichiatrico, come ragionamento: la società scelga subito il tecnico che vuole, ma tenga presente il disastro compiuto lavorando su una rosa da terzo poso e faccia mercato come la Lazio merita. Più giocatori, meno filosofeggiare, unica ricetta per una Lazio di nuovo competitiva.

FORMAZIONI – Squadra che vince non si cambia: mai detto è stato più valido per la Lazio di Inzaghi. Due partite due vittorie, ma stavolta l’avversario è di ben altra caratura. Il tecnico comunque non rischia Basta, confermando l’attento Patric delle ultime due partite. Anche a centrocampo, la paventata chance per Milinkovic-Savic non si concretizza. C’è sempre Onazi al fianco di Biglia e Parolo; scelte obbligate invece in attacco: out Candreva e Matri e acciaccato Klose, Djordjevic e Felipe Anderson riprendono posto in squadra da titolari, accanto a Keita. Problemi anche nella Juventus con Hernanes che prende posto davanti alla difesa dopo il crack di Marchisio, per il resto in difesa Rugani viene confermato vincendo il ballottaggio con Evra ipotizzato proprio da Max Allegri in conferenza stampa.

ASSEDIO BIANCONERO – La legge del primo quarto d’ora che tanto ha tormentato Pioli in questa stagione non si concretizza, ma a volte gli episodi determinano anche un certo tipo di destino. Non soffre meno la Lazio al cospetto di una Juventus affamatissima di punti scudetto. Prima Marchetti è miracoloso nel respingere di piede una conclusione ravvicinata di Dybala, quindi una gran botta di Alex Sandro sfiora l’incrocio dei pali. Al 20′ Pogba, completamente solo davanti al numero uno biancoceleste, “cicca” clamorosamente il pallone, mancando la più facile delle occasioni. La Lazio è raccoltissima, orchestra un buon contropiede con Djordjevic alla conclusione da posizione interessante, ma il centravanti serbo viene recuperato da… Dybala. Segno della compattezza e della “fame” della Juventus su ogni pallone.

MANDZUKIC ALL’IMPROVVISO – La pressione della Juventus si fa sempre più sentire, anche se la Lazio argina bene difensivamente. Dybala scalda per due volte i guantoni di Marchetti da distanza abbastanza ragguardevole. In compenso i bianconeri fanno collezione di calci d’angolo. All’ennesimo tiro dalla bandierina, al 37′, Pogba si libera di Lulic in area (forse aiutandosi anche con una spinta) e crossa forte e teso nel mezzo dove Mandzukic trova la zampata giusta all’improvviso. Anzi, neanche tanto, visto il copione della partita, ma il vantaggio arriva in un momento in cui la Lazio sorniona pensava forse di poter ormai arrivare all’intervallo sullo zero a zero. Si chiude il primo tempo senza recupero e con Patric che finisce per primo sul taccuino dei cattivi per un fallo su Mandzukic.

FUORI PATRIC, MAZZOLENI FISCALISSIMO – Ad inizio ripresa Inzaghi toglie Parolo dal campo e cerca di aggiungere fisicità con l’ingresso di Milinkovic-Savic. L’inesperienza di Patric ad alti livelli costa subito un prezzo molto alto. Al 5′ una trattenuta su Dybala costa la seconda ammonizione, inflessibile Mazzoleni che è ancora più fiscale nel fischiare il rigore per un intervento di Gentiletti in area su Bonucci. Dybala dagli undici metri è implacabile e al 7′ della ripresa la Juventus si trova a condurre già due a zero.

FINALE SENZA STORIA, TRIS BIANCONERO – Inzaghi capisce che il momento è delicato e per mantenere in equilibrio la squadra inserisce Dusan Basta al posto di un impalpabile Felipe Anderson. Nonostante questa mossa gli spazi per i bianconeri si moltiplicano, al 19′ Khedira trova un varco sulla destra e serve Dybala che quasi indisturbato realizza il tris. Il finale di partita è una sorta di sfida all’ok corral tra Dybala e Marchetti, col portiere biancoceleste (capitano dopo l’ingresso in campo di Cataldi per Biglia) che nega il poker al bianconero. Juventus ormai con le mani sullo scudetto, ma si sapeva già. Lazio ormai senza obiettivi e sempre in balia degli avversari più forti, ma anche questo si sapeva già. Così come si sa benissimo un’altra cosa: nessuna pantomima su qualsiasi allenatore potrà offuscare questa squadra dall’esigenza di 6/7 innesti di valore in estate, pena un’altra stagione a metà tra l’umiliazione e il ridicolo come questa appena trascorsa.

IL TABELLINO

Juventus-Lazio 3-0

Marcatori: 39′ Mandzukic (J), 52′ Dybala rig. (J), 64′ Dybala (J)

JUVENTUS (3-5-2): Buffon; Barzagli, Bonucci, Rugani; Lichtsteiner, Khedira (70′ Sturaro), Hernanes, Pogba (82′ Asamoah), Alex Sandro; Mandzukic, Dybala (75′ Zaza). A disp. Moedim, Audero, Cuadrado, Lemina, Padoin, Evra. All. Massimiliano Allegri

LAZIO (4-3-3): Marchetti; Patric, Hoedt, Gentiletti, Lulic; Parolo (46′ Milinkovic), Biglia (77′ Cataldi), Onazi; Felipe Anderson (53′ Basta), Djordjevic, Keita. A disp. Berisha, Guerrieri, Braafheid, Morrison, Mauricio, Rossi, Palombi. All. Simone Inzaghi

ARBITRO: Mazzoleni (sez. Bergamo).

Ass.: De Luca-Crispo. IV: Galloni. Add.: Rocchi-Chiffi.

