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Lupa Roma, esonerato Cucciari. Squadra affidata al duo Di Michele-Quinzi

«La Lupa Roma FC comunica di aver affidato la guida tecnica della prima squadra al duo David Di Michele-Angelo Quinzi, che prendono il posto dell’esonerato Alessandro Cucciari», questo lo scarno comunicato stampa che la Lupa Roma FC ha diramato pochi minuti fa riguardo il futuro della conduzione tecnica della squadra. E dire che mancano tre giornate alla fine del campionato e un altro cambio in panchina potrebbe non sortire gli effetti sperati del Presidente Cerrai.

Lo stesso Presidente, infatti, nella giornata di ieri affidava le sue considerazioni ad una lunga nota: «Cucciari resterà sempre un amico perché il suo valore umano è fuori discussione. Ho preso questa decisione come conseguenza di una classifica che è diventata preoccupante. Non è una decisione contro Cucciari ma a favore della Lupa Roma nella speranza che in queste giornate ci sia un repentino cambiamento che ci permetta almeno di approdare ai play out. Se ci arriveremo, dovremo pensare di arrivarci senza improvvisazioni ma in continuità di lavoro e per questo il cambio in questo momento assume una rilevanza fondamentale: portare entusiasmo utile ad evitare la retrocessione e preparare l’auspicato play out». 

«Questa annata vada come vada sarà da dimenticare ma per questo ci sarà tempo – ha dichiarato Cerrai -. Adesso dobbiamo tutti insieme mettere energie fresche e tanta umiltà ed in questo senso il ruolo dei calciatori sarà fondamentale. Di Cucciari ricorderò sempre con profonda stima le sue alte qualità morali e con grande gioia i tanti successi ottenuti insieme. Speravo in un finale diverso e sono certo di non dovermi rimproverare nulla né come uomo né come Presidente. La realtà è sotto gli occhi di tutti. Ovviamente le colpe sono tutte le mie ma anche volendomi dimettere non trovo nessuno disposto a prendere il mio posto. Sarà più facile trovare tanti professori pronti a dire la loro ma questo è il mondo delle parole e dei parolai. Oggi noi abbiamo bisogno di fatti e i fatti passano anche attraverso decisioni tristi. Presto saprò il valore delle mie decisioni e se avrò sbagliato sarà giusto pagare con una retrocessione. Ma adesso ho ancora voglia di combattere anzi ho più voglia di prima».

La Lupa Roma occupa il penultimo posto nella classifica del girone B della Lega Pro con 24 punti, 5 vittorie, 26 centri realizzati e 53 subiti, peggio dell’ultima classificata Savona. La Lupa Roma, infine, è già al quarto cambio d’allenatore: Cucciari, che ha iniziato la stagione, è stato sostituito alla decima giornata da Agenore Maurizi, poi esonerato in favore dello stesso Cucciari ed ora nuovamente sollevato dall’incarico.

La bellezza dei campi di terra (e di sabbia)

Corsivo apparso sull’edizione di questa settimana del Nuovo Corriere Laziale

«Buongiorno dalla sabbia di Arce», così recita un post scritto sulla pagina del Cedial Lido dei Pini prima della partita di ieri mattina giocata al ‘Lino de Santis’. La partita in questione, o la pietra dello scandalo, è Arce – Cedial Lido dei Pini, campionato d’Eccellenza, Girone B. Quante volte, infatti, s’è sentito pronunciare espressioni contro gli ‘obsoleti’ campi di terra? Sui campi in cui disputano le proprie partite le squadre giovanili, poi, è tutto un continuo tecnicismo sulle proprietà taumaturgiche del sintex rispetto al gioco dei propri pargoli che, a dir di costoro, sarebbe naturalmente foriero di giochi più spettacolari e partite decisamente più equilibrate. Ma questo è un altro discorso, seppur affine. Se ne deduce, dunque, che ogni partita dovrebbe essere livellata su dei criteri e normata sul sintex, verrebbe da dire ironizzando. In questo caso, la polemica è tutta d’un botta e risposta tra Cedial e Arce sul popolare social network: Facebook. Al post dei litoranei «Buongiorno dalla sabbia di Arce», con relativi commenti sprezzanti riguardanti palette e secchiello da portare sul campo in sabbione dei gialloblù ciociari, gli fa eco quello della pagina dell’USD Arce «Secchielli e palette lasciati a voi per riportare a casa le due reti subite». Il campo in sabbione dell’Arce, in realtà, racchiude in sé una dimensione quasi mistica che supera di molto i campi di terra, a cui l’occhio è spesso già abituato. Se un tale dovesse andare ad Arce, infatti, e si dovesse attardare nella piazza centrale con tanto di panorama sulla vallata sottostante, si accorgerà di un rettangolo giallastro: il ‘Lino de Santis’. Campo in sabbione e foto che immortalano i granelli  schizzati da una parte e dall’altra quando il pallone si infrange sul terreno di gioco. I campi come quello di Arce vanno necessariamente preservati dalle insidie del tempo. Così come quelli di terra. Ultimi retaggi d’un calcio che si vuole dimenticare troppo in fretta.

[marco piccinelli]