Città di Ciampino, “Tornei di Natale” e torneo di Palestrina: quante gioie dalla Scuola calcio

«E’ il segnale concreto degli enormi passi avanti fatti dalla nostra Scuola calcio nel corso degli anni». Claudio Peroni, responsabile del settore di base del Città di Ciampino, è giustamente orgoglioso di quanto i piccoli atleti del club ciampinese siano cresciuti e divenuti competitivi. I “Tornei di Natale”, organizzati dallo stesso Città di Ciampino e conclusisi martedì sera, e quello chiuso proprio ieri a Palestrina hanno confermato la validità delle tante squadre della pre-agonistica. Per la prima volta durante le varie edizioni del memorial Bruno Cececotto e di quello intitolato a Sandro Sciotti, tre squadre della società presieduta da Antonio Paolo Cececotto e Alessandro Fortuna hanno raggiunto l’ultimo atto: i Piccoli Amici 2008 di mister Luca Perini (che tra l’altro in semifinale avevano eliminato l’altro gruppo del Città di Ciampino presente al via del torneo, quello guidato da Omar Drouachi) e i Pulcini 2004 di Leonardo Tibuzzi hanno vinto nelle loro categorie, battendo in finale rispettivamente il Ponte di Nona (ai calci di rigore) e la Nuova Tor Tre Teste, mentre i Pulcini 2005 di Davide Olivetti sono stati superati in finale dalla Lodigiani ai calci di rigore. Nelle altre categorie, vittorie per il Palestrina tra i Pulcini 2007 (pirotecnico 6-4 sul Rocca di Papa) e Nuova Tor Tre Teste nei Pulcini 2006 (5-2 sul Borgo Carso). «Anche a livello meteorologico siamo stati fortunati perché di fatto la pioggia non ha mai condizionato lo svolgimento delle partite. Insomma è stata davvero la solita grande festa» aggiunge Peroni che poi fa una doverosa sottolineatura. «Un ringraziamento, anche pubblico, a tutti quei tecnici e dirigenti che hanno dedicato tanto tempo a queste due manifestazioni e si sono messi a disposizione per arbitrare: senza la loro disponibilità non avremmo mai portato a termine questo importante impegno». Alla giornata delle finali hanno presenziato numerose autorità militari come il comandante della stazione dei carabinieri di Santa Maria delle Mole Michienzi, quello della Tenenza di Ciampino Blaconà, il capitano della stazione di Castel Gandolfo Iacovelli, il colonnello del Gruppo Frascati Magrini, il presidente dell’associazione carabinieri “Sciotti” Avagliano. Ovviamente presenti i due presidenti del club Antonio Paolo Cececotto e Alessandro Fortuna, oltre a Sabrina Cececotto, Giordano Moroncelli, l’assessore comunale Andrea Perandini, l’ex calciatore Fabio Liverani e il grande amico del Città di Ciampino Alberico.
Ma tante soddisfazioni sono arrivate anche dal torneo organizzato dal Palestrina dove ben tre squadre del Città di Ciampino hanno raggiunto la finale: in questo caso a vincere è stato l’altro gruppo di Pulcini 2005 allenato da Giuseppe Porcella, mentre i 2004 di Marco Berardo e i 2006 di Luca Mattei si sono piazzati secondi con gli Esordienti 2003 di mister Paolo Landolina (eletto migliore allenatore della categoria) hanno chiuso al terzo posto. Sempre a Palestrina il 2004 Moretti è stato eletto miglior portiere, il 2005 Innocenzi miglior giocatore così come i 2006 Di Lauro e Del Campo.

