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1915, lo Scudetto Spezzato tra Lazio e Genoa (VIDEO)

di Fabio BELLI

Nella storia del calcio italiano anteguerra c’è uno Scudetto diviso: non parliamo del titolo del 1922, spartito tra Novese e Pro Vercelli a causa di una scissione federale. C’è un campionato mai terminato che ha assegnato uno Scudetto per il quale ufficialmente non esiste delibera. E’ tutto accaduto nel 1915, l’anno dello Scudetto Spezzato.




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Scudetto 1915 | La FIGC istituisce commissione per la riassegnazione dei titoli anteguerra: è l’ora della Lazio?

di Fabio BELLI

Il Consiglio Federale di mercoledì 30 gennaio 2019 ha portato ad un’importante svolta riguardo l’iter della rivendicazione dello Scudetto 1915 da parte della Lazio che prosegue ormai da quasi 4 anni. Come riporta “iltempo.it”, sito del quotidiano romano, “il presidente Gabriele Gravina ha proposto, nel corso del consiglio federale di quest’oggi in via Allegri a Roma, l’istituzione di una commissione che analizzi, con un approccio storico e scientifico, le diverse richieste arrivate alla Federcalcio riguardo l’assegnazione di scudetti relativi a stagioni sportive del secolo scorso.”




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Serie A | Lazio-Genoa 4-1: bella e… con l’anima, non c’è partita col Grifone (FOTOGALLERY)

di Fabio BELLI (foto © Gian Domenico SALE)

Doveva essere bella, doveva essere efficace: è stata tutto stavolta la Lazio, anche grazie alla mossa di un Inzaghi che crede in un Caicedo rinvigorito dalla Coppa e pungolato dalle critiche. La formula a due punte spazza via imprevedibilità e malumori, il sole dell’Olimpico riabbraccia la Lazio di sempre, un po’ pasticciona ma implacabile in attacco e di nuovo con Immobile e Milinkovic-Savic in versione all stars.




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Il predestinato Aniello, il 2005 convocato dal Genoa per il Torneo Viesse Sport

di Lorenzo Petrucci

Grande soddisfazione per Ascolese Aniello, il ragazzo di origini campane classe 2005 nei prossimi giorni (23-24 e 25 aprile) è stato convocato dal Genoa per sostenere a Roma un torneo, il Viesse Sport, con la maglia rossoblù.
Una gioia immensa per questo giovanissimo calciatore dalle interessanti qualità, potendosi vantare di essere anche l’unico aggregato sotto età col Genoa.
Centrocampista centrale molto qualitativo proveniente dalla scuola calcio San Marzano del Presidente Salvatore Casillo che insieme a tutto il suo ottimo staff sta svolgendo un gran lavoro facendo crescere la propria scuola calcio con l’obiettivo di far uscire altri giocatori da vedere in un futuro recente nel professionismo.
Per Aniello il Torneo di Roma sarà una bellissima esperienza formativa e di visibilità, per un ragazzo che per le ottime qualità sta già facendo parlare di se l’Italia intera con varie squadre che hanno messo gli occhi su di lui.

 

Serie A, entra Totti e la Roma rimonta, al Ferraris è 2-3 per i giallorossi

(foto di © Gian Domenico SALE – www.photosportiva.it)

