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Champions League: un palo nel finale salva la Roma, con l’Atletico Madrid è 0-0

di Lorenzo Petrucci

(foto di © Gian Domenico SALE – www.photosportiva.it)

E’ un palo al 90° a salvare la Roma col punteggio di zero a zero che comunque lascia soddisfatti per aver giocato alla pari di un’avversaria tra le top d’Europa e che per circa 20’ minuti a metà ripresa ha spinto sull’acceleratore e sfiorato il gol, oltre al palo di Saul allo scadere.
Uno zero a zero che lascia il bicchiere mezzo pieno con un punto conquistato che era l’obiettivo minimo. Non che le occasioni per la Roma non ci siano state, in particolare con Nainggolan nel primo tempo ma ai punti a passare più vicina al vantaggio è sembrato essere l’Atletico con Alisson insuperabile e costretto non poche volte agli straordinari per evitare il gol e nettamente il migliore in campo.

FORMAZIONI Per la Roma solito 4-3-3 con Bruno Peres che smaltito il problema muscolare si prende la maglia da terzino destro al posto di un Florenzi ormai pronto al rientro definitivo, per il resto undici confermati con Dzeko-Perotti e Defrel pronti a intaccare il muro dei Colchoneros.
Atletico Madrid, dopo aver tenuto a riposo diversi elementi nell’ultima uscita in Liga contro il Valencia, si schiera col 4-4-2 con Vietto e Griezmann come punte d’attacco.

PRIMO TEMPO Pronti via e subito un pericolo per la Roma, al 3’ su un pallone perso a trequarti campo Filipe Luis ne approfitta e dalla sinistra crossa rasoterra Saul che dal limite cerca il piazzatto di un soffio a lato del palo alla destra di Alisson.
Dopo il brivido iniziale la partita si assesta sull’equilibrio per una partita molto tattica e con poche azioni. Con i due schieramenti in campo che si annullano a vicenda, con le due squadre che si studiano molto preferendo il fraseggio.
Passa il quarto d’ora e anche la Roma ha la sua occasione, al 17’ De Rossi serve in area Defrel che controlla e calcia al volo di sinistro, pallone di poco a lato.
Poco prima della mezz’ora la partita si accende definitivamente. Al 25’ ancora caldo l’asse sinistro dell’Atletico con Filipe Luis che passa centralmente a Griezmann, quest’ultimo controlla e calcia di potenza ma leggermente impreciso spara a lato del palo.
Alla mezz’ora Perotti si mette in proprio e dai venti metri tenta la conclusione che non sorvola di molto la traversa.
A differenza di una manciata di minuti prima ora la gara dà spettacolo, con le azioni che si contano non poche. Punizione quasi dall’altezza della bandierina di Kolarov, pallone al centro al limite per Nainggolan che calcia tra una mischia di gambe e diretta all’angolo basso viene salvata da Oblak un attimo prima di entrare in rete.
Non c’è un attimo di pausa perché sul capovolgimento di fronte l’Atletico sfiora il gol, Koke in area riceve palla e calcia a botta sicura, salva manolas sulla linea di porta, sulla ribattuta si avventa Griezmann con Alisson che salva sul tiro del francese.

SECONDO TEMPO Atletico pericoloso sempre in avvio, su un lancio in profondità di Saul per Vietto che a tu per tu con Alisson calcia in porta col portiere giallorosso che miracolosamente la tocca quanto basta per deviarla in angolo.
I Colchoneros guadagnano metri a dimostrazione di essere entrati in campo col piglio giusto di voler sbloccare a proprio favore la partita. L’opportunità per gli spagnoli ci sarebbe poco oltre il quarto d’ora quando Correa, da poco entrato, tenta l’allungo in area piccola con Alisson reattivo a metterci i guantoni e a chiudere lo specchio.
Di Francesco, vedendo la sua Roma in difficoltà, corre ai ripari con l’inserimento di Fazio al posto di Defrel per una formazione più coperta.
Verso la porta di Alisson però inizia ad essere un vero e proprio tiro al bersaglio, col numero uno brasiliano più volte costretto a metterci una pezza.
La Roma, ora riorganizzata in campo anche con l’ingresso di Pellegrini, tira fuori l’orgoglio e le energie rimaste recuperando campo e metri.
La beffa per la Roma può arrivare nel finale perché su un calcio d’angolo al 90’ a favore dell’Atletico, Saul viene lasciato libero di schiacciare, Alisson respinge corto, sulla ribattuta il centrocampista spagnolo si avventa e a botta quasi sicura calcio sull’incrocio dei pali per lo zero a zero finale che regala un punto ciascuno nella prima giornata di Champions League.

