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Serie D | Monterosi-Budoni 2-1, la cronaca

di Ufficio Stampa Monterosi Fc

Al Martoni si gioca il primo dei tre anticipi della seconda giornata. Dopo il successo di Trastevere il Monterosi cerca il bis alla prima davanti ai tifosi contro un Budoni reduce dal pari nel derby col Latte Dolce. Nohman torna a guidare l’attacco dopo la squalifica.




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Sos balentes de sa Sardigna, le squadre sarde del Girone G della Serie D: la spina nel fianco delle laziali

Articolo apparso sul Nuovo Corriere Laziale del 21 dicembre 2015

Dal Medio Campidano all’Anglona, dalla Gallura alla Barbagia, passando per l’Ogliastra e attraversando – così – tutte le zone della Sardegna. Il girone G della serie D è anche questo: è formalmente composto da due regioni dello Stato Italiano; in pratica da una regione e da una Nazione senza Stato, la Sardegna.

Le squadre romane e laziali, nel corso del campionato dello scorso anno (come nelle passate edizioni del CND), dovevano preparare in ogni minimo dettaglio le trasferte nell’Isola: le squadre sarde, infatti, sono compagini decisamente competitive anche (e soprattutto) a dispetto delle posizioni spesso occupate in campionato. La Lupa Castelli Romani della scorsa stagione, infatti, non è riuscita ad andare oltre il pari contro i barbaricini della Nuorese, tanto al ‘Montefiore’ di Rocca Priora quanto al ‘Frogheri’ di Nuoro.
E la Lupa della precedente stagione ancora era in grado di ‘ruggire’, al confronto dei timidi miagolii che emette in Lega Pro. Prima ancora dei vagiti nel professionismo, l’inchiesta delle forze dell’ordine, Alessandro Virzì (ex Presidente della Lupa Castelli) indagato per associazione a delinquere nell’ambito di un’inchiesta che ha sgominato una cellula della ‘Ndrangheta a Roma e irreperibile da Giugno.
Ma questa è un’altra storia.
Il girone G della scorsa stagione ha visto, eccezion fatta per lo strapotere della Lupa Castelli e Viterbese, una buona alternanza fra laziali e Sarde: Olbia e Budoni hanno chiuso in terza e quarta posizione prima dell’Ostiamare di Chiappara; l’Arzachena concluse il campionato in settima posizione e la Nuorese in decima posizione, in piena metà classifica e forse un po’ al di sotto delle aspettative.

Le squadre della Serie D laziale-sarda fanno scontrare due mondi: da un lato il dilettantismo puro e – in un certo qual modo – il conseguente agonismo delle squadre sarde, dall’altro i team romani e laziali, in cerca di sempiterne vittorie o promozioni che possano rendere merito a questo o quel giocatore ‘sceso’ di categoria per vestire una certa maglia o ancora di realtà create ad hoc per vincere e approdare al professionismo de iure e de facto. Gli ultimi esempi sono quelli di Boldrini della Lupa Castelli (neoacquisto della Viterbese prima al Campobasso); di Fanasca (prima Ostiamare, poi Viterbese nello stesso anno e in questa stagione accasatosi alla Nuova Monterosi in Eccellenza) o di Jeda Capucho Neves che ha indossato – per poco – la maglia verdeazzurra della Nuorese e addirittura quella del La Fiorita nel campionato Sammarinese.

Nel sempiterno transito di giocatori fra Lazio e Sardegna c’è spazio anche per l’attaccante romano ex Savio e Cinthya (Alonzi) ora punta della Nuorese; così come Meloni del Fondi (capocannoniere nel girone H) barbaricino approdato nella pianura pontina. Nella stagione attuale le squadre sarde sono ben otto e danno battaglia ogni fine settimana, comprese le neopromosse dall’Eccellenza: Nuorese, Olbia, Muravera, Castiadas, Lanusei, Arzachena, Torres e Budoni. Tra le matricole, infatti, le realtà più interessanti sono quelle del Trastevere, del Lanusei e dell’Albalonga. La squadra guidata da Gagliarducci, infatti, non ha ricordi positivi degli ogliastrini: la scorsa stagione, nonostante la differenza di posizione nei rispettivi campionati d’Eccellenza, il Lanusei era riuscita nell’impresa di sconfiggere i castellani e di passare il turno in Coppa, così come accaduto all’inizio del Campionato: 2 a 1 per gli ogliastrini.

E tra le polemiche di chi vorrebbe un girone unicamente laziale e un girone unicamente sardo, per abbattere i costi sia degli uni che degli altri che sono costretti a pagarsi una trasferta decisamente onerosa, la magia dei Sardi che dicono di andare “a giocare nel Continente” è irripagabile.

Marco Piccinelli