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Bentornata Serie A: la geografia del calcio professionistico italiano

di Daniela BONFA’

La stagione 2015/16 si presenta ai nastri di partenza con un rinnovato equilibrio numerico tra le squadre del Nord e quelle del Centro-Sud, che prendono parte ai campionati italiani professionistici di Serie A e di Serie B. Se nella massima serie la bilancia pende ancora dalla parte del settentrione, seppur per due sole unità (11 a 9), in quella cadetta il novero dei club schierati dal centro-meridione ha finalmente raggiunto la piena par condicio con quelli dell’Alta Italia (11 a 11). Il primato della rappresentanza regionale quest’anno spetta senz’altro all’Emilia-Romagna con Bologna, Carpi, Cesena, Sassuolo e Spal (5), seguita ex aequo dalla Lombardia con Atalanta, Brescia, Inter e Milan (4), dal Piemonte con Juventus, Novara, Pro Vercelli e Torino (4), dal Veneto con Chievo, Cittadella, Verona e Vicenza (4), dalla Liguria con Entella, Genoa, Sampdoria e Spezia (4), dal Lazio con Frosinone, Latina, Lazio e Roma (4) e dalla Campania con Avellino, Benevento, Napoli e Salernitana (4). Più indietro la Toscana con Empoli, Fiorentina e Pisa (3), l’Umbria con Perugia e Ternana (2) e la Sicilia con Palermo e Trapani (2). Chiudono questa speciale graduatoria le regioni rappresentate da una sola compagine: Friuli Venezia Giulia (Udinese), Marche (Ascoli), Abruzzo (Pescara), Sardegna (Cagliari), Puglia (Bari) e Calabria (Crotone). Ancora a quota zero, purtroppo, Val d’Aosta, Trentino Alto Adige, Molise e Basilicata.

Serie A, Roma – Udinese 4 a 0, poker giallorosso all’esordio, doppietta di Perotti su calcio di rigore, in gol anche Dzeko e Salah

(foto di © Gian Domenico SALE – www.photosportiva.it)

di Lorenzo Petrucci

Meglio di così non poteva iniziare la stagione della Roma, un quattro a zero in casa ai danni dell’Udinese che lascia pochi dubbi. Tutte le reti siglate nella ripresa, prima la doppietta su calcio di rigore di Perotti, poi Dzeko per il poker finale a firma di Salah.
Alcune novità nei giallorossi, dopo l’impegno del preliminare di Champions di pochi giorni prima, spazio in porta a Szczesny, in difesa, come terzino sinistro, trova spazio Emerson, sulla fascia opposta debutto con la sua nuova maglia per Bruno Peres, a centrocampo Paredes ha la meglio su De Rossi, in avanti El Shaarawy prende il posto di Perotti. Iachini, l’allenatore dei bianconeri, risponde col classico 3-5-2, in mezzo al campo schiera il giovane Fofana (ex City), reparto offensivo formato da Zapata e l’argentino classe ’94 De Paul.
Partita che, nei minuti iniziali stenta a decollare, con l’Udinese, che copre bene il campo e non concede nulla alla Roma, prova così a dare la scossa Bruno Peres con un tiro dai venti metri che scalda i guantoni a Karnezis che allontana di pugni.
Capovolgimento di fronte e Zapata fa correre un brivido ai tifosi romanisti con un insidioso diagonale che trova un attento Szczesny a fare sua la presa.
Il ritmo è buono, con le squadre che provano a farsi vedere in avanti tenendo però sempre una certa accortezza al reparto difensivo.
Proseguo di tempo senza particolari emozioni, con la Roma che prova a fare la gara e l’Udinese che mette in mostra una buona solidità facendosi vedere soprattutto con alcuni cross pericolosi in area giallorossa.
Al 41’ ci prova Nainggolan da calcio da fermo, Salah batte un calcio d’angolo dalla destra e trova appunto il belga sul primo palo che calcia di prima intenzione, pallone sull’esterno della rete.
Secondo tempo che riprende con un guizzo di Salah dopo 2’ minuti di gioco, con l’esterno che passa al centro per Nainggolan ma ottima posizione ravvicinata non centra la porta.
Sempre in avvio di ripresa Roma vicina al gol, Emerson disegna un cross al bacio sul secondo palo per Dzeko che calcia in scivolata e costringe Karnezis a un super intervento per annullare il pericolo.
Il pressing offensivo degli uomini di Mister Spalletti ottiene i suoi frutti al 19’st, Dzeko viene atterrato da Danilo in area bianconera, per il direttore di gara è calcio di rigore, dal dischetto si presenta il neoentrato Perotti che spiazza Karnezis e porta in vantaggio la Roma.
Dopo il gol subito l’Udinese prova a reagire ma in azione di contropiede Salah entra in area bianconera e viene atterrato da Badu, ancora rigore per la Roma, si presenta anche questa volta Perotti che fa due a zero.
Al 37’st arriva anche il terzo gol, Nainggolan mette al centro un pallone delizioso per Dzeko che da pochi passi non deve far altro che appoggiare la palla in rete.
Due giri di orologio e la Roma chiude le danze con Salah che batte Karnezis con un destro ravvicinato su un cross di Juan Jesus dalla sinistra e fa quattro a zero.

