Debora Novellino, una calciatrice-Miss dopo quarant’anni

«Tutto è iniziato all’età di quattro anni, da mio padre e da mio zio (Walter Novellino nda): ho giocato a calcio per undici anni con i ragazzi, poi calcio a 5 e ora di nuovo calcio a 11 con la Pink Bari». A parlare è Debora Novellino, affiancata dalla sorella (militare e calciatrice del Pordenone in Serie B Femminile) e da Patrizia Mirigliani, patron – in un certo qual modo – della conferenza stampa di presentazione della Prima Miss Italia dell’Anno. Miss Italia 365, questa la dicitura esatta che dà diritto alla terzina tarantina che veste della Pink Bari di accedere alle semifinali della kermesse che si terranno a Jesolo. Alla conferenza stampa di oggi, tenutasi presso gli uffici della LND di Piazzale Flaminio, erano presenti – oltre ai nomi sopracitati – il presidente Cosentino, l’allenatrice Cardone della Pink Bari, i Vice Presidenti Mambelli e Morgana, Rosella Sensi (delegata al Calcio femminile per la LND) e vari rappresentanti regionali della Lega Dilettanti.
La prima a prendere la parola e Patrizia Mirigliani: «Una miss-calciatrice non si vedeva da quarant’anni: la prima fu quello di Paola Bresciano», centravanti del Trapani e della Nazionale di calcio femminile che, a 16 anni nel 1976, fu eletta Miss Italia. Il tema, in ogni caso, è anche – e soprattutto – quello del Calcio Femminile e del suo ruolo all’interno del panorama sportivo italiano, a tal proposito Rosella Sensi ha avuto modo di dichiarare: «Non siamo ancora abituati a parlare di Calcio Femminile ma è un nostro compito: la disciplina femminile è interessante tanto quanto quella maschile». La LND, in ogni caso, «sta lavorando molto per far emergere la disciplina» delle donne calciatrici e «spero ha aggiunto la dirigente – si possa arrivare a parlare di Calcio Femminile con quell’interesse che ripaghi la tenacia e gli sforzi delle calciatrici».

Debora Novellino, terzina della Pink Bari, immortalata da Gian Domenico Sale durante la partita di sabato 9/1/16 in casa della Res Roma
Debora Novellino, terzina della Pink Bari, immortalata da Gian Domenico Sale durante la partita di sabato 9/1/16 in casa della Res Roma

«Attraverso l’opera di valorizzazione del Calcio Femminile che sta apportando Rosella Sensi – ha dichiarato, poi, il Presidente Antonio Cosentino – Debora Novellino può essere un impulso positivo per tutto il movimento: ti ringraziamo per quello che sei, per quello che fai e per ciò che farai in seguito».
«La questione – ha avuto modo di dire Cosentino nel suo intervento – è quella di agire sulle ragazze fin da piccole: il punto è anche culturale, giacché il calcio è legato ad una percezione comune mascolina» ma il Presidente della Lega Nazionale Dilettanti non può non mandare un appello all’Esecutivo: «il Governo ci deve aiutare ad ‘entrare’ nelle scuole: lì il calcio è ancora percepito come fortemente maschile, tanto nei plessi scolastici quanto nelle famiglie».

E’ fuor d’ogni dubbio, infatti, che una ragazza, spesso ancora adolescente, che si avvicini al gioco del calcio lo fa con la contrarietà della famiglia e con un ambiente ostile all’interno dell’ambito scolastico, in cui tale pratica è percepita solo come maschile: è chiaro, infatti, che una ragazza che inizi a giocare a calcio vinca uno stereotipo non indifferente.
«Il Calcio Femminile può rappresentare in maniera eccellente l’attività della LND – ha poi detto Cosentino – abbiamo fatto un gran lavoro anche per quanto riguarda la gratuità delle iscrizioni delle ragazze che vogliono avvicinarsi alle società sportive in questione»
Il caso-Locri, tuttavia, torna a riaffacciarsi, dato che solo tre giorni fa si è disputata la partita Locri-Lazio (Calcio a 5 Femminile): «La Lega – dichiara Cosentino – ha assunto fin dall’inizio posizioni chiare di condanna della violenza. Non vorrei toccare la questione perché mi ha amareggiato molto: siamo stati a Locri fino al 4 di gennaio e, certamente, posso dare una notizia ai presenti: domani si verificherà un cambio al vertice della Società di Calcio a 5 in questione e il Comune prenderà in gestione il tutto».
Debora Novellino, comunque, proseguirà gli studi in ragioneria e continuerà ad essere la terzina della Pink Bari. Milanista ma con mito interista: Zanetti: «Una persona umile».

