Quando ‘Racing Club’ si legge ‘calcio moderno’

Quando ‘Racing Club’ si legge ‘calcio moderno’

Apparso su Lo Sport illustrato del 16 maggio 2106

di Marco PICCINELLI

Cosa c’entra il club di Antonio Pezone con la Lega Pro?
Il Racing Club società di calcio di Ardea, come i lettori del ‘Nuovo Corriere Laziale’ sanno più che bene, è un’importante ASD che anima il dilettantismo e il calcio giovanile laziale, ottenendo anche buoni risultati sia con la prima squadra (in Promozione) che nelle categorie di calcio giovanile. C’è qualcosa che, ultimamente, accomuna una squadra che si sta giocando l’accesso all’Eccellenza e un’altra che ha appena salutato la Lega Pro, categoria che aveva conquistato per la prima volta nella sua breve vita essendo una compagine nata neanche un pugno d’anni fa: la Lupa Castelli Romani. Ebbene, da qualche giorno, trapelano indiscrezioni sul fatto che la Lupa Castelli Romani, neo retrocessa dalla terza serie calcistica italiana, possa essere al centro di un passaggio di proprietà con la molto meno quotata Racing Club, comunque certamente meno famosa a livello nazionale della squadra amarantoceleste. Il Presidente del club di Promozione, infatti, la settimana scorsa (giovedì 7 aprile) ha dovuto rilasciare una nota ufficiale in cui si leggeva quanto segue: «In relazione ai rumors usciti in maniera incontrollata su alcuni social network e alle diverse telefonate che sta ricevendo in queste ore, il presidente del Racing Club Antonio Pezone intende chiarire anche attraverso una nota ufficiale che sono destituite di ogni fondamento le voci che lo vorrebbero in trattativa per rilevare la proprietà di Lupa Castelli Romani o Lupa Roma. Il massimo dirigente invita tutti a non diffondere voci non verificate che possano minare la serenità dei citati club di Lega Pro e dello stesso Racing in vista dei rispettivi importanti finali di stagione». L’edizione online del quotidiano romano ‘Il Messaggero’, dunque, ironizzava a riguardo titolando «Racing Club, Pezone è in trattativa con nessuno» riportando le poche righe della nota ufficiale del Presidente gialloverde. Neanche una settimana dopo, precisamente quattro giorni, la stessa edizione online del ‘Messaggero’ scrive quanto segue: «Lupa Castelli, si celebra il matrimonio con Antonio Pezone, patron del Racing Club». Nel pur breve articolo si legge che mercoledì «18 maggio (oggi ndr), ad Ardea è atteso l’annuncio del matrimonio tra il Racing Club e la Lupa Castelli. Per quel giorno Antonio Pezone, presidente del club gialloverde) impegnato nei playoff per poter accedere all’Eccellenza) ha convocato una conferenza in cui svelerà i dettagli dell’operazione che, a quanto sembra, sono abbastanza definiti». Già tutto pronto, in sostanza, ma c’è di più: «E’ certo che la squadra tornerà a giocare a Roma (campo di via Tre Fontane o addirittura il Flaminio) con concrete possibilità di avere un ripescaggio in Lega Pro, categoria dalla quale la Lupa (che ha giocato l’intera stagione a Rieti, pur allenandosi a Roma) è appena retrocessa. Non si tratterebbe di una fusione, ma di un passaggio di proprietà del club (che cambierebbe nome) nelle mani di Pezone, che manterrebbe anche il Racing Club e la sua attività giovanile».