 

TABELLINO

ROMA – UDINESE 4 – 0

MARCATORI 19’st rig., 30’st rig. Perotti (R), 37’st Dzeko (R), 39’st Salah (R)
ROMA Szczesny, Peres, Manolas (33’st Fazio), Vermaelen, Emerson (30’st Juan Jesus), Nainggolan, Paredes, Strootman (C), Salah, Dzeko, El Shaarawy (11’st Perotti) PANCHINA Alisson, Marchizza, Seck, De Rossi, Ricci, Gerson, Iturbe, Totti ALLENATORE Spalletti
UDINESE Karnezis, Herteaux (6’st Angella), Danilo (C), Samir, Widmer, Badu, Halfredsson, Fofana (33’st Lodi), Ali Adnan, Zapata, De Paul (22’st Penaranda) PANCHINA Scuffet, Armero, Jankto, Perica, Matos, Edenilson, Felipe, Evangelista, Ewandro ALLENATORE Iachini
ARBITRO Di Bello di Brindisi
ASSISTENTI Marzaloni – Carbone
QUARTO UFFICIALE Fiorito di Salerno
ARBITRI ADDIZIONALI Russo – Chiffi
NOTE Ammoniti al 3’st Samir (U), al 18’st Danilo (U) Angoli Rec. 1’pt – 3’st.

Bentornata Serie A: ecco la classifica perpetua. La Juve regina, la Roma ha la difesa più battuta

di Gian Luca MIGNOGNA

Se congiungessimo idealmente tutti i campionati a girone unico svoltisi dal 1929/30 ad oggi, alla vigilia della prima giornata della Serie A 2016/2017, otterremmo una panoramica completa di dati, la c.d. classifica perpetua, che per certi versi non farebbe altro che confermare quanto già noto ai più, per altri, invece, fornirebbe risultati che si rivelerebbero assolutamente sorprendenti. Naturalmente la prima curiosità sarebbe senz’altro quella di andare a verificare la graduatoria dei punti globalmente conquistati da ogni singola squadra, una vera e propria cartina tornasole della forza espressa dai club nostrani in oltre ottanta anni di pallone. Nessuna sorpresa. Limitandoci a verificare le prime dieci posizioni, tale speciale classifica omnibus risulta la seguente: 1° Juventus 4225 pt, 2° Inter 3976 pt, 3° Milan 3834 pt, 4° Roma 3529 pt, 5° Fiorentina 3130 pt, 6° Lazio 2898 pt, 7° Napoli 2717 pt, 8° Torino 2630 pt, 9° Bologna 2556 pt e 10° Sampdoria 2198 pt (ma ai liguri andrebbero sommati anche i 127 pt conquistati dal Liguria, sotto la cui bandiera si batterono unite Andrea Doria e Sampierdarenese prima della fondazione degli odierni blucerchiati). I punti sopra riportati sono quelli effettivamente ottenuti sul campo, in base al regolamento vigente all’epoca di ciascun campionato. Tale classifica perpetua, peraltro, non cambierebbe affatto nemmeno se si procedesse all’assegnazione virtuale di 3 pt per ogni match vinto da ciascuna squadra della massima divisione dal 1929/30 ad oggi: 1° Juventus 5259 pt, 2° Inter 4946 pt, 3° Milan 4786 pt, 4° Roma 4271 pt, 5° Fiorentina 3911 pt, 6° Lazio 3482 pt, 7° Napoli 3394 pt, 8° Torino 3387 pt, 9° Bologna 3223 pt e 10° Sampdoria 2655 pt (più gli eventuali 171 pt del Liguria). Interessante notare come l’Inter detenga i records di partecipazioni alla massima serie (84) e di gare disputate (2810), la Juventus i records di vittorie (1496), gol fatti (4804) e differenza reti (+2164) e la Roma i records di pareggi (845) e gol subiti (3137). I valori sopra riportati naturalmente sono puramente statistici ed includono unicamente i parametri relativi ai tornei disputati con la formula del girone unico (dal 1929/30 al 1942/43 e dal 1946/47 ad oggi), risultando viceversa esclusi i campionati precedenti alla fondazione della Serie A (1929/30), la Divisione Nazionale del 1945/46 (campionato post bellico misto Serie A e B) e le gare di spareggio (in quanto valide esclusivamente per assegnare titoli e/o posizioni).