 

(Foto di ©Gian Domenico Sale)

Olimpiadi roma 1960: il cammino della Nazionale di calcio

Articolo apparso sul Nuovo Corriere Laziale del 7 dicembre 2015

Nel 1960 Roma fu teatro delle XVII Olimpiadi dell’era moderna dal 25 agosto all’11 settembre.
La febbrile attesa culminò quando il Presidente della Repubblica Giovanni Gronchi proclamò l’apertura ufficiale dei giochi dinanzi a 70.000 spettatori entusiasti e gioiosi. La capitale, fulcro di uno stivale che in fondo non si era ripreso completamente dalla distruzione bellica, ospitò l’evento con un entusiasmo palpabile.
Il boom economico si apprestava a mutare abitudini e costumi di un paese in fermento.
Giulio Andreotti, all’epoca ministro del Tesoro, ricoprì la veste di Presidente del Comitato Organizzatore. Indimenticabili le imprese di Abede Bikila, Livio Berruti, Wilma Rudolph nell’atletica e Nino Benvenuti nella boxe. La Nazionale di calcio, radice di un movimento in piena crisi d’identità imbottito di oriundi reduci da irrimediabili fallimenti, accolse numerosi giovani in rampa di lancio.
La Federazione per la guida tecnica pensò ad una coppia inseparabile e vulcanica formata da Gipo Viani e da Nereo Rocco.

Il tandem, non potendo selezionare giocatori provenienti dai Mondiali in Svezia, vestì i panni di talent scout alla ricerca di diamanti grezzi da accudire con sagacia e pazienza. I vivai della Serie A e della cadetteria vennero presi d’assalto e molti ragazzi salirono sul treno più importante della loro carriera. Dal Milan giunsero i difensori Giovanni Trapattoni, Gilberto Noletti e Sandro Salvadore.
Negli ambienti rossoneri, intanto, girava con insistenza il nome di Gianni Rivera.
Il fantasista diciassettenne, cresciuto nell’Alessandria, entrò prepotentemente nell’orbita azzurra.
Il futuro ‘golden boy’, nonostante il fisico non certo prorompente, sopperiva mettendo sul piatto qualità tecniche superlative. Il contingente accolse anche Giacomo Bulgarelli e Paride Tumburus del Bologna, mentre dai friulani dell’Udinese venne scovato il terzino Tarcisio Burgnich. Il ritiro si svolse in quel di Grottaferrata. Il ‘Trap’, per un piacevolissimo scherzo del destino, nel cuore dei Castelli Romani trovò Paola che diventerà la donna della sua vita. Durante gli allenamenti Viani ed il ‘Paron’ Rocco pretesero il massimo impegno dagli allievi. Le potenze dell’est europeo, più esperte e funamboliche, partirono con i favori del pronostico. L’Italia venne inserita nel raggruppamento 2 al cospetto di Inghilterra, Brasile e della cenerentola predestinata Taiwan. La doppietta di Rivera e le firme di Tomeazzi e Fanello asfaltarono la squadra asiatica nel tranquillo e agevole match iniziale. La musica cambiò nella seconda partita contro l’arcigna Inghilterra. Al ‘Flaminio’ finì 2-2. Sboccò il centrocampista Giorgio Rossano. Pareggio britannico timbrato da Brown. Ancora Rossano per il sorpasso azzurro. Hasty siglò la rete della beffa. L’ultima sfida del girone, con i maghi del Brasile, risultò quindi decisiva per la qualificazione. Vicente Feola, trainer originario di Castellabate, traghettava la rappresentativa carioca in quel periodo.

Il Comunale di Firenze ospitò la difficile gara.
Partenza in netta salita dopo il gol verde-oro ad opera di Waldir al 4’pt. Rivera e Rossano rianimarono le speranze ribaltando il punteggio sul 3-1 conclusivo. La compagnia si trasferì poi in quel di Napoli per affrontare la temibile Jugoslavia in Semifinale. Nell’arco dei 120 minuti regolamentari l’equilibrio non si spezzò. All’acuto di Galìc rispose lo stopper felsineo Tumburus; tutto racchiuso nei tempi supplementari. La voce inconfondibile di Nando Martellini narrò quella epica battaglia sportiva sulle onde di Radio Rai. L’estrazione a sorte tramite il lancio della moneta condannò la truppa italiana alla finale per il terzo e quarto posto. L’Ungheria dimostrò maggiori motivazioni strappando la medaglia di bronzo a Bulgarelli e soci. Inutile il gol di Tomeazzi quasi allo scadere.