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L’Ostiamare mette paura alla Viterbese ma sono i gialloblù a conquistare i primi punti del 2016

Una gran bella prestazione, fatta di corsa, intensità e anche belle trame di gioco, non regala neanche in questa occasione, nella prima del 2016 e del girone di ritorno, un risultato positivo all’ Ostiamare (orfana tra gli altri del “comandante” difensivo Piroli, in panchina solo per far numero, e di Piro, acciaccato ed entrato solo negli ultimi minuti, ndr), sconfitta 3 a 1 al Rocchi dopo essere stata avanti con la spettacolare rete di Massella (in azione nella foto, ndr) e aver anche sfiorato il 2 a 0 prima della doppietta di Bernardo, che ha di fatto indirizzato i punti dalle parti di Viterbo (tanti dubbi a fine frazione per il gol annullato a Massella per offside, ndr). Nella ripresa sempre Ostiamare con grande personalità di fronte alla corazzata gialloblù, i biancoviola attaccano a spron battuto alla ricerca del prezioso pari, ma al 90′, su di un contropiede l’ultima firma è di De Sena che sancisce il 3 a 1 finale alla formazione di Nofri. Ora, per i lidensi, c’è il battesimo casalingo, a pochi passi: Domenica 10 Gennaio, all’Anco Marzio arriva l’Arzachena per una gara che promette grandi emozioni.
Ma, anche se già raccontate nel nostro live dal Rocchi, ripercorriamo questa gara d’esordio dell’ Ostiamare nel 2016 partendo proprio dall’approccio di grande personalità dei ragazzi di Chiappara che, fin dalle prime battute, costringono sulla difensiva i padroni di casa, mostrando un’ottima condizione, nonostante la pausa pr le festività, e costruendo ottime occasioni. Dopo la bella iniziativa di Angeletti, con Vano anticipato di un soffio dal portiere della Viterbese, Pini, arriva il gol biancoviola.
Al 17′ azione tutta in velocità dei lidensi, con il cross finale di un positivissimo Vano, dalla destra, e la spettacolare conclusione di prima intenzione di Massella, per l’1 a 0 dell’ Ostiamare. I biancoviola continuano ad inisistere, mettendo in difficoltà la difesa gialloblù, ma poco prima della mezzora una rocambolesca e fortunosa azione della Viterbese regala ai padroni di casa il pari. Un rimpallo in area favorisce il tap-in vincente di Bernardo, nonostante il disperato tentativo dei difensori biancoviola di ricacciare via la palla. 1 a 1 nel momento migliore dei lidensi.
Dieci minuti dopo l’ Ostiamare, che aveva mostrato le cose migliori, si ritrova addirittura in svantaggio. Sempre Bernardo, al 37′, approfitta al meglio di uno sfortunato scivolone di Macellari (sul campo respo infido dalla pioggia battente), per ritrovarsi a tu per tu con Barrago e trafiggerlo con un destro sul palo lungo.
Nel finale potrebbe esserci la controrisposta dell’ Ostiamare. Conclusione di Maestrelli dal limite, Pini respinge corso, Massella riprende la palla e la deposita in rete. La segnalazione della signorina Melchiorri, seconda assistente del match, annulla tutto, però, per offside. Un fuorigioco a dir poco dubbio. Al riposo, Ostiamare ancora una volta punita immeritatamente dagli episodi e sotto 2 a 1.
Si apre la ripresa e, con grande piglio, i ragazzi di Ostia ripartono decisi a caccia, questa volta, del pari. Entrano Piro e Ferri, queste le mosse di mister Chiappara per cercare di dare nuova linfa in avanti, mentre Nofri inserisce Mbaye per Ansini e De Sena per Belcastro. Nella ripresa tanta volontà da parte dei biancoviola, ma meno occasioni del primo tempo. Il campo pesante e la stanchezza per una grande energia profusa per più di un’ora iniziano a farsi sentire. Fino al fischio finale, però, si cerca il pertugio nella difesa della Viterbese per piazzare la zampata del 2 a 2, ma questa non arriva.
Arriva, invece, in contropiede, il 3 a 1 della Viterbese che chiude la sfida. E’ De Sena a realizzare il 3 a 1. Ma il punteggio non cancella quella che, ancora una volta, è stata una buona prestazione. Ora tutti all’ Anco Marzio per conquistare la prima gioia dell’anno.

