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Serie A | Fiorentina-Lazio 1-1: un’ora stellare non basta per vincere

di Fabio BELLI

La Banca dell’Amore Lazio regala anche due baci a Firenze in forma di punti, in una stagione in cui sono passati all’incasso davvero in tanti per gli sprechi degli Inzaghi boys. Il rimpianto c’è, a tratti è stata forse la Lazio più bella della stagione, ma nell’ultima mezz’ora si spegne: Pioli azzecca i cambi e sfrutta con Muriel lo sciupìo di risorse avversario. Lati positivi? Dopo il Milan e il derby, la prova che la Lazio si è ritrovata nel gioco e anche nella forma di alcuni gregari preziosi (Patric e Marusic su tutti). Lati negativi? L’incapacità di segnare nei momenti migliori e i punti persi che, sommati a quelli contro Sassuolo, Chievo, Samp, Genoa e altre occasioni perdute, chiudono virtualmente il discorso Champions (Inter a +5 anche vincendo il recupero contro l’Udinese) e complicano anche la corsa all’Europa League.




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Serie A | Fiorentina-Lazio, le formazioni ufficiali scelte da Pioli e Inzaghi

Fiorentina-Lazio, le formazioni ufficiali scelte da Pioli e Inzaghi: via al match allo stadio Artemio Franchi alle ore 20.30, diretta tv Sky.




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Serie A | Lazio-Fiorentina 1-0: Immobile spaccaCrisi e spaccaViola (FOTOGALLERY)

di Fabio BELLI (foto © Gian Domenico SALE)

Volevo dirti tante cose ma non so da dove iniziare: intanto vinciamo, risponde Inzaghi che stavolta privilegia i pragmatismo agli svolazzi. Tre punti d’oro è una definizione abusata, anche perché negli ultimi minuti il mister se avesse ingoiato un pezzo di carbone avrebbe espulso un diamante: tensione agonistica, sia chiaro, perché stavolta la Lazio sciupona dell’ultima settimana lascia spazio a quella concreta vista ad Empoli (a parte gli ultimi 30”…) e Udine: battere una squadra forte e lanciata, in forma, in un momento di quasi-crisi è la quasi-certezza che gli ingranaggi ci sono ancora tutti, basta farli girare al momento giusto.




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Dario Baldi (Fiorentinanews.com): “I viola cercano la svolta in trasferta. Lazio, Badelj è un leader”

Dario Baldi, giornalista del sito specializzato in vicende viola fiorentinanews.com, è intervenuto sugli 88.100 di ElleRadio nella trasmissione Laziali On Air condotta da Danilo Galdino e Fabio Belli:




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#Webradio: il punto sulla Lazio di Fabio BELLI alla vigilia di Lazio-Sparta Praga

La svolta “liberal” di ‪‎BonoVox‬, le parole di ‪‎Pioli‬ in conferenza stampa, ‪‎Lazio-SpartaPraga‬ all’orizzonte: Fabio BELLI e Marco PICCINELLI ci introducono alla sfida di EuropaLeague‬ di stasera sulla nostra webradio‬

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Europa League, Sparta Praga-Lazio 1-1: Parolo suona la riscossa, pari incoraggiante per i biancocelesti

di Fabio BELLI (foto © Giandomenico SALE)

Un film già visto, non amaro, non a lieto fine: la qualificazione ai quarti di finale di Europa League si deciderà giovedì prossimo all’Olimpico: l’1-1 in casa dello Sparta Praga può essere senz’altro archiviato positivamente, soprattutto può essere giudicata con sollievo la prestazione della Lazio, che dopo le sconcertanti prove contro Sassuolo e Torino in campo continentale torna squadra. Nel film già visto c’è purtroppo anche tutto il male di questa stagione: il solito gol incassato nei primi 15′, gli infortuni a raffica (in Paideia hanno già pronto lo striscione “Bentornato Konko” – scherziamo, il francese dopo 19 partite di fila merita solo applausi), la panchina corta, qualche cambio sbagliato di Pioli. Ma c’è anche tutto il buono di questa campagna europea: è sembrato in fondo di rivedere la partita di Istanbul, si può sperare che anche l’epilogo possa essere lo stesso.