La Finalissima vide il trionfo della Jugoslavia sulla Danimarca dell’attaccante Harald Nielsen che quattro anni più tardi vincerà lo Scudetto tra le fila del Bologna guidato da Fulvio Bernardini. L’avventura della Nazionale Olimpica del 1960, nata e cresciuta all’ombra del Colosseo e del Pantheon, pose dunque le basi per la rinascita del calcio italiano.

di Alessandro Iacobelli

Giugni: «Le ragazze che giocano a calcio meritano rispetto»

Articolo apparso sul Nuovo Corriere Laziale del 9 novembre 2015

La Serie C di Calcio a 11 Femminile è iniziata da circa poche settimane e già, verrebbe da dire, è entrata nel vivo: il girone unico di quest’anno non vede compagini di rilievo come la Roma XIV o simili, tuttavia è foriera di esperimenti interessanti, come quelli delle squadre formatesi con delle calciatrici che si stanno avvicinando (o riavvicinando) al mondo del calcio.
Un’alfabetizzazione al calcio a 11 in sostanza, per cui la Serie C può essere un ottimo banco di prova per molte atlete, come ha affermato Francesco Giugni, allenatore della Guardia di Finanza Calcio, interpellato dal ‘Nuovo Corriere Laziale’.

La tua squadra ha iniziato il campionato col piede giusto, qual è il tuo giudizio riguardo il girone unico della Serie C di Calcio a 11 Femminile?
«La Serie C di quest’anno è un campionato in cui sono inserite molte squadre, come la Guardia di Finanza stessa l’anno scorso, che erano state create ex novo. Si sta cercando, in buona sostanza, di far ampliare e irrobustire quelle nuove realtà che si approcciano al calcio femminile. Sono presenti delle squadre, quindi, che – avendo poca esperienza – non si possono permettere un tipo di prestazione specifica tuttavia il campionato di serie C dà buone possibilità a tante ragazze, dal momento che si scontrano tra loro sia calciatrici esperte che giocano da tanti anni, sia calciatrici che si stanno approcciando adesso (o riavvicinando) al mondo del calcio. Per questo, giacché nello scorso anno mi sono trovato nella stessa situazione, apprezzo molto le atlete che si mettono in gioco nonostante le difficoltà di ‘neocalciatrici’».

Una ragazza che decide di giocare a calcio vince uno stereotipo non indifferente…
«Esatto! Le atlete che iniziano a giocare a calcio vengono percepite come ‘mascoline’ o che disputano uno sport per cui deve avere una certa dote fisica. Anche se, in ogni caso, questa è un’idea rimasta solamente ancorata all’Italia: il calcio femminile, in altri Paesi – ad esempio -, è posto sotto un’altra luce ed ha una diversa importanza e questo è, forse, anche determinato dal fatto che nel nostro Paese s’è sempre guardato al calcio come uno sport per uomini. Secondo me, ovviamente, non è così, anche se calcio femminile e calcio maschile non andrebbero neanche messi a paragone, nonostante si giochi allo stesso modo: non si può dire, in sostanza, che uno sia più legittimato dell’altro o che la donna che gioca al pallone sia ‘uomo’».

Da quest’anno la Guardia di Finanza ha introdotto una nuova squadra di calcio a 11 che disputa sempre la Serie C: il Circolo Guardia di Finanza. Prima si parlava di alfabetizzazione al calcio di alcune calciatrici, il percorso della seconda squadra va a porsi su questo solco?
«Sì, esatto. E’ da apprezzare, infatti, il fatto che queste ragazze scendano nel rettangolo di gioco che vadano incontro a facili scoramenti dovuti dal risultato finale di una partita quando si incontrano compagini più preparate della propria. Tuttavia, non sempre accade, dal momento che entra in ballo la determinazione e la passione delle ragazze stesse: non solo, quindi, è da tener presente l’avvicinamento delle ragazze che iniziano a giocare a calcio da zero (anche all’età di ventotto anni, ad esempio), ma anche calciatrici che hanno smesso e che ricominciano a giocare dopo tanto tempo. Col tuo lavoro hai fatto tornare loro la passione e la voglia. Anche la Serie C può dare qualcosa, in questo senso ‘vince’: avere squadre di neocalciatrici nel campionato che non hanno paura d’essere ‘schiacciate’ da una valanga di gol – per un fattore d’inesperienza, non d’altro – danno il loro contributo e partecipano avvicinandosi o ri-avviciandosi a questo sport».

