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Pomezia: né ‘Persia’, né vittoria

Apparso sul Nuovo Corriere Laziale del 19 Dicembre 2016
 
Il 31 Ottobre Andrea Persia, da poco assunto come allenatore del Pomezia SDP, viene sollevato dall’incarico per aver perso il derby contro l’UniPomezia per 2 reti a 1.
 
Questa, almeno, la motivazione ufficiale, ribadita dal Co-Presidente Coculo al ‘Messaggero’ quando ancora la panchina era vacante e il nome di Cristiano Gagliarducci non era ancora stato ufficializzato: «E’ stata molto dura prendere una decisione del genere. Stimo Andrea (Persia ndr) sia come persona che come tecnico e dunque la sua professionalità è fuori discussione. Ma nel mondo del calcio quando le cose non vanno per il verso giusto a pagare è sempre l’allenatore».
Il leitmotiv del ‘a pagare è sempre l’allenatore’, dunque non smette mai di confermarsi, anno dopo anno. Nessuno, infatti, mette in dubbio le capacità di Cristiano Gagliarducci, già vincitore del Campionato d’Eccellenza per due volte (Lupa Castelli Romani e Albalonga), tuttavia l’esonero dopo neanche 10 giornate dell’allenatore fresco del titolo nazionale della Juniores Elite potrebbe serenamente rientrare sotto quelle scelte che comunemente vengono classificate come ‘poco felici’. I risultati del Pomezia di Gagliarducci, infatti, non sono poi così diversi di quelli della squadra a guida Persia: tre vittorie, due pareggi e due sconfitte, l’ultima in casa dell’Aprilia per 3 reti a 1.
Tale posizione per il Pomezia di Gagliarducci, tale quella dell’ex blaugrana della Vigor: settimo posto. ‘Fu vera gloria?’, verrebbe da dire, forse un poco prosaicamente.
 
Ma tant’è.
 
Marco Piccinellli

Eccellenza, Unipomezia, Federico Valle: “I derby non si giocano, si vincono. Ora ripartiamo”




Può essere la vittoria della svolta in casa Unipomezia. Il successo nel derby è stato importantissimo per gli uomini di Mancini, che vorranno ora ripartire da questi tre punti per risalire verso le posizioni di vertice. Federico Valle è stato tra i protagonisti del derby di ieri, disputato con la fascia di capitano al braccio: “I derby non si giocano, si vincono. Io la penso così. Noi ci siamo preparati bene durante tutta la settimana, studiando attentamente quello che il mister ci diceva. Siamo scesi in campo compatti e uniti per raggiungere la vittoria. Fortunatamente è arrivata e speriamo di prendere slancio da questi tre punti per ripartire. Noi continueremo a lavorare giorno per giorno per fare in modo di prenderci quello che meritiamo”. Nel derby si è sbloccato Luca Italiano, che può essere un valore aggiunto per l’Unipomezia: “Sono molto felice per lui. Luca è una bellissima persona e un grande calciatore. Si merita il meglio. Speriamo che continui a segnare”. Ora la squadra avrà due giorni di riposo e poi tornerà in campo per preparare la gara con il Monte San Giovanni Campano: “Ora ci godiamo questa bella vittoria. Poi da mercoledì torneremo in campo in vista della partita di domenica. Sappiamo che contro di noi ogni squadra mette in campo il massimo e quindi sicuramente non sarà semplice. Noi dobbiamo affrontarla al massimo e con la carica e la voglia visti nel derby”.

Coppa Italia Eccellenza, Aprilia ko col Pomezia ma la qualificazione è al sicuro

Sconfitta dolce per l’Aprilia, che grazie ai due gol dell’andata passa agli ottavi di Coppa Italia anche uscendo sconfitta per 0-1 nella gara di ritorno.

Partita che corre sui binari dell’equilibrio per tutto il primo tempo, con le rondinelle a tentare più conclusioni (4-1) ma senza esito.

