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Primavera, ecco la nostra top 50: i migliori talenti della stagione 2015/16

a cura di Fabio BELLI

1. Ezequiel Ponce

29.03.1997/attaccante/Roma

6 presenze/7 gol/547 minuti

Le parole di Alberto De Rossi dopo lo scudetto vinto ai rigori in finale contro la Juventus sono più eloquenti di qualunque possibile ritratto: “Ponce è qui con noi quasi per caso, ma con questa categoria non c’entra assolutamente niente. È un giocatore di un altro livello, un ragazzo che ha già all’attivo tante partite da professionista in Argentina. Col calcio giovanile Ponce ormai non ha più nulla a che spartire e non certo da stasera”. A certificare il fatto che può essere lui, nonostante le poche presenze, il talento più cristallino espresso da questo campionato Primavera, la certificazione come miglior giocatore della Final Eight. Quando il gioco si fa duro i duri iniziano a giocare e Ponce non ha fatto eccezione, decisivo in tutte e tre le partite disputate dai giallorossi in Emilia. Lo scudetto porta la sua firma, ora l’attesa è per capire se il suo talento e le sue giocate geniali in attacco potranno trovare spazio anche in prima squadra, considerando che può vantare 26 presenze e 5 gol nella massima serie argentina con il Newell’s Old Boys.

2. Manuel Locatelli

08.01.1998/centrocampista/Milan

14 presenze/2 gol/1227 minuti

Assieme a Nicoletti del Crotone, è uno dei due talenti italiani inseriti dal Guardian nella classifica dei 50 giovani calciatori più promettenti d’Europa. Centrocampista centrale dal grande spessore, al Milan in questa stagione Sinisa Mihajlovic l’ha tenuto in grande considerazione, con Brocchi che successivamente gli ha regalato l’esordio in Serie A. Può giocare nella zona nevralgica del campo sia come centrocampista di sostanza sia con compiti prettamente da regista, la sua capacità nel dettare i tempi di gioco è strabiliante considerando la giovane età. E’ anche un punto fermo dell’Under 19 azzurra, in generale sembra pronto per il calcio dei grandi e chissà che non possa avere una chance proprio nella rifondazione milanista dell’anno prossimo, considerando quanto il club rossonero ha sempre creduto in lui sin dai tempi in cui riuscì a ‘scipparlo’ all’Atalanta.

3. Federico Dimarco

10.11.1997/difensore/Inter

9 presenze/3 gol/782 minuti

Può essere considerato al momento il gioiello del sempre prolifico vivaio dell’Inter. Anche se in nerazzurro e in Primavera quest’anno ha giocato poco: mezza stagione l’ha fatta all’Ascoli, un grande salto concretizzatosi con profitto, con i marchigiani che hanno ottenuto la salvezza in Serie B schierandolo titolare come esterno di difesa. All’Inter ci gioca addirittura dal 2004, in tenerissima età. Si è fatto tutta la trafila iniziando come attaccante esterno e diventando uno dei terzini sinistri più promettenti del panorama italiano. Ha giocato da titolare la fase elite del campionato Europeo Under 19, prima dell’esperienza all’Ascoli ha comunque assaggiato il calcio dei grandi grazie a Roberto Mancini, che dopo averlo fatto esordire in Serie A nell’ultima giornata del campionato 2014/15 contro l’Empoli l’ha anche aggregato al ritiro estivo.

4. Riccardo Marchizza

26.03.1998/difensore/Roma

27 presenze/4 gol/2411 minuti

Difensore di grandissima qualità, potrebbe passare al Crotone per vivere la prima stagione in Serie A dopo uno scudetto Primavera meritato. Al brutto quarto d’ora del rigore sbagliato fortunatamente per lui senza conseguenze nella finale scudetto contro la Juventus, si contrappone una stagione che l’ha visto crescere nonostante la giovane età ed il ruolo particolarmente delicato.