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Francesco Giugni, allenatore della GDF Calcio Femminile (Serie C)

A proposito delle neocalciatrici che partono, sostanzialmente, da zero, come valuti l’inserimento delle squadre di giovanissime all’interno di alcuni gironi dei Giovanissimi Provinciali? E’ una metodologia d’inserimento sbagliata, oppure no?
«Sbagliata direi di no, può essere anche positiva, soprattutto per fare in modo che le ragazze possano avere l’opportunità di giocare. Certo, anche qui si ripete il concetto che esprimevo poco fa: devono essere ragazze forti in quanto, sicuramente, possono non ricevere subito i frutti del loro lavoro e vivere delle brutte sconfitte sul campo da squadre maschili che giocano da più tempo e a causa della prestanza fisica, che nel calcio conta tanto. Il pericolo, più che altro, è questo, non tanto il mettere a confronto le ragazze coi ragazzi o calciatrici più brave con calciatrici meno brave. L’importante è che queste ragazze riescano a resistere, affrontando un periodo difficile, per poi poter migliorare. Nel complesso, in ogni caso, le calciatrici sono determinate tanto quanto i ragazzi che giocano a pallone: posso assicurare, da allenatore, che non è affatto facile subire venti gol a partita, sia che essi siano stati inflitti da una squadra maschile o da una compagine femminile più preparata della tua. Bisogna capire, quindi, che si sta affrontando un percorso di crescita che porterà a dei risultati sia riscontrabili sul campo, sia di tipo tecnico, tuttavia il nodo è quello: la pazienza d’aspettare per poi avere dei risultati. Anche per questi motivi il Vice Presidente del GDF, il Maggiore Gianluca Berruti, ha voluto a tutti i costi che si formasse e iscrivesse la seconda squadra femminile».

C’è un dibattito che si protrae da un po’ di tempo riguardo il dilettantismo della Serie A di Calcio a 11 Femminile. Una Serie A professionistica potrebbe incentivare lo sviluppo del settore? Che idea ti sei fatto a riguardo?
«Io penso che sia un’ottima idea, quella del porre almeno la Serie A sul piano professionistico o semi-professionistico: potrebbe dare, infatti, un incentivo in più ed essere un segnale di crescita del settore. Sono valide, allo stesso modo, le proposte di obbligo di un vivaio delle società o – come avviene già in alcune società blasonate – di aprire anche una squadra femminile. Sono queste, secondo me, le cose che possono fare la differenza: l’idea di una massima serie professionistica o semi-professionistica può avvicinare molte ragazze e può essere di stimolo alle calciatrici che intendono riprendere a giocare. Molte, infatti, nonostante abbiano voglia di giocare al pallone, lasciano la propria passione, per un motivo o per un altro. E questa è la sconfitta più grande».

Alcune società di calcio maschile di Seconda e Terza Categoria (a Roma e nel Lazio) hanno intrapreso il percorso dell’azionariato popolare, replicando il fenomeno dell’FC United of Manchester in Inghilterra, penso all’Ardita, all’Atletico San Lorenzo o alla matricola Spartak Lidense. L’azionariato popolare potrebbe essere preso in considerazione anche dalle società di Serie C Femminile, per far sì che si crei un seguito attorno a quella data squadra e per fare in modo che si stimoli un dibattito attorno alle ragazze calciatrici?
«Penso che possa essere un incentivo. In ogni caso, ad oggi, è ben accetta qualsiasi tipo di iniziativa che possa dare un input positivo al mondo calcistico femminile: le ragazze si impegnano molto e se lo meritano, soprattutto per chi fa molti sacrifici da anni. Meritano riconoscenza e rispetto».

 

di Marco Piccinelli

Roma: Garcia esonerato, torna Spalletti

«Certi amori fanno giri immensi e poi ritornano». E quello tra Luciano Spalletti e la Roma non doveva essere finito. Il tecnico toscano a distanza di sei anni e mezzo e un’esperienza con lo Zenit San Pietroburgo, condita da due scudetti, una Coppa di Russia e una Supercoppa, si riprende la sua creatura.
Quella Roma che durante la sua guida si è dimostrata la più vincente degli ultimi campionati, conquistando, tra il 2005 e il 2009, due Coppa Italia e una Supercoppa Italiana, oltre a uno scudetto sfiorato contro l’Inter di quel Mancini che si troverà nuovamente a sfidare in un revival che assomiglia molto a un film.
Decisivo nella scelta del nuovo allenatore è stato il Presidente James Pallotta. I malumori con l’ormai ex Rudi Garcia erano visibili e lo scialbo pareggio per zero a zero di sabato scorso contro il Milan è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso.