Nella ripresa la gara sembra dover ripercorrere le orme della prima frazione. Ma dopo il quarto d’ora qualcosa cambia. Il Pomezia segna un gol (20’), ma Onorati viene segnalato in posizione irregolare al momento del tiro. Dieci minuti dopo la stoccata da fuori di Ferrazzoli si infila nell’angolino alla destra di Ceraldi, e da lì gli ospiti iniziano a spingere sull’acceleratore. Al 36’, sugli sviluppi di un calcio d’angolo è Onorati a colpire di testa da due passi, mancando incredibilmente il bersaglio. Sarà però questa l’ultima occasione concessa dalla difesa bianco-celeste al Pomezia, che fino al termine della gara non riuscirà più ad arrivare dalle parti di Ceraldi.

Prestazione non eccezionale dell’Aprilia, che porta però a casa il risultato più importante: il passaggio del turno. L’appuntamento è ora per mercoledì 9 novembre, mentre il nome dell’avversario non è ancora noto. L’unica cosa sicura è che le rondinelle ci saranno.

(fonte: Massimo Pacetti – Addetto Stampa F.C. Aprilia)

IL TABELLINO

APRILIA 0 – POMEZIA 1

APRILIA (4-3-3): Ceraldi; Tassinari (43’ s.t. Veroni), Mancini, Sossai, Tshimanga; Maola, Blasi (33’ s.t. Cioè), Fortunato; Benvenuti, Castro, Scibilia (1’ s.t. Fofi). A disp.: Caruso, Ranucci, Casimirri, Bussi. All.: Venturi

POMEZIA (4-4-2): Mastella; Buccioni, D’Andrea, Leone, Paglia; Kikabidze (16’ s.t. Angellelli), Crepaldi, Borshi, Bizzaglia (1’ s.t. Castrogiovanni); Ferrazzoli (46’ s.t. De Stefanis), Onorati. A disp.: Bolletta, Picarella, Giacinti, Meroni. All.: Persia

Arbitro: Potenza di Roma 2

Marcatori: 30’ s.t. Ferrazzoli

Note: Spettatori: 120 circa. Espulsi: nessuno. Ammoniti: Scibilia, Tassinari, Fortunato; Kikabidze, Onorati, Ferrazzoli. Angoli: 2 – 1. Recuperi: 1’ p.t.; 5’ s.t.

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Eccellenza, Coppa Italia: l’Aprilia prova a gestire in casa il 2-0 dell’andata contro il Pomezia

Torna la Coppa Italia e l’Aprilia, forte della vittoria nella gara di andata per 2 a 0, si appresta ad ospitare il Pomezia per la sfida di ritorno. Al “Quinto Ricci” l’ingresso sarà gratuito e, alle 15.30 quando l’arbitro fischierà l’inizio, le rondinelle di mister Mauro Venturi cercheranno di guadagnarsi il passaggio agli ottavi di finale. Il tecnico bianco-celeste è però consapevole che ci sarà da lottare per raggiungere questo obiettivo: «Tutte le partite vanno giocate, nessun risultato è scontato alla vigilia. Domenica non abbiamo giocato, non è stata colpa nostra ma ci troviamo ad avere questo piccolo vantaggio. Il Pomezia è un’ottima squadra, avrà voglia di riscattarsi dopo la gara di andata e la sconfitta di domenica. Sarà una partita vera, vogliamo difendere il risultato ottenuto due settimane fa in casa loro, ma è un impegno che presenta notevoli difficoltà. L’abbiamo preparata bene – conclude mister Venturi -, ora dobbiamo interpretarla sul campo nel miglior modo possibile».

Contando che la prossima sfida sarà domenica contro il Cedial Lido dei Pini, non può essere sottovalutato il fattore della condizione atletica. Tutte le squadre impegnate in Coppa dovranno tener presente la difficoltà di affrontare sfida così ravvicinate, ma mister Venturi è convinto che il suo staff abbia preparato la squadra a queste situazioni: «La nostra condizione fisica è ottima, in allenamento tutti i ragazzi riescono a dare molto, il lavoro del nostro preparatore Fabrizio Paris sta facendo la differenza. Abbiamo la fortuna di averlo con noi, così come mister Iacobucci e mister Passone, che stanno contribuendo in maniera decisiva all’ottimo rendimento della squadra».