5. Andres Ponce

11.11.1996/attaccante/Sampdoria

24 presenze/24 gol/1967 minuti

A lui la palma di capocannoniere di questo campionato Primavera: l’attaccante venenzuelano è stato a tratti incontenibile, arrivato in blucerchiato dai portoghesi dell’Olhanense ha vantato una continuità realizzativa alla quale solo Negro e Palombi si sono avvicinati. Potrebbe sicuramente trovare spazio l’anno prossimo in prima squadra in una Samp che ripartirà da molti giovani.

6. Alberto Picchi

12.08.1997/centrocampista/Empoli

24 presenze/9 gol/2087 minuti

E’ il pronipote di Armando, colonna della grande Inter a cui è intitolato lo stadio di Livorno. Per lui la parola d’ordine è qualità: dominatore del centrocampo dell’Italia Under 19 e degli azzurri toscani, ad una grande capacità di gestire il traffico e il gioco sulla linea mediana abbina una potenza fisica che ha fatto la differenza in Primavera. Dotato di un tiro potente e preciso, si è fatto sentire anche in zona gol.

7. Antonio Negro

10.06.1998/attaccante/Napoli

24 presenze/22 gol/1903 minuti

Vicecapocannoniere del campionato a livello nazionale, il Napoli si coccola questo fiore all’occhiello che a diciassette anni ha messo in mostra una maturità incredibile in area di rigore. Il bomber di Marcianise è capace di far gol in tutti i modi, non per niente non ha mai nascosto di avere in Karim Benzema il suo punto di riferimento. Crescere all’ombra di Gonzalo Higuain poi non può che fargli bene.

8. Simone Edera

09.01.1997/attaccante/Torino

26 presenze/10 gol/1633 minuti

Genio e sregolatezza, mancino di piede ma esterno sulla fascia destra d’attacco, ha mantenuto in gran parte le promesse di inizio stagione che lo vedevano come uno dei talenti più attesi. Come molti giocatori dotati tecnicamente deve migliorare dal punto di vista della mentalità. E’ l’unico aspetto su cui ha forse fatto un passo indietro rispetto al passato.

9. Andrea Zaccagno

27.05.1997/portiere/Torino

28 presenze/-19 gol/2550 minuti

La presenza nella Nazionale Under 19 ne testimonia la qualità. Assieme ad Alex Meret dell’Udinese (non presente in classifica per essere stato impegnato in pianta stabile con la prima squadra) è uno dei portieri più promettenti a livello Nazionale. E’ il classico numero uno che riesce ad essere decisivo grazie ad interventi fuori dall’ordinario, ma al tempo stesso garantisce un rendimento costante.

10. Simone Palombi

23.04.1996/attaccante/Lazio

19 presenze/19 gol/1695 minuti

La media di un gol a partita indica in maniera assolutamente chiara il suo valore, anche se al terzo anno di Primavera era lecito aspettarsi per lui un rendimento sopra le righe. Alla Lazio è mancato tantissimo a causa degli infortuni che ne hanno funestato il rendimento stagionale, il gol nel derby di ritorno la perla più bella. Ora però deve trovare una destinazione per giocare tra i grandi con continuità.

11. Lorenzo Vasco

19.06.1997/centrocampista/Roma

26 presenze/3 gol/2332 minuti

A gennaio la Roma lo ha blindato con il primo contatto da professionista. Villarreal e Valencia lo seguivano per portarlo nella Liga, il club lo ha messo sotto chiave fino al 2018. Nativo di Aprilia, piede educatissimo, ha preso in mano il centrocampo giallorosso che pur vantando grande sostanza, aveva bisogno di un elemento come lui, capace di portare grande ordine nelle geometrie di gioco. Per lui stagione da incorniciare.

12. Nicholas Pierini

06.08.1998/attaccante/Sassuolo

26 presenze/19 gol/2042 minuti

Il Sassuolo come club sta compiendo passi da gigante anche nella costruzione del suo settore giovanile. Il bomber Pierini ne rappresenta una delle espressioni più brillanti, bomber implacabile nonostante la giovanissima età. A 17 ha già le movenze di un veterano in area di rigore. Figlio dell’ex difensore dell’Udinese Alessandro, non vola basso ed ha in Cristiano Ronaldo l’idolo assoluto.