Virtus Ciampino, vittoria contro la Rambla

di Ufficio Stampa Virtus Ciampino 
Perché più di ogni parola conta il risultato e delle 4 gare dei play off, valevoli per la promozione alla serie A d’elite, quella che la Virtus si è aggiudicata è la partita con lo scarto maggiore, anche se non certo ancora sufficiente, di un turno di andata estremamente equilibrato.

La Virtus sostituisce l’infortunata D’Errigo con Belfiore tra i pali e dopo 11 minuti di studio, che fanno registrare una sola occasione per Alberton, deve rinunciare anche a Zeppoloni per una forte contusione al ginocchio. Al 13° le giallorosse passano in vantaggio con De Luca, servita da Cavariani, ed un minuto dopo è Mogavero a raddoppiare sfruttando l’assist sul secondo palo di De Luca.

La Rambla tenta la rimonta su punizione ma Belfiore si oppone, così come Mogavero trova chiusa la strada a 4 minuti dalla sirena, dopo un’azione ben costruita con De Luna.
La rete è solo rimandata visto che a 1.35 dalla fine del primo tempo l’involontaria deviazione di Bompan su angolo di Pisello porta il risultato sul 3-0 in favore delle giallorosse.

Malgrado manchi un solo giro di lancette al duplice fischio, la Virtus colleziona ancora due occasioni, la prima realizzata da Mogavero in ripartenza, la seconda, non concretizzata da De Luca, manda tutti negli spogliatoi sul rassicurante punteggio di 4-0.

Il secondo tempo è decisamente più equilibrato, con De Luca che manca di un soffio l’appuntamento sul secondo palo con il tiro di Centola e Cavariani che letteralmente toglie dai piedi di Vanfretti la palla dell’1-4. E’ poi la traversa ad impedire che la Rambla batta Biaggi subentrata ad inizio ripresa a Belfiore.

Ma la rete è nell’aria, se il tiro di Vanfretti al 7° è deviato in angolo, dagli sviluppi dello stesso nasce l’1-4 di Gigliordini con una conclusione da fuori area. Appena 3 minuti e la stessa numero 13 padovana insacca la rete che apre uno spiraglio per la partita di ritorno.

Quella di oggi infatti è definitivamente chiusa dalla rete di De Luna, che finalizza lo schema nato sull’asse Cavariani – Pisello e dall’intervento di Biaggi che nega ancora a Vanfretti la gioia del gol.
Fra una settimana, a campi invertiti, le due squadre si affronteranno nuovamente nella sfida di ritorno partendo da un 2-5 che vale più di ogni parola.