 

IL TABELLINO

CAMPIONATO NAZIONALE SERIE D, GIRONE G
18^ GIORNATA DI ANDATA
VITERBESE – OSTIAMARE 3-1

MARCATORI: 17’pt Massella (OM), 27’pt, 37’pt Bernardo, 45’st De Sena (V).
VITERBESE: Pini; Pandolfi, Scardala, Dierna, Fè; Boldrini (42’st Pomante), Selvatico, Ansini (18’st Mbaye); Belcastro (28’st De Sena); Neglia, Bernardo. A disp. Mastropietro, Perocchi, Pacciardi, Santeramo, Addessi, Invernizzi. All.Nofri
OSTIAMARE: Barrago, Cesaretti, Macellari, Mastrantonio, Angeletti; D’Astolfo (44’s t Succi), Ramacci (26’st Piro), Fraschetti (26’st Ferri); Maestrelli; Vano, Massella.A disp. Quattrotto, Kikabidze, De Nicolò, Piroli, Catese, Calveri. All. Chiappara
ARBITRO: Di Cairano di Ariano Irpino (D’Elia di Ozieri e Ilaria Melchiorri di Modena).

Ufficio Stampa Ostiamare

Serpentara BellegraOlevano, il dg Proietti: «Ora la squadra sa di valere la serie D»

Un amarissimo finale di partita quello col Pomigliano: la vittoria accarezzata, sfiorata, meritata e invece sfumata all’ultimo attacco della squadra campana. Il Serpentara Bellegra Olevano ha sfiorato un incredibile tris di successi (considerati quelli di fine 2015 con Gallipoli e Marcianise), ma alla fine col Pomigliano quinto della classe, a lungo messo sotto, è stato “solo” 1-1. Il gol di De Julis, imbeccato da un perfetto cross di Matarazzo poco dopo la metà del primo tempo, è stato a lungo quello buono per un altro pesantissimo successo e invece al 94’ (nell’ultimo dei quattro di recupero concessi dall’arbitro) il Pomigliano ha pescato un vero e proprio jolly. «Ma la nostra forza – dice il direttore generale con responsabilità sull’area tecnica Maurizio Proietti – dev’essere rappresentata proprio dall’esultanza dei giocatori del Pomigliano a fine partita. Quella campana è una squadra costruita per vincere e senza badare a spese eppure hanno avuto molteplici difficoltà al cospetto di una piccola realtà come la nostra. Negli spogliatoi i ragazzi erano molto amareggiati, ma assolutamente consapevoli di valere la serie D senza alcun dubbio». Per Proietti non c’è pericolo di contraccolpo psicologico dopo questi due punti sfumati sul più bello. «Come detto, partite come queste ci danno ulteriore convinzione di poter centrare la salvezza e non ci facciamo abbattare. E’ chiaro che è mancata un pizzico di malizia negli ultimi minuti, ma non ci sarebbe da sorprendersi se questa squadra domenica facesse risultato a Francavilla». Il calendario, infatti, non è per nulla benevolo col gruppo di mister Foglia Manzillo: domenica arriva la trasferta in Basilicata contro la seconda forza del terribile girone H di serie D. Sicuramente rientrerà dalla squalifica il difensore Del Duca e probabilmente Jorge Merino (andato in panchina contro i campani, ma di fatto inutilizzabile) sarà recuperato. Con l’orgoglio, l’organizzazione e la compattezza mostrati nella sfida dell’Epifania, il Serpentara può davvero creare problemi a chiunque.

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Serie A, Chievo-Roma 3-3. Garcia: “Sono due punti persi”

(fonte: asroma.it)

Rudi Garcia non ha nascosto la delusione per la mancata vittoria in casa del Chievo, rammaricandosi in particolare per il primo gol subito allo scadere del primo tempo.

“Oggi chiaramente sono due punti persi,” ha esordito il tecnico giallorosso. “Avevamo quasi chiuso il primo tempo in vantaggio di due gol e abbiamo subito un gol all’ultimo minuto che non avremmo dovuto prendere: chiudere al 45° con due gol di vantaggio avrebbe fatto la differenza”.

“Nella ripresa abbiamo preso due gol su calci da fermo, sapevamo che ci mancavano giocatori importanti per queste situazioni”.

Tra gli aspetti positivi, il tecnico francese ha sottolineato la soddisfazione per la prova del giovane attaccante Sadiq Umar: “Sono contento per lui, ha segnato il secondo gol in due partite e ne avrebbe potuto segnare anche un altro ma ha colpito il palo”.

