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Risposta alla Replica della società Racing Roma in merito all’articolo pubblicato dal Nuovo Corriere Laziale del 9/1/17

A seguito della replica della Vostra Società, vorrei chiarire anch’io alcune cose che non sono state comprese dal testo scritto e pubblicato dal ‘Nuovo Corriere Laziale’ e che rendono necessaria un’ulteriore argomentazione.

Nell’articolo in questione non ho mai menzionato la società Racing Roma come implicata nella questione delle fidejussioni facente riferimento alla compagnia di assicurazioni Gable Insurance AG: ho scritto, al contrario, che la società laziale coinvolta è la Lupa Roma mentre extra regione ho semplicemente citato, en passant, Venezia, Modena, Reggina e Sampdoria tra le coinvolte, nonostante fossero più numerose di quelle riportate. Lo scritto, inoltre, non riporta dati della Covisoc da cui emergono irregolarità di pagamenti nei confronti di «fornitori, consulenti e commercialisti»

Per quanto riguarda la denominazione della squadra, il testo riporta distintamente le due compagini, Lupa Roma e Racing Roma, senza «allusioni» citate nella replica che farebbero risultare la Racing Roma in linea con un certo passato e che «devono essere necessariamente rimosse». E’ opportuno, infatti, chiarire da parte mia, che non ho mai scritto come la Racing Roma sia sovrapponibile alla Lupa Castelli Romani, ho scritto testuali parole riguardo il passaggio di proprietà fra la società castellana e la Vostra: «[…] Pietro Rosato prende le redini della squadra (Lupa Castelli Romani nda) e a fine stagione riesce a trovare un accordo con Antonio Pezone, già presidente della Racing Club di Ardea per un passaggio di proprietà della società»

E ancora, riprendendo dall’articolo: «[…] Stesso discorso per la Racing Roma la quale, nonostante i nomi che orbitano attorno alla società gialloverde (Giannichedda, ad esempio, è l’allenatore della Prima Squadra) non riesce a scrollarsi di dosso la nemesi-LupaCastelliRomani: la squadra di Pezone è ancora ultima e il punteggio  (al momento) identico a quello della ‘fu’ società amaranto celeste». 

Non è stato, dunque, fatto alcun accostamento né confusione «fatale e strumentale con il più ampio e generico nome di ‘Lupa’ che di Lupa non si tratta», come riportato dalla Vostra società nella replica all’articolo.

La posizione in classifica e il punteggio rappresentano un paragone in termini numerici e di classifica con la Lupa Castelli Romani, peraltro indicata come ‘fu’ Lupa Castelli Romani. Non è stato riportato, infatti, nulla che possa far intendere una sovrapposizione o una continuità con un passato «poco chiaro», come dalla Vostra società scritto nella replica al mio articolo. Ad ogni buon conto cito, infatti, il Presidente Pezone che nella conferenza stampa di nascita della SS Racing Roma ha avuto modo di dichiarare come fosse avvenuta «l’acquisizione delle quote della Lupa Castelli Romani». Tale operazione ha, infatti, permesso alla Vostra Società di chiedere la riammissione in Lega Pro ed ora essere parte integrante del Girone A della terza serie professionistica calcistica italiana. 

Resto a disposizione per eventuali chiarimenti.

 

Marco Piccinelli

«La Lupa è viva, nonostante le sconfitte», parla Francesco Colantoni

di Marco PICCINELLI

Francesco Colantoni è il giocatore che, comunemente, si classificherebbe come “bandiera” della squadra: parte integrante della Lupa Castelli Romani fin dalla sua fondazione, dall’Eccellenza passando per la D, fino alla Lega Pro. La promozione dalla Serie D al professionismo, pur fortemente voluta e vinta sul campo, rappresenta un qual certo salto per chiunque, anche per la più forte del girone G della Serie D. La Lupa, infatti, ha dovuto affrontare molte peripezie: l’abbandono del ‘Montefiore’ di Rocca Priora, il conseguente cambio di impianto in favore del ‘Centro d’Italia – Manlio Scopigno’ di Rieti et cetera. La squadra non inizia bene un campionato difficilissimo e il capitano Colantoni si rompe il crociato proprio mentre la sua squadra conquistava i primi tre punti, vincendo contro una pur forte Paganese. Colantoni rientra in campo a ‘cose già fatte’, a retrocessione già avvenuta, tuttavia la tempra del capitano lo aiuta ad affrontare il momento che ha vissuto: «Per me è stato un anno difficilissimo: come ho già detto in altre occasioni, in altre interviste, non avevo ancora mai avuto alcun tipo di problema, neanche muscolare. Ero abituato a disputare trenta partite l’anno ed affrontare un infortunio così grave è stato molto duro. Ho lavorato per cercare di rientrare il prima possibile: ho fatto il massimo e questo finale di stagione, nonostante le difficoltà che sono ovvie, spero di vivermelo nel migliore dei modi».

