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Lazio, lo sponsor c’è ma non si vede… I biancocelesti incassano 21 milioni con la maglia pulita

di Arianna MICHETTONI

Non un prestigio spicciolo, ché la maglia non è mercificazione di sentimenti e passioni, non è commercializzazione dello spettatore – l’odiosa profilazione dell’utente. Eppure la Lazio non è affatto estranea alle logiche del marketing: forse non tutti sanno che (aguzzate la vista!), per la stagione 2015/2016, è stato siglato un accordo annuale con la Renault – o meglio: le tre concessionarie della filiale di Roma (Autoequipe, A. Fiori e RRG Filiale di Roma) sono Premium Sponsor della S.S. Lazio. Le strutture, come stipulato, hanno poi messo a disposizione della squadra delle autovetture (la gamma Crossover: Captur, Kadjar ed Espace) per accompagnare calciatori, allenatore e membri dello staff tecnico e dirigenziale nei loro spostamenti; la partnership prevede, inoltre, la visibilità della marca sui led a bordocampo dello Stadio Olimpico, sul backdrop (i pannelli che fanno da sfondo) delle interviste, all’interno dell’area hospitality e sul sito ufficiale del Club. Ad affiancare questa collaborazione vi sono poi i sodalizi concordati con Tim, Groupama Assicurazioni, Acea, Kimbo, UniClub e Frecciarossa, oltre, ovviamente, Macron – sponsor tecnico biancoceleste. La Lazio esercita anche una partnership commerciale con Corriere dello Sport, Decò, Fortevilage Sardegna, Gatorade, ManpowerGroup, Sartoria Cardona Roma ed Uliveto – oltre ad avere in iZiplay il gaming partner e in Mediaset Premium il media partner. Tali sponsorizzazioni figureranno tra gli introiti alla voce “ricavi da sponsorizzazioni e pubblicità” – le cifre, tuttavia, saranno precisate nel prospetto del bilancio a giugno. È invece già possibile analizzare e comparare le entrate dello scorso esercizio: la Lazio ha infatti terminato il primo trimestre 2015/2016 con un aumento sui ricavi dell’8,7% (21,05 milioni di euro, contro i 19,37 milioni ottenuti nello stesso periodo dello scorso anno).

Il legame tra sponsor e business partner – a tal proposito è bene fare una distinzione chiarificatrice: lo sponsor è l’associazione dell’immagine di un’azienda – prodotto sponsor – a quella di un progetto, sostenuta attivamente ed economicamente e con il fine di far acquisire allo sponsor i benefici e le opportunità (cioè un accrescimento qualitativo e quantitativo della propria notorietà e culture d’impresa) costituite dal valore del progetto sponsorizzato; la partnership commerciale, invece, ha un grado variabile di integrazione tra le risorse coinvolte, e pur condividendone la visibilità ha comunque finalità economiche – ha portato dunque ad un ricavo tale da essere una delle principali fonti di guadagno della società biancoceleste, pur non facendo sfoggio – o volgar figura – di variopinti loghi o marchi.

Una scelta coerente ma forse avulsa alle strategie di mercato – quest’ultima è proprio la critica mossa dai detrattori, coloro i quali ben volentieri accetterebbero – o avrebbero accettato – una qualsiasi alleanza commerciale: pure, non è di difficile ipotesi, il tanto chiacchierato ed atteso (dato infatti per concluso, con comunicato stampa già redatto) accordo col duo Aliyev/Mammadov, culminante nello slogan “Azerbaijan – Land of Fire”. Già sponsor di Atletico Madrid, Lens e Sheffield Wednesday, il progetto Azero sembrava pronto alla conquista dell’Europa calcistica – poi il crollo del prezzo degli idrocarburi, che rappresentano il (quasi) totale delle esportazioni del paese caucasico, ne ha minato gravemente l’economia: senza i suoi pagamenti, il Lens è scivolato inesorabilmente verso la retrocessione e il disastro finanziario; l’Atletico Madrid non ha invece prolungato il suo contratto con Land of Fire. Non è tutto oro – o sponsor – quello che luccica, insomma. Ciononostante, a sentir parlare gli scontenti, la mancanza di un legame economico principale (main sponsor) ha portato ad una perdita milionaria – nulla di più falso. Il marketing si basa su equilibri precari, regole aleatorie, e il contestare al patron Lotito l’eccessiva richiesta a fronte di una sponsorizzazione – consigliando accoratamente una diminuzione delle pretese – significa ignorare che un eventuale deprezzamento porterebbe ad una rivisitazione al ribasso contrattuale degli altri sponsor – un effetto a catena che sì influenzerebbe negativamente le aspettative societarie. È una concatenazione logica: la jersey sponsorship rimpiazza (od esclude) le main sponsorship o le sponsorizzazioni minori – la cui somma totale equivale al ricavo di un logo sulla casacca.