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Spalletti torna alla guida dell’AS Roma

Dall’ultima partita contro i rossoneri fino all’ufficialità del nuovo allenatore si sono susseguite indiscrezioni che preannunciavano già da tempo che la decisione era stata presa.
Con l’ex Garcia il dado ormai era tratto e nelle ultime 48 ore la situazione si è evoluta in maniera decisiva, col tecnico francese che martedì era a dirigere a Trigoria l’ultimo allenamento e Spalletti in volo verso Miami per il colloquio decisivo con Pallotta, Baldissoni e Zanzi per ufficializzare nella mattinata di mercoledì la nuova guida tecnica.
Contratto di un anno e mezzo fino a giugno 2017 con la possibilità di prolungarlo per una ulteriore stagione e sicurezze sul mercato.
Resta comunque da ringraziare Garcia per alcuni picchi di gioco della sua ormai ex squadra che hanno fatto stropicciare gli occhi a molti ma condizionati anche da alcune prestazione non sufficienti che hanno portato al suo esonero.
Ora la palla passa a Spalletti, col tecnico di Certaldo che dovrà  riportare nuovamente gioco alla squadra, centrare un posto nella prossima Champions League e fatto sicuramente importante negli ultimi mesi quello di riavvicinare i tifosi. Se tutto ciò sarà possibile Mister Spalletti dimostrerà che a volte i ritorni posso anche essere vincenti.

 

di Lorenzo Petrucci (foto di © Gian Domenico Sale)

Frascati Scherma, le sciabolatrici Crovari e Lucarini sul podio in Coppa del Mondo Under 20

Sul podio. E’ una delle ultime arrivate in casa Frascati Scherma, Chiara Crovari, a regalare al team tuscolano uno splendido podio nella prova di Coppa del Mondo Under 20 di sciabola femminile tenutasi nello scorso week-end a Segovia, in Spagna. Sul podio, tra l’altro, si è piazzata anche Lucia Lucarini, altra atleta umbra dell’Accademia di Terni che ha stretto una forte partnership proprio col club del presidente Paolo Molinari. Le due azzurre hanno sfoderato un’ottima prestazione ma in semifinale hanno incontrato due avversarie in grande forma: la Crovari (nella foto di Augusto Bizzi) ha battagliato un po’ di più, ma alla fine ha dovuto cedere per 15-7 al cospetto della connazionale Battiston (poi piazzatasi al secondo posto), mentre la Lucarini non ha potuto nulla contro la messicana Arrayales che si è aggiudicata la prova.
Positive prove in Coppa del Mondo Under 20 anche per i fiorettisti: a Moedling, in Austria, da segnalare l’ottimo sesto posto di Arianna Pappone fermata all’ingresso delle semifinali dalla connazionale Cipressa col punteggio di 12-15. A Londra, stesso piazzamento per Guillaume Bianchi che ha avuto la sfortuna di incrociare nei quarti di finale lo scatenato Ingargiola (poi vincitore della tappa) che lo ha sconfitto per 15-9. Buon settimo posto anche per Alessandro Gridelli che colleziona un altro risultato di rilievo fermato anche lui ai quarti dall’olandese Giacon col punteggio di 15-12.
Sempre a Londra si è tenuta una gara satellite per la categoria Assoluti in cui era presente Francesco Trani, autore di una prestazione di tutto rispetto in una competizione di alto livello: il quinto posto finale testimonia che il fiorettista tuscolano c’è, eccome.
Tornando in Italia, si è mosso “l’esercito” dei piccoli tesserati del Frascati Scherma: a Roma si è tenuta la seconda prova interregionale Gpg (Under 14) di sciabola e fioretto. Nella prima arma straordinari risultati con due primi posti (Furfaro nelle Bambine e Ottaviani negli Allievi), tre secondi posti (Nobiloni tra le Giovanissime, Lucarini tra gli Allievi e Simeone tra i Maschietti) e tre terzi posti (Mastrosanti tra le Allieve, Giammarioli tra le Bambine e Pucci tra gli Allievi), ma anche diversi buoni piazzamenti (Oggiano e Chignoli quinta e settima tra le Bambine, Giovannelli ottava tra le Giovanissime e Vinci ottavo tra i Giovanissimi). Meno piazzati, ma notizie comunque positive dal fioretto dove la Conti ha fatto terza tra le Giovanissime e poi sono arrivati i buoni risultati di De Belardini e Gridelli (sesti rispettivamente tra le Bambine e i Giovanissimi) e di Cappiello e Donato (ottave rispettivamente nelle Giovanissime e nelle Allieve).
Tutto questo nella settimana in cui un lutto ha colpito la società: nei giorni scorsi, infatti, si è spenta in modo decisamente prematuro l’ex fiorettista tuscolana Francesca Rocchetti alla cui famiglia il Frascati Scherma si è idealmente stretto nel momento di grande sconforto.