NOTE. Ammoniti: 41′ Patric (L), 52′ Lulic (L), 75′ Sturaro (J). Espulsi: 49′ Patric (L) per doppia ammonizione

Lupa Castelli Romani, parla mister Palazzi

di Marco PICCINELLI

La Lupa Castelli Romani, a seguito della promozione nel girone G della Serie D, ha vissuto una stagione (la prima tra i professionisti) più che travagliata, tra infortuni, squalifiche e cambi di allenatore. Le pur buone prestazioni sul campo, infatti, non danno seguito a vittorie e nelle prime giornate di campionato la situazione si fa già tetra: i primi tre punti arrivano alla sesta giornata contro la Paganese. Il rovescio della medaglia, tuttavia, è l’infortunio del capitano Francesco Colantoni: crociato rotto e rientro nella squadra solo ad aprile contro la Casertana.

Nel frattempo la Lupa non riesce a vincere e si verifica più di qualche cambio d’allenatore: il duo Taraborelli/Cioci si incarica della conduzione della squadra dopo la decima giornata, a seguito dell’esonero di Galluzzo (tecnico autore del passaggio dalla serie D alla Lega Pro), poi subentra Di Franco che lascia nuovamente a fine febbraio. La dirigenza chiama, allora, mister Mario Palazzi, tecnico di grande esperienza e vice di Serse Cosmi. La gestione Palazzi deve affrontare subito due trasferte più che impossibili, tra cui il Foggia, ma la sua Lupa, a retrocessione già avvenuta, è capace di rialzare la testa e vincere in casa contro il Martina Franca per due reti a uno, mettendo in campo una prestazione tutt’altro che da Cenerentola del girone: «Devo dire, senza presunzione, che la vittoria di sabato è stata frutto di un lavoro continuo da due mesi a questa parte, sempre improntato a far migliorare i ragazzi e a far sì che credano un po’ di più nelle loro qualità», ha affermato il tecnico toscano al ‘Nuovo Corriere Laziale’.
«La stagione era, sostanzialmente, già compromessa – ha proseguito Palazzi – anche perché sono arrivato e subito abbiamo perso due partite, a Pagani e Foggia: diciamo, poi, che bisogna avere a disposizione anche un piccolo lasso di tempo perché un agglomerato di giocatori diventi squadra».
La famosa amalgama cara al presidente del Catania Angelo Massimino.
«La soddisfazione
 – ha proseguito Palazzi – è quella di vedere che questi ragazzi sono cresciuti ed hanno cominciato a diventare una squadra di calcio» anche perché «tatticamente ce la siamo sempre giocata con tutti», nonostante la classifica.

«La squadra se l’è sempre giocata anche con compagini di livello superiore», come Lecce, Foggia «ma anche Casertana, Messina, Cosenza». Anche perché, c’è da dirlo, il girone in cui è inserita la Lupa vede più d’una nobile del calcio professionistico italiano (come le realtà prima menzionate) o che hanno occupato positivamente per molto tempo la scena dilettantistica nazionale, come l’Akragas o il Matera nonostante la rifondazione del 2012.
«Per quanto mi riguarda devo badare al mio lavoro e migliorare sempre i giocatori che ho a disposizione, e questo credo che si noti, per cui sono soddisfatto» tuttavia «voglio ancora migliorare da qui alla fine della stagione».
Sulle prospettive future Palazzi è comprensibilmente reticente: «Penso che la Lupa, la dirigenza, dovrà fare un briefing e capire quali siano le intenzioni: al momento è ancora in corso il campionato e credo che la società abbia intenzione, come l’abbiamo noi, di portarlo a termine nella maniera più degna possibile per poi mettersi a tavolino ed eventualmente riprogrammare la prossima stagione».
«Quando le società ti propongono un lavoro è sempre positivo – ha detto Palazzi a proposito del futuro della Lupa, che non sarà più nella Lega Pro a partire dalla prossima stagione – sono abituato al professionismo ma non pongo limiti al fato: quando una dirigenza ti cerca si prescinde dal livello ma è chiaro che le mie ambizioni sono quelle di fare bene e di rimanere tra i professionisti».
«Ho trovato una squadra col morale bassissimo, a terra, da ricostruire sia nella mente che nell’animo – conclude Palazzi – tuttavia non credo la situazione si possa addebitare ai predecessori che ho avuto: molti giocatori sono stati cambiati, l’unica cosa che posso dire, ed è il mio rammarico, è stato quello di arrivare un pochino tardi sulla panchina della Lupa. Bastavano quattro o cinque partite prima e, con l’attuale rosa, ci saremmo salvati sicuramente».

Indiscreto del 18/04/2016: le ultime riflessioni de Il Regionale tra “vigliacchi” e “purciari”

a cura de Il Regionale

Elezioni/1 – Bertolaso a Roma Est fa meno pubblico dei Litfiba senza Piero Pelù

Grande successo per la missione di Guido Bertolaso a Roma Est. Visto che i quartieri oltre il Pigneto sembrano essere come lande sperdute nel deserto, il buon Guido per sicurezza si è portato addirittura il trolley, non si sa mai che coni mezzi pubblici di Roma dovesse essere costretto a impiegare più di tre giorni per tornare a Palazzo Grazioli. Comunque sia, grande comitato d’onore a Centocelle per l’arrivo dell’ex capo della Protezione Civile: ben sei persone ad accoglierlo a braccia aperte, fra cui due consiglieri municipali, un portaborse e una vecchietta innamorata. Pensate che in piazza dei Gerani volevano chiamare l’esercito per gestire l’ordine pubblico: ma sembra che fosse una chiamata‐scherzo di Alemanno, che lui a chiamare l’esercito si eccita sempre.