Qual è lo stato d’animo dopo questa partita?

“I ragazzi erano arrabbiati dopo la fine della partita e anche io per primo, ma la rabbia di oggi dovremo metterla in campo sabato sera contro il Milan. Se non vogliamo perdere terreno nei confronti di chi ci è davanti dovremo vincere sabato”.

Con questo risultato la Roma sta perdendo contatto anche dal secondo posto.

“Sì ma sabato giocheremo di nuovo e dobbiamo concentrarci solo sulla prossima partita. Recupereremo dei giocatori, due che rientreranno dalla squalifica e speriamo di non aver perso Mohamed Salah per troppo tempo. Ma finché la squadra dà tutto come ha fatto stasera potremo cancellare gli errori, magari con un aiuto in più da parte della fortuna che ultimamente ci manca, come nel caso del terzo gol del Chievo”.

Quanto incidono le assenze in partite come questa?

“Nonostante tutte le assenze potevamo giocarci la partita e abbiamo dimostrato che potevamo vincerla. Oggi eravamo consapevoli di essere in difficoltà con sei centrocampisti fuori, ma volevamo vincere e c’eravamo quasi riusciti. I ragazzi hanno dato il meglio”.

Oggi ci sono stati diversi errori difensivi, forse qualche giocatore avrebbe bisogno di un turno di riposo?

“Per il momento no, i ragazzi hanno riposato e sono freschi mentalmente e fisicamente. Kostas Manolas oggi non è stato fortunato, sta facendo una grande stagione e può capitare una giornata meno positiva, ma non ha fatto errori clamorosi. La squadra arrivava da quattro partite senza gol subiti ma con difficoltà nel segnare. Oggi abbiamo segnato ma abbiamo perso equilibrio anche se correggere gli errori sui calci piazzati come nel caso del secondo e del terzo sarà più semplice”.

Sadiq Umar verrà impiegato anche contro il Milan?                                                         

“Valuteremo, la cosa sicura è che senza Salah abbiamo ancora meno soluzioni. Spero che il capitano Francesco Totti possa tornare in gruppo e a giocare un pezzo di partita. La cosa bellissima è che tutta le potenzialità di Sadiq che abbiamo visto da quando si allena con noi, le dimostra anche in campo: gioca con entusiasmo, con fiducia, fa movimento, lotta, ha qualità e colpi importanti. Sta crescendo e sappiamo di avere un giocatore di qualità in più e in questo momento ci serve”.

IL TABELLINO

CHIEVO-ROMA 3-3
MARCATORI Sadiq (R) al 7’ p.t., Florenzi (R) al 37’ p.t., Paloschi (C) al 44’ p.t., Dainelli (C) al 13’ s.t., Iago Falque (R) al 26’ s.t., Pepe (C) al 40’ s.t.
CHIEVO (4-3-1-2) Bizzarri; Cacciatore, Gamberini (dal 36’ p.t. Dainelli), Cesar, Frey; Castro, Radovanovic, Hetemaj; Birsa (dal 36’ s.t. Pepe); Paloschi, Meggiorini (dal 18’ p.t. Inglese). A disp. Bressan, Seculin, Gobbi, Sardo, N. Rigoni, Christiansen, Pinzi, Pellissier, Mpoku). All. Maran
ROMA (4-3-3) Szczesny; Maicon, Manolas, Rüdiger, Digne; Florenzi (dal 46’ s.t. Tumminello), Vainqueur, I. Falque; Salah (dal 25’ s.t. Di Livio), Sadiq (dal 35’ s.t. Gyomber), Gervinho. A disp. Lobont, De Sanctis, Castan, De Rossi, Torosidis, Emerson, D’Urso, Machin, Tumminello). All. Garcia
ARBITRO Irrati di Pistoia
NOTE Ammoniti: Castro per comportamento non regolamentare, Hetemaj per gioco scorretto, Cacciatore per proteste, Digne e Di Livio per gioco scorretto. Angoli 8-2. Recupero 2’ p.t., 3’ s.t .