Gianlorenzo Zeccolella è il manifesto del gran lavoro svolto dallo staff tecnico apriliano. Rientrato ad agosto dalla Germania, dove si era trasferito pe motivi di studio, è stato rimesso in condizione già per la prima di campionato. Da lì tante buone prestazioni, compresa la gara di andata a Pomezia. Ma ora è il momento di guardare alla sfida di mercoledì: «Possiamo avere un leggero vantaggio sul piano fisico – concede l’esterno classe ’96 – visto che non abbiamo giocato domenica, ma poi sarà il campo a dover dire qual è la compagine più forte. Il Pomezia è una squadra eccellente, il risultato della gara di andata non deve condizionarci. Per superare il turno dovremo fare un’ottima prestazione».

Ma non sarà cosa facile. Il Pomezia è da tutti accreditata come una delle favorite del campionato, l’attenzione dovrà essere ai massimi livelli. Per questo Zeccolella è convinto che «dobbiamo ripartire da zero. Il fatto di aver vinto all’andata può condizionarci psicologicamente, dobbiamo cancellare dalla mente quel risultato e pensare solo alla gara che ci attende. La prestazione di due settimane fa è stata eccellente, ma non dobbiamo avere la presunzione di poterla ripetere con facilità. Lo spogliatoio è carico, tutti vogliamo giocare questa sfida e sono sicuro che non ci lasceremo condizionare».

La gara, come detto, inizierà alle ore 15.30 e l’ingresso allo stadio sarà gratuito. La terna arbitrale sarà composta dal signor Michelangelo Potenza di Roma 2 e dagli assistenti Stefano Petrella di Albano Laziale e Marco Cuscunà di Ciampino.

(fonte: Massimo Pacetti – Addetto Stampa F.C. Aprilia)

Giovanissimi Regionali, l’Aprilia di Luis Pagliuca pronta ad ospitare il Pomezia

Per i Giovanissimi Regionali si avvicina la quarta giornata di campionato, che vedrà i ragazzi di mister Luis Pagliuca ospitare il Pomezia al “Centro Sportivo Primavera”. Un inizio di stagione molto positivo per le rondinelle classe 2002 che, a differenza dello scorso anno nella categoria élite fascia B quando faticarono non poco per tutta la stagione, stanno trovando una buona continuità di risultati. La maggior parte del gruppo è rimasta quella della scorsa stagione ma, evidentemente, qualcosa è cambiato: «L’esperienza dello scorso anno – sostiene il tecnico – è stata certamente di grande insegnamento per i ragazzi. Nella categoria di Eccellenza si incontrano squadre molto attrezzate che ti costringono a tirare fuori il meglio di te. Quest’anno oltre al gioco efficace voglio che i ragazzi cerchino il risultato: questo ulteriore passo avanti sta permettendo loro di crescere mentalmente, il che può spiegare la differenza di rendimento».

Uno scatto in avanti dei giocatori, dunque, che quest’anno hanno fame dei risultati che non sono riusciti ad ottenere nella passata stagione. E mister Pagliuca sa come nutrire questa ambizione proponendo un tipo di lavoro che, finora, ha dato i frutti sperati: «Il risultato per noi è l’obiettivo primario, i ragazzi stanno scendendo in campo sempre per fare la partita. Anche in fase di non possesso c’è un atteggiamento propositivo, che consiste nel non arretrare per aspettare l’avversario ma aggredirlo e costringerlo a giocare palla lontano dalla nostra porta. Domenica scorsa abbiamo messo in pratica questo spirito nel migliore dei modi, abbiamo avuto l’umiltà di adeguarci al gioco avversario, perché il Formia in fase di palleggio si è dimostrata un’ottima squadra, ma alle nostre condizioni. La strada è quella giusta, continuando così otterremo ottimi risultati. L’importante è che i ragazzi non si adagino e continuino a lavorare sodo come hanno fatto finora».