Elezioni/2 – Giorgia è la signora del Photoshop: tutti eccitati di fronte ai Meloni

A proposito di eccitarsi, sono spuntati dei cartelloni in giro per Roma in cui una strafica alta un metro e ottantacinque e somigliante alla Claudia Schiffer dei bei tempi invitava a votarla come sindaco. Tanta era la differenza che quando abbiamo letto Meloni credevamo fosse riferito alle abbondanti misure della signora raffigurata. Invece era tutto vero (si fa per dire): si trattava della cara Giorgia in lizza per lo scranno del Campidoglio. I corsi di Photoshop hanno subito nell’ultima settimana un’impennata dell’88%: i miracoli sono possibili.

Elezioni/3 – Il comitato elettorale di Giachetti dentro una discoteca di proprietà di Poste Italiane

Intanto nei giorni scorsi Roberto Giachetti ha inaugurato il suo comitato elettorale nella giallorossa San Lorenzo. In particolare l’ex radicale sarà ospitato per l’occasione dal noto live-club “Ex Dogana”, avamposto storico della sinistra gramsciana dove si sono svolti eventi rimasti nel cuore e nella storia del proletariato italiano come la presentazione del film dei The Pills. La cosa divertente è che in pieno clima Affittopoli scopriamo che l’Ex Dogana è come dice il nome stesso, un vecchio deposito delle Poste Italiane ancora appartenente a Cassa Depositi e Prestiti. Il locale è stato concesso dalla società parastatale ai gestori della discoteca e in questo caso “sub‐prestato” a Giachetti. Insomma, il PD non sborserà una lira per il suo Comitato che si trova in fondo in un locale pubblico. Ottima premessa per il futuro.

Elezioni/4 – Gli altri si organizzano: Adinolfi cerca… spazio. Razzi cita Branduardi

Mentre i big si sfidano nelle loro specialità (photo‐fake, occupazioni e riunioni geriatriche), i piccoli candidati cercano di farsi pubblicità come possono. Ad esempio il senatore Razzi ha proposto di eliminare il problema dei topi nella Capitale importando 500.000 gatti dall’amica Corea del Nord. Una volta eliminati i topi, bisognerà importare un milione di cani dal Laos, quindi arriverà direttamente una delegazione dalla Cina per eliminare i cani con una grande saga dell’arrosto. In ultimo ci sarà Angelo Branduardi che con un soldino riporterà tutti a casa, sempre se suo padre sarà d’accordo. Ah, poi c’è Adinolfi: il difensore della vera famiglia italiana è alla disperata ricerca di un seggio dove votare, visto che quelli attuali sono dotati di cabine troppo piccole per ospitarlo. Lo stesso problema del nostro Quintalone, che a differenza di Adinolfi almeno non è preoccupato dalle donne: più che altro, è viceversa.

Impianti e stolti/1 – Poveri imbecilli ironizzano senza leggere: i profili fake arma dei coglioni troll

La scorsa settimana abbiamo pubblicato uno speciale dedicato ai problemi dell’impiantistica sportiva: come recitava un famoso film degli anni settanta, “La polizia si Incazza”, al terzo giorno la polizia si incazzò davvero: da un anno continuiamo a mettere i cittadini in guardia rispetto gli scempi e gli sprechi relativi agli stadi romani, con documenti, interviste e un lavoro che ben altre testate dovrebbero svolgere. Alcuni poveri imbecilli l’anno scorso ironizzarono su quanto proponemmo sullo Stadio della Roma, altri invece giustamente approfondirono. A un anno di distanza, i problemi da noi evidenziati non solo stanno venendo a galla, ma si sono addirittura moltiplicati. Lunedì ci siamo occupati per la prima volta anche dello Stadio Flaminio: tanto è bastato al profilo fake su Facebook di un giornalista romano e laziale di nome ma ben poco di fatto, per lanciare i soliti sbrodolanti insulti che riserva a tutti quelli che non la pensano come lui e che sarebbero impegnati in presunte campagne a favore del presidente della Lazio, Lotito.

Impianti e stolti/2 – Se questi sono gli anti-lotitiani, il presidente della Lazio starà lì per altri 152 anni

Caro personaggetto, come direbbe il governatore della Campania De Luca, ci fai molta pena visto che non ti prendi neanche la briga di leggere quanto scritto. Non riusciamo a capire cosa c’entri stavolta la tua ossessione-Lotito, soprattutto nella fattispecie di un argomento che non riguarda il presidente della Lazio ma solo il vergognoso degrado in cui versa lo stadio Flaminio. Causato anche dall’amministrazione di gente tanto vicina alla mano a paletta che tu ami tanto, come dimostrano, oltre ad alcune pubblicazioni di dubbio gusto, anche i tuoi metodi da squadrismo nazista che non risparmiano donne e prime firme di Sky che hanno raggiunto mondi che tu puoi solo guardare col binocolo. Se c’è qualcuno che sulla contestazione a oltranza ci tira su un piatto di minestra e ci ha creato una carriera che gli permette di portare a casa lo stipendio a fine mese, sei proprio tu. Insultare non serve nulla se prima non si legge quanto scritto. A nessuna persona sana di mente verrebbe oggi di investire sul Flaminio il doppio dei soldi che servirebbero per un impianto nuovo di zecca, davvero moderno e polifunzionale Parlare poi di soldi da gettare in pasto alla famiglia Nervi per “levarseli dalle palle” è quanto di più irrispettoso ci sia. Noi non vogliamo entrare in guerre di retrobottega con nomi falsi e pugnalate alle spalle: non ci interessa proprio e guai a chi denigrerà il nostro giornale celandosi dietro un vile anonimato. Da sportivi ci auguriamo un futuro più florido per la Lazio rispetto ai gravi errori di questa stagione, ma da giornalisti non possiamo che rilevare che se il quoziente intellettivo di chi si professa “antilotitiano” è questo, l’attuale proprietario della Lazio andrà avanti per minimo altri 152 anni.

