Prima vittoria in campionato per i bianconeri

Arriva la prima vittoria in campionato per la Juventus. Il successo in Champions di martedì ha cambiato il volto della squadra di Allegri che riprende a fare quello che le riesce meglio: vincere. Nella prima mezz’ora di gioco al Ferraris, il Genoa parte in quarta e si dimostra superiore ma la Juve sa soffrire e in pratica non concede nulla. Pogba e Cuadrado sono i migliori tra le fila bianconere, e Pereyra cambia il volto alla gara dei suoi quando al 20′ subentra all’infortunato Morata. La gara si sblocca al 37′ con l’autorete dell’incolpevole Lamanna. Pereyra entra indisturbato in area, la butta in mezzo e Pogba ci mette il piede. La palla si scaglia contro la traversa, poi finisce contro le gambe del portiere genoano che la butta dentro. Izzo lascia il Genoa in dieci alla fine del primo tempo. I liguri inevitabilmente soffrono, la Juve raddoppia grazie al rigore trasformato da Pogba al 60′ poi gestisce bene i pochi e deboli guizzi degli avversari ma non si rende mai veramente pericolosa.

MARCATORI: aut. Lamanna (G) al 37′ p.t.; Pogba (J) su rig. al 15′ s.t.
GENOA (3-4-1-2): Lamanna; De Maio, Burdisso, Izzo; Cissokho, Rincon, Dzemaili (dal 12′ s.t. Pandev), Laxalt; Ntcham; Capel (dal 20′ s.t. Tachtsidis), Perotti (dal 1′ s.t. Figueiras). (Ujkani, Marchese, Sommariva, Lazovic). All. Gasperini.
JUVENTUS (4-3-3): Buffon; Lichtsteiner, Barzagli, Chiellini, Evra; Sturaro, Lemina (dal 31′ s.t. Hernanes), Pogba; Cuadrado, Mandzukic (dal 38′ s.t. Zaza), Morata (dal 21′ p.t. Pereyra). (Neto, Rugani, Bonucci, Alex Sandro, Padoin, Audero, Dybala). All. Allegri.
ARBITRO: Valeri di Roma.
NOTE: Espulso Izzo per somma di ammonizioni; ammoniti Evra, Dzemaili, Pogba, Lemina, Zaza.