L’intera serie A, infatti, ottiene dalle sponsorizzazioni un ricavo di poco più di 85 milioni di euro, con una media di circa 4,5 milioni a squadra – la Emirates, a titolo esemplificativo, sponsorizza le maglie dell’Arsenal al doppio esatto della cifra garantita al Milan. Ancor più clamoroso: ben 71 milioni di euro, sugli 85 complessivi, sono concentrati sulle maglie di cinque club: Juventus (che ha scelto però l’autosponsorizzazione – il brand Jeep appartiene al gruppo FCA), Milan, Sassuolo (a sua volta autosponsorizzata – il gruppo Mapei è infatti di proprietà del patron Giorgio Squinzi), Inter e Napoli; nelle casse delle restanti 15 società finiscono appena 14 milioni di euro. Un dato oggettivo che trae maggior fondamento proprio dalla vicenda bianconera, società già autofinanziata: sono passati ormai quasi quattro anni dell’inaugurazione dell’avanguardista stadio di proprietà juventina – lo Juventus Stadium, che proprio nella denominazione nasconde invece un fallimento: si era detto che la struttura avrebbe portato il nome di un top sponsor, eppure nessuna azienda ha acquistato i naming rights dell’impianto, a sottolineare la difficoltà del calcio italiano ad attrarre aziende. Eppure la Lazio, ancora una volta, differisce dall’opinione comune – ne è l’eccezione: durante la tredicesima edizione dell’ormai tradizionale workshop organizzato dalla società biancoceleste in collaborazione con la Infront, appuntamento strategico a livello commerciale, si sono certificati notevoli riscontri economici e le diverse categorie di partnership e sponsorship (Top Sponsor, Premium Sponsor, Special Partner ed Official Partner) hanno manifestato il loro apprezzamento per il ritorno in termini di esposizione dell’investimento laziale. Che, dal suo canto, ha espresso la chiara volontà di internazionalizzazione dei propri prodotti, per avere un appeal sui mercati che hanno maggiore potenziale ed espandere il brand Lazio. Una progettualità, questa, per nulla inficiata dalla presenza di uno sponsor ad ingombrare i colori biancocelesti: ennesima avveduta strategia del presidente Lotito, avversata più dai luoghi comuni che da una fondata analisi.

(tratto da www.cuoredilazio.it)

Con Ciccotti in Nazionale sale a dieci il numero delle Giallorosse-Azzurre

Con la convocazione di Claudia Ciccotti nella Nazionale Under 23 del c.t. Amendola, sale addirittura a dieci il numero delle giovani giallorosse convocate durante la stagione nelle varie nazionali giovanili. La giovane centrocampista giallorossa si aggiunge all’azzurra under 15 Martina Sclavo, alle nazionali under 17 Caruso, Di Giammarino, Greggi e Labate, e alle under 19 Palombi, Picchi e Simonetti, quest’ultima convocata per il prossimo stage voluto dal c.t. Sbardella.

La Nazionale Under 23 si radunerà a Novarello per uno stage in programma dal 7 al 10 febbraio congiunto con quello dell´Under 19 del c.t. Enrico Sbardella. Mercoledì 9 alle 14.30 le due nazionali si affronteranno in amichevole.

Under 23. Ecco l’elenco completo delle convocate:

Portieri: Noemi Fedele (Fiorentina), Margherita Salvi (Orobica), Ilaria Toniolo (Fimauto Valpolicella);
Difensori: Veronica Belfanti (Verona), Claudia Ciccotti (Res Roma), Michela Franco (Cuneo), Aurora Galli (Mozzanica), Eleonora Piacezzi (Atletico Oristano), Valentian Pedretti (Rapid Lugano), Ambra Pochero (Tavagnacco);
Centrocampisti: Giulia Baldini (San Zaccaria), Martina Capelli (Como), Katia Coppola (Milan Ladies), Raffaela Emma Erico (Cuneo), Chiara Eusebio (Brescia), Martina Gelmetti (Rapid Lugano), Francesca Mellano (Musiello Salluzzo), Cristina Merli (Orobica), Azzurra Prinicipi (San Zaccaria);
Attaccanti: Marta Mason (Mozzanica), Giuseppina Moraca (Napoli), Francesca Pittaccio (ASD Roma), Luisa Pugnali (San Zaccaria).

Under 19.  Ecco l’elenco completo delle convocate:

Portieri: Francesca Durante (Fiorentina Women’s), Alessia Piazza (Lugano 1976), Amanda Tampieri (Zaccaria);
Difensori: Lisa Boattin (Brescia Femminile), Paola Cuciniello (Napoli Femminile), Elisabetta Oliviero (Molassana Boero), Elena Pisani (Bocconi Milano), Federica Rizza (Mozzanica), Alice Tortelli (Fiorentina Women’s FC), Marta Vergani (Real Meda);
Centrocampisti: Alessia Baghino (Amicizia Lagaccio), Martina Brustia (Inter Milano), Federica Cavicchia (Luzern), Martina Lenzini (Brescia Femminile), Marta Mascarello (Cuneo Calcio Femminile), Sara Mella (Permac Vittorio Veneto), Flaminia Simonetti (Res Roma);
Attaccanti: Sofia Del Stabile (Graphistudio Tavagnacco), Gloria Marinelli (Grifo Perugia), Martina Piemonte (Zaccaria), Costanza Razzolini (Fiorentina Women’s), Annamaria Serturini (Brescia Femminile), Valery Vigilucci (Fiorentina Women’s).