Ufficio Stampa

Nuova Virtus, Fortini: «Siamo arrabbiati, ad Ardea per il riscatto»

Il pazzesco successo (per 3-2) di Pomezia e poi l’incredibile sconfitta casalinga di domenica scorsa per 2-1 contro la Nuova Castelli Romani. E’ un inizio dell’anno controverso quello della Nuova Virtus che avrebbe potuto spiccare il volo con il successo nel match di domenica scorsa e che invece è rimasta ancorata a 17 punti, una quota che al momento vale il nono posto nel girone F di Prima categoria. «Quella con la Nuova Castelli Romani è stata una gara stradominata – dice il difensore esterno destro Matteo Fortini -, ma abbiamo commesso tanti errori sotto porta e gli avversari con un solo tiro hanno segnato due volte. Nel primo tempo siamo andati pure in vantaggio con la rete di Squillace, ma poco prima dell’intervallo a pareggiare i conti è stato il nostro ex compagno di squadra Colli. Nella ripresa abbiamo commesso un altro errore per il gol del 2-1 della Nuova Castelli Romani e altri ne abbiamo collezionati in fase offensiva. Risulta difficile parlare di una sconfitta al termine di una partita così, ma anche questo è il calcio e dobbiamo prendercela soprattutto con noi stessi anche perché la differenza tra le due squadre era abbastanza evidente». Nel prossimo turno la Nuova Virtus farà visita all’Airone Ardea che in questo momento occupa il penultimo posto con 11 punti, gli stessi della Nuova Castelli Romani prima del match di domenica a Santa Maria delle Mole… «Inutile stare a guardare la classifica degli avversari e fare considerazioni su quello, veniamo da una sconfitta cocente e non possiamo permetterci altri passi falsi. La squadra è arrabbiata per il k.o. di domenica scorsa e ha tanta voglia di riscattarsi. Attraverso la finestra di mercato di dicembre – spiega il classe 1993 Fortini – la società ha portato in questo gruppo dei buoni elementi che hanno contribuito ad alzare la qualità media dell’organico. Ma dobbiamo essere più concreti e determinati se non vogliamo perdere per strada altri punti».

Ufficio Stampa

Lido di Ostia Futsal, Corsetti: «Campionato e Coppa, che inizio di 2016!»

Non che il 2015 sia andato male (storica promozione in B e poi ottima prima parte di stagione con qualificazione alla Coppa Italia). Ma il 2016 del Lido di Ostia è iniziato davvero col botto: sabato scorso il netto 4-0 sull’Alma Salerno che ha riportato la squadra dei presidenti Gastaldi e Mastrorosato al terzo posto in classifica (a pari merito con l’Eboli), ieri la qualificazione agli ottavi di finali di Coppa Italia grazie al 4-3 nella gara unica sul campo del Grosseto e dunque la Final Eight davvero a un passo. «Contro i campani – spiega il portiere classe 1991 Alessandro Corsetti – abbiamo fatto una buona gara, ruotando tutto l’organico a disposizione e mettendo in mostra ancora una volta i nostri giovani, che stanno veramente “dando il fritto” durante questa stagione. In questo modo abbiamo potuto dosare anche le energie in vista della gara di Coppa». E i “calcoli” di mister Matranga e del suo staff sono stati premiati dal campo: nella gara col Grosseto le reti di De Santis, Bonanno, Alvarito e Fred hanno consentito alla squadra lidense di togliersi l’ennesima soddisfazione. «Nonostante abbiamo avuto un po’ di sfortuna in occasione delle reti subite – spiega Corsetti -, la squadra è stata sempre reattiva e propositiva. Dopo essere andati sotto inizialmente, siamo andati in vantaggio prima per 2-1, poi per 3-2 e dopo il pareggio toscano siamo riusciti a siglare la stoccata decisiva nella parte finale». Campionato e Coppa: il Lido di Ostia non smette di sorprendere. «In serie B eravamo partiti per una tranquilla salvezza, ma ora siamo terzi e sicuramente ci proveremo fino all’ultimo. Per quanto riguarda la Coppa, è una competizione affascinante a cui teniamo, abbiamo dimostrato di poter fare bene». L’estremo difensore, al primo anno di Lido, si proietta al prossimo impegno. «Giocheremo a Campobasso contro una squadra che già all’andata fece una buona impressione. Sono un gruppo giovane, ma competitivo: se il Lido di Ostia gioca al massimo, però, non deve avere paura di nessuno». Un’altra trasferta che potrebbe riproporre una tradizione nata in questa stagione. «L’idea è di Fred – sorride Corsetti – Ha chiesto alla società di pagarci le birre al rientro di ogni trasferta vinta. Finora è andata abbastanza bene…».