Impianti e stolti/3 – Chi parla senza cognizione di causa è destinato alla Serie B

Per far capire meglio il concetto: l’utilizzo del Flaminio è legato ai Beni Culturali e al parere vincolante della Famiglia Nervi. Secondo il ragionamento di chi si diverte ad insultare, sarebbe come dire che investendo un milione di euro per la riqualificazione di Pompei, poi ci si possa costruire anche una villa dentro. Stessa cosa con le dovute proporzioni al Flaminio: non si può tirar su una speculazione privata in nome di una “tradizione” completamente inventata: il Flaminio è stato casa della Lazio quando lo era anche della Roma. Salvo qualche anno di Serie B, che evidentemente qualche stolto rimpiange, perché si sa, quando la barca è affondata, gli sciacalli fanno come gli pare e ci si avventano sopra.

Qui Ciociaria – A Frosinone grossi ritardi. I canarini, in caso di salvezza, rischiano di giocare a Pescara

Continuiamo a parlare di stadi e stavolta trasferiamoci a Frosinone: grossi ritardi per lo stadio Casaleno. L’impianto comunale che la società del presidente Maurizio Stirpe dovrà ristrutturare per quattro milioni di euro è in grande ritardo: sei i canarini dovessero riuscire a salvarsi, l’anno prossimo potrebbero essere costretti a iniziare il campionato a Pescara. Già è strana la situazione secondo cui il presidente di una società di calcio prende dei soldi dal Comune per ristrutturare l’impianto che gestirà e da cui trarrà profitto. Che la costruzione sia perfino in ritardo è davvero il colmo: ora bisogna capire se Stirpe trarrà più interesse dall’effettuare un altro torneo al “Matusa”, oppure completare l’impianto pur iniziando a circa 200 km di distanza. Sulla base di questa valutazione sono aperte le scommesse sulle chance di salvezza del Frosinone.

Calcio e brasserie/1 – Tavole calde e tavole rotonde: fuffa a vantaggio dei soliti noti

Ma non abbiamo certo finito qui: c’è chi ogni tanto piazza un insulto, così gratis, mettendo le mani avanti su iniziative improbabili che portano solo fuffa e niente più al nostro movimento calcistico. Noi potremmo anche sorvolare, ma come abbiamo spiegato per il Flaminio, a sentirci dire dopo 50 anni quello che dobbiamo dire o non dire, con condimento di insulti, ci siamo veramente rotti il cazzo. Qualche giorno fa è stata organizzata una tavola rotonda in una tavola calda vicina a un parco nella periferia di Roma: vi hanno partecipato sette/otto persone, i soliti presidenti della solita cricca di società che vorrebbero cambiare il calcio laziale ma che finiscono sempre per discutere di cazzate relative ai loro interessi di bottega. C’è chi subaffitta i campi e poi lamenta il fatto che la Federcalcio dovrebbe diminuire i costi e regalare defibrillatori a destra e a manca. C’è chi ospita nelle proprie scuole calcio bambini al prezzo di oltre mille euro l’anno e vuole farsi credere buon samaritano: tutto malcostume da noi denunciato con veri servizi giornalistici. E’ molto bello dire “ci sono tanti problemi”, “bisogna fare qualcosa”, “c’è da cambiare”. Ma poi cosa, COSA??? Poi è chiaro, con le elezioni del CR Lazio in arrivo, a noi qualche idea è venuta riguardo a cosa possa servire tutto questo. Sia chiaro, ognuno può tirare su il circo che vuole, spacciare redazioni per tavole calde o viceversa: ma i calcetti e gli insulti piazzati lì, giusto perché qualcuno se ne accorga e qualcuno no, sono roba da infami e non smetteremo MAI di difenderci.

Calcio e brasserie/2 – Non si risolve nulla chiamando in causa solo i potenti

Tornando al concetto delle società, bisogna mettersi in testa che il primo modo per risolvere i problemi è quello di ri‐ spettare tutti quanti le regole ed evitare di fare i furbi. Il nostro giornale, pur andando contro i propri interessi in alcune occasioni, ha sempre denunciato gli abusi perpetrati da alcuni club: motivo per i quali ci sono società che raggiungono vette importanti dal punto di vista economico e altre che, loro sì, restano da sole a scontrarsi con la burocrazia. Fare una tavola calda sui problemi di un settore invitando solo i soggetti più “potenti” è come parlare della crisi della società in Serie A e chiamare in causa solo Juventus, Milan e Inter. Quando anche i piccoli club, quelli che davvero fanno sport in maniera disinteressata e per il territorio e non sono solo considerati polli da spennare, potranno dire la loro, allora forse qualche qualche proposta davvero concreta potrà essere avanzata. Altrimenti diventa un parlarsi addosso.

Tornei – Il Massimina non parteciperà al Torneo di Grottaferrata

La scorsa settimana si sono riuniti quattro personaggi al ristorante “Giancarlo al Canneto” a Grottaferrata, dietro una bella carbonara. Le società parteciperanno ai tornei “Beppe Viola” e “Città di Grottaferrata”. Durante una lunga chiacchierata, tra contestazioni e botta e risposta, è stato deciso che la società Massimina non parteciperà al Torneo di Grottaferrata.

