Archivi tag: Felipe Anderson

Auronzo 2018 | Wallace: “Voglio aiutare la Lazio, sono pronto a ricoprire ogni ruolo”

Al termine del secondo allenamento biancoceleste sotto le Tre Cime di Lavaredo, il difensore biancoceleste Fortuna Wallace è intervenuto ai microfoni della tv ufficiale della Lazio:




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Calciomercato | Lazio, ufficiale la cessione di Felipe Anderson al West Ham

Con questo comunicato, la Lazio ha ufficializzato la cessione di Felipe Anderson in Premier League, al West Ham: “La S.S. Lazio rende noto di aver ceduto a titolo definitivo le prestazioni sportive del calciatore Felipe Anderson Pereira Gomes alla società West Ham United F.C.. La Società ringrazia il giocatore per l’impegno profuso augurandogli, inoltre, le migliori fortune personali e professionali.




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Europa League | Lazio-Salisburgo 4-2, notte biancoceleste per 45.000 tra gol e spettacolo

di Fabio BELLI

Notte d’Europa, d’Olimpico pieno, di arbitri ancora protagonisti ma di calciatori che lo sono di più. Felipe Anderson è la polvere di stelle che fa mettere il turbo a una Lazio che sul 2-2 caccia le streghe e mette almeno mezzo piede in semifinale, perché è sempre meglio non esagerare, che tanto a farlo ci pensa questa Lazio di pazzie e magie.




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Europa League | Lazio-FCSB 5-1, show biancoceleste che vale la qualificazione

di Fabio BELLI (foto © Gian Domenico SALE)

La Lazio scaccia i fantasmi di Bucarest e della crisi. FCSB travolta da una prestazione maiuscola degli uomini di Inzaghi, che con un turn over più ragionato ritrovano anche la loro dimensione europea dopo la vittoria contro il Verona in campionato, con prestazioni maiuscole di Immobile (tripletta), Felipe Anderson e Lulic su tutti.




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LA CRONACA | Lazio-Cittadella 4-1: che risposta di Immobile! Wallace e Felipe, prime gioie

di Fabio BELLI (foto © Gian Domenico SALE)

Dopo il caos di Lazio-Torino, ottima risposta della Lazio che, con quasi tutti i titolari in campo, cala il poker contro il Cittadella e si guadagna i quarti di finale di Coppa Italia, da giocare in casa all’Olimpico contro la Fiorentina il giorno di Santo Stefano, il prossimo 26 dicembre. Solo note liete per i biancazzurri dopo giornate burrascose, col recupero di Wallace e Felipe Anderson e il ritorno al gol su azione (doppio) di Immobile fiori all’occhiello.

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Serie A, harakiri Lazio a Milano: i biancocelesti danno via libera, Bacca e Niang ne approfittano

di Fabio BELLI (foto © Giandomenico SALE)

Stessa storia, stesso posto stesso bar: il tabù San Siro in campionato si avvia al suo ventottesimo anno. Al contrario dell’ultima occasione, la Lazio in terra rossonera non rimedia neanche un pareggio, ma solo un ko figlio di troppi errori individuali. Peggio nel secondo tempo la squadra di Inzaghi, con la formazione corretta coi funamboli d’attacco lasciati in panchina dal primo minuto. Al Milan è bastato il minimo indispensabile, dopo una mezz’ora di nulla l’errore di Parolo che ha dato il via libera a Bacca ha cambiato la partita. La Lazio non si è più ripresa, nel secondo tempo il raddoppio del Milan è stato quasi fisiologico e Inzaghi avrà molto a cui pensare da qui al match con l’Empoli: l’impressione è che molte scelte vadano riviste.

FORMAZIONI – Esordio in Serie A per Thomas Strakosha: un fastidio muscolare ferma Marchetti nella rifinitura. Confermato Djordjevic al fianco di Immobile in avanti, a destra nei cinque di centrocampo non c’è Felipe Anderson, che si accomoda in panchina al fianco di Keita, ma Dusan Basta. Nel Milan Sosa in panchina e Bonaventura titolare a centrocampo, Bacca torna nel tridente offensivo dal primo minuto al fianco di Suso e Niang.