Impianti

Il matrimonio fra Pezone e la Lupa Castelli Romani, però, potrebbe non essere così semplice: stando a quanto riporta ‘Il Messaggero’, infatti, dalle parti di Ardea si dà per scontato che la squadra risultante dal matrimonio fra Racing Club e Lupa Castelli Romani possa disputare le proprie partite nella Capitale. Citando, addirittura, il Flaminio come ipotesi. Il Flaminio, ad ogni buon conto, come ampiamente scritto dal nostro settimanale nel mese scorso versa in uno stato di totale degrado: «[…] La copertura della tribuna Ovest presenta “un diffuso stato fessurativo, costituito da estese microlesioni”. Nello stadio, “il più alto tasso di degrado si riscontra nelle curve nord e sud”. Ma non va meglio nel resto della struttura. Impianti, gradinate, zone interne ed esterne. Tutto questo si legge nella perizia di 290 pagine redatta dagli ingegneri Francesco Cardano e Daniele Mosca su incarico della settima sezione del Tribunale di Roma. Lo stato di abbandono è evidente, come si legge in un’inchiesta realizzata dal ‘Corriere della Sera’, e a finire sul banco degli imputati è il Coni, per la mancata manutenzione ma non solo».
Mentre per quanto riguarda il terreno di gioco, citando come sopra l’articolo del collega Fabio Belli «è stato reso inutilizzabile dallo stato di abbandono del tappeto erboso, anche a causa della mancata impermeabilizzazione». E’ bene richiamare all’attenzione del lettore il fatto di un’altra squadra di Roma, inserita nel Girone B di Lega Pro, che è dovuta andare a giocare al ‘Quinto Ricci’ di Aprilia. La Lupa Roma, infatti, già due anni fa, si vide negare la possibilità dell’impianto ‘Giannattasio’ di Ostia, come dichiarò Alberto Cerrai in quei giorni dell’estate del 2014: «[…]E’ stato fatto di tutto e di più per giocare su quel campo (l’impianto Stella Polare – ‘Pasquale Giannattasio’ nda), ma alla fine siamo stati costretti ad arrenderci. Vorrei comunque ringraziare quella parte del Municipio di Ostia che ieri, in una riunione-fiume durata quattro ore, ha provato a trovare una soluzione congrua a questa situazione, ma come sempre emerge qualche macchia di “politichese”».

Ripescaggi

Alla base della questione Racing Club-Lega Pro ci sarebbe il ripescaggio della Lupa Castelli Romani, retrocessa anzitempo dalla terza serie calcistica italiana e che dovrebbe rientrare nell’organico della Serie D, serie in cui la compagine castellana s’è imposta due anni fa con caparbietà su una pur fortissima Viterbese Castrense (che in quell’anno poteva contare su un gruppo decisamente extra-categoria con Fanasca, Pippiquesti due ex Lupa tra l’altro – e Saraniti, solo per citarne alcuni).

La questione, dunque, verterebbe sul ripescaggio della Lupa per poter fare in modo che il connubio vada in porto. Il lato oscuro dei ripescaggi, in ogni caso, è quello per cui una compagine che disporrebbe di molto capitale a disposizione è disposta ad acquistare un titolo facendo un triplo salto carpiato dai dilettanti fino ai professionisti. La prova provata di quel che si definisce calcio moderno in sostanza: riuscire a creare una squadra ex-novo e ‘dal nulla’ purché si possegga un cospicuo capitale di partenza. Senza contare il fatto dell’acquisizione del titolo all’interno dell’area della città metropolitana di Roma Capitale fatto per cui la Lega Pro potrebbe anche essere irremovibile, visto il precedente caso avvenuto in Veneto della messa in vendita del titolo del Real Vicenza da parte del Presidente Lino Diquigiovanni. Società che, l’altr’anno, ha mantenuto solo il settore giovanile chiudendo la Prima squadra.

Marco Piccinelli

Studente di Scienze Storiche presso l’Università di Tor Vergata. Scrivo per il ‘Nuovo Corriere Laziale’ , ho un blog su Formiche.net. Ho scritto per Controlacrisi.org, Lindro.it, Oltremedianews.com, ‘Terra’ e ‘il manifesto’. Nicchista per vocazione. Generalmente leggo parecchio.

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