FORMAZIONI – A furor di popolo, anche Pioli si convince del buon momento di Keita e lo lancia fra i titolari, con Matri che torna al centro dell’attacco. Anche Candreva viene rilanciato, mentre il centrocampo è quello titolare con Milinkovic-Savic, Biglia e Parolo. In difesa torna Radu a sinistra, al centro al fianco di Bisevac c’è Hoedt e non Mauricio. Nello Sparta Praga c’è regolarmente il bomber e capitano Lafata, che sembrava non potesse essere della partita per un problema fisico. Osservati speciali il tuttofare Frydek e il fantasioso Krejci.

ETERNO DEJA VU – Lo Sparta Praga inizia il match in maniera aggressiva, ma la Lazio stavolta ha Keita come asso nella manica. Il senegalese d’adozione spagnola è ispiratissimo e al 5′ lancia un’azione rugbistica con scarico finale per Parolo, che ha il tempo per tirare ma indugia tanto da permettere a Brabec di salvare in angolo. Sul conseguente corner battuto da Biglia, Milinkovic-Savic di testa sfiora il gol. I ceki si infilano però con facilità nella retroguardia biancoceleste: lanciato addirittura su rimessa laterale, Lafata cerca il secondo palo mancando di pochissimo il bersaglio. Al 13′ centrali laziali presi di nuovo d’infilata da Frydek, che scarica una girata strepitosa alle spalle di Marchetti. E’ l’eterno deja vu della Lazio che nel primo quarto d’ora si trova sempre a subire gol e a vedere le partite mettersi subito in salita.

HOEDT-PAROLO COPPIA D’ORO – Il ritmo infernale del primo quarto d’ora si placa col vantaggio ceko. Al 25′ Costa sente provenire ululati razzisti dal settore dei sostenitori della Lazio e li sostiene all’arbitro, che redarguisce anche Pioli: comportamenti che dall’UEFA vengono interpretati in maniera univoca e che andrebbero evitati come la peste, ma c’è chi puntualmente ci ricasca. La partita però scorre e il mobile Krejci chiama alla parata a terra Marchetti. Al 38′ fiammata laziale: Candreva tenta la girata alla Van Basten, la posizione sembra impossibile e invece il portiere di casa Bicik deve superarsi per evitare l’eurogol. Sul conseguente calcio d’angolo è perfetto però lo stacco di testa di Wesley Hoedt: una specialità dell’olandese, che trova di nuovo la risposta strepitosa di Bicik: sulla ribattuta però Parolo è stavolta implacabile e la Lazio trova un pari che vale oro.

PRIMA O POI DOVEVA SUCCEDERE – Ad inizio ripresa c’è Basta al posto di Konko: dopo diciannove partite consecutive il francese è costretto ad alzare bandiera bianca, sembra per un risentimento all’adduttore. Stavolta davvero non gli si può rimproverare nulla. Nella Lazio l’azione di Keita sembra meno efficace: lo Sparta Praga prova a riguadagnare campo, ma senza troppo successo. Al 12′ è Matri a lasciare spazio a Lulic, con Keita che si sposta nel ruolo di prima punta. Subito dopo Candreva, sempre da posizione molto defilata, lascia partire uno strepitoso al volo che si stampa sulla traversa: clamorosa occasione e Lazio come sempre poco fortunata, un altro deja vu di questa stagione.

CHI HA DETTO FORTUNA? – Dusan Basta deve lasciare la contesa e Pioli resta senza sostituzioni. Entra Mauricio, che avrebbe dovuto sostituire a sua volta Bisevac, apparso molto affaticato. E col passare dei minuti anche Radu (si spera solo crampi) deve scambiarsi a centrocampo con Lulic. La Lazio chiude praticamente in 9+2 il match, ma lo Sparta Praga sul piano della corsa ha speso tantissimo e alla fine è la Lazio con Keita a provare la percussione vincente. Che non arriva, con Ullano Mallenco che fa praticamente correre qualsiasi cosa. Il recupero è breve, il verdetto certo: come a Istanbul la Lazio avrebbe anche potuto vincere, come a Istanbul la Lazio torna a Roma con la consapevolezza di poter chiudere in casa il discorso qualificazione. Non male, viste le premesse post-Torino.

