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Città di Ciampino, “Tornei di Natale” e torneo di Palestrina: quante gioie dalla Scuola calcio

«E’ il segnale concreto degli enormi passi avanti fatti dalla nostra Scuola calcio nel corso degli anni». Claudio Peroni, responsabile del settore di base del Città di Ciampino, è giustamente orgoglioso di quanto i piccoli atleti del club ciampinese siano cresciuti e divenuti competitivi. I “Tornei di Natale”, organizzati dallo stesso Città di Ciampino e conclusisi martedì sera, e quello chiuso proprio ieri a Palestrina hanno confermato la validità delle tante squadre della pre-agonistica. Per la prima volta durante le varie edizioni del memorial Bruno Cececotto e di quello intitolato a Sandro Sciotti, tre squadre della società presieduta da Antonio Paolo Cececotto e Alessandro Fortuna hanno raggiunto l’ultimo atto: i Piccoli Amici 2008 di mister Luca Perini (che tra l’altro in semifinale avevano eliminato l’altro gruppo del Città di Ciampino presente al via del torneo, quello guidato da Omar Drouachi) e i Pulcini 2004 di Leonardo Tibuzzi hanno vinto nelle loro categorie, battendo in finale rispettivamente il Ponte di Nona (ai calci di rigore) e la Nuova Tor Tre Teste, mentre i Pulcini 2005 di Davide Olivetti sono stati superati in finale dalla Lodigiani ai calci di rigore. Nelle altre categorie, vittorie per il Palestrina tra i Pulcini 2007 (pirotecnico 6-4 sul Rocca di Papa) e Nuova Tor Tre Teste nei Pulcini 2006 (5-2 sul Borgo Carso). «Anche a livello meteorologico siamo stati fortunati perché di fatto la pioggia non ha mai condizionato lo svolgimento delle partite. Insomma è stata davvero la solita grande festa» aggiunge Peroni che poi fa una doverosa sottolineatura. «Un ringraziamento, anche pubblico, a tutti quei tecnici e dirigenti che hanno dedicato tanto tempo a queste due manifestazioni e si sono messi a disposizione per arbitrare: senza la loro disponibilità non avremmo mai portato a termine questo importante impegno». Alla giornata delle finali hanno presenziato numerose autorità militari come il comandante della stazione dei carabinieri di Santa Maria delle Mole Michienzi, quello della Tenenza di Ciampino Blaconà, il capitano della stazione di Castel Gandolfo Iacovelli, il colonnello del Gruppo Frascati Magrini, il presidente dell’associazione carabinieri “Sciotti” Avagliano. Ovviamente presenti i due presidenti del club Antonio Paolo Cececotto e Alessandro Fortuna, oltre a Sabrina Cececotto, Giordano Moroncelli, l’assessore comunale Andrea Perandini, l’ex calciatore Fabio Liverani e il grande amico del Città di Ciampino Alberico.
Ma tante soddisfazioni sono arrivate anche dal torneo organizzato dal Palestrina dove ben tre squadre del Città di Ciampino hanno raggiunto la finale: in questo caso a vincere è stato l’altro gruppo di Pulcini 2005 allenato da Giuseppe Porcella, mentre i 2004 di Marco Berardo e i 2006 di Luca Mattei si sono piazzati secondi con gli Esordienti 2003 di mister Paolo Landolina (eletto migliore allenatore della categoria) hanno chiuso al terzo posto. Sempre a Palestrina il 2004 Moretti è stato eletto miglior portiere, il 2005 Innocenzi miglior giocatore così come i 2006 Di Lauro e Del Campo.

Area comunicazione Polisportiva Città di Ciampino

Cristofari: ricominciamo dai più piccoli

Riceviamo e pubblichiamo la lettera aperta del Presidente dell’US Palestrina che spiega le ragioni che l’hanno spinto al recente ritiro delle squadre agonistiche da tutte le competizioni

Dopo qualche giorno, ho raccolto le idee e ho deciso di scrivere a tutte le persone legate all’US Palestrina 1919.