I ministeri del calcio – Il Ladispoli si interroghi sui suoi risultati

Crisi in casa Ladispoli: il presidente Paris dovrebbe immediatamente chiedere informazioni sui risultati calcistici della sua stessa società, chiedendo al DS Nista quali sono stati i risultati finora ottenuti. Va ricordato che questo signor Nista lavora al ministero dello Sviluppo Economico. Ancora più deludente il lavoro del DS del settore giovanile, Dolente, che deve pensare ai 2002 che stanno retrocedendo. Paolo Armeni invece è finito sotto le grinfie del presidente dell’Albalonga: addirittura è in prova per il settore giovanile. Che bella carriera!

Speciale impianti: rileggi gli articoli dell’approfondimento del Nuovo Corriere Laziale

Di seguito, tutti i link dello Speciale Impianti del Nuovo Corriere Laziale: il caso eclatante del Flaminio, in completo stato d’abbandono e le problematiche attorno allo Stadio della Roma.

LEGGI: Flaminio, prossimo al collasso (di Fabio BELLI)

LEGGI: Ecco perché il Flaminio non sarà lo stadio della Lazio (di Arianna MICHETTONI)

LEGGI:«Non snaturare il Flaminio e restituirlo ai cittadini romani» (di Ramona GIATTINO)

LEGGI: «C’è il rischio che il Flaminio cada a pezzi» (di Marco PICCINELLI)

LEGGI: «Se l’alternativa è far morire il Flaminio, lo diano alla Lazio!» (di Lorenzo PETRUCCI)

LEGGI:  L’infinito stadio della Roma. Che fine ha fatto il progetto definitivo? (di Camilla DONINELLI)

LEGGI: La peggior ferrovia d’Italia a servizio dello Stadio della Roma (di Giorgio MIGLIORE)

LEGGI: parla il giornalista del Tempo Fernando Magliaro. “La prima pietra nei primi mesi del 2018” (di Serena GRIMALDI)

 

Tor di Quinto di misura, torna in finale dopo quattro anni, battuto 1-0 il Pro calcio Tor Sapienza

© foto Gian Domenico Sale – www.photosportiva.it

 

di Lorenzo PETRUCCI

Bentornato Tor di Quinto. I rossoblù tornano, dopo quattro anni, in finale del campionato Juniores elite superando di misura per uno a zero in casa il Pro calcio Tor Sapienza e conquistando la tanto ambita finale.
E’ D’Andrea a regalare la vittoria alla sua squadra sbloccando il punteggio in apertura di secondo tempo con un destro che non lascia scampo a Lombardi e a regalare il passaggio del turno.
La sfida mette contro due squadre diverse ma con lo stesso obiettivo. Il Pro calcio Tor Sapienza per continuare a stupire dopo una stagione ricca di soddisfazioni e quasi inaspettata poco meno di un anno fa. Il Tor di Quinto per confermare quanto fatto di buono fino ad ora e riprendersi quello che è stato suo varie volte, un titolo Juniores.
Mister Vergari si affida alla formazione tipo, con capitan Penge a supporto dell’unica punta D’Andrea con ai lati Mattei e Nicolucci bravi nell’inserirsi.
Risponde Mister Masi con uno schieramento molto simile, affidandosi a bomber Lo Russo, capocannoniere stagionale dei due gironi nella regular season con ventidue marcature.
Le attese della vigilia vengono subito rispettate, la gara è fin dai primi istanti vivace, con i numerosi tifosi presenti all’evento che assistono a una sfida accesa.
Dopo una fase iniziale di studio, a prendere le redini del gioco è il Tor di Quinto che si affaccia in avanti al 10’ alla ricerca del vantaggio con un calcio di punizione dal limite di Nicolucci, ma la conclusione del numero sette termina leggermente alta sopra la traversa.
Poco dopo il quarto d’ora Mattei cerca e trova Nicolucci che calcia in porta ma vede il pallone terminare di poco fuori dallo specchio.
Pochi minuti più tardi è ancora la squadra di Mister Vergari a sfiorare il vantaggio con un pericoloso diagonale da fuori area di Meledandri che Lombardi attento controlla uscire fuori.
Il Pro calcio Tor Sapienza si vede solo nel finire di primo tempo con alcune azioni manovrate nelle quali prima Della Porta e poi Lo Russo mandano la palla in rete, ma in entrambe le situazioni il direttore di gara annulla la rete.
Nella seconda frazione l’impronta di gioco non cambia, col Tor di Quinto che prova a fare la partita e gli ospiti che si chiudono bene in attesa del momento giusto per attaccare.
Dopo tre minuti dalla ripresa bella triangolazione Mattei-Nicolucci, col numero sette rossoblù che conclude in porta ma spara di poco fuori.
Il gol per il Tor di Quinto è nell’aria e arriva al 7’st. Penge controlla al limite un interessante pallone e serve in profondità l’inserimento in area di rigore avversaria D’Andrea, con quest’ultimo che d’esterno destro insacca la palla alle spalle di Lombardi. Per il giovane attaccante rossoblù è la ventesima rete stagionale, un bottino sicuramente più che buono per uno degli attaccanti più interessanti della categoria.
Il proseguo di incontro non regala particolari emozioni, con i padroni di casa che controllano con maestria il vantaggio non permettendo ai gialloverdi di rendersi particolarmente pericolosi.
Alla mezz’ora vi è un sussulto, contropiede di D’Andrea che appoggia al centro per Penge, il capitano rossoblù calcia di prima intenzione in porta con Lombardi super che la tocca quanto basta sulla traversa.
Nel finire di gara, il Pro calcio Tor Sapienza prova il tutto per tutto, dentro Ugolini e Bortolini, con Mister Masi che imposta una formazione chiaramente offensiva.
Con gli ospiti in avanti che lasciano inevitabilmente spazi in difesa ad approfittarne sono gli esterni rossoblù, tra questi Nicolucci che allo scadere prova a mettere la parola fine alla partita, ma colpisce solo l’esterno della rete.
Dopo un abbondante recupero termina l’incontro. Onore al Pro calcio Tor Sapienza per il raggiungimento di una semifinale inaspettata quanto storica ad inizio stagione, ma in finale ci va il Tor di Quinto. Appuntamento a venerdì 22 aprile per la finale, Tor di Quinto-Vigor Perconti, le prime della classe contro ma una sola conquisterà il titolo di campione regionale Juniores elite.