Serie A, la Juventus fa tredici e tallona il Napoli: Genoa ko di misura

di Ramona GIATTINO

Non è una partita particolarmente bella ed emozionante quella giocata allo Stadium tra Juve e Genoa.
A deciderne le sorti è un’autorete di De Maio che manda dentro il tiro Cuadrado. Il tredicesimo sigillo consecutivo permette ai bianconeri di tenere il passo del Napoli e per Massimiliano Allegri vale il sorpasso su Conte. L’avvio di gara è lento con le due squadre che faticano a trovare spazi. Il primo acuto arriva dopo quasi un quarto d’ora di gioco con Dybala che si libera degli avversari e lascia partire un sinistro che sorprende Perin ma che si spegne di poco sul fondo. Il Genoa non si scopre e fa densità a centrocampo, rendendo complicato ai bianconeri trovare varchi per far salire la manovra. Il risultato si sblocca alla mezz’ora. Cuadrado semina il panico nella retroguardia dei liguri, dribbla gli avversari e poi tira in porta.
È De Maio a deviare dentro la palla. Sul finale del primo tempo e nei primi minuti della ripresa il Genoa prova a spingersi in avanti. Al ritorno dagli spogliatoi, Pavoletti spreca una buona occasione lisciando la respinta di Buffon sulla conclusione di Cerci. Appena entra in campo al posto di Morata, Zaza si fa vedere nell’area avversaria. Dybala serve l’ex attaccante del Sassuolo che si porta a tu per tu con Perin ma non riesce a beffarlo e gli calcia il pallone addosso. Al 63’ Caceres lascia il campo in lacrime. L’uruguaiano cade male dopo uno scontro con Pavoletti e le sue condizioni appaiono subito preoccupanti.
Rugani prende il suo posto ma l’infortunio di Caceres alla caviglia potrebbe complicare la situazione della retroguardia bianconera. La gara si trascina parca di emozioni con la Juve che praticamente non concede nulla al Genoa. Al 90’ Russo punisce l’intervento in scivolata di Zaza su Izzo con il cartellino rosso e la Juve gestisce in inferiorità numerica un finale nervoso che non cambia l’esito del match.

IL TABELLINO

MARCATORI 30’ p.t. aut. De Maio.
JUVENTUS: Buffon; Caceres (18’ s.t. Rugani), Bonucci, Barzagli; Cuadrado, Padoin, Marchisio, Pogba, Evra (41’p.t. Alex Sandro); Morata (9’ s.t. Zaza), Dybala. A DISP: Neto, Rubinho, Lichtesteiner, Hernanes, Lemina, Sturaro, Pereyra. All. Allegri

GENOA: Perin; Munoz, De Maio, Izzo; Ansaldi, L. Rigoni, Ntcham (13’ s.t. Diego Capel), Dzemaili (36’ s.t. Matavz), Gabriel Silva; Pavoletti, Cerci (9’ p.t. Suso). A DISP: Lamanna, Burdisso, Marchese, Pandev, Lazovic, Fiamozzi, Tatchtsidis, Rincon, Laxalt). All. Gasperini
ARBITRO Russo di Nola
NOTE Espulso Zaza al 46’s.t. per gioco scorretto. Ammoniti Munoz (G), Bonucci (J), Diego Capel (G), Rigoni (G); angoli: 3-0; rec: 1’ pt – 4’ s.t

Pallamano, Gaeta sconfitta dalla Teamnetwork Albatro

Benvenuto al 2016 amaro per la Lupo Rocco Gaeta in terra siciliana. La formazione biancorossa, infatti, nulla ha potuto al cospetto dei padroni di casa della Teamnetwork Albatro, seconda forza del girone, nel recupero della 2° giornata di ritorno, non disputatasi il 5 dicembre scorso a causa dell’attività dell’Etna e della conseguente chiusura dell’aeroporto di Catania. Dopo i primi quindici minuti equilibrati, gli aretusei hanno preso il largo, chiudendo il primo tempo sul +7 e proseguendo nella ripresa con una lunga inarrestabile volata, terminata con il definitivo 33-17. A complicare i piani dei gaetani, poco aiutati da errori, pali, traverse e dall’assenza di Ponticella, è stato il nuovo arrivato Adler, che in più di un’occasione ha abbassato la saracinesca lasciando a bocca asciutta gli avversari. Tra i realizzatori, nota di merito per Filic, che raggiunge le 120 reti grazie agli otto sigilli siglati; 8 gol anche per Andrea Calvo, top scorer tra i suoi.

I siracusani partono subito forte e, trascinati da Polito, portano a casa il 3-0 che costringe una Lupo Rocco poco concreta all’inseguimento. A suonare la carica, dopo ben 7’, è Filic che, aiutato da Deda, riporta il punteggio in parità (3-3). I ragazzi di Vinci non ci stanno e riprendono a correre, piazzando un nuovo parziale di 3-0 (6-3), ma Bufoli e Filic rispondono a tono, tornando alle calcagna, 6-5 al 15’. Gli sforzi, però, risultano vani. Andrea Calvo e Molina allungano nuovamente il passo, 9-5 al 19’, e da questo momento in poi Marciano e compagni non riusciranno più a raggiungerli. La Teamnetwork, nonostante il time out chiamato dalla panchina ospite, ingrana la marcia, ipotecando il 15-8 che manda tutti negli spogliatoi.