Acquaniene sport club: via all’inaugurazione

Atmosfera effervescente e dinamica all’Acquaniene sport club e tanto entusiasmo per la nuova palestra attrezzata con la rivoluzionaria linea ARTIS di Technogym, inaugurata martedì 9 settembre alla presenza del Presidente dell’Aniene e CONI Giovanni Malagò e del Presidente e Fondatore di Technogym Nerio Alessandri.
Il già rinomato e gigantesco centro sportivo vanta di tre piscine e di una palestra fornitissima che null’altro potrebbe chiedere se non un’innovazione sul versante tecnologico.
Ed è proprio questa la nuova carta su cui ha deciso di puntare Giovanni Malagò. Il suo ingresso in palestra è trionfante e coperto di flash, quando prende il microfono è per chiamare a rapporto Nerio Alessandri e presentare insieme, brevemente, i nuovi supersonici macchinari. “L’Acquaniene è un’eccellenza italiana” afferma il Presidente del CONI, ma sta attento a condividere l’orgoglio con Alessandri e a sottolinearne l’intesa professionale. L’idea di Alessandri è sempre stata quella di far nascere negli italiani una diretta e indissolubile associazione tra attività fisica, dieta equilibrata e atteggiamento mentale positivo, uno stile di vita a sei dimensioni: intellettuale, spirituale, fisico, professionale, sociale, emozionale. Tutto questo prende il nome di wellness, ovvero la chiave per vivere meglio.
Sulla base di questa idea, sempre più concreta col passare degli anni, Technogym ha creato i macchinari ARTIS che godono della piattaforma android mywellnesscloud grazie a cui gli atleti possono accedere ai propri programmi di allenamento, dati e contenuti da tutti gli attrezzi Technogym, utilizzando smartphone, tablet, pc, smart TV etc. “In questo modo”, mi spiega un istruttore, “posso seguire sempre i tuoi allenamenti e le tue prestazioni, sei sotto controllo!”.
Alessandri ci tiene a specificare che “mentre fai ginnastica l’energia va in rete!” Infatti, grazie alla piattaforma mywellnesscloud, le persone possono allenarsi in palestra e collezionare “moves”, l’unità di misura del movimento Technogym, e condividere il proprio allenamento con la comunità online. In un’epoca dove ormai si condivide davvero tutto e non sempre piacevoli stati, l’obiettivo è quello di costruire una società più sostenibile, basata sul benessere psicofisico e l’educazione della generazione futura. E qual è il miglior modo per farlo?
“Facilità d’uso dei macchinari e divertimento” afferma entusiasta Alessandri.
“Il tutto all’insegna del made in Italy” aggiunge Malagò, in una dimensione in cui credere e investire nella competitività italiana sportiva è ancora possibile. La vera notizia però è che Technogym è diventata fornitore ufficiale esclusivo alle Olimpiadi di RIO 2016, riconosciuta a livello internazionale come l’impresa con il più alto standard tecnologico e innovativo nella preparazione e nel benessere degli atleti.
Non resta che tagliare il nastro allora, tutte le mani sulle forbici, comprese quelle dei campioni Massimiliano Rosolino e Alessia Filippi, e l’inaugurazione è completa, i macchinari sono a disposizione per chiunque li voglia provare e con l’ausilio di una decina di trainer.
Termina la serata un Ferrari dal gusto deciso, italianissimo e frizzante quanto questa bella pagina di successo nazionale sportivo.

Serena Grimaldi

Calcioscommesse, deferiti Pulvirenti, Cosentino, Di Luzio, Arbotti. Catania, responsabilità diretta e oggettiva

di Gianmarco CHILELLI

Il Procuratore Federale, esaminati gli atti di indagine posti in essere dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Catania ed espletata l’attività istruttoria in sede disciplinare, ha deferito al Tribunale Federale Nazionale, Sezione Disciplinare: Antonio Pulvirenti, all’epoca dei fatti Presidente della società Calcio Catania S.p.A.; Pablo Gustavo Cosentino, all’epoca dei fatti Amministratore Delegato della società Calcio Catania S.p.A.; Piero Di Luzio, in quanto titolare di un contratto con la soc. Genoa Cricket Football Club con riferimento alla quale all’epoca dei fatti ha percepito il relativo compenso, pur essendo stato esonerato dal prestare attività in favore della medesima società; Fernando Antonio Arbotti, Agente di Calciatori fino al 31.3.2015 e successivamente soggetto che svolge attività rilevante nell’ordinamento federale in conseguenza dei mandati ricevuti; la società CALCIO CATANIA S.P.A. per responsabilità diretta e responasibilità oggettiva.

E’ ufficiale: il Terracina ripartirà dalla Promozione nella stagione 2015/16

di Marco PICCINELLI

Il Terracina riparte dalla Promozione: la retrocessione matematica in Eccellenza era arrivata già nell’inverno, nonostante il girone G della Serie D fosse ancora nel vivo e in pieno svolgimento.
In aprile, infatti, anche il sito del Terracina calcio, pubblicava un post decisamente eloquente dal titolo “Sua ECCELLENZA ci aspetta”: «Ormai le speranze sembrano essere finite, il sogno si è infranto, dopo mille speranze appese ad un esile filo, i tifosi devono rassegnarsi all’ idea della retrocessione. La nostra piazza meriterebbe ben più che la D, ma la mala organizzazione a livelli dirigenziali e amministrativi, ha portato ad una caduta libera verso il basso, sino alla quasi certa, ormai, retrocessione in eccellenza».
Post che veniva reso pubblico in concomitanza della spettacolare manifestazione dei tifosi, i quali volevano ribadire ad ogni costo, l’attaccamento alla propria squadra: la dimostrazione dei sostenitori al tempio di Giove Anxur era finita anche sul portale online del quotidiano ‘La Repubblica’ «Uniti come ieri. Al cospetto degli dei consegnamo i nostri cuori».
La società, in ogni caso, riparte dalla Promozione e può contare su un cospicuo numero di giovani che si sono fatti valere nei campionati in cui erano inseriti.
E’ da notare, inoltre, come si muoverà il Supporter Trust ‘Mia Terracina’: l’acquisizione da parte della squadra dell’associazione dei tifosi potrebbe essere una mossa vincente, visti gli esempi di Quartograd (Campania), Centro Storico Lebowski (Toscana) che hanno sfiorato la Promozione perdendo la finale dei Play-off.