13. Giuseppe Panico

10.05.1997/attaccante/Genoa

20 presenze/12 gol/1475 minuti

Nell’attacco gialloblu è riuscito ad integrarsi perfettamente con Ghiglione: uno faceva il lavoro sporco, l’altro è stato ben più incisivo in zona gol. Entrambi si sono guadagnati un posto nella spedizione azzurra agli Europei Under 19. Punta di spessore, parlano di lui come nuovo Ciro Immobile anche grazie a una discreta somiglianza fisica.

14. Filippo Romagna

26.05.1997/difensore/Juventus

23 presenze/2 gol/2299 minuti

Capitano della Nazionale Under 19, è innanzitutto un ragazzo con la testa sulle spalle, tanto che inizialmente non aveva ceduto alle lusinghe di Milan e Juventus. Pessotto lo ha convinto personalmente ad abbracciare il bianconero ed è diventato una colonna della squadra che ha sfiorato scudetto e coppa, sfrutta il suo passato da centrocampista di contenimento per far ripartire a meraviglia l’azione dopo le sue impeccabili chiusure.

15. Eros De Santis

30.10.1997/difensore/Roma

26 presenze/1 gol/ 2257 minuti

E’ ormai da anni una colonna del settore giovanile giallorosso: da esterno di difesa quest’anno ha confermato la sua straripante personalità, dimostrandosi uno degli elementi migliori in assoluto del campionato Primavera in termini di continuità di rendimento. Sembra pronto a proseguire nella tradizione che ha visto sfondare tanti giovani della Roma nel professionismo negli ultimi anni.

16. Paolo Ghiglione

02.02.1997/attaccante/Genoa

22 presenze/5 gol/1583 minuti

In gol con l’Under 19 contro la Svizzera, è un attaccante molto fisico che compensa con il gran lavoro al servizio della squadra l’apporto in zona gol non proprio abbondante. Per lui il cammino in rossoblu rappresenta un’importante rivincita, visto che circa quattro anni fa il Milan aveva deciso di non credere più in lui. Le costanti presenze in Azzurro sono la conferma di un talento che sembra pronto al grande salto tra i professionisti.

17. Andrea Favilli

17.05.1997/attaccante/Juventus

23 presenze/17 gol/1883 minuti

Il rigore fallito in finale che ha dato il via libera al tricolore giallorosso resterà nella sua mente a lungo. Ma è ingiusto alla luce del grande apporto in zona gol e della qualità espressa anche in Nazionale. Il suo futuro sarà il Lega Pro a Livorno: i bianconeri non l’hanno riscattato, ma lui si sente pronto per i professionisti.

18. Simone Minelli

08.01.1997/attaccante/Fiorentina

21 presene/14 gol/1765 minuti

Il suo percorso alla Fiorentina è già lungo, la sua esperienza con gli Allievi aveva già indicato come potesse diventare un giocatore importante. Sta mantenendo le promesse, anche se dopo i 30 gol realizzati coi Giovanissimi senza essere una prima punta si è specializzato come esterno ‘alla Cuadrado’, suo punto di riferimento da quando giocava in viola. Il suo apporto in zona gol è comunque notevole.

19. Nicola Mosti

07.02.1998/centrocampista/Empoli

27 presenze/9 gol/2142 minuti

Trequartista puro, si tratta senza dubbio di uno dei migliori talenti della sua generazione. L’Empoli crede in lui dalla tenera età di nove anni, può svariare sul fronte offensivo e come incursore di centrocampo, ma è evidente che è giocando dietro le punte che riesce a sprigionare al meglio il suo potenziale. Mancino, cresce all’ombra di Saponara ma il suo punto di riferimento è Mesut Ozil dell’Arsenal.

20. Christian D’Urso

26.07.1997/centrocampista/Roma

21 presenze/1 gol/1625 minuti

Nativo di Rieti, ha un grandissimo potenziale: lo aveva anticipato nella scorsa stagioe e lo ha confermato in questa che ha portato lo scudetto sulla sponda giallorossa. De Rossi ha avuto l’intuizione di farlo diventare interno di centrocampo dopo averlo visto faticare, a causa del fisico da brevilineo, come esterno d’attacco. Il suo cambio di passo micidiale è fondamentale per i break sistematici imposti dal centrocampo della Roma agli avversari.