Nella ripresa, crollo gaetano e monologo dei siciliani, 20-12 al 10’ che si trasforma in 29-13 al 20’ dopo un break di 9-1. La gara è di fatto già chiusa anticipatamente, e quando suona la sirena finale il tabellone segna 33-17.

Nel prossimo turno, previsto per sabato 23 gennaio, la Lupo Rocco Gaeta ospiterà la diretta rivale Città Sant’Angelo, quinta della classe con 19 punti all’attivo.

TEAMNETWORK ALBATRO – LUPO ROCCO GAETA 33 – 17 (p.t. 15 – 8)

TEAMNETWORK ALBATRO: Mincella, Errante, Adler, Vinci, Lo Bello, Dell’Aquia 1, Corsico 2, Calvo M. 4, Ragusa, Di Stefano, Calvo A. 8, Morandeira 1, Brancaforte 3, Molina 7, Polito 6, Dedovic 1. All.: Giuseppe Vinci

LUPO ROCCO GAETA: Medina, Cienzo, Filic 8, Marciano, Onelli, Panariello 1, Lodato 2, Florio, Antetomaso, Ciccolella, Bufoli 2, Deda 4. All.: Damiano Macera

ARBITRI: Chiarello – Pagaria

 

Ufficio Stampa Gaeta Sporting Club

Altro scontro salvezza per la Res Roma Move Up di scena a Vittorio Veneto

Dopo l’importante vittoria di sabato scorso nel match interno contro la Pink Bari, la Res Roma Move Up si appresta ad affrontare la prima trasferta del 2016 in casa del Vittorio Veneto, altra diretta concorrente delle giallorosse per la corsa alla salvezza.

Capitan Nagni e compagne finora hanno collezionato 11 punti ed occupano il sesto posto in classifica, a tre lunghezze dal Tavagnacco, e con due punti in piu’ del San Zaccaria, che segue al settimo posto. La marcia delle capitoline racconta di tre vittorie, due interne ed una lontana dalle mura del “Vianello”, due pareggi, uno interno e due esterne, e tre sconfitte.

Solo quattro invece i punti in classifica del Vittorio Veneto, che occupa il penultimo posto in classifica in coabitazione con il Riviera di Romagna: una sola vittoria ottenuta sul campo del Luserna, ed un pareggio, ottenuto sabato scorso in casa del Sud Tirol, e quattro sconfitte in altrettante gare interne per la compagine veneta, alla ricerca dei primi punti sul proprio campo.

Mister Melillo dovrà fare a meno della squalificata Savini e delle indisponibili Cela, Spagnoli, Nicosia e Labate, e con molta probabilità riproporrà il modulo 4-4-2 iniziato nelle prime gare della stagione.

“Affrontiamo una gara molto importante per la classifica – ha dichiarato il tecnico romano, Fabio Melillo – che potrebbe farci alzare nel punteggio in maniera quasi decisiva per la lotta salvezza; dobbiamo quindi cercare di inseguire la vittoria, al cospetto di una squadra che sembra in fase di crescita e che sta prendendo consapevolezza del campionato di Serie A . Non sarà affatto facile, dobbiamo giocare con tanta umiltà e caparbietà, senza cullarci di aver ottenuto 3 vittorie nelle ultime 4 gare, altrimenti andremmo incontro a sconfitta certa. Quindi voglia di fare e determinazione devono essere le nostre armi migliori. E ‘ stata una settimana in cui abbiamo avuto un po’ di problematiche, ma la condizione cresce e lo testimoniano i test che abbiamo effettuato. Dal punto di vista atletico stiamo bene e speriamo di avere atteggiamento e concetti giusti per tornare a Roma con punti importanti.”

Ufficio Stampa

Una Lazio da batticuore: blitz biancoceleste al “Franchi”

Non c’è due senza tre e dopo Cana (2013/14) e Djordjevic-Lulic (2014/15), il terzo blitz consecutivo al “Franchi” porta la firma di Keita, Milinkovic-Savic e Felipe Anderson. Rispetto a Lazio-Carpi, tutta un’altra musica, con Biglia di nuovo a portare fosforo a centrocampo e, contro una Fiorentina fortissima, una squadra capace di dimostrare una personalità vista in questa stagione solo nella trasferta di Milano. E il risultato è lo stesso: con tanto di appendice pazzesca con 6′ di recupero in cui si vedono tre gol.

Le Formazioni

Poche sorprese in casa biancoceleste. Pioli conferma l’assetto difensivo visto contro il Carpi con Mauricio al centro della difesa al fianco di Hoedt. A centrocampo rientrano Biglia e Milinkovic-Savic al posto di Onazi e Cataldi al fianco di Parolo. La novità più consistente è in avanti, con Keita preferito a Felipe Anderson e Djordjevic che rileva Matri. In casa viola Paulo Sousa rimescola maggiormente le carte con Ilicic che resta in panchina. Alle spalle di Kalinic giocano Mati Fernandez e Borja Valero, in difesa c’è Roncaglia al posto di Tomovic.