(fonte: Massimo Pacetti – Addetto Stampa F.C. Aprilia)

Andrea Persia: «Vigor Perconti, ti porterò sempre nel cuore»

di Marco PICCINELLI 

Apparso sul Nuovo Corriere Laziale del 27/6/2016

Andrea Persia approda al Pomezia, in Eccellenza, dopo una stagione ‘al massimo’ alla guida della Juniores blaugrana della Vigor Perconti, confermatasi Campione d’Italia per la seconda volta consecutiva. Il mister di Primavalle, dunque, torna tra i ‘seniores’ a seguito di una stagione in cui la sua Vigor ha avuto un ruolino di marcia impressionante: nel solo girone B del campionato (fasi finali escluse, sia nazionali che regionali) la squadra ha vinto 25 partite su 30, pareggiandone 3 e perdendone solo 2; 80 gol realizzati e un numero irrisorio di gol subiti, 17. I numeri ‐ e il gioco mostrato dalla Vigor nel corso di questa stagione ‐ parlano da sé e la squadra di Persia con determinazione, umiltà e sacrificio, costruisce quel che le malelingue, forse bisbigliando, iniziavano a far serpeggiare ad inizio stagione. Prendere le redini della Juniores di Bellinati, alla Vigor, sarebbe stato come suonare dopo Jimi Hendrix sul palco di Woodstock e i paragoni tra l’uno e l’altro tecnico, dai ‘lontani’ spalti, erano fin troppo ovvi e scontati. Pur tuttavia, Persia si rimbocca le maniche e dimostra di saper contare, e anche molto, per la verità. Così come dirà al ‘Nuovo Corriere Laziale’ lo stesso Maurizio Perconti: «il nuovo Bellinati». A Persia bastano dieci mesi. La Vigor vince il campionato, conquista il titolo regionale contro un Tor di Quinto (a guida Vergari) per nulla semplice da battere, si fa largo tra le finali nazionali ed elimina tutti uno dopo l’altro. Arriva, alla fine, anche il titolo nazionale, a coronamento di una stagione sostanzialmente perfetta.

Spero tu possa perdonarmi per l’ovvietà della prima domanda: perché lasciare la Vigor in un anno in cui hai vinto tutto, alzando sia il trofeo regionale che conquistando il titolo nazionale?
«Non è stato un ‘lasciare la Vigor’: Francesco (Bellinati nda) s’era preso un anno sabbatico dalla sua categoria, che era la Juniores per l’appunto, dato che ha sempre guidato la squadra. Io già sapevo che, l’anno prossimo, Bellinati avrebbe ripreso la squadra. Successivamente, s’è prospettata la possibilità d’andare ad allenare in una piazza importante come Pomezia (dove già sono stato) e dove credo di aver fatto bene. Ne ho parlato col Presidente, a 360 gradi, e abbiamo deciso di comune accordo».

Proprio Perconti, al termine della partita contro il Settimo Torinese in cui Bellinati è corso ad abbracciarti, ha detto «questo fa capire a tutti come viviamo alla Vigor Perconti: noi siamo così».CAMPIONATO DI CALCIO JUNIORES ELITE 2015/2016 - VIGOR PERCONTI VS CALCIO SETTIMO FINALE NAZIONALE
«E’ stato un anno bellissimo, dove dopo tanti anni sono riuscito a raccogliere il massimo che potevo in dieci mesi: titolo regionale e scudetto. E’ stato difficile ma anche una meravigliosa esperienza. La società è, a livello regionale e nazionale, di primissimo livello, ti mette in condizione di lavorare da professionista per come è strutturata, così come anche per la gente che ci lavora. Ho avuto la possibilità di lavorare con un gruppo di ragazzi a cui voglio molto bene e a cui sarò per sempre legato, per tutto il corso della mia vita. Credo molto nel rapporto, come allenatore, oltre al discorso tattico e di metodologia: con questi ragazzi s’è instaurato un rapporto significativo e hanno dato – in ogni occasione – il 110%, tanto per loro, quanto per me. Ci tengo a sottolinearlo a caratteri cubitali. Così come ci tengo a dire che ho avuto la possibilità di incontrare un Presidente straordinario come Maurizio Perconti e di avere avuto accanto a me tanti collaboratori, citando quelli che mi sono stati a fianco per tutto questo cammino: Davide Massimi, il preparatore atletico è stato determinante perché è stato insieme a me sul campo nel corso di tutti gli allenamenti; il preparatore dei portieri Mattia Scalabrin; Raffaele Trinchera, l’anima della Vigor Perconti, un valore aggiunto all’interno di un gruppo in cui ho scoperto di avere un amico; Moreno Grilli, uomo di calcio e che ha vissuto insieme a me tutto questo percorso».