Ufficio Stampa

Il Colle di Fuori vince ancora, Di Martino: «Avanti così, possiamo arrivare in alto»

Il Colle di Fuori torna ad alzare la testa. Sono bastate due vittorie consecutive, tra l’altro in match molto difficili come quello contro la capolista Atletico Morena e quello di domenica sul campo del Giardinetti quarto della classe (assieme al Praeneste), per riportare la squadra del presidente Antonio Di Martino in una interessante zona di classifica. E proprio l’entusiasmo del massimo dirigente, che comunque non è mai mancato al club, è arrivato alle stelle dopo il successo di domenica a Roma. «Sono molto contento della prestazione della squadra: siamo andati in vantaggio subito con un gol di Halauca e poi la squadra ha gestito con ordine e personalità il tentativo di rimonta del Giardinetti. Alla fine sono arrivati tre punti importanti contro un avversario di spessore». Un doppio successo che amplia le prospettive di classifica del Colle di Fuori. «Possiamo ancora arrivare nelle zone di vertice di questo campionato anche perché manca un girone di ritorno intero alla fine del campionato. Gli innesti fatti durante la finestra di mercato si sono integrati benissimo e si vede chiaramente che la qualità della squadra è cresciuta sensibilmente» dice convinto Di Martino che poi promette: «La società continua a guardarsi intorno e non si tirerà indietro nel caso in cui capitasse l’opportunità di rinforzare ancora l’organico». Gli sforzi del presidente sono stati notevoli: nelle ultime settimane sono arrivati il portiere Gennaro D’Angelo, i difensori Simone Ticconi, Nathan Bartomei (97), Luca Piccioni (95) e Simone Meuti (94), i centrocampisti Maurizio Consorti e Paolo Pitocchi oltre all’esterno offensivo Stefano Provaroni. Il cambio di passo è stato evidente, ma il gruppo di mister Mimmo Tripodi ha assoluto bisogno di una bella striscia positiva per rientrare nel giro “che conta” e il calendario sembra proporre l’occasione giusta. «Ora avremo due partite in casa – rimarca Di Martino -, la prima contro l’Atletico Zagarolo e la seconda contro l’Atletico Monteporzio, due squadre che sono in lotta per non retrocedere. Non sarà semplice, ma se riusciamo a sfruttare il fattore campo sono convinto che la classifica si potrebbe fare molto interessante».

Ufficio Stampa

Atletico Monteporzio, Conte: «Con impegno e abnegazione ci salveremo»

E’ rientrato in pista e ha dimostrato di essere agguerrito come sempre. Alfredo Conte da quattro partite è sulla panchina dell’Atletico Monteporzio con l’obiettivo di centrare la salvezza nel campionato di Prima categoria. Domenica scorsa, col Certosa in casa, ha ottenuto la seconda vittoria della sua gestione dopo il “pazzo” 5-4 di Segni. «Una buona prestazione da parte dei ragazzi e alla fine un successo meritato» dice l’allenatore. I gol monteporziani hanno portato la firma di Angelucci nel primo tempo e di Troisi nella ripresa. «Speriamo di proseguire su questa strada, finora il rendimento è da salvezza – spiega Conte – Il gruppo ha delle buone qualità, manca solo un po’ di continuità nella presenza infrasettimanale: cercheremo di coinvolgere ancor di più i ragazzi e magari di portare anche qualche piccolo rinforzo per l’organico». Conte si è rimesso la tuta dopo l’amara esperienza con il Cecchina Casilina dell’allora presidente Organtini. «Una parentesi che mi ha fatto perdere parecchio entusiasmo e che voglio mettere alle spalle. In 33 anni di carriera da allenatore non ho mai voluto allenare a Monte Porzio dove mi conoscono tutti perché sono spessissimo da queste parti, ma stavolta non potevo dire di no. L’affetto che mi lega ad alcune persone che sono qui mi ha convinto: ad esempio, ho voluto fortemente che Carlo Verdone (il segretario del club, ndr) mi affiancasse in panchina. Lui è stato mio allenatore quando giocavo e siamo sempre rimasti in splendidi rapporti». Per l’Atletico Monteporzio, attualmente fuori dalla “zona rossa”, sono in arrivo due gare esterne. «Giocheremo prima con la Fortitudo Roma e poi a Colle di Fuori, su due campi in terra battuta. Sappiamo che ci aspettano sfide complicate, ma la squadra può fare bene se si esprime come sa».
Per quanto riguarda le giovanili, la Juniores di mister Luciani dopo due battute di arresto ha ripreso il cammino, sempre distante quattro punti dalla vetta. Gli Allievi di mister Speziale difendono il terzo posto in un girone dove le battistrada Anagni e Ferentino sembrano fare la differenza e infine i Giovanissimi di mister Smacchia, dopo un avvio difficile, stanno migliorando di partita in partita. Per ciò che concerne la Scuola calcio, sta per chiudersi la fase autunnale: soddisfatto il responsabile Stefano Speziale. «Si vedono miglioramenti da parte di tutti i gruppi, iscriveremo una squadra in più (gruppo 2007, ndr) per la fase primaverile e stiamo già lavorando in prospettiva per la prossima stagione».