Fiamme Viola

Subito scintille: la Fiorentina reclama un rigore per un presunto tocco di mano di Hoedt, in scivolata a proteggere un’uscita bassa di Berisha. Al 4′ una punizione dal limite di Mati Fernandez finisce d’un soffio a lato. Il giro-palla viola è avvolgente ma un po’ sterile, anche se l’assetto tattico della squadra di Paulo Sousa rende per la Lazio difficoltoso impostare il gioco. Al 14′ Marcos Alonso cerca la soluzione dalla distanza, ma trova solo una deviazione per un calcio d’angolo che non porta frutti. Primo lampo laziale al 19′, con Keita che intercetta un pallone prezioso a centrocampo e prova a involarsi verso la porta, costringendo al fallo da ammonizione Gonzalo Rodriguez.

Cresce la Lazio

E’ proprio Keita l’uomo più pericolo tra i biancocelesti: la Fiorentina si distrae poco, ma quando lo fa c’è lui inesorabilmente ad approfittarne. Al 27′ scappa via sulla sinistra e tenta di sorprendere Tatarusanu, che esibisce una respinta “pallavolistica” sulla potente conclusione. La grande occasione capita poi alla Lazio al 29′: break di Milinkovic-Savic che triangola con Djordjevic e si presenta al tiro da ottima posizione, graziando però Tatarusanu con una improbabile conclusione d’esterno. Al 32′ nuova opportunità, con Milinkovic-Savic che arriva al colpo di testa su cross da calcio d’angolo: la palla sta per infilarsi sotto la traversa quando arriva il salvataggio di testa di Astori, provvidenziale per i viola.

Keita gela il “Franchi”

Il primo tempo deve però ancora riservare l’emozione più grande: i break della Lazio dimostrano di far male alla Fiorentina, e al 45′ Djordjevic ne piazza uno micidiale, scaricando il pallone per l’accorrente Keita. Il quale entra in area e piazza il pallone alle spalle di Tatarusanu, per il vantaggio biancoceleste davvero meritato per quanto visto nella prima frazione di gioco. Un gol che regala fiducia agli uomini di Pioli che iniziano la ripresa con lo stesso piglio. Al 9′ Paulo Sousa prova a cambiare qualcosa sulle fasce, inserendo Pasqual al posto di Blaszczykowski.

Botte e Risposte

All’11’ ci riprova la Lazio, assist di Parolo e ottimo taglio di Candreva che conclude in spaccata senza trovare la porta. Risponde un minuto dopo la Fiorentina con Marcos Alonso, ma la sua conclusione dal limite non trova il giro giusto. Al 14′ esce in barella Badelj, per un problema muscolare. Paulo Sousa fa entrare Ilicic, cercando maggior peso offensivo. Al 18′ Mati Fernandez arriva al tiro da buona posizione all’altezza della lunetta dell’area di rigore, ma senza inquadrare lo specchio della porta. Subito dopo anche Pioli si gioca il primo cambio, inserendo Matri al posto di Djordjevic.

Assalto Fiorentina, occasionissima Matri

Al 29′ Paulo Sousa si gioca la carta Giuseppe Rossi, ultimo cambio al posto di Mati Fernandez. E al suo primo pallone toccato “Pepito” chiama alla prodezza Berisha, costretto a volare sulla sua conclusione a girare. Subito dopo problema muscolare per Radu: è il momento dell’esordio stagionale di Braafheid. Su calcio d’angolo è Parolo a salvare la porta laziale. E’ il momento di maggiore intensità offensiva della Fiorentina, ma al 41′ Matri manca una clamorosa occasione per il colpo del ko: Candreva parte in contropiede e serve un pallone d’oro al centravanti che tira in bocca a Tatarusanu il più comodo dei palloni per il due a zero.

Recupero Pazzesco

L’ultimo cambio di Pioli è Felipe Anderson, ma nel recupero succede di tutto. Milinkovic-Savic riesce dove Matri aveva fallito, e la partita sul raddoppio sembra chiusa. Ma la Lazio, si sa, quest’anno regala magie. E arriva un tiro dalla distanza di Roncaglia che Berisha, impeccabile fino a quel momento, si trascina praticamente in rete. Restano 3′ da giocare, gli spazi per la Lazio sono però enormi ed arriva il tris di Felipe Anderson, proprio lui. Stop al batticuore e che sia di buon auspicio, con le prime due della classe battute in serie in trasferta e il brasiliano di nuovo a segno.

di Fabio Belli

IL TABELLINO

FIORENTINA-LAZIO 1-3

Marcatori: 45′ Keita (L), 93′ Milinkovic (L), 94′ Roncaglia (F), 96′ Felipe Anderson (L)