Sanità, Zingaretti, 34 nuove assunzioni nelle ASL di Roma e Viterbo

La Regione autorizza le Asl di Roma e quella di Viterbo ad assumere a tempo indeterminato 34 unità di personale tra medici e infermieri. Con queste nuove deroghe, che si aggiungono a quelle concesse nei mesi scorsi, sale a 178 il numero di nuove assunzioni nel servizio sanitario regionale nei primi 7 mesi del 2015, contro le 92 dell’intero 2014.

“Un esempio di come la sanità del Lazio sia definitivamente entrata in una nuova fase. Si tratta di assunzioni fondamentali per poter garantire la piena funzionalità delle strutture sanitarie e al tempo stesso diamo stabilità lavorativa a tanti giovani medici che per troppi anni hanno  vissuto nella precarietà e nell’incertezza per il proprio futuro e per le loro famiglie.” ha dichiarato il Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti.

Le Azienda autorizzate sono la Roma B (Pertini ad area est di Roma) la Roma C (Eur) , Roma D (Ostia), Roma E (Aurelia) e il Policlinico Umberto I, oltre a quella della Tuscia. Nel dettaglio la Asl Roma B è autorizzata ad assumere complessivamente sette dipendenti: cinque  medici e cioè un psichiatra, un medico dell’emergenza nelle discipline di rianimazione e anestesia, un dirigente della medicina generale, un neonatologo e un oncologo e ostetrica e un tecnico della prevenzione sui luoghi di lavoro.

Uguale numero complessivo di assunzioni è previsto per la Roma C in questo caso però 5 sono gli infermieri e due i medici uno di anestesia e rianimazione e un neurologo. Le assunzioni nella Roma D sono complessivamente cinque:  un chiriurgo di accettazione e urgenza, un ostetrica e 3 infermieri.

Nella Roma E invece le assunzioni sono 10, sette medici e  tre infermieri: i medici in particolare sono un oculista, un medico di radioterapia, due  di medicina e chirurgia per l’emergenza, nefrologo, un medico ortopedico e uno di medicina trasfusionale. Il Policlinico Umberto I invece potrà assumere un dirigente per la farmacia, e due medici per potenziare l’emergenza urgenza. Sempre due sono i medici dell’emergenza che invece potrà procedere a contrattualizzare a tempo indeterminato la Asl di Viterbo.