LAZIO AGGRESSIVA – Nella prima metà del primo tempo le occasioni da gol scarseggiano, ma è la Lazio ad avere il pallino del gioco. Djordjevic dopo 3′ sfrutta male una sponda di Immobile calciando addosso a Donnarumma da buona posizione. Il Milan prova a rispondere in contropiede ma al 12′, su rimessa lunga con le mani di Lulic, è Milinkovic-Savic a impegnare il numero uno rossonero, poi Montolivo in scivolata impedisce al serbo un facile tap-in. La Lazio manovra bene e intorno alla mezz’ora Lulic e Parolo calciano alle stelle dal limite dell’area, quindi Donnarumma deve prendere il coraggio a due mani e uscire sulla testa di Djordjevic, su un pallone scodellato bene da Milinkovic-Savic.

PATATRAC PAROLO, FINALE DI TEMPO TUTTO ROSSONERO – Le occasioni da gol non sono molte e neanche nitidissime, ma che la Lazio abbia avuto mezz’ora abbondante di controllo pieno si può dire senza problemi. In fase di possesso palla i biancazzurri però sbagliano molti passaggi a centrocampo, e il più clamoroso di questi errori, Parolo che incespica sul pallone con la difesa alle sue spalle sbilanciata, permette a Kucka di mandare in porta Bacca, che a tu per tu con Strakosha non sbaglia. E’ uno shock per la Lazio e il Milan sfiora il raddoppio in tre occasioni. Subito dopo il gol Strakosha è provvidenziale su Bonaventura, quindi il giovane portiere albanese sfiora la paperissima su gran botta dalla distanza ancora di Bonaventura, ma riesce in extremis a controllare in due tempi. Infine 2′ di recupero e numero di Suso sulla destra che lascia sul posto Radu e Lulic. Cross teso dello spagnolo, Bastos interviene ma sfiora il clamoroso autogol di tacco: grande riflesso di Strakosha.

DEBITO DI OSSIGENO – Inzaghi gioca subito la doppia carta Keita-Felipe Anderson, al posto di Bastos (un po’ acciaccato oltre che già ammonito) e Djordjevic. E’ ancora Basta però a consegnare un pallone pericoloso a Kucka, ma la difesa ripiega. La Lazio non ha la brillantezza del primo tempo neanche in fase di possesso. La squadra di Inzaghi sembra un po’ in debito di ossigeno. Immobile al 10′ ci prova in diagonale senza fortuna, subito dopo è clamorosa l’occasione per il raddoppio di Niang, servito da Calabria ma capace di calciare fuori con tutto lo specchio della porta spalancato. Lulic da limite dell’area sballa completamente il tiro, Felipe Anderson chiama all’intervento a terra Donnarumma: timidi tentativi di una Lazio che non sembra crederci davvero.

LA CHIUDE NIANG – Al 28′ Niang trova un varco sulla destra, dribbling a rientrare su Radu e cross del francese intercettato dalla mano del romeno. Rigore che lo stesso Niang trasforma chiudendo di fatto la partita. Inzaghi inserisce Luis Alberto, anche lui all’esordio in Serie A, ma è Kucka su punizione a impegnare di nuovo severamente Strakosha. La partita si chiude stancamente, il Milan ha spazi in contropiede, la Lazio era poco incisiva sullo 0-1, figuriamoci sotto di due; solo Keita ci prova nel finale impegnando Donnarumma, ma nel quarto d’ora finale la Lazio è letteralmente con la lingua di fuori, sfinita anche fisicamente, anche se al 49′ c’è anche la beffa dell’errore finale di Immobile a 20 centimetri dalla porta, servito su spizzata di testa di Parolo su cross da calcio d’angolo. L’impressione è che a questa squadra manchi un leader, Biglia tornerà ma non sembra un Satanasso Infernale: c’è molto da correggere nella Lazio, nel frattempo mala tempora currunt e non è neanche più una grossa novità.

IL TABELLINO

MILAN – LAZIO 2-0

Marcatori: 37′ Bacca (M), 74′ Niang (M)

MILAN (4-3-3): Donnarumma; Calabria, Paletta, Romagnoli, De Sciglio; Kucka, Montolivo, Bonaventura (82′ Honda); Suso (68’Locatelli), Bacca (88′ Gomez), Niang. A disp. Gabriel, Plizzari, Ely, Vangioni, Abate, Sosa, Pasalic, Poli, Luiz Adriano, Lapadula. All. Vincenzo Montella

LAZIO (3-5-2): Strakosha; Bastos (46′ Keita), de Vrij, Radu; Basta, Parolo, Cataldi (77′ Luis Alberto), Milinkovic, Lulic; Djordjevic (46’Felipe Anderson), Immobile. A disp. Marchetti, Vargic, Hoedt, Wallace, Patric, Lukaku, Murgia, Leitner, Lombardi. All. Simone Inzaghi

Arbitro: Massa (sez. Imperia).