Ufficio Stampa

Pallamano, Gaeta Sporting Club tra passato e futuro

Un anno è appena terminato, un altro appena iniziato. E se il 2015 ha portato con sé moltissime emozioni e soddisfazioni, una su tutte la vittoria del titolo italiano Under 20, il Gaeta Sporting Club spera, in questo 2016, di poterne vivere ancora, magari di più belle.
Le buone notizie, e il buongiorno si vede dal mattino, sono iniziate ad arrivare nei primi giorni di gennaio, quando il biancorosso Milos Filic, attuale capocannoniere del campionato con 112 reti all’attivo, è salito sul terzo gradino del podio nella categoria “Miglior giocatore straniero del 2015” nella 3° edizione dei FIGH Awards, iniziativa alla quale hanno preso parte i tecnici delle massime categorie nazionali, 20 nel maschile e 8 nel femminile, che hanno espresso le proprie preferenze nelle categorie “Miglior giocatore italiano”, “Miglior portiere”, “Miglior giocatore straniero” e “Miglior giovane”. Le ottime qualità del terzino serbo al primo anno in Italia, immediatamente riconosciute dall’occhio clinico del ds Pierpaolo Matarazzo, sono state dunque notate anche dagli allenatori di tutta Italia, motivo in più per festeggiare il rinnovo del contratto tra Filic e la società gaetana.
Un’altra simpatica iniziativa, nata nel 2015 ma concretizzatasi in questi primi giorni del 2016, è stata la partecipazione all’ Album delle figurine delle società sportive di Gaeta, che sta riscuotendo un grande successo tra piccoli e meno piccoli.       Incoraggianti segnali provengono anche dal punto di vista della comunicazione, attraverso l’analisi dei dati nel periodo compreso tra settembre e dicembre 2015 del sito www.sportingclubgaeta.net, della pagina Facebook “Sporting Club Gaeta 1970”, dei profili Twitter “@SCGaeta” e Instagram “scgaeta” e del neonato canale YouTube “SC Gaeta 1970”. Oltre al numero di sessioni, utenti e visualizzazioni di pagina, cresciuto in maniera esponenziale, il sito web detiene una percentuale di nuovi visitatori pari al 63,15%, con almeno 10 paesi raggiunti in tutto il mondo. Seguitissima è la pagina Facebook, con ben 244 likes in più rispetto al mese di agosto, una copertura di post pari a 66.047, circa 30 paesi raggiunti in tutto il mondo, un lunghissimo elenco di città italiane e 17 diverse lingue parlate dai visitatori. In netta crescita sono anche i profili Twitter e Instagram, così come il canale YouTube, online dal 14 ottobre 2015 e già visitato da utenti di ben 44 diversi paesi, soprattutto grazie ad una delle più importanti novità di questa stagione: la seguitissima diretta streaming delle gare interne disputate dalla Lupo Rocco S.p.A. Gaeta. In occasione del derby tra la compagine del Golfo e Hc Fondi, ripreso dalle telecamere di Pallamano.tv, la webTV della FederPallamano, gli accessi alla diretta streaming sono stati ben 4.800.
Numeri che consentono al Gaeta Sporting Club di guardare al futuro con il sorriso, e che stimolano l’intero sodalizio guidato da patron Francesco Antetomaso a fare sempre di più e sempre meglio.

 

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