«Quando mi sono fatto male  – racconta Colantoni – mi ero fatto una tabella sul mio rientro in campo, nonostante Taraborelli mi diceva “ci vediamo l’anno prossimo”. Speravo di rientrare prima e fortunatamente l’ho fatto, nonostante mi aspettassi di tornare con un’altra situazione di classifica, ma non è stato così. Il mio rientro, poi, ha solo obiettivi personali per cercare di dimostrare che sono ancora ‘quello di una volta’». E componente valido della rosa, come Colantoni è indubbiamente stato dall’Eccellenza alla Lega Pro per la squadra castellana.

Sul momento attuale che la Lupa sta vivendo, Colantoni afferma: «Stiamo lavorando e cerchiamo di vivere veramente giorno per giorno, cercando di finire questa stagione nel migliore dei modi, perché sia questa la cosa più importante per ognuno di noi, e perché al di là della squadra ciascuno di noi ha degli obiettivi personali per il futuro. Per quel che mi riguarda sto cercando di rientrare, di far vedere che sono almeno in parte quel che sono sempre stato e l’anno prossimo vedremo quel che accadrà».
Terminare il campionato, onorarlo fino alla fine, anche se a volte sembra essere un luogo comune, è in realtà quel che ha fatto la Lupa: a retrocessione già avvenuta inanella una vittoria che fa bene al morale rifilando due gol al Martina Franca e sbloccando la partita con un numero del duo RosatoGurma, anche lui ritrovato a seguito di un brutto infortunio allo zigomo.

La squadra amarantoceleste, infatti, è stata falcidiata da infortuni, sfortune di ogni genere e squalifiche: per una neo promossa sono tutti fattori complicati da affrontare, qualora si dovessero presentare separatamente. Se il fato è avverso e fa in modo che i fattori menzionati precedentemente si manifestino contemporaneamente, si comprenderà il momento di sbandamento che ha vissuto la Lupa Castelli Romani.

La squadra, come prima riportato, ha dovuto abbandonare il ‘Montefiore’ di Rocca Priora in favore dello stadio del Rieti: «Il campo ha cambiato poco, a parte il fatto che a Rieti mi sono rotto il ginocchio (sorride nda). Scherzi a parte, a livello di ambiente è cambiato poco, anzi, lo stadio di Rieti è bellissimo e potrebbe ospitare anche la Serie B, da quel punto di vista siamo andati in meglio: anche perché, per quanto riguarda il pubblico, non è che a Rocca Priora c’erano duemila persone a guardarci e a Rieti no, anzi, da quel punto di vista è stato sempre uguale. Quando non hai una localizzazione precisa, se si può usare il termine, è ovvio che non è facile: quest’anno, come l’anno scorso, abbiamo giocato tutte le partite fuori casa, è evidente: vai a giocare a Foggia e ci sono ottomila persone, la settimana successiva giochi ‘in casa’ e sono presenti sessanta persone di cui quaranta genitori, è chiaro che è tutto diverso».
Il sostegno e il tifo per Colantoni contano poco o «relativamente» dato che «l’altr’anno abbiamo vinto un campionato con quelle sessanta persone» di cui sopra «ovviamente influisce, dato che se hai cinquecento persone in curva a cantare, un aiuto te lo dà, ma non è stata la causa principale di quest’anno».

«Onorare il campionato fino alla fine è un luogo comune come si diceva prima ma spesso non è così – ha proseguito Colantoni – si vedono tante squadre che retrocedono, non avendo più nulla da giocarsi, e mollano: ne ho viste tante. Noi, invece, abbiamo un merito importantequello di giocarci tutte le partite. Tralasciando la vittoria contro il Martina Franca, coronamento di queste ultime settimane di lavoro, ma anche nelle giornate precedenti abbiamo giocato due buonissime partite sia contro la Casertana che contro il Catania, dimostrando che questa squadra non è morta, nonostante i risultati negativi e la retrocessione ufficiale».

«I risultati, per una neo promossa, non sono così facili da raggiungere – ha chiosato Colantoni -: nessuno poteva pretendere che la Lupa fosse terza o quarta in classifica, a giocarsela magari con Lecce e Foggia, che hanno un budget completamente diverso. Se qualcuno avesse pensato che la Lupa se la sarebbe potuta giocare con quelle squadre che ho prima citato, significa che capisce poco di calcio».