IL TABELLINO

SPARTA PRAGA-LAZIO 1-1

MARCATORI: 13′ Frydek (S), 39′ Parolo (L)

SPARTA PRAGA (4-2-3-1): Bicik; Zahustel, Brabec, Holek, Costa; Marecek, Vacha; Dockal (59′ Fatai), Frydek, Krejci; Lafata (61′ Julis). A disp. Miller, Mazuch, Matejovsky, Jiracek, Konaté. All. Zdeněk Ščasný

LAZIO (4-3-3): Marchetti; Konko [46′ Basta (65′ Mauricio)], Biśevac, Hoedt, Radu; Milinkovic, Biglia, Parolo; Candreva, Matri (55′ Lulic), Keita. A disp. Berisha, Onazi, Felipe Anderson, Klose. All. Stefano Pioli

ARBITRO: Mallenco (SPA).

ASS.: Del Palomar-Martínez. IV: Munuera. ADD.: Gómez – Fernández.

NOTE. Ammoniti: 38′ Matri (L), 52′ Zahustel (S) Recupero: 1′ pt; 2′ st.

Serie A, Lazio-Sassuolo 0-2: sotto la pioggia dell’Olimpico i biancocelesti affondano, l’Europa è già un ricordo

di Fabio BELLI (foto © Giandomenico SALE e © Antonio FRAIOLI)

Neanche lo spareggio per il settimo posto. “Manco le basi der mestiere, a prete”, direbbe un Mario Brega d’annata (e non per niente, laziale). Troppo bella per essere vera, della Lazio europea non c’è traccia contro il Sassuolo, a cui basta il minimo sindacale e un paio di accelerazioni dei suoi guizzanti attaccanti per portare a casa l’intera posta e portarsi a più quattro dai biancocelesti. Che chiudono la quarta partita delle ultime cinque disputate in campionato senza gol: troppe per non iniziare a farsi delle domande sulla sterilità del gioco offensivo laziale contro le difese italiane, tattiche e chiuse quanto si vuole, ma di certo non impenetrabili (Frosinone e Sassuolo 84 gol subiti in due, ma nessuno dai biancocelesti nelle ultime due partite).

FORMAZIONI – Doppia assenza dell’ultim’ora nella Lazio. Per problemi influenzali Marchetti e Matri sono costretti a dare forfait. Torna Berisha tra i pali e Miro Klose dal primo minuto come punta centrale, così come il duo sugli esterni Candreva-Felipe Anderson. Lulic scala esterno in difesa, a centrocampo conferma rispetto al vittorioso match contro il Galatasaray per Parolo, Biglia e Milinkovic-Savic. Nel Sassuolo Defrel preferito a Falcinelli in avanti con Sansone e Berardi, in difesa ci sono Paolo Cannavaro e Acerbi e non Pellegrini.

PRIMO TEMPO DA INCUBO – Piove a dirotto e le condizioni del campo influenzano molto i ritmi di gara nei primi 20′. Dopo 5′ una discesa di Felipe Anderson per poco non trova Klose appostato sul secondo palo. Al quarto d’ora punizione di Biglia, ma il colpo di testa di Mauricio si perde sul fondo. Il Sassuolo si fa vedere con un insidioso tiro cross di Duncan, ma nel complesso gioca una partita estremamente difensiva, senza disdegnare qualche calcione che finisce con il costare l’ammonizione a Magnanelli. La Lazio avrebbe gli spazi per tentare una ripartenza efficace, ma il terreno pesante smorza un paio di lanci interessanti. Di contro, al 33′ Berisha esce male su un tiro-cross di Vrsaljko, ma il Sassuolo non riesce ad approfittare del pallone vagante in area. Al 40′, Defrel scatta sul filo del fuorigioco e viene atterrato da Mauricio. Calcio di rigore che Berardi trasforma con freddezza. Al 43′ la Lazio ha immediatamente l’occasione del pari con un colpo di testa di Parolo, su perfetto cross pennellato da Konko, che finisce d’un nulla a lato. Ma l’ultimo brivido lo procura Dunan con una conclusione potente controllata da Berisha.