21. Michele Volpe

16.09.1997/attaccante/Frosinone

24 presenze/16 gol/1945 minuti

Il Frosinone quest’anno ha sfiorato una clamorosa qualificazione ai play off. Il merito è anche di questo travolgente attaccante, imprendibile palla al piede e capace di andare a segno con grande regolarità. Nato come pallavolista, dopo 10 gol con gli Allievi e solo 4 in Primavera l’anno scorso anche a causa di tanti problemi fisici, quest’anno è esploso e punta ora ad affermarsi in prima squadra.

22. Roman Tchanturia

09.02.1996/attaccante/Empoli

19 presenze/15 gol/1580 minuti

Il bomber georgiano degli azzurri toscani ha dimostrato di poter fare la differenza come nessun altro quando in giornata. L’ispirazione però non lo ha colto con straordinaria continuità: anche a causa di problemi fisici che alla fine lo hanno costretto all’operazione. E’ comunque un punto fermo della Nazionale Under 21 della Georgia e sembra una punta già pronta dal punto di vista fisico.

23. Michael Folorunsho

07.02.1998/centrocampista/Lazio

24 presenze/3 gol/1405 minuti

E’ la prova tangibile che non è vero che il campionato Primavera non serve ai giovani talenti per crescere e imparare. Di origine nigeriana, arrivato alla Lazio via Savio, è l’elemento che in biancoceleste assieme a Germoni ha fatto registrare i maggiori progressi. Potentissimi i suoi cambi di passo a centrocampo, deve trovare la giusta continuità per diventare un big a tutti gli effetti.

24. Gaetano Castrovilli

17.02.1997/centrocampista/Bari

23 presenze/5 gol/2030 minuti

Al Sud un giocatore con le sue caratteristiche accende facilmente gli entusiasmi, tanto che più di qualcuno ha scomodato per lui il paragone con Kakà. Juventus e Fiorentina se lo sono conteso, al Bari ha spesso ispirato la manovra con la sua imprevedibilità. Sarà uno dei nomi più contesi del mercato giovanile in estate, sembra che anche il Napoli abbia messo gli occhi su di lui.

25. Emil Audero

18.01.1997/portiere/Juventus

21 presenze/-15 gol/1920 minuti

Portiere di origine indonesiana di sicura affidabilità, è nel giro azzurro e il suo unico rammarico è relativo al fatto di non essere riuscito a fare la differenza nella serie ai rigori nella finalissima scudetto contro la Roma. Si parla già di lui come erede di Buffon, deve sicuramente crescere ancora ma le 17 panchine che Allegri gli ha regalato sono un segnale già chiaro.

26. Umar Sadiq

02.02.1997/attaccante/Roma

9 presenze/12 gol/682 minuti

Già lo scorso anno il nigeriano si era imposto come attaccante capace di spostare gli equilibri con lo Spezia. Quest’anno si è confermato a Roma segnando in Primavera e in prima squadra, primi gol in Serie a contro Genoa e Chievo. Perché ventiseiesimo? La sceneggiata nel derby di ritorno, che gli ha fatto saltare la final eight e la gioia dello scudetto, non gli ha fatto piacere né onore. Imparerà.

27. Mauro Coppolaro

10.03.1997/difensore/Udinese

19 presenze/1 gol/1600 minuti

Difensore centrale di grande qualità e personalità, colonna dell’Under 19 azzurra, due anni fa a diciassette anni appena compiuti ha esordito nella serie cadetta con la maglia della Reggina. Nativo di Benevento, all’Udinese ha intrapreso un percorso di crescita importante: chi lo vede giocare lo paragona a Puyol e scommette su un suo futuro sempre più Azzurro.