CHAMPIONS LEAGUE

ROMA – ATLETICO MADRID 0 – 0

ROMA Alisson, Bruno Peres, Manolas, Juan Jesus, Kolarov, Nainggolan (34’st Pellegrini), De Rossi, Strootman, Defrel (22‘st Fazio), Dzeko (43‘st El Shaarawy), Perotti PANCHINA Skorupski, Under, Gonalons, Florenzi ALLENATORE Di Francesco
ATLETICO MADRID Oblak, Juafran, Savic, Godin, Filipe Luis, Koke, Partey, Gabi (16’st Carrasco), Saul Niguez, Griezmann (33‘st Gaitan), Vietto (12‘st Correa) PANCHINA Moya, Torres, Lucas Hernandez, Gimenez ALLENATORE Simeone
ARBITRO Mazic (SRB)
ASSISTENTI Ristic e Djurdjevic (SRB)
ASSISTENTI ADDIZIONALI Djiokic e Grujic
QUARTO UFFICIALE Petrovic (SRB)
NOTE Angoli 5 – 7 Rec. 0’pt – 3’st.

Febbre Champions: la Juventus questa sera a caccia dei tre punti a Lione

Serata europea per la Juventus che affronterà il Lione nel terzo turno d’andata di Champions League.

Al ‘Parc Lyonnais’ il dream team bianconero con una vittoria potrebbe ipotecare il passaggio agli ottavi di finale della coppa dei sogni. Dopo il pareggio interno con il Siviglia e la passeggiata in terra croata al cospetto della Dinamo Zagabria, la Vecchia Signora è chiamata ad una delicata conferma.

L’avversario sta vivendo un periodo di caos con i recenti risultati non certo degni del proprio blasone. I transalpini infatti giungono dalla doppietta patita a Nizza in Campionato ed in Champions le cose non vanno meglio. I ragazzi di mister Bruno Génésio sono a quota tre, frutto di un successo e una sconfitta (contro il Siviglia). Occhio però sempre ai possibili colpi di genio dei gioielli come Lacazette, Tolisso e Gonalons.

Lo stesso Massimiliano Allegri, in conferenza stampa, ha sottolineato la complessità dell’impegno: “Sono bravi nelle azioni di contropiede e hanno in rosa attaccanti pericolosi. Ci sono giocatori di qualità e tatticamente sono davvero organizzati, soprattutto in casa”.

Per quanto riguarda la formazione titolare i dubbi ormai sembrano essere ben pochi. Il tecnico toscano è pronto a varare il solito 3-5-2. Buffon tra i pali. Tris arretrato con Bonucci, Barzagli e Benatia. In mediana Hernanes, Pjanic e Khedira. Sulle fasce Alex Sandro sul binario mancino e Dani Alves su quello destro. In attacco spazio alla coppia stellare formata da Higuain e Dybala.

Calcio d’inizio alle ore 20.45. Dirigerà la contesa l’arbitro polacco Marciniak.

Alessandro Iacobelli

Foto di Gian Domenico Sale

Il Napoli di Milik: gli azzurri espugnano Kiev con la doppietta del bomber polacco

di Arianna MICHETTONI

Il Napoli di Milik: gli azzurri espugnano Kiev con la doppietta del bomber polacco

All’ombra del Vesuvio sta nascendo una nuova stella. Il popolo partenopeo già sogna ad occhi aperti. Il suo nome è Arkadiusz Milik. Nella notte di Kiev, dopo la doccia fredda in salsa ucraina firmata da Garmash, la doppietta della punta polacca regala la prima gioia nell’esordio in Champions League.