Serie A: scandalo Russo! Ciofani illude, poi il Frosinone resta in 9 e il Chievo dilaga

(foto e fonte: frosinonecalcio.com)

Nel turno infrasettimanale della 34^ giornata del campionato di Serie A Tim i giallazzurri tornano sul verde del Bentegodi a distanza di tre giorni, questa volta ospiti del Chievo Verona.

Il match inizia con il piglio giusto per gli uomini di Stellone che dopo 5′ sbloccano il risultato grazie ai fratelli Ciofani: Matteo dalla destra pennella un cross perfetto per la testa di Daniel che in torsione trova l’angolino basso siglando la rete dello 0-1. Poco più tardi Castro prova a rispondere alla rete di svantaggio con un tiro di destro dal limite, ma Leali è attento e respinge con i pugni. Al 17′ il direttore di gara estrae in maniera discutibile il rosso ad Ajeti per un fallo a centrocampo e costringe il Frosinone a disputare il resto della gara in inferiorità numerica. Nonostante l’uomo in meno i ciociari continuano a fare la partita e al 32′ Matteo Ciofani sfiora il raddoppio con un tiro dal limite potente ma poco angolato che permette la presa bassa di Bizzarri. 4′ più tardi il Chievo Verona pareggia i conti: Sardo mette in area un cross a mezz’ altezza sul quale arriva Floro Flores prima di testa, e dopo un rimpallo fortunoso di destro insacca alle spalle di Leali. Negli ultimi minuti i giallazzurri serrano le file e il Chievo prova ad aumentare il ritmo gara ma al termine dei 3′ di recupero Russo manda tutti a riposo sul punteggio di 1-1.

Nella ripresa il Chievo passa subito in vantaggio. È il 46′ quando Russo decreta il penalty per la squadra clivense in seguito ad un contatto in area tra Rigoni e Pavlovic. Sul dischetto si presenta Pellissier che spiazza Leali e sigla la rete del vantaggio. 6′ più tardi la situazione si complica ulteriormente, Russo ancora una volta apre il taccuino e mostra il secondo cartellino rosso di giornata in maniera piuttosto discutibile, questa volta all’indirizzo di Chibsah. Al 58′ il Chievo Verona sigla la rete del 3-1 grazie ad un pallonetto dalla trequarti di Rigoni che si infila sotto la traversa. 2′ più tardi i clivensi chiudono il match: Sardo dal limite calcia a giro sorprendendo Leali e insaccando la rete del 4-1. A 10′ dal termine Pepe crossa dalla sinistra, il pallone arriva sui piedi di Pellissier che sotto porta non sbaglia, al Bentegodi è 5-1. Si chiude così il match del Bentegodi nella 34^ giornata del massimo campionato. Nel prossimo turno i giallazzurri ospiteranno il Palermo tra le mura amiche.

IL TABELLINO

CHIEVO VERONA – FROSINONE: 5-1

MARCATORI: 5′ D. Ciofani (F), 36′ Floro Flores (C). 46′ rig. Pellisier (C), 58′ Rigoni (C), 60′ Sardo (C), 80′ Pellissier.

CHIEVO VERONA: Bizzarri, Spolli, Rigoni, Pepe, Cesar, Gobbi, Castro (14′ Pinzi), Sardo (83′ Ninkovic), Pellissier, Hetemaj (76′ Costa), Floro Flores. A disposizione: Seculin, Confente, Gamberini, Birsa, Mpoku, Inglese. All. Maran.

FROSINONE: Leali, Russo, Frara (21′ Blanchard), Gucher, D. Ciofani (64′ Tonev), Soddimo, M. Ciofani, Paganini (77′ Rosi), Pavlovic, Chibsah, Ajeti. A disposizione: Zappino, Bardi, Crivello, Gori, Kragl, Longo, Sammarco, Carlini, Pryyma. All. Stellone.

ARBITRI: Russo; De Pinto, Tegoni; Alassio; Celi, Ros.

AMMONITI: 14′ M. Ciofani (F), 15′ Sardo (C), 17′ Leali (F), 30′ Chibsah (F). 52′ Chibsah (F), 56′ Pinzi (C), 63′ Soddimo (C).

ESPULSI: 17′ Ajeti (F), 52′ Chibsah (F).