28. Manuel Nicoletti

09.12.1998/difensore/Crotone

15 presenze/o gol/1305 minuti

La sua presenza in squadra non è stata assidua solo perché ha lavorato spesso a stretto contatto con i grandi, esordendo in Serie B nel giorno della festa della Serie A conquistata a Modena. Terzino sinistro giovanissimo con un bagaglio tecnico già completo, assieme al milanista Di Gennaro è stato l’unico italiano inserito nella classifica dei 50 migliori Under 17 d’Europa del ‘Guardian’.

29. Alessio Murgia

01.06.1997/centrocampista/Cagliari

22 presenze/7 gol/1958 minuti

Idolo rossoblu per la sua attitudine a dispensare magie, dietro la coppia d’attacco Serra-Arras ha saputo dare il meglio di sé in questa stagione. Nativo di San Gavino Monreale, può essere quel tipo di giocatore grazie al quale un territorio intero può ritrovarsi. Un numero dieci purissimo, come Sadiq e Tumminello avrebbe avuto una classifica migliore senza intemperanze (sputo ad un avversario e cinque giornate di squalifica).

30. Tiziano Tulissi

21.07.1997/attaccante/Atalanta

21 presenze/15 gol/1701 minuti

L’Atalanta è sempre prodiga di nuovi talenti e Tiziano Tulissi sembra essere senza dubbio The Next Best Thing del vivaio orobico. Il ruolo di attaccante esterno nel 4-3-3 è quello che gli si addice maggiormente, sin dai tempi degli Allievi i compagni di squadra lo chiamano ‘Pocho’ per come riesce a replicare le movenze di Lavezzi. Attaccante di fantasia e di sostanza, ottimo il suo apporto sotto rete.

31. Grigoris Kastanos

30.01.1998/centrocampista/Juventus

24 presenze/6 gol/1778 minuti

Punta cipriota che riesce a dare il meglio nelle cavalcate in progressione, non nasconde di ispirarsi all’argentino Di Maria. Punto di riferimento ambizioso ma che rende bene le caratteristiche di questo veloce attaccante che ha saputo crescere molto anche dal punto di vista della tecnica, regalando spesso giocate di grande qualità capaci di contribuire alla fluidità della manovra di tutta la squadra.

32. Leonardo Candellone

15.09.1997/attaccante/Torino

29 presenze/12 gol/2300 minuti

Le convocazioni in prima squadra sono state il giusto premio per la sua grande affidabilità. Il fatto che sia un giocatore già maturo per i grandi palcoscenici è stato confermato anche dal fatto che sia riuscito a dare il meglio di sé nelle caldissime sfide della final eight. Attaccante mobile ma al tempo stesso capace di incidere pesantemente sotto porta, merita subito una chance tra i professionisti.

33. Alessandro Murgia

09.08.1996/centrocampista/Lazi0

25 presenze/11 gol/2189 minuti

Anche lui è ormai a tutti gli effetti un top player per la categoria, anche se proprio alla luce della sua ampia esperienza ci si poteva attendere qualcosa di più dal punto di vista della capacità di spostare gli equilibri in campo. E’ comunque uno dei fiori all’occhiello della Lazio Primavera, pronto ormai ad affrontare un’avventura nel calcio che conta, preferibilmente in B con Inzaghi che farebbe carte false per portarlo a Salerno.

34. Abdullahi Nura

17.08.1997/difensore/Roma

11 presenze/3 gol/849 minuti

Come Sadiq fa parte dell’asse Roma-Spezia. Il suo impatto in campionato è stato straordinario e Walter Sabatini non ha esitato a definirlo “fenomeno”. Esterno difensivo veloce come il vento, è stato anche campione di sfortuna. Un problema cardiaco l’ha fermato sul più bello, poi il grave infortunio al ginocchio. La Roma ha comunque intenzione di portarlo in ritiro con la prima squadra quest’estate.

35. Davide Arras

02.4.1998/attaccante/Cagliari

23 presenze/11 gol/1775 minuti

Bomber con la Sardegna nel cuore, il Cagliari si è giovato dei suoi gol nel momento in cui la formazione sarda sembrava essere la rivelazione assoluta del campionato. E’ calato assieme a tutta la squadra nel finale: vanta già trascorsi importanti tra Vicenza e Juventus, ma è nella sua terra che ha trovato la migliore continuità, intraprendendo un percorso di crescita molto interessante.