Lupa Castelli Romani, parla mister Palazzi

di Marco PICCINELLI

La Lupa Castelli Romani, a seguito della promozione nel girone G della Serie D, ha vissuto una stagione (la prima tra i professionisti) più che travagliata, tra infortuni, squalifiche e cambi di allenatore. Le pur buone prestazioni sul campo, infatti, non danno seguito a vittorie e nelle prime giornate di campionato la situazione si fa già tetra: i primi tre punti arrivano alla sesta giornata contro la Paganese. Il rovescio della medaglia, tuttavia, è l’infortunio del capitano Francesco Colantoni: crociato rotto e rientro nella squadra solo ad aprile contro la Casertana.

Nel frattempo la Lupa non riesce a vincere e si verifica più di qualche cambio d’allenatore: il duo Taraborelli/Cioci si incarica della conduzione della squadra dopo la decima giornata, a seguito dell’esonero di Galluzzo (tecnico autore del passaggio dalla serie D alla Lega Pro), poi subentra Di Franco che lascia nuovamente a fine febbraio. La dirigenza chiama, allora, mister Mario Palazzi, tecnico di grande esperienza e vice di Serse Cosmi. La gestione Palazzi deve affrontare subito due trasferte più che impossibili, tra cui il Foggia, ma la sua Lupa, a retrocessione già avvenuta, è capace di rialzare la testa e vincere in casa contro il Martina Franca per due reti a uno, mettendo in campo una prestazione tutt’altro che da Cenerentola del girone: «Devo dire, senza presunzione, che la vittoria di sabato è stata frutto di un lavoro continuo da due mesi a questa parte, sempre improntato a far migliorare i ragazzi e a far sì che credano un po’ di più nelle loro qualità», ha affermato il tecnico toscano al ‘Nuovo Corriere Laziale’.
«La stagione era, sostanzialmente, già compromessa – ha proseguito Palazzi – anche perché sono arrivato e subito abbiamo perso due partite, a Pagani e Foggia: diciamo, poi, che bisogna avere a disposizione anche un piccolo lasso di tempo perché un agglomerato di giocatori diventi squadra».
La famosa amalgama cara al presidente del Catania Angelo Massimino.
«La soddisfazione
 – ha proseguito Palazzi – è quella di vedere che questi ragazzi sono cresciuti ed hanno cominciato a diventare una squadra di calcio» anche perché «tatticamente ce la siamo sempre giocata con tutti», nonostante la classifica.

«La squadra se l’è sempre giocata anche con compagini di livello superiore», come Lecce, Foggia «ma anche Casertana, Messina, Cosenza». Anche perché, c’è da dirlo, il girone in cui è inserita la Lupa vede più d’una nobile del calcio professionistico italiano (come le realtà prima menzionate) o che hanno occupato positivamente per molto tempo la scena dilettantistica nazionale, come l’Akragas o il Matera nonostante la rifondazione del 2012.
«Per quanto mi riguarda devo badare al mio lavoro e migliorare sempre i giocatori che ho a disposizione, e questo credo che si noti, per cui sono soddisfatto» tuttavia «voglio ancora migliorare da qui alla fine della stagione».
Sulle prospettive future Palazzi è comprensibilmente reticente: «Penso che la Lupa, la dirigenza, dovrà fare un briefing e capire quali siano le intenzioni: al momento è ancora in corso il campionato e credo che la società abbia intenzione, come l’abbiamo noi, di portarlo a termine nella maniera più degna possibile per poi mettersi a tavolino ed eventualmente riprogrammare la prossima stagione».
«Quando le società ti propongono un lavoro è sempre positivo – ha detto Palazzi a proposito del futuro della Lupa, che non sarà più nella Lega Pro a partire dalla prossima stagione – sono abituato al professionismo ma non pongo limiti al fato: quando una dirigenza ti cerca si prescinde dal livello ma è chiaro che le mie ambizioni sono quelle di fare bene e di rimanere tra i professionisti».
«Ho trovato una squadra col morale bassissimo, a terra, da ricostruire sia nella mente che nell’animo – conclude Palazzi – tuttavia non credo la situazione si possa addebitare ai predecessori che ho avuto: molti giocatori sono stati cambiati, l’unica cosa che posso dire, ed è il mio rammarico, è stato quello di arrivare un pochino tardi sulla panchina della Lupa. Bastavano quattro o cinque partite prima e, con l’attuale rosa, ci saremmo salvati sicuramente».