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BERISHA SALVA TUTTO – Nella ripresa la Lazio prova a ripartire con il piglio giusto, ma il Sassuolo è chiuso bene e prova sistematicamente a ripartire. Klose reclama un rigore per una trattenuta in area, ma è Parolo al 13′ a tentare la zampata in mischia, che finisce di poco a lato dalla porta difesa da Consigli. Al quarto d’ora bella discesa di Konko sulla destra, e sul cross teso Milinkovic-Savic non arriva d’un soffio alla deviazione vincente in spaccata. Risponde subito dopo il Sassuolo con una girata di Berardi controllata da Berisha. Il portiere albanese si supera al 17′ quando su un clamoroso liscio di Mauricio, letteralmente nel pallone, Berardi si presenta a tu per tu con il numero uno laziale che riesce ad ipnotizzarlo.

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LA CHIUDE DEFREL – Pioli prova a correre ai ripari passando al 4-2-3-1 con l’ingresso di Keita al posto di Parolo: ma è ancora il Sassuolo a provarci con Duncan, con Berisha ancora vigile. Al 20′ proprio Keita trova lo spazio giusto allungandosi però il pallone quel tanto da permettere a Consigli il recupero in extremis. Anche gli spazi per il Sassuolo si moltiplicano e Defrel al 22′ su imbeccata di Sansone supera agevolmente Bisevac, trovando il raddoppio. Al 24′ Klose prova a riaprire subito la partita, ma trova la strepitosa risposta di Consigli che toglie il pallone da sotto la traversa. La Lazio però cala molto anche fisicamente: al 38′ Djordjevic, entrato in campo assieme a Mauri, ha la palla buona almeno per regalare un finale un po’ pepato, ma da ottima posizione calcia addosso a Consigli. E’ la decima sconfitta di un campionato che ora si pone come avaro di prospettive all’orizzonte per la Lazio: l’Europa è rimasto l’unico fronte vivo, ma sarà difficile continuare a far bene senza mai trovare il giusto ritmo tra una singola partita e l’altra.

IL TABELLINO

LAZIO-SASSUOLO 0-2

Marcatori: 41′ rig. Berardi (S), 68′ Defrel (S)

LAZIO (4-3-3): Berisha; Konko, Bisevac, Mauricio, Lulic; Milinkovic, Biglia, Parolo (63′ Keita); Felipe Anderson (76′ Mauri), Klose (76′ Djordjevic), Candreva. A disp.Guerrieri, Braafheid, Hoedt, Patric, Cataldi, Morrison, Kishna. All. Stefano Pioli

SASSUOLO (4-3-3): Consigli; Vrsaljko, Cannavaro, Acerbi, Peluso; Biondini (86′ Pellegrini), Magnanelli, Duncan; Berardi, Defrel (82′ Trotta), Sansone (75’Politano). A disp. Pomini, Pegolo, Gazzola, Longhi, Antei, Gazzola, Terranova, Broh, Falcinelli. All.Eusebio Di Francesco

Arbitro: Antonio Damato (sez. Barletta).

Ass.: Schenone – Alassio. IV: Passeri. Add.: Giacomelli – Pairetto.

NOTE. Ammoniti: 20′ Magnanelli (S), 40′ Mauricio (L), 58′ Consigli (S). Recupero: 1’pt.

Europa League, Candreva spacca la partita: Lazio-Galatasaray 3-1, biancocelesti agli ottavi

di Fabio BELLI (foto © Giandomenico SALE e Antonio FRAIOLI)

Un lampo di nome Candreva sull’Olimpico. Tre anni dopo la Lazio torna tra le migliori sedici di Europa League e nella fase “marzolina” delle Coppe Europee, mettendo a frutto il pari di Istanbul e ribadendo in casa la sua superiorità sul Galatasaray. La partita è stata tattica e congelata per un’ora. Poi l’ingresso dell’ottantasette, criticatissimo a Frosinone, ha scosso la squadra che ha trovato un meraviglioso tris. E poco male se la solita distrazione, subito dopo il due a zero, ha fatto tremare un po’ i tifosi: la Lazio Europea resta la cosa migliore di questa stagione biancoceleste e prosegue meritatamente il suo cammino.

FORMAZIONI – Pioli decide di dare fiducia all’undici di Istanbul con una sola eccezione: Bisevac al centro della difesa al posto di Hoedt. Per il resto dentro Lulic e Felipe Anderson in attacco, mentre il centravanti torna ad essere Matri. Anche Denizli nel Galatasaray segue la linea del match d’andata con Podolski schierato punta centrale. Così come ci sono regolarmente il difensore Denayer e il centrocampista Donk, che bene hanno impressionato a Istanbul.