«Porterò sempre nel cuore questi ragazzi, per tutta la vita»

In molti video – facilmente reperibili su Youtube o altri social network – è facile rivederti esultare e invadere letteralmente in campo saltando insieme ai ragazzi per ogni gol segnato. E’ stato un anno calcistico vissuto intensamente, pur essendo stato il primo non a guida di una prima squadra?
«Ho vissuto come se stessi in campo coi ragazzi: ci sono mille immagini, infatti, di me che esulto con foga assieme ai ragazzi. Loro mi hanno trascinato a livello emotivo più di sempre: nei ragazzi ho visto la mia stessa fame, umiltà e determinazione nel voler raggiungere degli obiettivi. Ci lega, in sostanza, un legame viscerale, di sentimento, e ogni volta che loro facevano una giocata, un gol, il mio istinto mi portava a esultare così. E poi, insomma, s’è creato un bel rapporto anche con Bellinati, storia e simbolo della Vigor: è lui che ha portato i titoli alla squadra negli anni precedenti. Ho avuto il piacere di vederlo allenare e di conoscerlo meglio: le immagini della finale a Settimo, poi, insomma, parlano da sé».

Nelle prime occasioni che ci sono state, nelle prime interviste che abbiamo realizzato, emergeva nelle tue parole l’alterità della condizione, o comunque della categoria, dato che per te è stata una ‘prima volta’, alla guida di una Juniores, come vivi il ritorno alla guida di una prima squadra?
«Molto tranquillamente. Anche se, in ogni caso, personalmente, la Juniores della Vigor Perconti la considero una prima squadra, per come è costruita, per come è strutturata ed inquadrata nella società. Chiaramente con ‘i grandi’ ci sono altri aspetti da valutare».

Hai avuto altre proposte da altre squadre, oltre al Pomezia? Perché ritornare proprio a Pomezia?
«No, non ci sono state proposte da squadre di Serie D o professionistiche, anche se mi avrebbe fatto molto piacere e che avrei senz’altro colto. E’ un impegno che ho già assunto quando ero alla guida degli Allievi Nazionali e della Berretti dell’Aprilia: mi piacerebbe molto fare lo stesso con società di Serie A e Serie B. E’ un’esperienza a cui tendo. A me, comunque, piace lavorare ‘coi grandi’ e credo d’avere la maturità di farlo».

Che campionato d’Eccellenza t’aspetti (data l’Astrea retrocessa, neopromosse di liv- ello come Unipomezia e Lepanto Marino o – ancora – allenatori come Gagliarducci dati quasi per certi alla Vis Artena)?
«Conosco molte squadre tra quelle che animano il campionato d’Eccellenza, dato che ho già fatto questo campionato, provando anche ultimamente a seguirne gli sviluppi. Al di là dei valori presenti in altre compagini, ce ne saranno alcune che partiranno con un cospicuo budget e che avranno l’obbligo di vincere il campionato; ce ne saranno delle altre, invece, come noi, che valorizzeranno i giovani e che avranno un gruppo mirato di grandi. La squadra dovrà cercare di fare, insomma, di fare un campionato commisurato alla squadra che viene imbastita. Ovviamente, il nostro sarà un campionato diverso da quello della Vis Artena o da quello dell’Unipomezia o altre realtà: attraverso il lavoro, l’organizzazione del gioco, la scelta di giovani di qualità e vogliosi di crescere e di emergere, coadiuvati da ‘senior’ che saranno la spina dorsale della squadra, cercheremo di colmare il gap con le altre squadre in questo modo. Sapendo, fin da subito, che il nostro obiettivo è quello della tranquilla salvezza, facendo in modo di accogliere tutto ciò che viene in più di positivo».

«E’ stato un anno eccezionale. Perconti? Un presidente straordinario»

Quando hai vinto lo Scudetto Juniores hai detto che è stato il momento più alto della tua carriera d’allenatore, qual è stato quello peggiore?
«C’è stato un momento bello, positivo, ma che in quella circostanza non riuscivo a viverlo pienamente: quando sono andato via dalla Berretti dell’Aprilia, stavo vivendo un momento familiare molto difficile… Avevo le due persone a me più care che stavano male entrambi e, in quel momento, non riuscivo a far conciliare le cose, perché dovevo badare a loro dato che erano tutt’e due in ospedale, ed è stato molto difficile…».