Lupa Castelli Romani, al via la nuova stagione tra i professionisti

di Roberto PROIETTO

«Con grande orgoglio mi trovo qui oggi nelle vesti di presidente onorario di questa società, che negli ultimi due anni ha scritto delle pagine di storia del calcio italiano, nonostante sia un club molto giovane», ha affermato il Presidento onorario della Lupa Castelli Romani Marco Amelia nel giorno della conferenza stampa di presentazione degli amarantocelesti in vista dell’imminente stagione di Lega Pro. Il Presidente onorario ha, poi, continuato: «Per noi questa piazza è molto importante, prova ne sia che abbiamo dato un’immagine diversa alla nostra società presentando un nuovo logo che rappresenta il nostro senso di gratitudine e riconoscenza alla città di Rieti che ci ha accolto benissimo. Il nostro obiettivo è poter offrire uno spettacolo piacevole a chi sceglierà di seguirci. Sarà per noi motivo di grande orgoglio poter coinvolgere positivamente la città e creare entusiasmo intorno al nostro progetto». Di certo la Lupa viene da una stagione importante in cui ha vinto un campionato con ampio margine sulle altre compagini, imponendosi su tutte con una prestazione maiuscola dalla prima all’ultima giornata. «Vogliamo portare la gente di Rieti allo stadio con il bel gioco» ha, poi, affermato il mister Galluzzo «non mi è mai piaciuto difendermi nella mia area di rigore, e ve lo dice un ex difensore. Mi piace il calcio propositivo, divertente, che appassiona le persone. Le prime sensazioni di questo ritiro sono positive: tra riconfermati, nuovi e aggregati c’è il giusto spirito, tutti i ragazzi stanno dimostrando il loro valore con impegno e sacrificio». La prossima stagione della Lupa Castelli, dunque, non sarà sulla difensiva.

Albarossa e Neorizon: “doppia categoria” – Nicolino Usai cuore pulsante del dilettantismo

di Marco PICCINELLI

Non una ma due squadre: Albarossa e Neorizon-Albarossa, prima e seconda categoria.
La Neorizon Salario, squadra vincente il girone B della Terza categoria romana, e l’Albarossa, compagine che ha terminato in tredicesima posizione il campionato di Prima Categoria, nelle scorse settimane hanno annunciato e sancito una fusione che anziché portare ad una squadra ne farà nascere due: una militante in prima categoria e una in seconda categoria.
Si tratta rispettivamente dell’Albarossa 2011 Neorizon e della Nezorizon Albarossa le quali disputeranno le proprie partite al ‘Nicolino Usai’. Le due compagini appena unitesi partono da alcune basi solide, come la netta vittoria in Terza Categoria da parte della Neorizon,  e da altre che si dovranno migliorare, se si vuol disputare un campionato sereno, dato che l’Albarossa ha conquistato i playout della Prima Categoria (3-1 sullo Sporting Guidonia) rimanendo ancorata al Girone C. Il campo di Pietralata, di vicolo del Casale Rocchi, dunque, si conferma punto di riferimento di diverse squadre dilettantistiche romane: a partire, ovviamente, dall’Aces Casal Barriera (Promozione) alle neonate Albarossa 2011 Neorizon (Prima Categoria) e Neorizon Albarossa (Seconda Categoria), fino all’Asd Ardita (Terza Categoria). Proprio i gialloneri, in vista della prossima stagione, si stanno preparando all’iscrizione in Terza Categoria ed hanno confermato la volontà di disputare le proprie partite al ‘Nicolino Usai’ di Pietralata che tanto ha portato fortuna all’Ardita nelle partite casalinghe.

San Cesareo forza 6!

di Alessio LORETI

SAN CESAREO – ROMA SOCCER SCHOOL   6-0

MARCATORI: 11′ pt Antonacci (SC), 19′ pt e 28′ pt Pugliese (SC), 4′ st Carpentieri (SC), 21′ st Bastianelli (SC), 33′ st Lunardini (SC)

SAN CESAREO Bonifazi 6 (30′ st Clemenzi sv), Sorrentino 8, Piselli 6.5 (13′ st Pinci 6.5), Bastianelli 7.5 (20′ st Lunardini 7), Forti 6.5 (23′ st Porretta 6.5), Tozzi 7, Mhillay 7.5 (13′ st Arduini 6.5), Selli 7, Pugliese 8 (28′ st Ottaviani 6.5), Carpentieri 8 (13′ st Vivelli 6.5), Antonacci 8 ALLENATORE Torcolini