Lo spumante però, nel martedì di coppa, non è stato completamente versato nel bicchiere. La truppa azzurra, infatti, è apparsa troppo spesso in soggezione durante l’arco del match.

Mister Maurizio Sarri conferma il suo Vangelo, ovvero il 4-3-3. Hysai, Albiol, Koulibaly e Ghoulam dinanzi a Reina. Jorginho playmaker con ai fianchi Allan e capitan Hamsik. Mertens e Callejon a supporto di Milik in attacco. La Dinamo, schierata con un prudente 4-5-1, spaventa gli azzurri con un avvio tosto e fiero.

Il pubblico dell’Olimpiyskiy esulta al 26’pt. Iarmolenko, il più vivace tra i suoi, calibra un insidioso traversone. Tsygankow lavora bene di sponda per Garmash che si gira in un attimo e trafigge Reina con il destro. Albiol in netto ritardo nella copertura.

Il Napoli non si scompone e reagisce. Passano appena dieci minuti e Ghoulam crossa al centro dal versante sinistro. Shovkosvkly si smarrisce in una discutibile uscita. Ne approfitta Milik che di testa insacca per il pareggio.

Allo scadere della prima frazione gli ospiti raddoppiano. In tale circostanza è Callejon ad apparecchiare la tavola con un invito a nozze dalla fascia destra. Mertens trova il salvataggio miracoloso di Khacheridi. Sul pallone vacante si fionda ancora Milik che, con il suo collo da giraffa, timbra la doppietta personale.

Si va al riposo sull’1-2. Nella ripresa il Napoli non gestisce le operazioni come ci si attendeva. Il belga Mertens fa tremare il palo con una stoccata in diagonale.

I ritmi crollano vertiginosamente. Hamsik e soci non chiudono i conti. Anzi soffrono la pressione, seppur sterile, della formazione locale. Anche in superiorità numerica, per l’espulsione di Sydorchuk per doppia ammonizione, gli azzurri non pungono. La contesa scivola via senza sussulti fino al termine delle ostilità.

La classifica del gruppo B sorride comunque, grazie al concomitante pareggio tra Benfica e Besiktas. Il 28 settembre al San Paolo andrà in scena la gara contro la squadra portoghese.

CHAMPIONS LEAGUE – GIRONE B

DINAMO KIEV – NAPOLI 1-2

DINAMO KIEV: Shovkovskly, Makarenko, Vida, Khacheridi, Antunes, Yarmolenko, Sydorchuk, Rybalka (81′ Korzun), Garmash, Tsygankow (72′ Gusev), Junior Moraes (86′ Gladkiy). ALLENATORE: Rebrov.

NAPOLI: Reina; Hysaj, Albiol, Koulibaly, Ghoulam, Allan, Jorginho, Hamsik (62′ Zielinski), Callejon, Milik (81′ Gabbiadini), Mertens (73′ Insigne). ALLENATORE: Sarri.

ARBITRO: Collum (Scozia)

MARCATORI: Garmash (DK) 26’, Milik (N)36′ e 47’

NOTE: ammoniti: Garmash, Milik. Espulso: Sydorchuk.