E quelli da giocatore, invece? Sul tuo profilo Facebook, qualche giorno fa, hai cari- cato un video di quello che la stampa definì l’”inferno di Giorgione”

FIRENZE ITALIA 11 GIUGNO 2016, CAMPIONATO DI CALCIO JUNIORES ELITE 2015/2016 - VIGOR PERCONTI VS SETTIMO CALCIO FINALE NAZIONALE NELLA FOTO:

«Quell’occasione era un derby, tra noi (il Giorgione) e il Padova, contro una squadra – insomma – che aveva un blasone e aveva giocato la Serie A. La partita racchiudeva parec- chie tensioni già da sé: noi in campo eravamo sicuramente molto determinati e motivati. Quel che è successo fuori lo abbiamo vissuto dal campo, ogni tanto buttavo un occhio sugli spalti ma nessuno avrebbe mai immaginato che potesse accadere quel che poi è successo. Sono ricordi, in ogni caso, ai quali sono legato e che hanno costellato la mia carriera da calciatore, dato che ho avuto modo di fare parecchie esperienze (Livorno, Massese, Olbia, solo per citarne alcune nda). Un altro aneddoto del genere fu quando, in un Olbia-Trapani, ci fu un’invasione di campo incredibile alla fine della partita, a causa di un arbitro che – ricordo – prese delle decisioni dubbie. Successe di tutto! Queste storie, in ogni caso, al di là dei singoli episodi sui generis, ti fanno stare bene: essere stato calciatore è stata la cosa più importante della vita, oltre a questo scudetto vinto».

Mister Farris: dal Pomezia alla Lazio

di Alessandro IACOBELLI

La carriera di Massimiliano Farris è stata costantemente dominata da una parola chiave: avventura. Nell’ultimo biennio però si è materializzata una autentica svolta professionale. Il proficuo sodalizio con Simone Inzaghi al timone della Lazio Primavera ha portato in seno agli aquilotti due titoli come la Supercoppa Italiana e la Coppa Italia. Il mese scorso, con il concomitante esonero del mister della Prima Squadra Stefano Pioli, il collaudato tandem ha conseguito l’incarico di guidare la truppa biancoceleste. Ripercorriamo allora le tappe principali del tour posto in essere dal trainer milanese. L’esordio avviene tra le fila della Pro Vercelli. Velocità e tecnica sono qualità riconosciute fin da subito dal Torino che ingaggia il giovanissimo terzino tutto mancino. Quattro presenze non possono certo soddisfare ed il buon Massimiliano opta per il trasferimento ai pugliesi del Barletta. Un’altra stagione interlocutoria e poi giunge l’approdo alla Ternana. Nella squadra rosso-verde il fluidificante partecipa al trionfo nel torneo di Serie C1 con la successiva annata in cadetteria. Pisa e Pescara si rivelano altri due significativi lidi. Da rimarcare le 55 presenze con la casacca del Fiorenzuola tra il 1996 ed il 1998. All’alba del nuovo millennio l’esperienza alla Lodigiani convince Farris a considerare sul serio l’eventualità di mettere le radici nel territorio laziale. Stimolanti le stagioni alla Carrarese, alla Imolese, alla Nocerina ed alla Sangiovannese. Le scarpette vanno in soffitta al culmine di tre tasselli con Viterbese, Bassano Romano e Civitacastellana. In un batter di ciglia si apre la professione affascinante quanto complessa dell’allenatore. L’avvio è di quelli propiziatori. Nell’estate del 2010 infatti il Pomezia, neo promosso in Lega Pro Seconda Divisione, offre a Farris una ghiotta opportunità. La società rosso-blu serpeggia però in gravi difficoltà societarie e a fine campionato viene addirittura retrocessa d’ufficio. Sul campo Virdis e compagni totalizzano la bellezza di 46 punti attestandosi in settima piazza. Negativa si rivela la scelta di accasarsi al Pomigliano dove rassegna le dimissioni pochi mesi dopo. Peripezie economiche interne alla dirigenza costituiscono la ‘spada di Damocle’ in ogni sfida affrontata da Farris. Basti pensare al ritorno a Viterbo per sostituire l’esonerato Oberdan Biagioni nel 2012. Terzo posto al termine della regular season nel girone E di Serie D. Una valanga di reti stende Sanselpolcro e Voluntas Spoleto. Nella bolgia del ‘Rocchi’ il fantasista argentino Vegnaduzzo, ex Ascoli e Foligno tra le altre, è il trascinatore. Deficitaria pure la stagione 2013-2014 quando il tecnico firma per il Sora, sempre nella massima categoria dilettantistica. Nella patria del ‘maestro’ Claudio Di Pucchio la responsabilità di sedere sulla panchina volsca rimane sempre elevatissima. La salvezza ottenuta sul filo di lana, condita dalle impraticabili condizioni dello stadio ‘Claudio Tomei’, non macchia comunque le discrete trame tattiche architettate dai bianconeri.