Serie A, Lazio-Carpi 0-0: biancocelesti spuntati, il 2016 inizia nella noia

di Fabio Belli (foto © Giandomenico SALE)

Il Carpi, alla fine, ha rivelato la sua nemesi: la Lazio sbatte contro l’avversario-tormentone di tutta un’estate, che ben poco temibile sembrava a fronte dei suoi dieci punti in classifica. Gli emiliani hanno giocato una partita appena ordinata, restando abbottonati difensivamente per 80′ a parte una fiammata iniziale. Tanto è bastato per bloccare una Lazio piena di vecchi difetti: senza Biglia il centrocampo soffre, Anderson dopo i progressi di Milano torna ad essere un fantasma, Candreva è egocentrico, Parolo solo il lontano parente di quello di un anno fa. E il mercato di gennaio torna di nuovo d’attualità: urge intervenire, altroché.

Stavolta Pioli, anche a causa delle assenze (Marchetti e Basta infortunati, Milinkovic-Savic e Biglia squalificati) non regala sorprese. Konko è al suo posto sulla fascia destra, Onazi e Cataldi completano la linea di centrocampo. In avanti alla fine Felipe Anderson vince il ballottaggio con Keita e va a formare il tridente con Matri e Candreva. Nel Carpi Di Gaudio e Mbakogu sono titolari in attacco, il nuovo acquisto Daprelà parte dalla panchina.

I primi 10′ di partita sono spiccatamente di marca emiliana. La vivacità di Mbakogu crea problemi alla difesa laziale e Konko perde subito due brutti palloni. Al 3′ un gol viene annullato a Zaccardo per netta posizione di fuorigioco. Al 9′ una conclusione a giro di Di Gaudio fa passare più di qualche brivido sulla schiena di Berisha. Una fiammata che richiama alla concentrazione la Lazio, che perlomeno riguadagna campo e pareggia con Candreva al 20′ il conto dei gol in offside dopo una bella combinazione tra Matri e Cataldi.

La seconda metà del primo tempo, dalla quale ci si attenderebbe un’accelerazione da parte dei biancocelesti, porta in realtà oltre 20′ di noia assoluta. Le iniziativa più efficaci vengono proposte da Konko sulla destra, il che è indicativo di quanto sia brillante la manovra offensiva degli uomini di Pioli. Hoedt prova un paio di inserimenti su calcio d’angolo, Felipe Anderson e Matri vengono Lazio2puntualmente disinnescati, ma la verità è che occasioni da gol vere e proprie non ce ne sono, e la prima frazione di gioco si chiude senza recupero.

La scialba prova del primo tempo persuade Pioli ad inserire Keita in luogo di Felipe Anderson, per cercare maggiore profondità in attacco. L’anima della Lazio, incredibile a dirsi rispetto a qualche settimana a, è Konko che si rende protagonista di una percussione sulla destra che scatena i tifosi. Forse l’esterno francese si emoziona, visto che regala un pallone sanguinoso a Zaccardo cPiolihe si fa ipnotizzare da Berisha. La partita non si sblocca e Pioli si gioca anche la carta Klose al posto di Cataldi.

Candreva su punizione al 28′ prova la soluzione di potenza: una vera e propria saetta che non manca di molto il bersaglio della porta difesa da Belec. Al 36′ Konko prova a diventare a tutti gli effetti l’eroe del giorno, con una pazzesca conclusione da fuori che manca di un soffio il bersaglio. L’ultimo cambio di Pioli è Djordjevic per Matri, in una partita ormai a caccia di un singolo episodio per sbloccare l’equilibrio. Ma nonostante 5′ di recupero finali, l’unico sussulto è un salvataggio di Berisha su Kevin Lasagna, anche lui neoentrato, nel recupero. Si chiude tra i fischi, anno nuovo, vita vecchia: la Lazio del 2016 è come quella del 2015: debole, convalescente, forse ancora malata.

IL TABELLINO

LAZIO – CARPI 0-0

LAZIO (4-3-3): Berisha; Konko, Mauricio, Hoedt, Radu; Onazi, Cataldi (62′ Klose), Parolo; Candreva, Matri (81′ Djordjevic), Felipe Anderson (46′ Keita). A disp.Guerrieri, Matosevic, Patric, Prce, Braafheid, Seck, Morrison, Mauri, Morrison, Oikonomidis. All. Stefano Pioli.