RECUPERO: 3′ pt. 0′ st.

Laziali contro il razzismo, l’azione dei tifosi al Colosseo

Questa mattina, un gruppo di tifosi laziali, «non legati a nessun gruppo organizzato», si sono dati appuntamento per un’azione al Colosseo contro il razzismo. «Siamo tifose e tifosi della SS Lazio. Non facciamo parte di nessun gruppo organizzato. Siamo qui spinti soltanto dall’amore per questi colori e per la storia di questa maglia, negli ultimi tempi troppo spesso macchiata da comportamenti razzisti di una minoranza che sta danneggiando la SS Lazio stessa e tutti i suoi tifosi. Siamo nati nel 1900 nel cuore di Roma, per rendere il calcio uno sport accessibile anche ai figli del popoli. In nome dei colori – si legge nel comunicato distribuito ai passanti – e dei valori della Grecia Olimpica abbiamo costruito la più grande polisportiva d’Europa. Nel nome di questi principi, oggi, torniamo nel cuore della Capitale, per ribadire il nostro amore per la SS Lazio, convinti che non ci sia nessuno spazio per la discriminazione e il razzismo».

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Juventus, una magia di Dybala spazza via il Sassuolo. Buffon meglio di Zoff

di Ramona GIATTINO

È una rete di Dybala a decidere la sfida con il Sassuolo. Allo Stadium la Juve conquista il diciannovesimo risultato positivo consecutivo contro la squadra di Di Francesco che si conferma, nonostante le assenze, un avversario decisamente scomodo. Rimane ancora inviolata la porta di capitan Buffon che supera il record di Zoff e che ora si trova a soli tre minuti dalla consacrazione come miglior portiere del campionato italiano. Nel derby con il Torino, infatti, il capitano bianconero potrebbe detronizzare Seba Rossi.

Allegri torna al 3-5-2 e schiera Rugani accanto a Bonucci e Barzagli. Asamoah trova un posto al centrocampo mentre Pogba si gode un turno di riposo.

A differenza delle ultime gare, la Juve non attende e parte subito all’attacco.

Dopo una manciata di secondi dal fischio di inizio i bianconeri si portano vicini al vantaggio con Dybala che calcia di prima il bell’appoggio di Mandzukic. Consigli sfiora e il tocco si rivela provvidenziale.

Il Sassuolo, all’inizio timido, ci mette qualche minuto a farsi più aggressivo. Di Francesco spinge i suoi ad avere più coraggio e la reazione degli emiliani arriva subito. Politano prova a rendersi pericoloso ma la sua conclusione di prima intenzione si rivela troppo alta.

La Juve continua il suo pressing e prima Mandzukic costringe Antei alla chiusura, poi Consigli deve intervenire su Alex Sandro che, lasciato solo sulla punizione calciata da Dybala, ci prova di testa ma trova la copertura sul primo palo del portiere neroverde.

Mentre Duncan prova dal limite dell’area a capitalizzare la bella azione dei suoi mandando però la sfera sul fondo, Khedira a porta vuota spreca l’occasione del vantaggio colpendo di punta la sfera messa in mezzo da Dybala.

La rete dell’1-0 bianconero arriva al 36’. A siglarla, dopo un breve digiuno di quattro giornate, è Dybala che conclude a giro e insacca sul secondo palo la palla ben servita da Cuadrado, bravo a liberarsi e ad aspettare l’inserimento del compagno. Per l’attaccante argentino il gol di stasera, il quattordicesimo, vale il suo primato in Serie A.

Il ritmo della partita non cala ed entrambe le squadre continuano a pressare fino a che Celi non manda tutti negli spogliatoi.

La ripresa è subito veloce e si mantiene su ritmi alti per il primo quarto d’ora. La Juve si fa vedere sulle fasce con Cuadrado e un ottimo Alex Sandro, di contro il Sassuolo è più aggressivo e cerca di approfittare delle seppur minime distrazioni dei padroni di casa.

Al 70’ la Juve ha l’occasione per il raddoppio grazie al cross all’indietro di Dybala su cui Khedira non riesce a trovare la conclusione. Il tedesco allunga per Cuadrado che però trova la respinta sulla linea di Peluso.