IL TABELLINO

TOR DI QUINTO – PRO CALCIO TOR SAPIENZA 1 – 0

MARCATORI 7’st D’Andrea (TdQ)
TOR DI QUINTO Somma, Desideri, Costantini (37’st Scaglietta), Baldazzi, Verzari (40’st Roviti), Porfiri, Nicolucci, Meledandri (45’st Consalvi), D’Andrea, Penge (C) (43’st Visentin), Mattei (28’st Acanfora) PANCHINA Leacche, Craxi ALLENATORE Vergari
PRO CALCIO TOR SAPIENZA Lombardi, D’Errigo (11’st Massimi), Marchini, Margiso (15’st Bortoloni), Mele (30’st Cicchinelli), Garritano, De Dominicis (38’st Palombo), Della Porta (C), Lo Russo, Di Mambro (8’st Ugolini), Cannizzo PANCHINA Colantoni, Tranquilli ALLENATORE Masi
ARBITRO Celani di Viterbo
ASSISTENTI Tombolello di Formia e Starnini di Viterbo
NOTE Ammoniti Penge, Meledandri, Baldazzi (TdQ), Cannizzo, Massimi (PCT) Angoli 5 – 1 Rec. 0’pt – 4’st.

 

 

 

«Al Volga non si arriva», passa la Vigor Perconti: è finale!

di Marco PICCINELLI

Un tre a uno netto, quello della Vigor Perconti, che riesce ad imporsi su un Savio ben messo in campo e che ha spesso dato molto daffare ai locali. I blues, infatti, riescono a passare in vantaggio sui blaugrana con Falconieri a metà del primo tempo per poi essere raggiunti da Fratini e superati da Barbarisi e nuovamente da Fratini. La finale regionale, dunque, sarà Tor Di Quinto – Vigor Perconti.

Primo Tempo – La Vigor Perconti passa alla finale regionale di venerdì 22 a seguito della vittoria per tre reti a uno, tra le mura amiche del Vigor Sporting Center, sul Savio di Pucciarelli. La partita inizia subito frenetica e già al secondo e terzo minuto si registrano due tiri per parte, diretti ai rispettivi estremi difensori Pedulla e Scaramuzzino: al secondo minuto una punizione calciata dal capitano Igliozzi fa uscire il portiere del Savio coi pugni e Castellini, ricevuta palla dalla distanza, tenta la botta che termina sopra la traversa; allo stesso modo Manzelli, da 35 metri circa, prova a caricare la bordata che termina di poco a lato dalla porta difesa dal portiere blaugrana. Al sesto minuto Fratini si rimedia un fallo laterale, Mannarelli rimette in gioco facendo spiovere la palla in area e ancora Igliozzi cerca il tiro di potenza che, tuttavia, termina alto sopra la traversa. Entrambe le squadre sono votate all’attacco e il baricentro dell’una e dell’altra compagine è molto alto, così come è ben piazzato il centrocampo tanto della squadra di Pucciarelli quanto di quella di Persia.

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Il campo del Vigor Sporting Center in una foto di © Roberto Proietto | Nuovo Corriere Laziale FotoSport

La Vigor, al quarto d’ora, prova a tenere le redini del gioco e il Savio tenta di sfruttare gli errori difensivi della difesa blaugrana, come quello attorno al decimo minuto di Mannarelli il quale, sbagliando un passaggio, consegna la palla al centravanti avversario. Il centrocampo locale si dimostra superiore, via via che il tempo scorre sul cronometro, e Castellini – al ventesimo – prova a lanciare Fratini il quale tenta il passaggio in area per Onorati ma la retroguardia blues è attenta e un difensore ospite spazza via il pallone mandando in calcio d’angolo. Due minuti dopo arriva l’episodio che sblocca la partita, fra lo stupore generale dei presenti al Vigor sporting Center: Di Domenicantonio riesce a farsi strada e a tirare dalla distanzaimpegna notevolmente Pedulla che respinge in tuffo, tuttavia Panetta è lì a due passi e serve Falconieri che deve solo toccare leggermente il pallone per far gonfiare la rete. La Vigor continua a mantenere i ritmi alti e la difesa del Savio non concede neanche il minimo spazio ad Onorati e Fratini, soffocati da una marcatura irrespirabile.

Il pareggio arriva al trentottesimo della prima frazione di gioco: assist di Barbini all’interno dell’area a servireottimamente Fratini, il numero 7  riesce a divincolarsi da un difensore ospite e a battere Scaramuzzino. Poco prima del fischio dell’intervallo, Onorati tenta di raddoppiare il conto prendendo palla, lasciando sul posto una coppia di difensori e coordinandosi per il tiro, lasciando partire una cannonata in direzione dell’estremo difensore ospite, pur tuttavia il calcio del centravanti locale lambisce la traversa e il punteggio rimane inchiodato sul pareggio.