FIORENTINA (3-4-2-1): Tatarusanu; Roncaglia, G.Rodriguez, Astori; Blaszczykowski (54′ Pasqual), Vecino, Badelj (59′ Ilicic), Marcos Alonso; Mati Fernandes (74′ Rossi), Borja Valero; Kalinic. A disp.: Sepe, Gilberto, Tomovic, Rebic, Bagadur, Suarez, Verdù, Babacar, Baez. All. Paulo Sousa
LAZIO (4-3-3): Berisha; Konko, Mauricio, Hoedt, Radu (76′ Braafheid); Milinkovic, Biglia, Parolo; Candreva, Djordjevic (64′ Matri), Keita (87′ Felipe Anderson). A disp.:Guerrieri, Patric, Mauri, Klose, Bisevac, Onazi, Cataldi, Prce. All. Stefano Pioli
ARBITRO: Rizzoli (sez. Bologna). ASS.: Di Fiore-Vuoto. IV: Di Liberatore. ADD.: Calvarese-Nasca.
NOTE. Ammoniti: 19′ G.Rodriguez (F), 23′ Mauricio (L), 42′ Borja Valero (F), 48′ Parolo (L), 69′ Hoedt (L), 74′ Konko (L), 95′ Pasqual (F). Recupero: 1′ pt; 6′ st

 

Foto di ©Antonio Fraioli | Nuovo Corriere Laziale FotoSport

Sfida salvezza per la Res Roma Move Up: al “Vianello” arriva il Bari

Dopo la pausa dovuta alle festività natalizie, la Res Roma Move Up torna in campo per ospitare la Pink Bari, nel match valido per l’ottava giornata del campionato nazionale di Serie A di calcio a 11 femminile.

Gara fondamentale in chiave salvezza per entrambe le compagini, con le giallorosse che finora vantano 5 punti in piu’ delle dirette concorrenti: 8 i punti conquistati da capitan Nagni e compagne, frutto di due vittorie, altrettanti pareggi e tre sconfitte, al cospetto dei 3 punti della Pink Bari, fanalino di coda del campionato insieme al Vittorio Veneto, unica squadra finora battuta dalle biancorosse.

Due le ex di turno tra le fila delle biancorosse: la romana Eleonora Cunsolo, per 3 anni in giallorosso, e la foggiana Antonella Morra, per due anni alla corte di Mister Melillo; in campo però ci sarà solo Morra, per via del grave infortunio patito da Cunsolo nel match di circa un mese fa contro il Verona, in cui la giovane azzurrina si è procurata la rottura del crociato.

Tra le giallorosse sicure le assenze di Spagnoli e Mancini, mentre diverse altre calciatrici saranno in bilico fino a Sabato mattina, per via di diversi problemi di natura muscolare.

Le dichiarazioni pre-gara del tecnico romano, Fabio Melillo: “Gara importantissima: in questo periodo abbiamo lavorato tanto e bene; le ragazze dalla gara di Cervia hanno assunto atteggiamenti e convinzioni diverse, e ora la nostra priorità è il calcio. Sappiamo che da loro militano tante brave giocatrici, alcune delle quali esperte, e il centrocampo mi sembra il loro reparto migliore; sarà una bella partita, per noi un’occasione importante.”

Match clou della’ottava giornata saranno le sfide Verona-Brescia, fondamentale in chiave tricolore, e Sud Tirol-Vittorio Veneto, importante per la permanenza in Serie A.

Ufficio Stampa

Serie A, Chievo-Roma 3-3. Garcia: “Sono due punti persi”

(fonte: asroma.it)

Rudi Garcia non ha nascosto la delusione per la mancata vittoria in casa del Chievo, rammaricandosi in particolare per il primo gol subito allo scadere del primo tempo.

“Oggi chiaramente sono due punti persi,” ha esordito il tecnico giallorosso. “Avevamo quasi chiuso il primo tempo in vantaggio di due gol e abbiamo subito un gol all’ultimo minuto che non avremmo dovuto prendere: chiudere al 45° con due gol di vantaggio avrebbe fatto la differenza”.

“Nella ripresa abbiamo preso due gol su calci da fermo, sapevamo che ci mancavano giocatori importanti per queste situazioni”.

Tra gli aspetti positivi, il tecnico francese ha sottolineato la soddisfazione per la prova del giovane attaccante Sadiq Umar: “Sono contento per lui, ha segnato il secondo gol in due partite e ne avrebbe potuto segnare anche un altro ma ha colpito il palo”.

Qual è lo stato d’animo dopo questa partita?

“I ragazzi erano arrabbiati dopo la fine della partita e anche io per primo, ma la rabbia di oggi dovremo metterla in campo sabato sera contro il Milan. Se non vogliamo perdere terreno nei confronti di chi ci è davanti dovremo vincere sabato”.

Con questo risultato la Roma sta perdendo contatto anche dal secondo posto.

“Sì ma sabato giocheremo di nuovo e dobbiamo concentrarci solo sulla prossima partita. Recupereremo dei giocatori, due che rientreranno dalla squalifica e speriamo di non aver perso Mohamed Salah per troppo tempo. Ma finché la squadra dà tutto come ha fatto stasera potremo cancellare gli errori, magari con un aiuto in più da parte della fortuna che ultimamente ci manca, come nel caso del terzo gol del Chievo”.

Quanto incidono le assenze in partite come questa?