Buffon si fa vedere con la prima parata della gara sul tiro da fuori di Sansone. I bianconeri rispondono con Pogba (subentrato nel frattempo a Khedira) su cui Consigli non si fa sorprendere.

Lo Stadium accompagna con una standing ovation l’uscita dal campo di Dybala che lascia il posto a Morata. Lo spagnolo si fa vedere con alcune giocate veloci che però non si rivelano particolarmente pericolose.

Superare la barriera della retroguardia bianconera non è semplice quindi il Sassuolo ci prova con i tiri da fuori. Sansone, che all’andata aveva castigato i bianconeri, calcia dal limite, la palla rimbalza davanti a Buffon che riesce a farla sua in due tempi, difendendo il risultato e la sua lunga (dieci partite) imbattibilità che tocca quota 926 minuti.

IL TABELLINO

JUVENTUS-SASSUOLO 1-0

MARCATORE: 36’ pt Dybala.

JUVENTUS: Buffon; Rugani, Bonucci, Barzagli; Cuadrado, Khedira (27′ s.t. Pogba), Marchisio, Asamoah, Alex Sandro; Mandzukic (44′ s.t. Lichtsteiner), Dybala (35′ s.t. Morata). A disp: Neto, Rubinho, Evra, Padoin, Lemina, Sturaro, Hernanes, Pereyra, Zaza. All. Allegri.

SASSUOLO Consigli; Vrsaljko, Antei, Acerbi, Peluso; Biondini (24′ s.t. Pellegrini), Magnanelli, Duncan; Politano (44′ s.t. Adjapong), Falcinelli (32′ s.t. Trotta), Sansone. A disp: Pomini, Pegolo, Longhi, Gazzola, Terranova, Erlic, Broh. All. Di Francesco.

ARBITRO: Celi di Bari.

NOTE: Ammoniti: Duncan (S), Sansone (S), Vrsaljko (S); angoli: 7-2; rec: 1’ pt – 4’ st.

Frosinone: invertire la rotta (prima di subito)

di Marco PICCINELLI | foto di © Antonio Fraioli

«Bisogna fare pochi calcoli, dobbiamo vincere e basta. Anche con un risultato assurdo, come un 5-4, ma bisogna vincere senza pensare di essere la peggior difesa contro il peggior attacco», così  Aleandro Rosi nella conferenza stampa che precede lo scontro del fine settimana tra Frosinone e Udinese. Il Frosinone arriva alla sfida in casa con le ossa rotte dopo la trasferta del Ferraris, una di quelle partite da dentro o fuoriE’ inutile negare che, infatti, il Frosinone è di fronte ad un girone di ritorno che si prospetta come decisivo per la presenza dei ciociari nella massima serie del calcio italiano. Il risultato della trasferta ligure ha fatto sì che il compito-salvezza del Frosinone diventasse simile a quello del mito di Sisifo o, per citare un esempio più pop, paragonabile all’attraversamento irsuto d’ostacoli del cavalcone da parte degli intrepidi protagonisti dell’Armata Brancaleone. Domenica, però, si gioca al Matusa e gli undici di Stellone hanno già dato prova di saper sfruttare ottimamente il fattore campo: se la classifica dovesse essere realizzata sui parametri dei risultati ottenuti sui campi d’appartenenza delle squadre, si nota che i ciociari occuperebbero una posizione di metà classifica: «I numeri parlano chiaro, fuori casa ci perdiamo. Noi scendiamo in campo sia in casa che in trasferta per dare dutto, probabilmente in casa siamo più spinti anche dalla forza del nostro stadio. In trasferta ci manca un po’ di compattezza in più. Ci stiamo provando ma, ovviamente, non è cosi semplice come si vuole far vedere. La Samp era in crisi ma avevano anche loro l’obbligo di vittoria dopo 8 giornate in cui non vincevano», ha detto Rosi. Pur tuttavia, se si dovesse optare per la composizione della classifica contando le partite fuori casa, la squadra della ciociaria sarebbe indecorosamente ultima con dieci sconfitte, sette pareggi e una sola vittoria. «Siamo consapevoli che è difficile – ha proseguito il centrocampista gialloblu – ma abbiamo sempre e comunque la voglia di lottare. Alcune volte non arrivano i risultati ma quel che si vede è certamente una squadra che lotta sempre in campo» e certamente quel che dice il è innegabile: la crescita del Frosinone, così come la consapevolezza della squadra tutta, è cresciuta di partita in partita. Non si dimentichi mai, infatti, il dato che la rosa è – sostanzialmente – la stessa dalla Lega Pro e alcune prestazioni del Frosinone sono a dir poco notevoli (contro la Juventus) così come lo sviluppo del gioco (contro la Roma, la Lazio, l’Empoli), nonostante le lacune in fase difensiva non abbiano mai abbandonato gli atleti a disposizione di Stellone. La partita contro l’Atalanta, in tal senso, è stata emblematica: le ripartenze dalla difesa non possono costituire il fattore primario della tattica ciociara dato che i freddi numeri dei gol subiti non sono indulgenti contro i ciociari, cinquantatre reti incassate non sono di certo poche e se la squadra inciampa sugli scontri diretti la faccenda si complica non poco. Il Frosinone deve essere in grado d’invertire la rotta fin da subito, anzi, prima di subito, sia perdonata la battuta. La permanenza in Serie A passa soprattutto dalla prossima partita casalinga contro l’Udinese.