Secondo Tempo  Il ritmo con cui era iniziata la partita sembra calare vistosamente, lasciando il posto ad un gioco più lento ma non eccessivamente ‘ragionato’: nei primi quindici minuti della seconda frazione di gioco, infatti, non accade molto, eccezion fatta per un tiro dalla distanza di Igliozzi e il colpo di testa di Falconieri che impegna Pedulla. Entrambi i tentativi, del numero 10 locale e dell’8 ospite, terminano fra le braccia dei rispettivi portieri. L’equilibro della partita viene meno quando Barbarisi fa il suo ingresso nel rettangolo di gioco:  al ventiquattresimo il numero 16 sfrutta al meglio un’azione di Onorati che, tentando il tiro a tu per tu col portiere e dopo essere sfuggito dalla marcatura di due difensori, se lo vede respinto col corpo da Scaramuzzino, tuttavia Barbarisi recupera quel pallone con carattere e insacca nell’angoletto dove non sarebbe potuto arrivare nessuno.

Il Savio sembra accusare il raddoppio della Vigor Perconti e e la difesa ospite inizia a cedere sotto i colpi del mai domo Perozzi e del neo entrato Barbarisi. Nella seconda parte della ripresa, infatti, è la Vigor Perconti a fare la partita e, complice anche l’espulsione di Graziani al quarantunesimo, il Savio non sempre riuscire più ad incidere come nei primi quarantacinque minuti.

Al quarantaquattresimo, poi, la Vigor liquida la pratica-Savio con Fratini: il numero 7 recupera una palla persa a metà campo, percorre tutta la fascia e insacca il terzo e definitivo gol, siglando una personale doppietta. Il Vigor Sporting Center esplode e a nulla servono i cinque minuti di recupero concessi dal Direttore di Gara, il sig. Funari della sezione Roma1. Vigor Perconti batte Savio per tre a uno e approda alla finale contro il Tor di Quinto di Vergari.

IL TABELLINO

VIGOR PERCONTI – SAVIO  3-1

 

MARCATORI: 22′ pt Falconieri (S), 38′ pt Fratini (VP), 24’ st Barbarisi (VP), 44’ st Fratini (VP)

 

VIGOR PERCONTI: Pedulla, D’Amone, Mannarelli (15’ st Caccia), Pasqui, Indino, Barbini, Fratini, Castellini (14’ st Barbarisi), Onorati (45’ st Sciannandrone), Igliozzi (47’ st Morazio), Perozzi (41’ st Sconciaforni) PANCHINA: Caprarelli, Rocco  ALLENATORE: Persia

SAVIO: Scaramuzzino, Brachini, Marini (48’ st Gabriele), Picano, Manzelli (26’ st Graziani), Liviello, Angelillo (35’ st Nicastro), Falconieri, Severi (14’ st Filitti), Di Domenicantonio, Panetta (30’ st Lorenti) PANCHINA: Missori, Belfiori ALLENATORE: Pucciarelli

ARBITRO: Funari (Roma1)

ASSISTENTI: De Vellis e Giudice (Frosinone)

NOTE: Espulso 41′ st Graziani (S) Ammoniti: 12′ pt Panetta (S), 36′ pt Onorati (VP), 37′ pt Falconieri (S), 41′ pt Barbini (VP), 43′ pt Igliozzi (VP), 41′ pt Manzelli (S), 35’ st Pasqui (VP), 47’ st Lorenti (S)

Recupero 2′ pt – 5’ st Angoli 10-1

Lupa Roma, esonerato Cucciari. Squadra affidata al duo Di Michele-Quinzi

«La Lupa Roma FC comunica di aver affidato la guida tecnica della prima squadra al duo David Di Michele-Angelo Quinzi, che prendono il posto dell’esonerato Alessandro Cucciari», questo lo scarno comunicato stampa che la Lupa Roma FC ha diramato pochi minuti fa riguardo il futuro della conduzione tecnica della squadra. E dire che mancano tre giornate alla fine del campionato e un altro cambio in panchina potrebbe non sortire gli effetti sperati del Presidente Cerrai.

Lo stesso Presidente, infatti, nella giornata di ieri affidava le sue considerazioni ad una lunga nota: «Cucciari resterà sempre un amico perché il suo valore umano è fuori discussione. Ho preso questa decisione come conseguenza di una classifica che è diventata preoccupante. Non è una decisione contro Cucciari ma a favore della Lupa Roma nella speranza che in queste giornate ci sia un repentino cambiamento che ci permetta almeno di approdare ai play out. Se ci arriveremo, dovremo pensare di arrivarci senza improvvisazioni ma in continuità di lavoro e per questo il cambio in questo momento assume una rilevanza fondamentale: portare entusiasmo utile ad evitare la retrocessione e preparare l’auspicato play out». 

«Questa annata vada come vada sarà da dimenticare ma per questo ci sarà tempo – ha dichiarato Cerrai -. Adesso dobbiamo tutti insieme mettere energie fresche e tanta umiltà ed in questo senso il ruolo dei calciatori sarà fondamentale. Di Cucciari ricorderò sempre con profonda stima le sue alte qualità morali e con grande gioia i tanti successi ottenuti insieme. Speravo in un finale diverso e sono certo di non dovermi rimproverare nulla né come uomo né come Presidente. La realtà è sotto gli occhi di tutti. Ovviamente le colpe sono tutte le mie ma anche volendomi dimettere non trovo nessuno disposto a prendere il mio posto. Sarà più facile trovare tanti professori pronti a dire la loro ma questo è il mondo delle parole e dei parolai. Oggi noi abbiamo bisogno di fatti e i fatti passano anche attraverso decisioni tristi. Presto saprò il valore delle mie decisioni e se avrò sbagliato sarà giusto pagare con una retrocessione. Ma adesso ho ancora voglia di combattere anzi ho più voglia di prima».