Lupa Roma, esonerato Cucciari. Squadra affidata al duo Di Michele-Quinzi

«La Lupa Roma FC comunica di aver affidato la guida tecnica della prima squadra al duo David Di Michele-Angelo Quinzi, che prendono il posto dell’esonerato Alessandro Cucciari», questo lo scarno comunicato stampa che la Lupa Roma FC ha diramato pochi minuti fa riguardo il futuro della conduzione tecnica della squadra. E dire che mancano tre giornate alla fine del campionato e un altro cambio in panchina potrebbe non sortire gli effetti sperati del Presidente Cerrai.

Lo stesso Presidente, infatti, nella giornata di ieri affidava le sue considerazioni ad una lunga nota: «Cucciari resterà sempre un amico perché il suo valore umano è fuori discussione. Ho preso questa decisione come conseguenza di una classifica che è diventata preoccupante. Non è una decisione contro Cucciari ma a favore della Lupa Roma nella speranza che in queste giornate ci sia un repentino cambiamento che ci permetta almeno di approdare ai play out. Se ci arriveremo, dovremo pensare di arrivarci senza improvvisazioni ma in continuità di lavoro e per questo il cambio in questo momento assume una rilevanza fondamentale: portare entusiasmo utile ad evitare la retrocessione e preparare l’auspicato play out». 

«Questa annata vada come vada sarà da dimenticare ma per questo ci sarà tempo – ha dichiarato Cerrai -. Adesso dobbiamo tutti insieme mettere energie fresche e tanta umiltà ed in questo senso il ruolo dei calciatori sarà fondamentale. Di Cucciari ricorderò sempre con profonda stima le sue alte qualità morali e con grande gioia i tanti successi ottenuti insieme. Speravo in un finale diverso e sono certo di non dovermi rimproverare nulla né come uomo né come Presidente. La realtà è sotto gli occhi di tutti. Ovviamente le colpe sono tutte le mie ma anche volendomi dimettere non trovo nessuno disposto a prendere il mio posto. Sarà più facile trovare tanti professori pronti a dire la loro ma questo è il mondo delle parole e dei parolai. Oggi noi abbiamo bisogno di fatti e i fatti passano anche attraverso decisioni tristi. Presto saprò il valore delle mie decisioni e se avrò sbagliato sarà giusto pagare con una retrocessione. Ma adesso ho ancora voglia di combattere anzi ho più voglia di prima».

La Lupa Roma occupa il penultimo posto nella classifica del girone B della Lega Pro con 24 punti, 5 vittorie, 26 centri realizzati e 53 subiti, peggio dell’ultima classificata Savona. La Lupa Roma, infine, è già al quarto cambio d’allenatore: Cucciari, che ha iniziato la stagione, è stato sostituito alla decima giornata da Agenore Maurizi, poi esonerato in favore dello stesso Cucciari ed ora nuovamente sollevato dall’incarico.

Gabriele Gravina nuovo Presidente della Lega Pro

Gabriele Gravina è il nuovo presidente della Lega Pro.

Lo ha eletto l’assemblea dei club riunitasi il 22/12/15 a Firenze, al secondo scrutinio, con 31 voti contro i 13 di Raffaele Pagnozzi e i 7 di Paolo Marcheschi.

Gravina, nato a Castellaneta in provincia di Taranto, succede come Presidente a Mario Macalli. “E’ un momento importante e sono soddisfatto di quanto ho raggiunto- ha commentato subito dopo l’elezione, Gabriele Gravina- è un risultato chiaro e impegnativo perché è ricco di responsabilità. E’ necessario lavorare per rimettere assieme le energie dei presidenti. E’ stata premiata la mia tenacia. Al termine dell’Assemblea, ho abbracciato uno ad uno  tutti i presidenti. La prima cosa che farò? Tra pochi giorni al lavoro perché abbiamo un anno, ma tante attività da portare avanti con traguardi e obiettivi. Incontrerò appena possibile il Commissario Miele per il passaggio di consegne”.
L’Assemblea ha votato con larga maggioranza il rinvio dell’elezione dei due vicepresidenti della Lega Pro. Sono stati eletti per il Consiglio Direttivo: 
Cerrai (Lupa Roma), De Meis (Rimini),  Lovisa (Pordenone), Maglione (Melfi), Miani (Ancona), Nitti (Pro Patria), Sannella (Foggia), Tardella (Maceratese)

Gaia Simonetta, Ufficio stampa Lega Pro