SCARAMUCCE INIZIALI –  La prima conclusione a rete dopo 5′ è di Parolo, gran botta da fuori area ma il pallone sorvola la traversa. Dopo 11′, su corner battuto da Biglia, è Bisevac a saltare più in altro di tutti, ma il colpo di testa è centrale e finisce tra le braccia di Muslera. La risposta del Galatasaray è al 18′, con una conclusione dal limite dell’area di Sneijder potente ma agevolmente bloccata da Marchetti. Sono gli unici episodi degni di nota in una fase in cui la Lazio, in virtù del risultato dell’andata, non ha premura di scoprirsi, con il Galatasaray che a sua volta non riesce a trovare sbocchi offensivi.

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PIOGGIA BATTENTE, GIOCO LATENTE – Al 42′ si scuote Felipe Anderson, che dopo un primo tempo abulico semina tutto e tutti sulla destra: sul suo cross a rientrare, dopo un rimpallo, arriva alla conclusione Biglia, che vede il suo tiro deviato da Muslera (ottimo il riflesso del portiere uruguaiano) finire di poco alto. E’ la migliore occasione del primo tempo che si chiude senza reti: nella ripresa il copione non cambia, con una pioggia battente che si scatena nei primi minuti. Ma al Galatasaray lo zero a zero ovviamente non può stare bene: Denizli alza dunque il baricentro della squadra e trova un sussulto al 10′, con Yasin Oztekin che scappa sul filo del fuorigioco e scarica in area su Sabri Sarioglu, che con controlla un pallone molto invitante.

TUTTO IN CINQUE MINUTI – L’occasione clamorosa capita però alla Lazio al 12′: percussione centrale di Biglia e assist per Matri che coglie un clamoroso palo a portiere battuto. Lulic è nel frattempo costretto ad abbandonare la contesa, sostituito da Candreva. E’ comunque il preludio al gol: al 14′ calcio d’angolo di Candreva e imperioso stacco di testa di Parolo, che sblocca il risultato. E subito dopo arriva il raddoppio: al 16′ Candreva innesca Matri, che mette nel mezzo per Felipe Anderson che comodamente appoggia in rete per il 2-0. Tutto fatto? Non sarebbe la Lazio: immediatamente dopo filtrante di Sneijder per Yasin Oztekin che riapre la partita.

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FINALMENTE KLOSE – Al 25′ un Matri combattivo ma sfortunato viene sostituito da Klose. E il tedesco sfiora subito il tris approfittando di una doppia indecisione di Carole e di Muslera. Al 28′ il tedesco però finalmente si sblocca. E’ di nuovo straordinario Candreva, che trova il corridoio giusto per Radu. Il romeno è perfetto nel servire Klose che sfrutta il più comodo dei palloni per il 3-1. Il Galatasaray non si arrende e al 39′ ci prova su punizione con Selcuk Inan, con Marchetti che deve distendersi per deviare in angolo.

IL TABELLINO

LAZIO – GALATASARAY 3-1 (and. 1-1)

Marcatori: 59′ Parolo (L), 61′ Felipe Andreson (L), 62′ Öztekin (G), 72′ Klose (L)

LAZIO (4-3-3): Marchetti; Konko, Bisevac, Mauricio, Radu; Milinkovic, Biglia, Parolo; Felipe Anderson, Matri (70′ Klose), Lulic (57′ Candreva). A disp. Berisha, Hoedt, Basta, Cataldi, Mauri. All. Stefano Pioli

GALATASARAY (4-2-3-1): Muslera; Sarioglu (66′ Bulut),Denayer, Balta, Carole; Donk (85′ Kisa), Chedjou; Öztekin (76′ Adin),Inan, Sneijder, Podolski. A disp. Gonen, José Rodriguez, Kaya, Gunter. All. Mustafa Denizli

ARBITRO: Bezborodov (RUS).

ASS.: Golubev-Gavrilin. IV: Danchenko. ADD.: Eskov-Fedotov.