CARPI (4-3-3): Belec; Zaccardo, Gagliolo, Romagnoli, Letizia; Cofie, Marrone (70′ Crimi), Lollo; Pasciuti, Mbakogu (79′ Martinho), Di Gaudio (55′ Lasagna). A disp. Brkic, Suagher, Daprelà, Gabriel, Borriello. All. Fabrizio Castori.

ARBITRO: Russo (sez. Nola).

ASS.: Longo -Galloni. IV: Manganelli. ADD.: Rocchi-Baracani

NOTE. Ammoniti: 51′ Pasciuti (C), 53′ Cataldi (L), 94′ Onazi (L). Recupero: 5′ st.

Serie A, il Frosinone strappa un punto al Mapei Stadium contro il Sassuolo

di Alessandro Iacobelli

Nel giorno dell’Epifania il Frosinone strappa un buon pareggio in quel di Reggio Emilia contro il Sassuolo. Mister Roberto Stellone può quindi considerare soddisfacente la prestazione offerta dai suoi ragazzi. Sammarco e compagni hanno rispettato con diligenza i dettami impartiti durante la settimana, proponendo una partita vigile in copertura. Il sodalizio presieduto dal Giorgio Squinzi, invece, accusa un mezzo passo falso tra le mura amiche. Il match si attesta sul copione atteso alla vigilia: ragnatela nero-verde contrapposta al muro canarino. Allo scoccare del 16’pt il match subisce un sorprendente mutamento. L’esterno Pavlovic esegue una rimessa laterale servendo Dionisi. La punta giallo-blu, in un batter di ciglia, si gira e mira la porta con il destro. Il portiere locale Consigli commette una colossale ingenuità non riuscendo a bloccare la sfera. La squadra guidata da mister Eusebio Di Francesco però non si scompone e giunge al pareggio poco dopo. Al 22’pt Leali non può nulla sul tiro di Defrel viziato da una netta e sfortunata deviazione di Ajeti. Il giovane difensore albanese, ex Basilea, rimedia subito firmando la rete del nuovo vantaggio ciociaro. Allo scadere del primo tempo, infatti, Pavlovic batte un corner. Ajeti di testa insacca per il raddoppio. Nel corso della seconda frazione di gioco il canovaccio rimane sostanzialmente intatto. I padroni di casa innalzano il ritmo della manovra, sfiorando in varie occasioni il gol. Il diagonale rasoterra di Berardi termina di un soffio al lato. Vrsaliko, su imbeccata geniale di capitan Magnanelli, sciupa da posizione ideale. Intanto i due tecnici danno vita al valzer delle sostituzioni. Notevole l’intuizione di Eusebio Di Francesco che getta nella mischia Falcinelli in luogo di Defrel. Il numero 9 ringrazia ed al 30’st sigla il definitivo 2-2 di rapina. Il risultato non cambia più fino al triplice fischio al culmine dei quattro minuti di recupero concessi dall’arbitro. Da segnalare in chiusura l’espulsione del centrocampista locale Pellegrini, scuola Roma, per doppia ammonizione.

IL TABELLINO

SASSUOLO-FROSINONE 2-2
MARCATORIDionisi (F) al 16’, Defrel (S) al 22’, Ajeti (F) al 45’ p.t.; Falcinelli (S) al 29’ s.t.
SASSUOLO (4-3-3): Consigli; Vrsaljko, Cannavaro, Acerbi, Peluso; Laribi (dal 15’ s.t. Duncan), Magnanelli, Pellegrini; Berardi, Defrel (dal 26’ s.t. Falcinelli), Floro Flores (dal 34’ s.t. Sansone). A disp. Pomini, Pegolo, Fontanesi, Antei, Longhi, Gazzola, Ariaudo, Biondini, Politano. All. Di Francesco.
FROSINONE (4-3-3): Leali; M. Ciofani, Diakité, Ajeti, Pavlovic; Chibsah (dal 31’ s.t. Frara), Gucher, Sammarco; Tonev, D. Ciofani (dal 35’ s.t. Longo), Dionisi (dal 24’ s.t. Paganini). A disp. Zappino, Crivello, Russo, Blanchard, Bertoncini, Gori. All. Stellone.
ARBITRO: Pairetto di Nichelino.
NOTE: espulso Pellegrini (S) per doppia ammonizione; ammoniti Peluso (S) e Pavlovic (F) per gioco scorretto; Leali (F) per comp. non regolamentare. Angoli 8-1.