Ass.: Posado-Di Fiore. IV: Vivenzi. Add.: Celi-Aureliano

NOTE. Ammoniti: 45+1′ Bastos (L), 59′ Cataldi (L), 62′ Calabria (M), 73′ Radu (L), 75′ de Vrij (L) Recupero: 2′ pt, 4’st.

E i turchi dissero: «Ma siete matti?!» Scopri perché sulla webradio del Nuovo Corriere Laziale!

(foto © Giandomenico SALE)

Entra Candreva e spacca la partita, facendo il mattatore in campo. Batte calci d’angolo, fornisce spunti vincenti e poi, dopo le due reti biancocelesti e la riapertura della partita da parte dei turchi, segna Miro Klose, sbloccandosi sotto il cielo plumbeo della Capitale.
Ne ha parlato Fabio Belli, in collegamento con Marco Piccinelli in studio, per la webradio del Nuovo Corriere Laziale.

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Europa League, Candreva spacca la partita: Lazio-Galatasaray 3-1, biancocelesti agli ottavi

di Fabio BELLI (foto © Giandomenico SALE e Antonio FRAIOLI)

Un lampo di nome Candreva sull’Olimpico. Tre anni dopo la Lazio torna tra le migliori sedici di Europa League e nella fase “marzolina” delle Coppe Europee, mettendo a frutto il pari di Istanbul e ribadendo in casa la sua superiorità sul Galatasaray. La partita è stata tattica e congelata per un’ora. Poi l’ingresso dell’ottantasette, criticatissimo a Frosinone, ha scosso la squadra che ha trovato un meraviglioso tris. E poco male se la solita distrazione, subito dopo il due a zero, ha fatto tremare un po’ i tifosi: la Lazio Europea resta la cosa migliore di questa stagione biancoceleste e prosegue meritatamente il suo cammino.

FORMAZIONI – Pioli decide di dare fiducia all’undici di Istanbul con una sola eccezione: Bisevac al centro della difesa al posto di Hoedt. Per il resto dentro Lulic e Felipe Anderson in attacco, mentre il centravanti torna ad essere Matri. Anche Denizli nel Galatasaray segue la linea del match d’andata con Podolski schierato punta centrale. Così come ci sono regolarmente il difensore Denayer e il centrocampista Donk, che bene hanno impressionato a Istanbul.

SCARAMUCCE INIZIALI –  La prima conclusione a rete dopo 5′ è di Parolo, gran botta da fuori area ma il pallone sorvola la traversa. Dopo 11′, su corner battuto da Biglia, è Bisevac a saltare più in altro di tutti, ma il colpo di testa è centrale e finisce tra le braccia di Muslera. La risposta del Galatasaray è al 18′, con una conclusione dal limite dell’area di Sneijder potente ma agevolmente bloccata da Marchetti. Sono gli unici episodi degni di nota in una fase in cui la Lazio, in virtù del risultato dell’andata, non ha premura di scoprirsi, con il Galatasaray che a sua volta non riesce a trovare sbocchi offensivi.

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PIOGGIA BATTENTE, GIOCO LATENTE – Al 42′ si scuote Felipe Anderson, che dopo un primo tempo abulico semina tutto e tutti sulla destra: sul suo cross a rientrare, dopo un rimpallo, arriva alla conclusione Biglia, che vede il suo tiro deviato da Muslera (ottimo il riflesso del portiere uruguaiano) finire di poco alto. E’ la migliore occasione del primo tempo che si chiude senza reti: nella ripresa il copione non cambia, con una pioggia battente che si scatena nei primi minuti. Ma al Galatasaray lo zero a zero ovviamente non può stare bene: Denizli alza dunque il baricentro della squadra e trova un sussulto al 10′, con Yasin Oztekin che scappa sul filo del fuorigioco e scarica in area su Sabri Sarioglu, che con controlla un pallone molto invitante.