36. Lorenzo Di Livio

11.01.1997/centrocampista/Roma

24 presenze/2 gol/1924 minuti

Anche lui figlio d’arte del celeberrimo ‘Soldatino’, la final eight ne ha esaltato lo spirito combattivo in una stagione già degna di essere ricordata a livello personale. Al contrario del padre che era un esterno puro, lui ama anche agire da incursore offensivo tra le linee. La generosità a volte ne tradisce la precisione, ma sa sacrificarsi per i compagni di squadra come nessun altro.

37. Luca Vido

03.02.1997/attaccante/Milan

14 presenze/7 gol/969 minuti

E’ ormai un punto fermo per la categoria pur essendo solo un classe ’97. Il suo percoso di crescita sembra essersi un po’ stabilizzato, è chiaro che è il destro il suo punto forte e non sarà mai un grande mancino, sfrutta però il fisico per partire da lontano nell’azione offensiva, riciclandosi all’occorrenza come eccellente terminale offensivo. Anche lui fa parte della spedizione europea dell’Under 17.

38. Antonino La Gumina

06.03.1996/attaccante/Palermo

14 presenze/12 gol/1216 minuti

E’ stato uno dei giocatori più vecchi del campionato Primavera di quest’anno, fattore che lo ha aiutato senza ombra di dubbio. Ha una storia personale travagliata per alcuni problemi fisici, che lo ha portato però a diventare un vero combattente dell’area di rigore: vanta già quattro presenze in Serie A con il Palermo, quest’anno in categoria faceva inevitabilmente la differenza.

39. Luca Germoni

01.09.1997/difensore/Lazio

23 presenze/0 gol/1931 minuti

In casa biancazzurra è uno dei giocatori che ha fatto registrare la crescita maggiore, esterno di difesa potentissimo in fase di proiezione offensiva, deve probabilmente migliorare qualcosa dal punto di vista difensivo. L’anno prossimo per lui sarebbe ideale fare esperienza in B, la presenza di Inzaghi a Salerno potrebbe essere in questo senso una garanzia per molti giovani della Primavera laziale di quest’anno.

40. Nicholas De Santis

20.02.1997/attaccante/Frosinone

25 presenze/8 gol/2153 minuti

Ex Roma, brevilineo, è la classica ala capace di far ammattire i difensori avversari. Come si verifica spesso nel suo ruolo, ha dei cali di tensione che se venissero superati lo porterebbero a diventare fortissimo. A Frosinone ha trovato comunque una dimensione ideale, fossimo in Marino lo terremmo in grande considerazione per la prima squadra del prossimo anno: con Coppitelli ha trovato ottima confidenza in zona gol.

41. Marco Tumminello

06.11.1998/attaccante/Roma

22 presenze/11 gol/1637 minuti

Parliamoci chiaro, meriterebbe una posizione di classifica ben più alta. Quanto fatto nella semifinale scudetto contro l’Inter n0n è giustificabile però per un giocatore del suo talento. L’arbitro non si tocca, ma in generale deve mantenere molto più la testa sulle spalle. Se ci riuscirà, passare dal 41 all’1 sarà davvero un attimo.

42. Riccardo Moreo

24.02.1996/attaccante/Virtus Entella

26 presenze/19 gol/2131 minuti

Forse l’espressione qualitativamente migliore della squadra rivelazione di quest’anno. Eliminata nei quarti di finale della final eight dalla Roma poi campione d’Italia, la Virtus Entella ha trovato nel suo bomber una sponda sicura per attraccare anche nei porti più agitati. Scuola Milan, a Chiavari è definitivamente esploso e potrebbe ora trovare nuovo spazio in Serie B. E’ un giocatore ormai agonisticamente già pronto.