di Lorenzo PETRUCCI 

Vittoria incredibile per la Roma che si impone al Ferraris contro il Genoa per due a tre in rimonta, conquistando, col successo odierno, il matematico accesso almeno ai prossimi preliminari di Champions League.
Nella Roma torna dal 1’ minuto, dopo sedici lunghi mesi dall’infortunio, Strootman, l’olandese si posiziona a centrocampo assieme a Nainggolan e a De Rossi che prende il posto dello squalificato Pjanic.
Gasperini risponde col marchio di fabbrica del 3-5-2, con i soli Pavoletti e Suso a dare vita alla manovra offensiva e tenendo in panchina i vari: Rigori, Ansaldi, De Maio e Gabriel Silva, diffidati e a rischio per il derby del prossimo turno.
Giallorossi subito in avanti dopo appena 6’ minuti dal fischio iniziale: bel uno-due in area avversaria Perotti-Salah, con l’egiziano che nel cuore dell’area avversaria lascia partire un preciso sinistro che non lascia scampo a Lamanna.
Il Genoa non si arrende e poco prima del quarto d’ora ristabilisce la parità: Laxalt dalla fascia sinistra mette al centro per Tachsidis che lasciato incredibilmente solo non sbaglia la mira.
La gara è bella e divertente tra due formazioni che giocano a viso aperto. Nel finire di primo tempo portieri protagonisti, prima Szczesny alla mezz’ora su un tiro di Suso, col portiere polacco che evita la beffa, e poco dopo Lamanna risponde presente su un tiro da interessante posizione di El Shaarawy.
Nel secondo tempo ritmi sono ancora elevati, col Genoa che al 21’st ribalta il risultato con Pavoletti, l’attaccante ex Sassuolo batte il portiere giallorosso finalizzando nel migliore dei modi un cross basso di Rincon.
Spalletti, come nelle ultime apparizioni, pesca la carta Totti e proprio il capitano romanista poco dopo la mezz’ora ristabilisce la parità con un potente calcio di punizione dal limite.
La Roma non si accontenta del pareggio e a 4’ minuti dal termine dell’incontro si porta in avanti con El Shaarawy, l’esterno ex Monaco, pescato da Dzeko, si inserisce tra le maglie rossoblù e da pochi passi manda la palla in rete.
Prima del triplice fischio, in pieno recupero, vi è però ancora tempo per un brivido, Rincon serve Capel che centra la porta ma un sontuoso Szczesny non si lascia sorprendere e salva il risultato con la Roma che porta a casa i tre punti.

 

IL TABELLINO

GENOA – ROMA 2 – 3

MARCATORI 6′pt Salah (R), 12′pt Tachsidis (G), 21′st Pavoletti (G), 33′st Totti (R), 41′st El Shaarawy (R)

GENOA Lamanna, Munoz, Burdisso, Izzo, Fiamozzi (26′st Capel), Tachsidis (16′st Marchese), Rincon, Dzemaili, Laxalt, Suso (37′st Pandev), Pavoletti PANCHINA Ansaldi, De Maio, A. Donnarumma, Lazovic, Matavz, Ntcham, L. Rigoni, Gabriel Silva, Sommariva ALLENATORE Gasperini
ROMA Szczesny, Maicon (22′st Dzeko), Manolas, Rudiger, Digne, Nainggolan, De Rossi, Strootman, Salah, Perotti (14′st Totti), El Shaarawy PANCHINA De Sanctis, Castan, Emerson, Gyomber, Keita, Sadiq, Vainqueur ALLENATORE Spalletti
ARBITRO Gervasoni
ASSISTENTI Preti – Posado
IV UFFICIALE Ranghetti
ARBITRI ADDIZIONALI D’AREA Rocchi – Di Bello
NOTE Ammoniti Rincon (G), Totti (R), Laxalt (G), De Rossi (R), Marchese (G), Strootman (R) Angoli 6 – 9 Rec. 1’pt – 5’st.

 

Lazio, Scudetto 1915: ecco i documenti esclusivi dei giornali d’epoca

di Fabio BELLI

La battaglia per il riconoscimento di un diritto negato alla Lazio da quella che il promotore dell’iniziativa, l’avvocato Gian Luca Mignogna, ha definito “un’ingiustizia secolare”, va avanti. Ed ha compiuto un altro importantissimo passo, forse fondamentale. Lo stesso avvocato Mignogna ha infatti portato a termine una ricerca emerotecaria, con l’ausilio del dr. Federico Felci, che ha portato alla luce documenti esclusivi e preziosissimi. Le pubblicazioni su due giornali che cento anni fa andavano per la maggiore a Roma e in Italia. Ovvero “l’Italia Sportiva” e “l’Idea Nazionale”. Soprattutto il primo all’epoca era l’unico giornale sportivo presente a Roma: la guerra lo costrinse a cessare le pubblicazioni, con l’eredità del giornale che fu raccolta poi successivamente dal Corriere dello Sport (poi “Littoriale” durante gli anni del fascismo).

Si legge nell’articolo del 6 giugno del 1915, intitolato “Lo Sport e la Guerra”: Non solo lo sport ha dato le sue migliori forze al nostro esercito, ma anche coloro che per lunghi anni furono gli incitatori della gioventù alle discipline fisiche sono accorsi in gran numero sotto le bandiere. Le società sportive romane come l’Audace Club, l’Audax, la Rotabile, il Moto Club Roma, la Pro Roma, la Juventus, il Club Canottieri Aniene, quello Tevere Remo, tutti hanno festeggiato le schiere dei loro più forti e baldi componenti chiamati alla santa guerra, né il giornalismo sportivo romano è stato da meno. Dopo sei anni di vita, ha interrotto le sue pubblicazioni l’unico giornale di sport che si pubblichi a Roma, “l’Italia Sportiva” ed i colleghi che redigevano sono già tutti sotto le armi.