ROMA SOCCER SCHOOL Paredes 5, Navarra 5, Panebianco 5, Olufemi 5.5 (13′ st Sdogam 5.5), Di Iorio 5.5, Moretti 6 (22′ st Maglioccia sv), De Luca 5, Migliacci 5.5, Barroco 5, Fabrizio 6.5, Barretta 5.5 (28′ st Mancuso sv) ALLENATORE Giumento

NOTE Ammonito Barretta. Angoli 8-2. Rec. 1′ pt-1′ st

Parte alla grande il torneo “Città di Zagarolo” per il San Cesareo di Torcolini. Prestazione maiuscola, coronata da ben sei reti (molte delle quali di pregevole fattura), che non ha mai permesso alla malcapitata Roma Soccer School di dire la sua nell’arco dell’intero incontro. Dopo dieci minuti di equilibrio, i rossoblu passano avanti: Antonacci raccoglie palla defilato sulla trequarti, rientra sul piede buono e scaglia un destro da trenta metri che Paredes non riesce a contenere. Al 20′ arriva il raddoppio: bell’azione personale di Sorrentino sulla corsia destra, palla al centro per Pugliese che, tutto solo, non può mancare il bersaglio. In fotocopia giunge al 30′ la terza segnatura casilina: ancora una pregevole manovra corale libera Sorrentino, scarico all’indietro per il numero nove che nuovamente, di piatto, trafigge Paredes. Si va a riposo sul tre a zero, e speculare sarà il punteggio dei secondi 35′. Al 4′ della ripresa Carpentieri cala il poker, mettendo dentro una corta respinta di Paredes su Antonacci. Poi c’è gloria personale anche per un ottimo Bastianelli, che insacca di testa una parabola disegnata da Tozzi su calcio piazzato. Nei minuti conclusivi i casilini chiudono il primo set con il neoentrato Lunardini, abile nel tapin dopo la respinta di Paredes su iniziativa di Sorrentino. Finisce dunque sei a zero per un San Cesareo bello, divertente e cinico. Le rivali sono avvisate…

La nuova vita calcistica di Simone Milani

Simone Milani è pronto per una nuova sfida. Dopo l’emozionante esperienza nelle giovanili della Lazio, la punta capitolina si appresta ad iniziare la sua prima avventura nel calcio dei grandi. Il giovane attaccante ripartirà quindi dal San Severo, compagine pugliese che milita nel Campionato di Serie D. Un grave incidente stradale poteva costargli la vita e la carriera, ma a meno di un anno di distanza è tornato a correre sul terreno di gioco. L’ultima Final Eight da protagonista con la Primavera guidata da Simone Inzaghi ha decretato il suo ritorno. La scelta di lasciare Formello è stata dolorosa, ma per Milani era giunto il momento di cambiare. I ricordi degli anni passati in maglia biancoceleste sono ancora impressi nella mente del bomber diciannovenne. “I ricordi più belli – ha detto Milani – sono gli ultimi vissuti in questi due anni. La Coppa Italia a Firenze, la Supercoppa, la seconda Coppa Italia contro la Roma all’Olimpico e poi anche i gol nei derby. Sono molti gli aneddoti che porterò dentro in otto anni di Lazio”. L’auspicio è sicuramente quello di tornare, un giorno, a volare con il simbolo dell’aquila stampato sul cuore. “La speranza è l’ultima a morire, io ci credo, e voglio provarci in tutti i modi. Poi se cosi non sarà camminerò comunque a testa alta, senza rimpianti”. La stagione appena trascorsa non è stata certo facile per l’ariete classe 1996. “Ho avuto sempre la fortuna di giocare e togliermi parecchie soddisfazioni. Quest’anno però, a causa dell’incidente sono rientrato in campo dopo otto mesi di riabilitazione e duro lavoro. I medici – ha  continuato Milani – addirittura non pensavano che potessi tornare a giocare a questi livelli, ma io ce l’ho fatta e ora sono pronto a dimostrare quanto valgo”. In Puglia l’attaccante vuole ritrovare la giusta continuità. “Ho scelto questo progetto perché si tratta di un campionato tosto con squadre forti, che senz’altro mi permetterà di crescere. Voglio fare bene per me e per la squadra, cercando di migliorare sia in campo sia fuori perché ancora ho tanto da imparare. L’importante è dare il massimo in ogni partita e le reti arriveranno da sole. Il mio obiettivo, in ottica futura, è quello di giocare in categorie superiori. Le persone che non hanno creduto in me dovranno ricredersi”. Abbiamo chiesto a Simone Milani anche un’opinione sul mister della Primavera laziale Simone Inzaghi e sulle potenzialità della rosa. “Il mister – ha concluso Milani – è una grandissima persona, oltre ad essere un bravo allenatore. Ci siamo sentiti pochi giorni fa, spero si ripeta pure la prossima stagione per poi andare nel calcio che conta. Dei miei ex compagni, a mio parere, soltanto Guido Guerrieri è pronto. Gli altri ancora devono maturare. Murgia, ad esempio, è sulla strada buona”.

