Dario Hübner promuove Lazio e Roma: “Daranno filo da torcere a Inter e Napoli fino alla fine”

Dario Hübner promuove Lazio e Roma: “Daranno filo da torcere a Inter e Napoli fino alla fine”
Lazio e Roma si candidano a protagoniste della corsa scudetto, grazie a un avvio di stagione convincente e al lavoro dei rispettivi allenatori. A commentare il momento delle due squadre della Capitale è Dario Hübner, ex attaccante di Brescia e Piacenza e capocannoniere della Serie A, che in un’intervista esclusiva a Scommesse.io ha elogiato Gattuso e Gasperini, indicando entrambe le formazioni tra le principali rivali di Inter e Napoli nella lotta al titolo.

La Lazio è prima da sola dopo la rimonta sul Cagliari, mentre la Roma ha travolto l’Udinese 5-2. Entrambe possono davvero lottare per lo scudetto?

Il campionato è lungo e ogni anno c’è sempre qualche sorpresa. La Lazio sta facendo benissimo, sta esprimendo un grandissimo calcio. Sono contento anche per Gattuso, perché mi sembra un allenatore molto preparato, che sta lavorando bene. Credo sia un ottimo condottiero. I giocatori lo seguono e lui riesce a trasmettere quella cattiveria agonistica che serve, quella che piace a me. La Lazio mi sta piacendo molto e, se oggi è in testa alla classifica, non è certamente per caso. La Roma è un altro discorso. Sappiamo che Gasperini, quando riesce a trasmettere la propria idea di gioco ai calciatori, dà qualcosa in più alla squadra. Lo abbiamo visto all’Atalanta e adesso sta facendo la stessa cosa a Roma. Credo che entrambe daranno molto filo da torcere all’Inter e al Napoli fino alla fine del campionato. Il Napoli, per il momento, è un po’ indietro, ma la stagione è ancora lunga e può rientrare anche il Milan.

La Lazio di Gattuso vola, mentre l’Atalanta di Sarri fatica. Nel calcio di oggi conta di più l’organizzazione tattica oppure avere un attaccante capace di risolvere le partite?

Servono entrambe le cose. Io credo che avere un attaccante capace di segnare sia fondamentale, ma da solo non basta. Faccio sempre il mio esempio: senza i miei compagni non avrei fatto niente. Ci vuole il centravanti bravo, certo, ma serve anche un’organizzazione di gioco che lo metta nelle condizioni di arrivare in porta e segnare. Perché un attaccante può essere forte quanto vuoi, ma se non riceve palloni è difficile che riesca a fare la differenza. Mi viene in mente l’esempio di Higuaín. Al Napoli ha segnato tantissimi gol, alla Juventus ha continuato a segnare molto, mentre al Milan ha fatto una gran fatica. Non credo che Higuaín fosse improvvisamente diventato un giocatore finito. Semplicemente, al Milan faceva molta più fatica a trovare occasioni e a tirare in porta. Questo dimostra quanto sia importante il gioco della squadra per valorizzare un centravanti.

Un’ultima domanda: chi vincerà lo scudetto? L’Inter resta la sua favorita?

Credo che l’Inter sia ancora la squadra più forte. Però deve tornare a essere l’Inter che conosciamo, quella che gioca bene, prende pochi gol e riesce a controllare le partite. Ultimamente sta subendo troppe reti e si ritrova spesso a dover recuperare. Non è semplice rimontare ogni volta che scendi in campo. Se torna a essere la squadra che abbiamo conosciuto negli ultimi anni, sicuramente resta la favorita. Poi c’è la Roma, che sta facendo un gran campionato, e anche la Lazio credo che possa restare in lotta fino alla fine. Vedremo inoltre se Juventus e Milan riusciranno a recuperare quei quattro o cinque punti di distacco che hanno accumulato.

Redazione

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