“Nonostante tutte le assenze potevamo giocarci la partita e abbiamo dimostrato che potevamo vincerla. Oggi eravamo consapevoli di essere in difficoltà con sei centrocampisti fuori, ma volevamo vincere e c’eravamo quasi riusciti. I ragazzi hanno dato il meglio”.

Oggi ci sono stati diversi errori difensivi, forse qualche giocatore avrebbe bisogno di un turno di riposo?

“Per il momento no, i ragazzi hanno riposato e sono freschi mentalmente e fisicamente. Kostas Manolas oggi non è stato fortunato, sta facendo una grande stagione e può capitare una giornata meno positiva, ma non ha fatto errori clamorosi. La squadra arrivava da quattro partite senza gol subiti ma con difficoltà nel segnare. Oggi abbiamo segnato ma abbiamo perso equilibrio anche se correggere gli errori sui calci piazzati come nel caso del secondo e del terzo sarà più semplice”.

Sadiq Umar verrà impiegato anche contro il Milan?                                                         

“Valuteremo, la cosa sicura è che senza Salah abbiamo ancora meno soluzioni. Spero che il capitano Francesco Totti possa tornare in gruppo e a giocare un pezzo di partita. La cosa bellissima è che tutta le potenzialità di Sadiq che abbiamo visto da quando si allena con noi, le dimostra anche in campo: gioca con entusiasmo, con fiducia, fa movimento, lotta, ha qualità e colpi importanti. Sta crescendo e sappiamo di avere un giocatore di qualità in più e in questo momento ci serve”.

IL TABELLINO

CHIEVO-ROMA 3-3
MARCATORI Sadiq (R) al 7’ p.t., Florenzi (R) al 37’ p.t., Paloschi (C) al 44’ p.t., Dainelli (C) al 13’ s.t., Iago Falque (R) al 26’ s.t., Pepe (C) al 40’ s.t.
CHIEVO (4-3-1-2) Bizzarri; Cacciatore, Gamberini (dal 36’ p.t. Dainelli), Cesar, Frey; Castro, Radovanovic, Hetemaj; Birsa (dal 36’ s.t. Pepe); Paloschi, Meggiorini (dal 18’ p.t. Inglese). A disp. Bressan, Seculin, Gobbi, Sardo, N. Rigoni, Christiansen, Pinzi, Pellissier, Mpoku). All. Maran
ROMA (4-3-3) Szczesny; Maicon, Manolas, Rüdiger, Digne; Florenzi (dal 46’ s.t. Tumminello), Vainqueur, I. Falque; Salah (dal 25’ s.t. Di Livio), Sadiq (dal 35’ s.t. Gyomber), Gervinho. A disp. Lobont, De Sanctis, Castan, De Rossi, Torosidis, Emerson, D’Urso, Machin, Tumminello). All. Garcia
ARBITRO Irrati di Pistoia
NOTE Ammoniti: Castro per comportamento non regolamentare, Hetemaj per gioco scorretto, Cacciatore per proteste, Digne e Di Livio per gioco scorretto. Angoli 8-2. Recupero 2’ p.t., 3’ s.t .

Serie A, il Frosinone strappa un punto al Mapei Stadium contro il Sassuolo

di Alessandro Iacobelli

Nel giorno dell’Epifania il Frosinone strappa un buon pareggio in quel di Reggio Emilia contro il Sassuolo. Mister Roberto Stellone può quindi considerare soddisfacente la prestazione offerta dai suoi ragazzi. Sammarco e compagni hanno rispettato con diligenza i dettami impartiti durante la settimana, proponendo una partita vigile in copertura. Il sodalizio presieduto dal Giorgio Squinzi, invece, accusa un mezzo passo falso tra le mura amiche. Il match si attesta sul copione atteso alla vigilia: ragnatela nero-verde contrapposta al muro canarino. Allo scoccare del 16’pt il match subisce un sorprendente mutamento. L’esterno Pavlovic esegue una rimessa laterale servendo Dionisi. La punta giallo-blu, in un batter di ciglia, si gira e mira la porta con il destro. Il portiere locale Consigli commette una colossale ingenuità non riuscendo a bloccare la sfera. La squadra guidata da mister Eusebio Di Francesco però non si scompone e giunge al pareggio poco dopo. Al 22’pt Leali non può nulla sul tiro di Defrel viziato da una netta e sfortunata deviazione di Ajeti. Il giovane difensore albanese, ex Basilea, rimedia subito firmando la rete del nuovo vantaggio ciociaro. Allo scadere del primo tempo, infatti, Pavlovic batte un corner. Ajeti di testa insacca per il raddoppio. Nel corso della seconda frazione di gioco il canovaccio rimane sostanzialmente intatto. I padroni di casa innalzano il ritmo della manovra, sfiorando in varie occasioni il gol. Il diagonale rasoterra di Berardi termina di un soffio al lato. Vrsaliko, su imbeccata geniale di capitan Magnanelli, sciupa da posizione ideale. Intanto i due tecnici danno vita al valzer delle sostituzioni. Notevole l’intuizione di Eusebio Di Francesco che getta nella mischia Falcinelli in luogo di Defrel. Il numero 9 ringrazia ed al 30’st sigla il definitivo 2-2 di rapina. Il risultato non cambia più fino al triplice fischio al culmine dei quattro minuti di recupero concessi dall’arbitro. Da segnalare in chiusura l’espulsione del centrocampista locale Pellegrini, scuola Roma, per doppia ammonizione.

