La bellezza dei campi di terra (e di sabbia)

Corsivo apparso sull’edizione di questa settimana del Nuovo Corriere Laziale

«Buongiorno dalla sabbia di Arce», così recita un post scritto sulla pagina del Cedial Lido dei Pini prima della partita di ieri mattina giocata al ‘Lino de Santis’. La partita in questione, o la pietra dello scandalo, è Arce – Cedial Lido dei Pini, campionato d’Eccellenza, Girone B. Quante volte, infatti, s’è sentito pronunciare espressioni contro gli ‘obsoleti’ campi di terra? Sui campi in cui disputano le proprie partite le squadre giovanili, poi, è tutto un continuo tecnicismo sulle proprietà taumaturgiche del sintex rispetto al gioco dei propri pargoli che, a dir di costoro, sarebbe naturalmente foriero di giochi più spettacolari e partite decisamente più equilibrate. Ma questo è un altro discorso, seppur affine. Se ne deduce, dunque, che ogni partita dovrebbe essere livellata su dei criteri e normata sul sintex, verrebbe da dire ironizzando. In questo caso, la polemica è tutta d’un botta e risposta tra Cedial e Arce sul popolare social network: Facebook. Al post dei litoranei «Buongiorno dalla sabbia di Arce», con relativi commenti sprezzanti riguardanti palette e secchiello da portare sul campo in sabbione dei gialloblù ciociari, gli fa eco quello della pagina dell’USD Arce «Secchielli e palette lasciati a voi per riportare a casa le due reti subite». Il campo in sabbione dell’Arce, in realtà, racchiude in sé una dimensione quasi mistica che supera di molto i campi di terra, a cui l’occhio è spesso già abituato. Se un tale dovesse andare ad Arce, infatti, e si dovesse attardare nella piazza centrale con tanto di panorama sulla vallata sottostante, si accorgerà di un rettangolo giallastro: il ‘Lino de Santis’. Campo in sabbione e foto che immortalano i granelli  schizzati da una parte e dall’altra quando il pallone si infrange sul terreno di gioco. I campi come quello di Arce vanno necessariamente preservati dalle insidie del tempo. Così come quelli di terra. Ultimi retaggi d’un calcio che si vuole dimenticare troppo in fretta.

[marco piccinelli]

Marco Piccinelli

Studente di Scienze Storiche presso l’Università di Tor Vergata. Scrivo per il ‘Nuovo Corriere Laziale’ , ho un blog su Formiche.net. Ho scritto per Controlacrisi.org, Lindro.it, Oltremedianews.com, ‘Terra’ e ‘il manifesto’. Nicchista per vocazione. Generalmente leggo parecchio.

2 pensieri su “La bellezza dei campi di terra (e di sabbia)

  1. Quando ad Arce si giocava a calcio…in molte realtà la domenica si andava in gita fuoriporta.
    Meglio il sabbione che giocare a calcio con palloni depressurizzati a rimbalzo controllato.
    Spiegatelo a quelli in gita con palette e secchielli.

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