La Juventus non si ferma più. Dybala, Bonucci e Zaza spazzano via il Verona

di Ramona Giattino

Ottava vittoria consecutiva per la Juventus che spazza via l’Hellas Verona con un bel tris. Il trionfo dello Stadium permette ai bianconeri di staccare la Roma e agganciare quota 36. Nonostante un buon primo tempo degli scaligeri, la partita della Juve si mette in discesa già all’8’ quando Dybala si fa vedere con un calcio di punizione da manuale che supera la barriera e finisce nell’angolino basso del primo palo. Per l’Hellas si registra un solo tiro in porta, tre minuti dopo il vantaggio bianconero. La girata di Pazzini è una perla ma Buffon compie un vero e proprio miracolo deviando con le dita in corner. Gollini nega il raddoppio prima a Morata (in cerca del gol da tre mesi) e poi a Marchisio ma al 45’ la Juve trova la rete del 2-0. Dybala, su calcio di punizione dalla sinistra dell’area, mette in mezzo un assist teso su cui Bonucci, lasciato da solo dalla difesa scaligera, si avventa di testa superando Gollini. Per il difensore arriva la prima rete in questo campionato che fa dimenticare la brutta partita con il Carpi con cui aveva chiuso il 2015.
Nella ripresa il Verona si fa vedere un po’ più spento, almeno fino alla mezz’ora quando cerca di guadagnare metri per trovare la rete che possa riaprire il match. Ma trovare spazi non è semplice e gli uomini di Del Neri non riescono a rendersi pericolosi.
Per Morata si registra una partita di cuore, soprattutto in fase difensiva ma lo spagnolo ancora non riesce ad inserire il proprio nome nel tabellino delle marcature. Allegri lo richiama in panchina e manda dentro Zaza. All’ex attaccante del Sassuolo invece bastano quattro minuti per andare a segno. All’82’ Pogba lo pesca da centrocampo e lo lancia in area. Zaza davanti a Gollini rimane lucido, si allarga e insacca la rete del 3-0 che chiude la gara. L’unica nota stonata della giornata per Massimiliano Allegri è l’ammonizione di Marchisio che, diffidato, salterà la trasferta di domenica quando la Juve sarà ospite in casa della Sampdoria.

IL TABELLINO

JUVENTUS – HELLAS VERONA 3-0 

MARCATORI: Dybala all’8′, Bonucci al 45′ p.t.; Zaza al 36′ s.t.

JUVENTUS (3-5-2): Buffon; Caceres (dal 39′ s.t. Rugani), Bonucci, Chiellini; Lichtsteiner, Khedira (dal 26′ s.t. Sturaro), Marchisio, Pogba, Alex Sandro; Morata (dal 34′ s.t. Zaza), Dybala. A disp. Neto, Rubinho, Evra, Padoin, Vitale, Asamoah, Hernanes, Cuadrado. All.: Allegri.
VERONA (4-4-2): Gollini; Bianchetti, Moras, Helander, Souprayen; Wszolek (dal 19′ s.t. Emanuelson), Ionita, Greco (dal 16′ s.t. J. Gomez), Hallfredsson (dal 37′ s.t. Fares); Pazzini, Siligardi. A disp.: Rafael, Coppola, Jankovic, Zaccagni, Winck, Checchin). All.: Delneri.
ARBITRO: Calvarese di Teramo.
NOTE – spettatori 40.171. Ammoniti Greco (V), Hallfredsson (V), Marchisio (J), Alex Sandro (J), Sturaro (J). Recuperi: 1′ p.t.; 4′ s.t.