IL TABELLINO

SASSUOLO-FROSINONE 2-2
MARCATORIDionisi (F) al 16’, Defrel (S) al 22’, Ajeti (F) al 45’ p.t.; Falcinelli (S) al 29’ s.t.
SASSUOLO (4-3-3): Consigli; Vrsaljko, Cannavaro, Acerbi, Peluso; Laribi (dal 15’ s.t. Duncan), Magnanelli, Pellegrini; Berardi, Defrel (dal 26’ s.t. Falcinelli), Floro Flores (dal 34’ s.t. Sansone). A disp. Pomini, Pegolo, Fontanesi, Antei, Longhi, Gazzola, Ariaudo, Biondini, Politano. All. Di Francesco.
FROSINONE (4-3-3): Leali; M. Ciofani, Diakité, Ajeti, Pavlovic; Chibsah (dal 31’ s.t. Frara), Gucher, Sammarco; Tonev, D. Ciofani (dal 35’ s.t. Longo), Dionisi (dal 24’ s.t. Paganini). A disp. Zappino, Crivello, Russo, Blanchard, Bertoncini, Gori. All. Stellone.
ARBITRO: Pairetto di Nichelino.
NOTE: espulso Pellegrini (S) per doppia ammonizione; ammoniti Peluso (S) e Pavlovic (F) per gioco scorretto; Leali (F) per comp. non regolamentare. Angoli 8-1.

La Juventus non si ferma più. Dybala, Bonucci e Zaza spazzano via il Verona

di Ramona Giattino

Ottava vittoria consecutiva per la Juventus che spazza via l’Hellas Verona con un bel tris. Il trionfo dello Stadium permette ai bianconeri di staccare la Roma e agganciare quota 36. Nonostante un buon primo tempo degli scaligeri, la partita della Juve si mette in discesa già all’8’ quando Dybala si fa vedere con un calcio di punizione da manuale che supera la barriera e finisce nell’angolino basso del primo palo. Per l’Hellas si registra un solo tiro in porta, tre minuti dopo il vantaggio bianconero. La girata di Pazzini è una perla ma Buffon compie un vero e proprio miracolo deviando con le dita in corner. Gollini nega il raddoppio prima a Morata (in cerca del gol da tre mesi) e poi a Marchisio ma al 45’ la Juve trova la rete del 2-0. Dybala, su calcio di punizione dalla sinistra dell’area, mette in mezzo un assist teso su cui Bonucci, lasciato da solo dalla difesa scaligera, si avventa di testa superando Gollini. Per il difensore arriva la prima rete in questo campionato che fa dimenticare la brutta partita con il Carpi con cui aveva chiuso il 2015.
Nella ripresa il Verona si fa vedere un po’ più spento, almeno fino alla mezz’ora quando cerca di guadagnare metri per trovare la rete che possa riaprire il match. Ma trovare spazi non è semplice e gli uomini di Del Neri non riescono a rendersi pericolosi.
Per Morata si registra una partita di cuore, soprattutto in fase difensiva ma lo spagnolo ancora non riesce ad inserire il proprio nome nel tabellino delle marcature. Allegri lo richiama in panchina e manda dentro Zaza. All’ex attaccante del Sassuolo invece bastano quattro minuti per andare a segno. All’82’ Pogba lo pesca da centrocampo e lo lancia in area. Zaza davanti a Gollini rimane lucido, si allarga e insacca la rete del 3-0 che chiude la gara. L’unica nota stonata della giornata per Massimiliano Allegri è l’ammonizione di Marchisio che, diffidato, salterà la trasferta di domenica quando la Juve sarà ospite in casa della Sampdoria.

IL TABELLINO

JUVENTUS – HELLAS VERONA 3-0 

MARCATORI: Dybala all’8′, Bonucci al 45′ p.t.; Zaza al 36′ s.t.

JUVENTUS (3-5-2): Buffon; Caceres (dal 39′ s.t. Rugani), Bonucci, Chiellini; Lichtsteiner, Khedira (dal 26′ s.t. Sturaro), Marchisio, Pogba, Alex Sandro; Morata (dal 34′ s.t. Zaza), Dybala. A disp. Neto, Rubinho, Evra, Padoin, Vitale, Asamoah, Hernanes, Cuadrado. All.: Allegri.
VERONA (4-4-2): Gollini; Bianchetti, Moras, Helander, Souprayen; Wszolek (dal 19′ s.t. Emanuelson), Ionita, Greco (dal 16′ s.t. J. Gomez), Hallfredsson (dal 37′ s.t. Fares); Pazzini, Siligardi. A disp.: Rafael, Coppola, Jankovic, Zaccagni, Winck, Checchin). All.: Delneri.
ARBITRO: Calvarese di Teramo.
NOTE – spettatori 40.171. Ammoniti Greco (V), Hallfredsson (V), Marchisio (J), Alex Sandro (J), Sturaro (J). Recuperi: 1′ p.t.; 4′ s.t.