NOTE: Recupero: 1′ pt, 3’st

Europa League, una zuccata di Milinkovic-Savic vale il pari a Istanbul per la Lazio

di Fabio BELLI (foto © Antonio FRAIOLI)

Su uno dei campi più caldi d’Europa, la Lazio mostra una personalità che si era vista a tratti solo a Firenze e a Milano in campionato. Ed il risultato può far sorridere Pioli: trovarsi subito sotto nel catino della Turk Telecom Arena, reagire immediatamente e rischiare poco o nulla mancando in almeno in tre occasioni il colpaccio è senz’altro incoraggiante in vista del ritorno dei sedicesimi di finale di Europa League. E su tutti, spicca la prova dell’uomo gol, Sergej Milinkovic-Savic, un gigante nell’area avversaria e a centrocampo.

FORMAZIONI – Per Pioli scelte quasi obbligate in difesa con Konko a destra, Hoedt e Mauricio coppia centrale ed il ritorno utilissimo di Radu a sinistra. In porta c’è Marchetti e non il portiere di Coppa Berisha, a centrocampo attorno a Biglia si muovono Milinkovic-Savic e Paolo. In attacco a sorpresa niente Candreva, ma conferma per Felipe Anderson. Lulic viene avanzato nel tridente mentre Matri viene confermato come punta centrale dopo Lazio-Verona. Nel Galatasaray c’è Podolski come punta centrale, Sabri Sarioglu gioca di sostegno a centrocampo con Denizli che sceglie il belga Denayer e il francese Carole come coppia di terzini in difesa. In porta confermatissimo l’ex biancoceleste Fernando Muslera.

DONK! CHE BOTTA – La Lazio inizia col piglio giusto la gara ed arriva nei primi 10′ due volte alla conclusione con Felipe Anderson e con Parolo, tentativi da posizione interessanti ma agevolmente controllata da Muslera. La difesa però traballa, con Hoedt che non sembra a suo agio. Al 12′ un pallone filtrante trova Donk capace di scattare sul filo del fuorigioco e scaricare con un movimento da pivot per l’accorrente Sabri, che non ha difficoltà nel depositare alle spalle di Marchetti. La reazione della Lazio si concretizza su due palloni in area per Matri. Muslera rovina sull’attaccante ma per il direttore di gara non è rigore, né viene concesso il penalty su un anticipo in area di Denayer per il centravanti su perfetto assist di Felipe Anderson.

IRROMPE MILINKOVIC-SAVIC – E’ comunque il preludio al pari, che arriva al 21′: Radu guadagna una punizione sul versante sinistro che costa a Donk l’ammonizione. Biglia scodella nel mezzo un pallone sul quale lo stacco di testa di Milinkovic-Savic è imperioso, Muslera arriva a toccare ma non può evitare il pareggio laziale. I biancocelesti possono ora gestire meglio la gara e la formula del gioco aereo su calcio piazzato sembra gradita agli uomini di Pioli. Al 33′ Mauricio sfiora il raddoppio in questa circostanza ed un minuto dopo una gran botta di Parolo da fuori area impegna severamente Muslera, che si distende per deviare in angolo. La Lazio a tratti domina il gioco, ma il Galatasaray quando affonda crea sempre qualche grattacapo: su uno spiovente in area Podolski subisce una spallata da Konko che un arbitro più fiscale avrebbe anche potuto sanzionare con un penalty, ma sarebbe stata una vera e propria beffa alla luce degli episodi precedenti nell’area turca.

SI ABBASSANO I RITMI – Il primo tempo si chiude dopo 45′ belli a vedersi, al di là di qualche errore e qualche approssimazione. Ci si attenderebbe una svolta che non arriva nella ripresa. E’ ufficialmente staffetta tra Felipe Anderson e Candreva, con l’ala di Tor de’ Cenci che prende il posto al 13′ del brasiliano, che sembra non gradire. Il Galatasaray prende in mano il pallino del gioco ma di fatto non crea occasioni, con la Lazio brava a coprire gli spazi nella propria metà campo. Al 23′ Matri vince un contrasto sulla sinistra che lo porta a involarsi verso Muslera: invece di servire Parolo a centro area tenta il taglio per Milinkovic-Savic che non arriva sul pallone. Per Pioli è abbastanza, col centravanti sostituito da Miro Klose subito dopo.