La Lupa Roma occupa il penultimo posto nella classifica del girone B della Lega Pro con 24 punti, 5 vittorie, 26 centri realizzati e 53 subiti, peggio dell’ultima classificata Savona. La Lupa Roma, infine, è già al quarto cambio d’allenatore: Cucciari, che ha iniziato la stagione, è stato sostituito alla decima giornata da Agenore Maurizi, poi esonerato in favore dello stesso Cucciari ed ora nuovamente sollevato dall’incarico.

Vis Artena, mister Di Cori: «Una salvezza che vale tantissimo»

di Ufficio Stampa Vis Artena

E’ passata più di una settimana dalla conclusione del campionato Juniores d’Elite. La Vis Artena si sta godendo il riposo dopo aver chiuso la stagione regolare con la conquista di una salvezza diretta che a un certo punto dell’anno pareva davvero complicata. Con un lavoro certosino e di grande esperienza, mister Pino Di Cori ha portato la squadra rossoverde fuori dalle acque mosse della zona play out e nell’ultima giornata (vittoria per 2-1 sulla Fortitudo Roma) ha potuto festeggiare il raggiungimento dell’obiettivo. «Un traguardo molto importante per noi e per tutta la Vis Artena. Quando il presidente Matrigiani mi ha chiamato a condurre questa squadra, in pochi credevano che avremmo raggiunto la salvezza diretta e onestamente l’impresa era difficile. Ma devo dire che ho trovato sin da subito la collaborazione dei tecnici della prima squadra con cui ho avuto modo di lavorare, prima Fabrizio Liberti e poi Mirko Granieri. Ho dovuto farmi conoscere e apprezzare dai ragazzi anche se alcuni di loro si sono allenati costantemente con la prima squadra: alla fine ce l’abbiamo fatta, mantenere la categoria Elite era davvero l’unica cosa che contava». Di Cori individua il momento di svolta nel rush finale di stagione della squadra maggiore del settore giovanile della Vis Artena. «Indubbiamente la vittoria di Gaeta che ha compattato ancor di più il gruppo. Tra l’altro, grazie alla società, abbiamo organizzato quella trasferta in maniera da far sentire ancor più importanti questi ragazzi e da quel momento la nostra stagione è cambiata». Per Di Cori la Vis Artena ha un vero “tesoro giovane” fatto in casa. «Qui ci sono ragazzi molto validi dal punto di vista tecnico, ma anche da quello professionale e caratteriale. Nella nostra zona è stato sempre complicato andare a trovare “under” validi per la prima squadra e invece qui ce ne sono davvero tanti, alcuni dei quali tra l’altro hanno già dimostrato di essere pronti per fare il salto tra i grandi». Sul futuro di Di Cori, che tra l’altro ieri è andato in panchina contro l’Arce in Eccellenza per la squalifica di mister Granieri, è ancora presto per sbilanciarsi. «Abbiamo fatto qualche chiacchierata, ma ora tutto il club è concentrato sul rush finale della prima squadra. Ci sarà tempo per ragionare assieme alla società»

Albalonga, Corsetti: «Bel colpo a Rieti, ora ci divertiamo senza pressioni»

di Ufficio Stampa Albalonga

L’Albalonga ha riacceso la speranza. In tanti, ormai, davano la squadra di mister Cristiano Gagliarducci come prossima ad un finale di stagione senza grandi squilli, né ambizioni. Invece il club castellano sta terminando alla grande l’annata del ritorno in serie D e ora si è clamorosamente riavvicinata alle posizioni che valgono i play off. Grazie alla vittoria di Rieti (1-0 con gol di Corsetti), i ragazzi del presidente Camerini hanno appena due punti meno di Torres e Olbia che sono appaiate al quarto posto e inoltre hanno agganciato l’Arzachena al sesto. Il blitz dello “Scopigno” è stato firmato dall’esterno offensivo classe 1986 Claudio Corsetti secondo il quale «l’Albalonga ha fatto un ottimo primo tempo, dimostrando di essere decisamente più in palla dell’avversario e sciupando tante occasioni. Nella ripresa, poi, anche noi siamo calati e il Rieti, che comunque è la terza forza del girone, ha provato a crearci qualche grattacapo, ma nel finale lo abbiamo trafitto con un contropiede sugli sviluppi di un loro calcio d’angolo avviato da Errico, rifinito da Pintori e concretizzato dal sottoscritto». La posizione di classifica dell’Albalonga è tornata estremamente interessante. «Stiamo facendo un campionato sopra le attese di tutti – spiega Corsetti che a Rieti ha segnato il suo ottavo gol stagionale – Il nostro organico, forse, non vale una delle prime cinque posizioni, ma la squadra si sta esprimendo molto bene. In particolare, da quando abbiamo ottenuto i punti per la matematica salvezza siamo più liberi di testa e stiamo viaggiando su ottimi ritmi. Non abbiamo nessun assillo play off, né tantomeno li considereremmo un “fastidio”, ma anzi sarebbero un premio per la nostra annata. Però ora scendiamo in campo principalmente per divertirci e cercare di toglierci altre soddisfazioni nelle ultime tre partite». La prima delle quali arriverà domenica contro il Muravera, ospite al Pio XII. «Una squadra ostica che corre tanto e combatte, tra l’altro sono in piena lotta per salvarsi e dunque avranno alte motivazioni. Probabilmente noi abbiamo qualcosa in più a livello tecnico e su quello dovremo puntare – dice Corsetti – All’andata incrociammo i sardi forse nel peggior momento della nostra stagione e giocammo su un campo molto stretto che assieme al vento condizionò l’andamento del match. Domenica, comunque, puntiamo a fare un’altra bella gara cercando di conquistare altri tre punti».

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