Ritorno di Champions nero per la Roma, perde tre a zero contro il Porto e dice addio alla manifestazione

(foto di © Gian Domenico SALE – www.photosportiva.it)

di Lorenzo Petrucci

 

Notte da incubo per la Roma, con i giallorossi che, nel ritorno del preliminare di Champions, perdono contro il Porto perdono tre a zero e abbandonano l’ambita competizione prematuramente.
Spalletti per quest’importante partita si affida alla migliore formazione possibile al momento, non escludendo però anche delle novità nell’undici di partenza rispetto alla gara di andata. In porta trova spazio Szczesny che prende il posto di Alisson, De Rossi arretrato sulla linea dei difensori con Paredes, recuperato in extremis, a centrocampo, in avanti tridente titolare confermato. Il Porto risponde con uno schieramento simile dell’andata, ad eccezione del solo Corona ad agire come esterno di destra nel 4-2-3-1 di Espirito Santo.
Come all’andata, inizio subito aggressivo della Roma che dopo nemmeno un giro di orologio sfiora subito il gol con una potente botta dalla lunga distanza di Nainggolan, che centra la porta e scalda i guantoni a Casillas.
Passano pochi minuti e si fa vedere anche il Porto con una conclusione da fuori area a giro di Andrè Andrè che trova un attento Szczesny che blocca centrale senza particolare affanno.
L’azione precedente è solo un campanello d’allarme rispetto a quanto accade poco dopo, al 7’, calcio di punizione di Otavio che sul secondo palo trova Felipe che schiaccia di testa da pochi passi e porta in vantaggio i portoghesi.
La Roma ci prova in tutti i modi a pareggiare il risultato ma il Porto si chiude bene e lascia difficilmente entrare nella propria area di rigore, al 36’, nella forse unica indecisione della difesa lusitana Perotti pesca Dzeko che passa indietro a Salah che a botta sicura trova un monumentale Casillas che respinge.
Poco più tardi piove sul bagnato per i giallorossi, fallo di De Rossi su Maxi Pereira e conseguente cartellino rosso, Roma in dieci.
Spalletti corre ai ripari e inserisce Emerson al posto di Paredes, ma poco prima dell’intervallo, in pieno recupero, il Porto, in azione di contropiede, sfiora addirittura il raddoppio con Herrera che tenta il tapin che termina di un palmo a lato sulla sinistra.
Secondo tempo e gara che riprende per la Roma in maniera peggio rispetto alla prima frazione, nuovo cartellino rosso estratto dall’arbitro polacco verso un giocatore giallorosso, questa volta su Emerson Palmieri.
Al 20’st Roma pericolosa in avanti con un cross dalla sinistra di Perotti per Nainggolan al centro, ma il belga non indirizza bene di testa e conclude fuori.
La Roma, col secondo gol subito, è alle corde col Porto che ne approfitta e Corona che sigla sempre in azione di contropiede il gol del tre a zero finale e consacra la qualificazione del Porto ai gironi di Champions ai danni dei giallorossi.

 

TABELLINO

ROMA – PORTO 0 – 3

MARCATORI 7’pt Felipe (P), 27’st Layun (P), 30’st Corona (P)
ROMA Szczesny, Bruno Peres, De Rossi (C), Manolas, Juan Jesus, Strootman, Paredes (41’pt Emerson Palmieri), Nainggolan, Perotti (40’st Gerson), Salah, Dzeko (13’st Iturbe) PANCHINA Alisson, Totti, Fazio, El Shaarawy ALLENATORE Spalletti
PORTO Casillas, Maxi Pereira (45’pt Layun), Felipe, Marcano, Alex Telles, Danilo, Herrera (C), Corona, Otavio (11’st Sergio Oliveira), Andrè Andrè, Andrè Silva (20’st Adrian Lopez) PANCHINA Sa, Neves, Varela, Evandro ALLENATORE Espirito Santo
ARBITRO Marciniak (Pol)
ASSISTENTI Sokolnicki (Pol) – Listkiewicz (Pol)
ARBITRI ADDIZIONALI D’AREA
Raczkowki (Pol) – Musial (Pol)
QUARTO UFFICIALE Siejka (Pol)
DELEGATO UEFA Tis (Bel)
NOTE Espulso al 39’pt De Rossi (R), 5’st Emerson Palmieri (R), al 12’st Sergio Oliveira (P) Ammoniti al 14’pt Herrera (P), al 31’pt Otavio (P), al 20’pt Andrè Silva (P) Angoli 11 – 1 Rec. 6’pt – 0’st.