COLPACCI SFIORATI – La Lazio rischia di farsi ingolosire dalla ricerca del gol del vantaggio, e cincischiando troppo al limite dell’area avversaria al 29′ innesca una ripartenza che Donk conclude con un tiro da fuori area che Marchetti neutralizza in due tempi. Al 32′ un cross di Lulic trova di nuovo la testa di Milinkovic-Savic, che manca d’un soffio il raddoppio confermando di essere sovrastante nel gioco aereo. Ed è proprio il serbo ad avere una nuova grande occasione al 40′: percussione di Candreva sulla destra e sul cross, dopo un rimpallo su Klose, arriva a centro area sul piede di Milinkovic-Savic che conclude però debolmente su Muslera. Ma al 44′ è il Galatasaray ad avere la palla match, con Denayer che sfonda la marcatura di Radu sulla destra e crossa per la testa di Umut Bulut, che prende bene il tempo e alza il pallone di poco sopra la traversa. E’ l’ultimo brivido e la Lazio supera lo spauracchio della Turk Telecom Arena con personalità, pur con la consapevolezza di essere solo a metà dell’opera.

IL TABELLINO

GALATASARAY-LAZIO 1-1

Marcatori: 12′ Sabri (G), 21′ Milinkovic-Savic (L)

GALATASARAY (4-2-3-1): Muslera; Denayer, Gunter, Balta, Carole (71′ Olçan); Donk, Chedjou; Sabri (78′ Bulut), Inan, Sneijder (89′ Yasin); Podolski. A disp. Gonen, Rodriguez, Kisa, Kaya. All. Mustafa Denizli

LAZIO (4-3-3): Marchetti; Konko, Mauricio, Hoedt, Radu; Milinkovic, Biglia, Parolo; Felipe Anderson (58′ Candreva), Matri (69′ Klose), Lulic (89′ Mauri). A disp. Berisha, Bisevac, Cataldi, Djordjevic. All. Stefano Pioli

Arbitro: Michael Oliver (ENG).

Ass: Oliver Gary Beswick-Stuart Burt. IV: John Brook. Add.: Craig Pawson-Robert Madley.

NOTE. Ammoniti: 20′ Donk (G), 60′ Parolo (L), 77′ Biglia (L). Recupero: 1’pt; 3′ st.

Serie A, Lazio-Verona 5-2: i biancocelesti ritrovano i gol, i tre punti e il sorriso

Di Fabio BELLI (foto © Giandomenico SALE)

Tre partite senza segnare e senza vittoria: una mini-serie negativa che aveva portato la Lazio più che mai lontana dall’Europa. Per sperare ancora serviva una vittoria contro un Verona ancora fanalino di coda, ma in ripresa dopo la vittoria contro l’Atalanta e il pari contro l’Inter. E’ arrivata una goleada con cinque uomini diversi a segno e, soprattutto, sono arrivati segnali di risveglio da tre uomini che potrebbero essere decisivi nel finale di stagione della Lazio: Mauri, Felipe Anderson e Klose.

FORMAZIONI – Qualche sorpresa in casa Lazio. Lulic torna in difesa, Konko resta a destra e Patric deve rimandare la sua prima da titolare. A centrocampo il rientro più atteso è quello di Lucas Biglia, affiancato da Cataldi e da Milinkovic Savic. In attacco, conferma per Mauri con Felipe Anderson e Matri. Partono dalla panchina Klose e Candreva. Il Verona tenta il tutto per tutto con Toni e Pazzini schierati in avanti e Jankovic a supporto: agli scaligeri servono i tre punti a tutti i costi e Delneri non è in vena di calcoli.

LAZIO CONVINTA – A partire a testa bassa è però la Lazio, che con Felipe Anderson trova la prima occasione della partita dopo 8′. Il brasiliano semina un paio di avversari e conclude con un velenoso diagonale che finisce non di molto lontano dalla porta difesa da Gollini. 3′ dopo la Lazio può trovare il vantaggio con Matri che non arriva a un passo dalla porta su una sponda di Mauri. Il centravanti laziale si lamenta chiedendo un rigore, per un tocco del portiere, che non viene concesso. La Lazio insiste e al 21′ è Lulic a scaldare i guanti di Gollini, che respinge di pugno la potente conclusione da fuori area del bosniaco.