Ho deciso di scrivere perché sentivo il bisogno di spiegare le ragioni del recente ritiro delle squadre agonistiche da tutte le competizioni.

È stata una decisione sofferta. Effetto di una situazione che non era più sostenibile dal punto di vista economico. L’US Palestrina 1919 non è un’azienda, ma io ragiono da imprenditore perché sono un imprenditore. Non ci devo guadagnare, ma nemmeno perdere. Il mio compito è far quadrare i conticome un padre di famiglia.

Posso investire, metterci del mio, ma alla lunga se costi e proventi non quadrano sono costretto a trarre le conclusioni. Ed è ciò che è accaduto.

Ho creduto nel Palestrina calcio in questi anni perché credo nello sport. Chi mi conosce lo sa: l’US Palestrina 1919 per me è sempre stata un’iniziativa sportiva con finalità sociali. Far divertire i bambini e i ragazzi, creare senso di comunità, farli crescere ed educarli allo sport. Nient’altro. E per farlo in questi anni ho investito molto, nella squadra, nell’impianto. Voglio darvi solo qualche cifra:

– per la prima squadra e per il settore agonistico spendevo circa 10.000 euro al mese;
– tra utenze, assicurazioni e altri costi 4.000 euro al mese.

Inoltre, nel corso di questi 8 anni alla guida dell’US Palestrina 1919, ho investito nella struttura qualcosa come 300.000 euro l’anno. È sotto gli occhi di tutti il cambiamento. Prima non potevamo nemmeno parlare di uno stadio, di un campo, di un impianto sportivo, di uno spazio ricreativo per i ragazzi e i bambini.

Senza dimenticare che per ragioni che non dipendono da me lo Sbardella è rimasto chiuso al pubblico negli ultimi 5 anni. Ho dovuto investire per affittare campi e poter giocare in altri comuni o a Roma, voglio ricordare Guidonia, Zagarolo, San Cesareo, il campo del San Basilio. Se questi sono i costi, il fatto di giocare a porte chiuse ha avuto come effetto quello di vedere a zero le possibilità di altri proventi, che significa:

– poter concludere pochi contratti con gli sponsor (chi sponsorizza una squadra che ha uno stadio chiuso?)
– non poter contare sui proventi dai biglietti.

La scuola calcio per i bambini si autofinanzia con le iscrizioni e le rette per la parte legata alle attività, non per i costi di gestione della struttura.

In sostanza tanti costi e quasi zero proventi. Questa è la ragione per cui ho ritirato la prima squadra e il settore agonistico da tutte le competizioni. La scuola calcio è ancora lì, e non ho intenzione di togliere ai bambini lo sport.

Ho letto qualche ricostruzione fantasiosa. Come tutti sapete in questi anni ho costruito un ristorante nel centro sportivo. Ristorante che era anche foresteria dove mangiavano i ragazzi della prima squadra e del settore agonistico che non sono di Palestrina. Ho cercato di mettere a reddito questo ristorante per poter contare su qualche provento – come vi ho appena detto non ci sono – e forse ho fatto degli errori. Si tratta di errori che intendo sanare, e se ci sono state delle irregolarità sono pronto a pagare.

Ma tutto questo non è legato alla mia decisione di ritirare la squadra dalle competizioni. Forse è solo l’ultimo tassello di una vicenda. Non è questa la sede per capire di chi sono le responsabilità di tale situazione. Io sentivo solo il bisogno di mettere in fila le ragioni di una decisione sofferta. Non è stato facile comunicare ai ragazzi che era tutto finito. Ma non potevo più andare avanti.

Adesso ricominciamo con i più piccoli, partiamo da loro. Non è vero come ho letto che ci rimette sono i bambini: i bambini ci sono, la scuola calcio c’è. La parte sportiva e sociale resta in piedi. Non resta in piedi la parte agonistica. Ho scelto per un fatto economico. Nel calcio esiste l’impraticabilità di campo, qui c’era l’impraticabilità economica e sportiva.

Da adesso in poi su questa vicenda vorrei evitare di parlare e lascerò che a farlo siano i miei legali, laddove necessario.

Buone Natale e Buon Anno,
Augusto Cristofari