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Morolo Calcio: intervista al veterano Santarelli in vista della prossima stagione

Nel pieno dell’estate una delle colonne portanti del Morolo rilascia un’intervista interessante e approfondita. Stiamo parlando di Giorgio Santarelli, classe 1981, vanta una carriera ottima nel calcio professionistico con le magliedi Lazio, Catania, Avellino e Ascoli tra le altre. Ormai da qualche anno ha sposato il progetto biancorosso nel Campionato di Eccellenza. Dalla scorsa stagione allena pure la truppa dei Giovanissimi.

Ecco allora le dichiarazioni di Giorgio Santarelli su Prima Squadra e Settore Giovanile:

“Conosco mister Stefano Campolo come persona da diversi anni e lo considero educato e serio. Chi ha avuto la possibilità di lavorare con lui sottolinea la sua bravura anche come allenatore. Questa stagione la Prima Squadra sarà un mix tra giovani ed esperti navigati. Noi grandi abbiamo quindi il compito di aiutare i ragazzi nel corso del tempo. Voglio però precisare che a 21 anni, forse, si entra già nella sfera dei cosidetti grandi. Il concetto di gioventù unito all’inesperienza, quindi, varia in base alle singole situazioni. Speriamo comunque di vivere un anno tranquillo con il raggiungimento dell’obiettivo della salvezza prefissato dalla dirigenza. Ho il piacere di guidare la compagine dei Giovanissimi che parteciperanno, per la stagione 2016-2017, al torneo provinciale. La mia mentalità non si basa sulla ricerca spasmodica del risultato. La finalità principale, per società come la nostra, è quella di portare il maggior numero possibile di calciatori cresciuti nel vivaio in Prima Squadra. La maturazione umana viene prima di tutto. Man mano si verifica, in maniera fisiologica ed inevitabile, una scrematura all’interno del Settore Giovanile. Il passaggio di Panaccione allo Spezia costituisce l’esempio lampante del buon lavoro posto in essere da una società competente. Bisogna insistere su tale strada, iniziando ad operare dalle fondamenta per poi raccogliere i frutti. Per me il calcio è come la vita. Decidere cosa fare da grandi non è facile per un adolescente di 14 o 15 anni. La scorsa stagione abbiamo valorizzato ragazzi che fino ad allora non avevano svolto neanche attività di Scuola Calcio. Sarà fondamentale, in ottica futura, operare sulla loro testa”.