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RISCHI AEREI, POI COLPISCE MATRI – Come spesso accade però, basta una singola distrazione alla Lazio per rischiare grosso. Con un gioco di sponde aeree al 24′ Pazzini arriva alla conclusione di testa sulla quale Marchetti deve superarsi per la deviazione in angolo. E la Lazio rischia ancora grosso su un colpo di testa al 28′, quando è Luca Toni a mancare di poco il bersaglio. Spaventi che fanno abbassare un po’ il baricentro alla Lazio. Per un successivo tentativo verso la porta di Gollini bisogna attendere il 37′, con Cataldi che scarica da fuori area in un’azione simile a quella del gol realizzato contro il Chievo, ma Gollini arriva sulla conclusione. La svolta sembra lontana e invece arriva al 45′: bel pallone filtrante di Cataldi per Matri che beffa Pisano anticipandolo con un movimento da bomber consumato, col pallone che si insacca lentissimo alle spalle di Gollini.

ED E’ SUBITO MAURI. ANDERSON IS BACK!  – Come volevasi dimostrare, gli spazio per la Lazio una volta sbloccato il risultato aumentano, ed al 5′ un’altra sventagliata di Cataldi manda fuori fase i centrali gialloblu. Per Mauri è un gioco da ragazzi depositare in rete per il primo gol stagionale. Il raddoppio fa rilassare molto la Lazio, che sfiora un grottesco autogol al 16′, quando una “tibiata” di Hoedt si stampa sulla traversa a Marchetti battuto. E il segnale per la Lazio: è arrivato il momento di dare una scossa e i biancocelesti la trovano con Felipe Anderson, che parte di nuovo in progressione e viene forse bloccato fallosamente al limite dell’area. Arriva una carambola che favorisce però Matri, che mette nel mezzo proprio per il brasiliano che realizza comodamente il tris.

FUOCHI D’ARTIFICIO FINALI – Subito dopo un pasticcio della difesa laziale costa il giallo a Mauricio e una punizione dal limite che Greco trasforma magistralmente. Sembra un episodio da nulla, e invece il Verona riprende fiducia, con la Lazio che resta sotto ritmo. E al 34′ Toni la punisce, con una zampata classica delle sue che riapre completamente la partita. Pioli si gioca la carta Klose, e al 37′ il tedesco scappa via sulla destra e mette nel mezzo per Keita (precedentemente subentrato a Mauri) e con un gran colpo al volo riporta la Lazio a distanza di sicurezza dagli avversari. Al novantesimo c’è gloria anche diAl di là del brivido, la Lazio non avrebbe meritato l’incredibile beffa di un pareggio in un match dominato dall’inizio alla fine. In difesa Pioli non può ancora dormire sonni tranquilli, ma la carestia offensiva, dopo tre partite senza gol, è stata finalmente messa alle spalle. Ora testa a Istanbul, per quello che è diventato l’appuntamento più importante della stagione.

Fabio Belli

IL TABELLINO

LAZIO – HELLAS VERONA 5-2

Marcatori: 45′ Matri (L), 50′ Mauri (L), 69′ Felipe Anderson (L), 72′ Greco (H), 79′ Toni (H), 82′ Keita (L), 90′ rig. Candreva (L)

LAZIO (4-3-3): Marchetti; Konko, Mauricio, Hoedt, Lulic; Cataldi, Biglia, Milinkovic; Felipe Anderson (85′ Candreva), Matri (80′ Klose), Mauri (73′ Keita). A disp. Berisha, Guerrieri, Braafheid, Patric, Morrison, Onazi, Kishna, Djordjevic. All. Stefano Pioli

HELLAS VERONA (4-4-2): Gollini, Pisano,Moras, Helander, Fares (50′ Romulo); Wszolek, Ionita, Greco, Jancovic (50′ Gilberto); Toni,  Pazzini (69′ Gomez) A disp. Coppola, Marcone, Bianchetti, Samir, Furman, Checchin, Furman, Emanuelson. All. Luigi Delneri

ARBITRO: Gervasoni (sez. Mantova).

ASS.: De Pinto-Tasso. IV: Carbone. ADD.: Banti-Saia.

NOTE. Ammoniti: 71′ Mauricio (L) Recupero: 3′ st