43. Nicolò Barella

07.02.1997/centrocampista/Como

21 presenze/0 gol/1561 minuti

Come Cortesi, fa parte dell’asse di mercato tra Como e Cagliari che sta producendo frutti importantissimi nel settore giovanile. Cresciuto nella Scuola Calcio Gigi Riva, colonna delle giovanili sarde e premiato come miglior centrocampista under 17 dalla ‘Giovane Italia’, quest’anno ha avuto qualche alto e basso ma resta tra i protagonisti della fase Elite dell’Europeo Under 17 con l’Italia.

44. Razvan Popa

04.01.1997/difensore/Inter

21 presenze/1 gol/1719 minuti

L’Inter ha puntato con decisione sul mercato su questo ‘enfant prodige’ romeno. Il Chelsea ci aveva messo gli occhi, dopo aver rischiato di smettere col pallone ha fatto segnare un esordio record nella massima serie in Romania, a soli 15 anni con la maglia dello Sportul Studentesc. Ha messo in bacheca una Coppa Italia preziosa, dimostrandosi difensore centrale fisicamente statuario e con ampi margini di crescita.

45. Lubomir Tupta

27.03.1998/attaccante/Hellas Verona

24 presenze/11 gol/2008 minuti

Il Verona quest’anno non è stato club di vertice in questa stagione, ma i gol del bomber slovacco sono stati una piacevole costante. Prelevato dal Catania ha saputo sfruttare il suo gran fisico per maturare molto rapidamente, tanto che anche la prima squadra l’ha tenuto spesso in considerazione, per dare spazio ad uno dei suoi talenti migliori in una stagione difficile, coincisa con la retrocessione nella serie cadetta.

46. Matteo Cortesi

21.10.1997/attaccante/Como-Cagliari

25 presenze/17 gol/2244 minuti

Como o Cagliari per lui non ha fatto alcuna differenza. Abituato a segnare a ripetizione in maglia lariana, tanto da aver ottenuto l’esordio in prima squadra, in rossoblu ha dato man forte ad una delle squadre rivelazione del torneo. Qualità importanti per un talento che sembra già pronto per grandi palcoscenici soprattutto dal punto di vista della mentalità.

47. Lorenzo Crisanto

20.04.1998/portiere/Roma

14 presenze/-10 gol/1245 minuti

Nella final eight ha dimostrato grande affidabilità, a dispetto della giovane età con i suoi colleghi del campionato Primavera che in quasi tutti i casi possono contare su un’esperienza più ampia. Nelle accesissime partite della final eight ha fatto un’ottima figura, la pesonalità non gli fa difetto e questo per un portiere è un particolare molto importante. L’anno prossimo proverà ad imporsi come titolare.

48. Simone Mattia

19.01.1996/difensore/Lazio

25 presenze/1 gol/2250 minuti

Uno dei veterani del campionato, si è dimostrato uno dei difensori più affidabili in assoluto del campionato Primavera. L’esperienza giocava dalla sua parte, la soddisfazione più bella, pur senza esordire nella massima serie, è stata l’aver attirato l’attenzione di Simone Inzaghi nella parte conclusiva del campionato, col tecnico della Primavera biancazzurra chiamato a guidare i grandi.

49. Patrick Cutrone

03.01.1998/attaccante/Milan

21 presenze/14 gol/1770 minuti

Il Milan nonostante una stagione non brillantissima ha portato alla ribalta alcune individualità interessanti. Cutrone, oltre a segnare con ottima frequenza, si è fatto valere sia come centravanti sia come seconda punta, e non per niente è diventato una stella dell’Under 17. Deve solo acquisire la giusta esperienza per essere decisivo anche nelle fasi più delicate della stagione.

50. Kristjan Matosevic

05.06.1997/portiere/Lazio

25 presenze/-33 gol/2250 minuti

La sua eredità era pesante. Ha gestito il post-Guerrieri nel migliore dei modi, la Lazio lo ha scelto dal Catania con grande fiducia. Ottimo tra i pali, i riflessi sono il suo punto di forza. Manca forse qualcosa i termini di tecnica di base e di piazzamento, l’anno prossimo potrà crescere ulteriormente per puntare ad essere uno dei pilastri della Primavera biancazzurra del futuro.

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