TUTTO IN CINQUE MINUTI – L’occasione clamorosa capita però alla Lazio al 12′: percussione centrale di Biglia e assist per Matri che coglie un clamoroso palo a portiere battuto. Lulic è nel frattempo costretto ad abbandonare la contesa, sostituito da Candreva. E’ comunque il preludio al gol: al 14′ calcio d’angolo di Candreva e imperioso stacco di testa di Parolo, che sblocca il risultato. E subito dopo arriva il raddoppio: al 16′ Candreva innesca Matri, che mette nel mezzo per Felipe Anderson che comodamente appoggia in rete per il 2-0. Tutto fatto? Non sarebbe la Lazio: immediatamente dopo filtrante di Sneijder per Yasin Oztekin che riapre la partita.

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FINALMENTE KLOSE – Al 25′ un Matri combattivo ma sfortunato viene sostituito da Klose. E il tedesco sfiora subito il tris approfittando di una doppia indecisione di Carole e di Muslera. Al 28′ il tedesco però finalmente si sblocca. E’ di nuovo straordinario Candreva, che trova il corridoio giusto per Radu. Il romeno è perfetto nel servire Klose che sfrutta il più comodo dei palloni per il 3-1. Il Galatasaray non si arrende e al 39′ ci prova su punizione con Selcuk Inan, con Marchetti che deve distendersi per deviare in angolo.

IL TABELLINO

LAZIO – GALATASARAY 3-1 (and. 1-1)

Marcatori: 59′ Parolo (L), 61′ Felipe Andreson (L), 62′ Öztekin (G), 72′ Klose (L)

LAZIO (4-3-3): Marchetti; Konko, Bisevac, Mauricio, Radu; Milinkovic, Biglia, Parolo; Felipe Anderson, Matri (70′ Klose), Lulic (57′ Candreva). A disp. Berisha, Hoedt, Basta, Cataldi, Mauri. All. Stefano Pioli

GALATASARAY (4-2-3-1): Muslera; Sarioglu (66′ Bulut),Denayer, Balta, Carole; Donk (85′ Kisa), Chedjou; Öztekin (76′ Adin),Inan, Sneijder, Podolski. A disp. Gonen, José Rodriguez, Kaya, Gunter. All. Mustafa Denizli

ARBITRO: Bezborodov (RUS).

ASS.: Golubev-Gavrilin. IV: Danchenko. ADD.: Eskov-Fedotov.

NOTE: Recupero: 1′ pt, 3’st

Serie A, Lazio-Verona 5-2: i biancocelesti ritrovano i gol, i tre punti e il sorriso

Di Fabio BELLI (foto © Giandomenico SALE)

Tre partite senza segnare e senza vittoria: una mini-serie negativa che aveva portato la Lazio più che mai lontana dall’Europa. Per sperare ancora serviva una vittoria contro un Verona ancora fanalino di coda, ma in ripresa dopo la vittoria contro l’Atalanta e il pari contro l’Inter. E’ arrivata una goleada con cinque uomini diversi a segno e, soprattutto, sono arrivati segnali di risveglio da tre uomini che potrebbero essere decisivi nel finale di stagione della Lazio: Mauri, Felipe Anderson e Klose.

FORMAZIONI – Qualche sorpresa in casa Lazio. Lulic torna in difesa, Konko resta a destra e Patric deve rimandare la sua prima da titolare. A centrocampo il rientro più atteso è quello di Lucas Biglia, affiancato da Cataldi e da Milinkovic Savic. In attacco, conferma per Mauri con Felipe Anderson e Matri. Partono dalla panchina Klose e Candreva. Il Verona tenta il tutto per tutto con Toni e Pazzini schierati in avanti e Jankovic a supporto: agli scaligeri servono i tre punti a tutti i costi e Delneri non è in vena di calcoli.

LAZIO CONVINTA – A partire a testa bassa è però la Lazio, che con Felipe Anderson trova la prima occasione della partita dopo 8′. Il brasiliano semina un paio di avversari e conclude con un velenoso diagonale che finisce non di molto lontano dalla porta difesa da Gollini. 3′ dopo la Lazio può trovare il vantaggio con Matri che non arriva a un passo dalla porta su una sponda di Mauri. Il centravanti laziale si lamenta chiedendo un rigore, per un tocco del portiere, che non viene concesso. La Lazio insiste e al 21′ è Lulic a scaldare i guanti di Gollini, che respinge di pugno la potente conclusione da fuori area del bosniaco.