Alessandro Iacobelli

Rai, l’ostentazione estiva del lusso

di Domenico CAMPIONE

Immancabilmente durante l’estate la Rai non può fare a meno, accanto alle rubriche sulla dieta mediterranea, di riproporre i soliti servizi sui panfili dei ricchi. Le giovani inviate nei porti di ormeggio, smaniose di dimostrare la capacità di bucare il teleschermo alla Lilli Gruber di un tempo, sottolineano prima gli enormi costi di gestione delle imbarcazioni dividendoli per miglia marine, poi inquadrano i proprietari con la erre moscia che sorseggiano abbronzati tra il sartiame, infine focalizzano la cinepresa sulle belle forme delle donne che si aggirano voluttuose sul ponte. Il riferimento implicito – ma non tanto – alla povertà di molti italiani pensionati e disoccupati che devono non raramente conciliare il pranzo con la cena sortisce l’effetto sperato, ossia quello di rigonfiare periodicamente il risentimento sociale, addossando ai detentori della ricchezza le precarie condizioni economiche delle fasce deboli della popolazione. A ben riflettere la colpa non è dei paperoni capitalisti, ai quali non vanno certamente le mie simpatie. Sarebbe troppo comodo. I ricchi, come la maggioranza dei cittadini, perseguono i loro interessi, hanno i pregi ed i difetti che sono di tutti, tra essi troviamo persone ignoranti come le capre – il più delle volte – o amanti del sapere , furbe o fortunate, disoneste o filantrope, lavoratori o scansafatiche, evasori o cittadini che pagano le tasse, senza poter dire che siano diversi, come tipi umani, dal resto dei connazionali. Il problema di fondo è che in un sistema capitalistico come il nostro, è lo Stato che deve regolare la giusta distribuzione della ricchezza, senza demonizzarla o mortificarla, considerato che se i ricchi scompaiono o si riducono non è che la situazione economica migliora, come la storia ha ampiamente dimostrato nei paesi ex socialisti. È lo Stato che deve imporre l’equilibro tra remunerazione del capitale e incentivazione agli investimenti privati, con un sistema fiscale severo che, però, non sia solo di rapina da cui fuggire, correggendo i monopolismi di fatto e la sleale concorrenza, entrando nel mercato con iniziative correttive efficaci e non, come sono state finora, fallimentari e ricettacolo della corruzione e della inefficienza. Quindi la Rai farebbe bene a porre l’accento su questi temi e a non ricercare l’ audience demagogica che serve solamente a spostare l’attenzione sui reali nodi delle disuguaglianze e ad alimentare le fratture tra categorie di cittadini. La demonizzazione non serve ed è scorretto praticarla, anche perché tenuto conto della relatività dei giudizi, i ricchi, per il povero pensionato o disoccupato, non sono solo quelli degli yacht ma anche i grassi burocrati della Rai, specie di quelli che percepiscono lauti compensi senza particolari meriti.

Il sito della testata che segue lo sport giovanile e dilettantistico della regione Lazio.