Dunque si spiega come mai nessun giornale capitolino portò avanti la battaglia per assegnare alla Lazio uno scudetto che fu considerato legittimo per il Genoa in quanto (quasi) campione del centro‐nord. Ma campioni i grifoni non furono, in quanto i giornali dell’epoca spiegarono come il girone Nord, al contrario di quello centro‐meridionale, fosse ancora in svolgimento e sospeso per la Grande Guerra. Come si legge infatti sull’Italia Sportiva di lunedì 3 maggio 1915, si ipotizzava “Anche quest’anno il titolo ad una squadra piemontese?”. A circa venti giorni dallo scoppio della Grande Guerra, Torino e Inter precedevano ancora il Milan in classifica. Il campionato del Nord venne sospeso col Genoa in testa ma col Toro che doveva ancora disputare una partita proprio contro i grifoni, poi sospesa per lo scoppio del conflitto bellico.

E la Lazio? La Lazio non solo aveva concluso legittimamente in testa il suo campionato come si legge sull’Italia Sportiva di Lunedì 3 Maggio 1915: La Lazio si aggiudica il titolo: con i ritiri del Lucca dall’ultimo incontro con la Lazio, e del Roman con il Pisa, si è deciso il campionato dell’Italia centrale a favore della Lazio, come del resto sarebbe avvenuto anche col regolare svolgimento degli incontri. La Lazio è tornata vittoriosa. L’ora grave che attraversiamo ci dispensa dal prolungarci in commenti. A tutti i calciatori indistintamente della Lazio, del Pisa, del Roman e del Lucca il saluto del forte al forte. Un match più difficile, il più difficile ed il più bello della nostra vita, ci aspetta.”

A legittimare definitivamente il primato della Lazio nell’Italia Centro-Meridionale, e questo è probabilmente il documento più importante emerso dalla ricerca emerotecaria dell’avvocato Gian Luca Mignogna e dal dottor Stefano Felci, c’è l’articolo dell’Italia Sportiva di lunedì 3 maggio 1915 che spiega come la semifinale tra Internazionale di Napoli e Naples, la cui vincente avrebbe dovuto affrontare la Lazio per il titolo dell’Italia Centro‐ Meridionale, fu ufficialmente annullata a causa di irregolarità di tesseramento. Si legge:

L’incontro di campionato Internazionale e Naples avvenuto il 18 aprile è stato annullato dalla Federazione nella sua ultima seduta, essendosi verificato che due giuocatori non avevano quel giorno la tessera in regola.”

Questo senza dimenticare il forfait del Lucca, che avrebbe dovuto affrontare l’ultimo match contro la Lazio, come riportato dall’Italia Sportiva di lunedì 17 Maggio 2015: “Il comitato direttivo del Lucca FBC nella sua ultima seduta, ha deliberato di dichiarare forfait per le rimanenti partite di campionato dell’Italia Centrale, e cioè per quella a Roma colla S.S. Lazio e per quella a Lucca col Roman. Ci dispiace assai, che scompaia così una squadra che due mesi fa non aveva competitori in Toscana.

Dunque il dado sembra ormai tratto: tramite PEC alla FIGC è pervenuta la documentazione con questi ritagli di 100 anni fa che sembrano chiarire un quadro certo: quella biancazzurra era l’unica squadra legittimamente finalista nel campionato 1914/15, mentre il primo posto del Genoa derivava solo dalla sospensione del campionato. Il successo laziale nel torneo centro- meridionale era invece legittimamente sancito dai comunicati ufficiali che sancivano il forfait del Lucca e l’annullamento di Internazionale-Naples. E la nomina della commissione in Federazione appare sempre più vicina…

Serie A, Lazio ancora a secco: al Ferraris solo la grinta, è 0-0 col Genoa

di Fabio BELLI (foto © Giandomenico SALE)

Ancora una prova sostanzialmente deludente per la Lazio, dopo il ko nel turno infrasettimanale contro il Genoa. Sostanzialmente perché i biancocelesti sul campo del Genoa hanno messo in campo un carattere che non si era visto contro i partenopei, né tantomeno una settimana fa al ‘Friuli’ contro l’Udinese. Ma la coperta resta sempre troppo corta: più avveduta difensivamente nelle ultime partite, rispetto a un girone d’andata in cui a lungo la retroguardia aveva avuto numeri da retrocessione, la squadra di Pioli non va a segno dal poker col Chievo. Tre partite senza gol, un inedito nella gestione del tecnico emiliano.