Serie A, Lazio-Sassuolo 0-2: sotto la pioggia dell’Olimpico i biancocelesti affondano, l’Europa è già un ricordo

di Fabio BELLI (foto © Giandomenico SALE e © Antonio FRAIOLI)

Neanche lo spareggio per il settimo posto. “Manco le basi der mestiere, a prete”, direbbe un Mario Brega d’annata (e non per niente, laziale). Troppo bella per essere vera, della Lazio europea non c’è traccia contro il Sassuolo, a cui basta il minimo sindacale e un paio di accelerazioni dei suoi guizzanti attaccanti per portare a casa l’intera posta e portarsi a più quattro dai biancocelesti. Che chiudono la quarta partita delle ultime cinque disputate in campionato senza gol: troppe per non iniziare a farsi delle domande sulla sterilità del gioco offensivo laziale contro le difese italiane, tattiche e chiuse quanto si vuole, ma di certo non impenetrabili (Frosinone e Sassuolo 84 gol subiti in due, ma nessuno dai biancocelesti nelle ultime due partite).

FORMAZIONI – Doppia assenza dell’ultim’ora nella Lazio. Per problemi influenzali Marchetti e Matri sono costretti a dare forfait. Torna Berisha tra i pali e Miro Klose dal primo minuto come punta centrale, così come il duo sugli esterni Candreva-Felipe Anderson. Lulic scala esterno in difesa, a centrocampo conferma rispetto al vittorioso match contro il Galatasaray per Parolo, Biglia e Milinkovic-Savic. Nel Sassuolo Defrel preferito a Falcinelli in avanti con Sansone e Berardi, in difesa ci sono Paolo Cannavaro e Acerbi e non Pellegrini.

PRIMO TEMPO DA INCUBO – Piove a dirotto e le condizioni del campo influenzano molto i ritmi di gara nei primi 20′. Dopo 5′ una discesa di Felipe Anderson per poco non trova Klose appostato sul secondo palo. Al quarto d’ora punizione di Biglia, ma il colpo di testa di Mauricio si perde sul fondo. Il Sassuolo si fa vedere con un insidioso tiro cross di Duncan, ma nel complesso gioca una partita estremamente difensiva, senza disdegnare qualche calcione che finisce con il costare l’ammonizione a Magnanelli. La Lazio avrebbe gli spazi per tentare una ripartenza efficace, ma il terreno pesante smorza un paio di lanci interessanti. Di contro, al 33′ Berisha esce male su un tiro-cross di Vrsaljko, ma il Sassuolo non riesce ad approfittare del pallone vagante in area. Al 40′, Defrel scatta sul filo del fuorigioco e viene atterrato da Mauricio. Calcio di rigore che Berardi trasforma con freddezza. Al 43′ la Lazio ha immediatamente l’occasione del pari con un colpo di testa di Parolo, su perfetto cross pennellato da Konko, che finisce d’un nulla a lato. Ma l’ultimo brivido lo procura Dunan con una conclusione potente controllata da Berisha.