Aprilia, l’amichevole contro il Pomezia termina a reti bianche. Venturi: «Dobbiamo lavorare ma basi ottime»

Esordio senza reti, ma senza dubbio positivo, quello della nuova Aprilia targata Mauro Venturi. Nell’ultima amichevole del 2015 le rondinelle non passano al “Comunale” di Pomezia, ma non era il risultato che premeva al tecnico: «Abbiamo impostato la partita secondo il modo in cui affronteremo la gara del prossimo 6 Gennaio. Questo test è stato messo in programma per mettere alla prova la tenuta difensiva, indipendentemente dalla categoria dell’avversario. Non abbiamo subìto tiri in porta, e questo era proprio ciò che cercavamo. C’è ancora da lavorare, ma le basi sono ottime».

In realtà un tiro (anzi due) il Pomezia li ha fatti, ma sono stati due episodi, peraltro ben controllati da Caruso. Infatti solo nel secondo tempo le squadre si sono sbilanciate un po’ più in avanti, con i ragazzi di mister Venturi che in 5 occasioni hanno avuto sui piedi la palla del vantaggio. L’imprecisione sotto porta rimane uno dei nei di questa squadra, che però lavorerà anche l’ultimo dell’anno per migliorare da questo punto di vista (prevista per il 31 una seduta mattutina).

Il neo tecnico apriliano ha già dato la sua impronta alla squadra, che però almeno in un aspetto del suo credo deve lavorare molto: «Stiamo lavorando sulla difesa a 4, il che, dopo due anni a 3, è un cambio non da poco per i ragazzi del reparto arretrato. Qualche cosa va registrato sotto questo aspetto, ma come ho già detto questi sono ragazzi abituati a lavorare, quindi il cambiamento sarà sicuramente possibile grazie alla loro applicazione».

Un ultimo elogio, infine, mister Venturi lo dedica ai quattro ragazzi della Juniores che sono scesi in campo nella ripresa: «Sono stati bravissimi, davvero. La loro prova dà ragione alla politica della società di puntare sui giovani bravi. Quelli che oggi si sono aggregati alla prima squadra hanno giocato molto bene. Sono contento di tutti e quattro».

Ufficio Stampa F.C. Aprilia

Il Tabellino

POMEZIA 0 – APRILIA 0

POMEZIA: Giordani (1’ s.t. Mastella); Tammaro (1’ s.t. Caratelli), Peri (1’ s.t. Fagiolo), Amico (1’ s.t. Cipolletta), D’Amico (1’ s.t. Mangione), Martinelli (1’ s.t. Giulitti), Flore (1’ s.t. Pratelli), Sales (1’ s.t. Rapone), Ascenzi (20’ s.t. Muratore), Trinca (27’ s.t. Volante), D’Antimi (1’ s.t. Tovalieri). ALLENATORE: Punzi
APRILIA: Bortolameotti (1’ s.t. Caruso); Montella (1’ s.t. Frezza), Toto, Cannariato (1’ s.t. Lucidi), Di Emma (1’ s.t. Colognesi), Esposito, Cioè (15’ s.t. Baccari), Pirazzi (1’ s.t. Marchetti), Roversi (15’ s.t. Pellerani), Pagliaroli (27’ s.t. Fortunato), Zeccolella (1’ s.t. Bosi). ALLENATORE: Venturi
ARBITRO: Tomolillo di Roma 1 NOTE: Angoli: 2 – 7.