Pioli ha provato a stravolgere le carte in tavola mettendo in campo, esattamente a un girone di distanza dall’ultima volta, Mauri titolare affiancato a Djordjevic e Felipe Anderson in un tridente “mobile”. In panchina a sorpresa Lulic e Keita, in difesa scelte obbligate col solo Braafheid come alternativa in panchina. Oppure no?

L’approccio alla partita della Lazio è decisamente convincente, con la presenza di Mauri che sembra regalare almeno a tratti quell’imprevedibilità mancata nelle ultime partite in fase offensiva. Il primo a scaldare i guantoni di Perin però è Danilo Cataldi, con una conclusione non potentissima ma molto angolata che il portiere genoano deve deviare in angolo allungandosi al massimo. Poco dopo, sugli sviluppi di un corner, colpo di testa di Mauri e traversa piena con Perin che sembrava ormai beffato sul secondo palo. Resterà la migliore occasione della partita per i biancocelesti, che con la brillantezza di Mauri vede scemare anche il dominio sul campo. Il primo tempo si chiuderà con una cavalcata di Cerci ed un pallone velenoso messo nel mezzo sul quale, superato Marchetti in uscita, sarà fondamentale un salvataggio di Konko quasi sulla linea di porta.

Dicevamo, nessuna alternativa in difesa a parte Braafheid oppure sì? All’intervallo problema muscolare, l’ennesimo in una stagione-calvario per la rosa laziale, per Basta. Pioli non sceglie l’olandese ma Patric Gabarron, fin qui oggetto misterioso ed invece autore di una prova eccellente, soprattutto in fase propositiva, ma senza perdere la giusta attenzione sui ripiegamenti. Sarà l’ex Barcellona la nota più lieta di una ripresa che vedrà il Genoa prendere sempre più campo. Nella fase centrale del secondo tempo deve pensare Marchetti a salvare la Lazio da quella che sarebbe la quinta sconfitta consecutiva nella Marassi rossoblu. Il portiere veneto prima si supera su un colpo di testa di Munoz, quindi salva tutto in uscita disperata a tu per tu con Tachtsidis, che si era liberato con un gioco di prestigio di Hoedt.

In realtà a parte questo episodio l’olandese è stato uno dei migliori in campo, capace di spiccare e di dimostrarsi comunque molto cresciuto in questa fase. Così come Milinkovic-Savic, padrone assoluto dello spazio aereo. Bene anche Mauricio e Konko a completare una prestazione difensiva di buon livello. Le note dolenti iniziano in avanti, con Djordjevic completamente disorientato e mai capace di produrre la giocata giusta e Felipe Anderson ormai fantasma di sé stesso, orfano non solo della conclusione a rete ma anche di quell’ultimo passaggio vincente che spesso lo aveva contraddistinto nella passata stagione. Né ha aiutato la Lazio l’ingresso di Keita, come sempre propositivo ma incapace di andare oltre una conclusione agevolmente neutralizzata da Perin. L’ultima occasione è un colpo di testa di Mauricio su cross da calcio d’angolo che non finisce di molto a lato. E la Lazio chiude ancora senza gol e con un punto che, con Roma e Milan ormai lontane, serve a poco per sperare di presentarsi ai nastri delle coppe europee anche nella prossima stagione.

IL TABELLINO

GENOA-LAZIO 0-0

GENOA (3-4-3): Perin; Munoz, Burdisso Ansaldi (58′ Rigoni); Izzo, Rincon, Dzemaili, Laxalt; Suso (79′ Lazovic), Pavoletti, Cerci (69′ Tachtsidis). A disp. Lamanna, De Maio, Marchese, Capel, Ntcham, Pandev, Fiamozzi, Gabriel Silva, Matavz. All. Gian Piero Gasperini

LAZIO (4-3-3): Marchetti; Basta (46′ Patric), Mauricio, Hoedt, Konko; Milinkovic, Cataldi (78′ Lulic), Parolo; Felipe Anderson, Djordjevic, Mauri (64′ Keita). A disp. Berisha, Guerrieri, Braafheid, Gentiletti, Klose. All. Stefano Pioli

ARBITRO: Orsato (sez. Schio).

Ass.: Di Liberatore-Fiorito. IV: Alassio. Add.: Mazzoleni-Chiffi

NOTE. Ammoniti: 19′ Parolo (L), 52′ Suso (G), 61′ Munoz (G), 72′ Cataldi (L), 85′ Rincon (G), 86′ Lulic (L) Recupero: 2′ pt; 4′ st.