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RISCHI AEREI, POI COLPISCE MATRI – Come spesso accade però, basta una singola distrazione alla Lazio per rischiare grosso. Con un gioco di sponde aeree al 24′ Pazzini arriva alla conclusione di testa sulla quale Marchetti deve superarsi per la deviazione in angolo. E la Lazio rischia ancora grosso su un colpo di testa al 28′, quando è Luca Toni a mancare di poco il bersaglio. Spaventi che fanno abbassare un po’ il baricentro alla Lazio. Per un successivo tentativo verso la porta di Gollini bisogna attendere il 37′, con Cataldi che scarica da fuori area in un’azione simile a quella del gol realizzato contro il Chievo, ma Gollini arriva sulla conclusione. La svolta sembra lontana e invece arriva al 45′: bel pallone filtrante di Cataldi per Matri che beffa Pisano anticipandolo con un movimento da bomber consumato, col pallone che si insacca lentissimo alle spalle di Gollini.

ED E’ SUBITO MAURI. ANDERSON IS BACK!  – Come volevasi dimostrare, gli spazio per la Lazio una volta sbloccato il risultato aumentano, ed al 5′ un’altra sventagliata di Cataldi manda fuori fase i centrali gialloblu. Per Mauri è un gioco da ragazzi depositare in rete per il primo gol stagionale. Il raddoppio fa rilassare molto la Lazio, che sfiora un grottesco autogol al 16′, quando una “tibiata” di Hoedt si stampa sulla traversa a Marchetti battuto. E il segnale per la Lazio: è arrivato il momento di dare una scossa e i biancocelesti la trovano con Felipe Anderson, che parte di nuovo in progressione e viene forse bloccato fallosamente al limite dell’area. Arriva una carambola che favorisce però Matri, che mette nel mezzo proprio per il brasiliano che realizza comodamente il tris.

FUOCHI D’ARTIFICIO FINALI – Subito dopo un pasticcio della difesa laziale costa il giallo a Mauricio e una punizione dal limite che Greco trasforma magistralmente. Sembra un episodio da nulla, e invece il Verona riprende fiducia, con la Lazio che resta sotto ritmo. E al 34′ Toni la punisce, con una zampata classica delle sue che riapre completamente la partita. Pioli si gioca la carta Klose, e al 37′ il tedesco scappa via sulla destra e mette nel mezzo per Keita (precedentemente subentrato a Mauri) e con un gran colpo al volo riporta la Lazio a distanza di sicurezza dagli avversari. Al novantesimo c’è gloria anche diAl di là del brivido, la Lazio non avrebbe meritato l’incredibile beffa di un pareggio in un match dominato dall’inizio alla fine. In difesa Pioli non può ancora dormire sonni tranquilli, ma la carestia offensiva, dopo tre partite senza gol, è stata finalmente messa alle spalle. Ora testa a Istanbul, per quello che è diventato l’appuntamento più importante della stagione.

Fabio Belli

IL TABELLINO

LAZIO – HELLAS VERONA 5-2

Marcatori: 45′ Matri (L), 50′ Mauri (L), 69′ Felipe Anderson (L), 72′ Greco (H), 79′ Toni (H), 82′ Keita (L), 90′ rig. Candreva (L)

LAZIO (4-3-3): Marchetti; Konko, Mauricio, Hoedt, Lulic; Cataldi, Biglia, Milinkovic; Felipe Anderson (85′ Candreva), Matri (80′ Klose), Mauri (73′ Keita). A disp. Berisha, Guerrieri, Braafheid, Patric, Morrison, Onazi, Kishna, Djordjevic. All. Stefano Pioli

HELLAS VERONA (4-4-2): Gollini, Pisano,Moras, Helander, Fares (50′ Romulo); Wszolek, Ionita, Greco, Jancovic (50′ Gilberto); Toni,  Pazzini (69′ Gomez) A disp. Coppola, Marcone, Bianchetti, Samir, Furman, Checchin, Furman, Emanuelson. All. Luigi Delneri

ARBITRO: Gervasoni (sez. Mantova).

ASS.: De Pinto-Tasso. IV: Carbone. ADD.: Banti-Saia.

NOTE. Ammoniti: 71′ Mauricio (L) Recupero: 3′ st