BERISHA SALVA TUTTO – Nella ripresa la Lazio prova a ripartire con il piglio giusto, ma il Sassuolo è chiuso bene e prova sistematicamente a ripartire. Klose reclama un rigore per una trattenuta in area, ma è Parolo al 13′ a tentare la zampata in mischia, che finisce di poco a lato dalla porta difesa da Consigli. Al quarto d’ora bella discesa di Konko sulla destra, e sul cross teso Milinkovic-Savic non arriva d’un soffio alla deviazione vincente in spaccata. Risponde subito dopo il Sassuolo con una girata di Berardi controllata da Berisha. Il portiere albanese si supera al 17′ quando su un clamoroso liscio di Mauricio, letteralmente nel pallone, Berardi si presenta a tu per tu con il numero uno laziale che riesce ad ipnotizzarlo.

LA CHIUDE DEFREL – Pioli prova a correre ai ripari passando al 4-2-3-1 con l’ingresso di Keita al posto di Parolo: ma è ancora il Sassuolo a provarci con Duncan, con Berisha ancora vigile. Al 20′ proprio Keita trova lo spazio giusto allungandosi però il pallone quel tanto da permettere a Consigli il recupero in extremis. Anche gli spazi per il Sassuolo si moltiplicano e Defrel al 22′ su imbeccata di Sansone supera agevolmente Bisevac, trovando il raddoppio. Al 24′ Klose prova a riaprire subito la partita, ma trova la strepitosa risposta di Consigli che toglie il pallone da sotto la traversa. La Lazio però cala molto anche fisicamente: al 38′ Djordjevic, entrato in campo assieme a Mauri, ha la palla buona almeno per regalare un finale un po’ pepato, ma da ottima posizione calcia addosso a Consigli. E’ la decima sconfitta di un campionato che ora si pone come avaro di prospettive all’orizzonte per la Lazio: l’Europa è rimasto l’unico fronte vivo, ma sarà difficile continuare a far bene senza mai trovare il giusto ritmo tra una singola partita e l’altra.

IL TABELLINO

LAZIO-SASSUOLO 0-2

Marcatori: 41′ rig. Berardi (S), 68′ Defrel (S)

LAZIO (4-3-3): Berisha; Konko, Bisevac, Mauricio, Lulic; Milinkovic, Biglia, Parolo (63′ Keita); Felipe Anderson (76′ Mauri), Klose (76′ Djordjevic), Candreva. A disp.Guerrieri, Braafheid, Hoedt, Patric, Cataldi, Morrison, Kishna. All. Stefano Pioli

SASSUOLO (4-3-3): Consigli; Vrsaljko, Cannavaro, Acerbi, Peluso; Biondini (86′ Pellegrini), Magnanelli, Duncan; Berardi, Defrel (82′ Trotta), Sansone (75’Politano). A disp. Pomini, Pegolo, Gazzola, Longhi, Antei, Gazzola, Terranova, Broh, Falcinelli. All.Eusebio Di Francesco

Arbitro: Antonio Damato (sez. Barletta).

Ass.: Schenone – Alassio. IV: Passeri. Add.: Giacomelli – Pairetto.

NOTE. Ammoniti: 20′ Magnanelli (S), 40′ Mauricio (L), 58′ Consigli (S). Recupero: 1’pt.

Francesco Totti al Trastevere? Come? Perché? Scoprilo sulla webradio del Nuovo Corriere Laziale!

(foto © Giandomenico SALE)

Francesco Totti al Trastevere? Come sarebbe a dire? Per scoprire perché questa voce è girata nel pomeriggio, ascolta l’appuntamento con il punto settimanale della Roma curato da Lorenzo Petrucci, con Marco Piccinelli in studio, sulla webradio del Nuovo Corriere Laziale.

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