Il Cassino cala il poker sul Colleferro: al “Francioni” di Latina è il Basso Lazio ad alzare la Coppa

L’Epifania, che tutte le feste porta via, così come proverbio e cultura popolare impongono, lascia ancora un giorno di festa al Cassino che si impone per quattro reti a uno sul Colleferro. Al Francioni di Latina va in scena la finale della Coppa Italia d’Eccellenza, tutta interna al Girone B dell’Eccellenza laziale. Una sfida quasi epocale che contrappone la fine della provincia di Roma e quella di Frosinone. Nell’immaginario collettivo, usando un poco d’approssimazione, si va per assimilazione: Colleferro diventa Ciociaria, così come Cassino. Peccato che sia l’una che l’altra città non si sentano affatto ciociare, ribadendo il concetto con energici cori da entrambe le parti. Provincia di Roma e Basso Lazio, in sostanza.

Primo tempo – La partita inizia fin da subito con grande rapidità ed agonismo: il Cassino prova a rendersi subito minaccioso e il Colleferro tenta di rispondere immantinente. La squadra del Basso Lazio attacca con un poderoso 3-4-3 mentre in fase difensiva il reparto vicino al portiere diventa composto da quattro atleti. La velocità cassinate mette subito a repentaglio la stabilità della retroguardia del Colleferro: tra il 10′ e il 12′ della prima frazione di gioco, infatti, Fischetti prova a servire qualche compagno al centro dell’area difesa da Della Pietra mentre Bolletta è sollecitato in più d’un’occasione. Darbor, centrocampista cassinate, coordina bene il suo settore e Valentini, omologo avversario, ha vita difficile: arginare le sue cavalcate è quasi impossibile e più d’una volta il numero 8 biancoblu serve con celerità e precisione Corrado e Calcagni. 12499321_10208320371156907_1685272976_oIl punteggio dei primi quarantacinque minuti, in ogni caso, rimane inchiodato sullo zero a zero, sebbene le occasioni non siano mancate tanto dall’una quanto dall’altra parte: la prima fase di gioco è tutta del Cassino, che riesce ad imbastire un attacco ordinato mentre, nel finale, è il Colleferro ad accendersi. Fischetti organizza bene il suo settore ma è marcato a vista e il centravanti Salvagni non può nulla di fronte alla corazzata difensiva biancoblu: se, infatti, da un lato il triumvirato Belmani-Corrado-Calcagni dialoga ottimamente riuscendo ad aprirsi numerosi spazi nella difesa del Colleferro, i tiri dell’11 in maglia bianca sono potenti e minacciano l’incolumità della porta difesa dal cassinate Della Pietra.

Secondo tempo – Il reparto offensivo del Cassino, al momento del fischio d’inizio della ripresa, non accenna a diminuzioni del ritmo o dell’intensità di gioco così come anche il Colleferro è deciso a sbloccare il risultato: al 2′, infatti, è Valentini a lasciar partire un tiro al fulmicotone da fuori area verso la porta difesa da Della Pietra ma il portiere cassinate, stavolta attento, compie una prodezza volando sul pallone e 12509993_10208320370996903_1643768169_omandando in corner. Al 5′  è il Cassino a portarsi in avanti con una serie di tocchi à la Zeman: Corrado avanza sulla fascia destra, mette in mezzo per Belmani il quale – nonostante si getti in scivolata – non riesce a toccare il pallone per metterla in rete. Tre minuti dopo è la squadra di Castellucci a segnare il primo gol della gara, riuscendo ad imprimere una svolta alla partita: Costantini recupera palla a centrocampo, serve bene il veloce Corrado che si accentra dalla destra e inserisce per il centravanti Calcagni che firma il gol del vantaggio: 1 a 0 e azione velocissima che manda in tilt la difesa del Colleferro. Due minuti dopo è Taverna a lasciar partire una bordata  nei pressi della porta di Della Pietra ma l’estremo difensore manda in corner.
Al 13′ una nuova azione zemaniana del Cassino riesce a far penetrare Corrado e Calcagni nelle maglie della difesa avversaria e il raddoppio è servito: il centravanti cassinate tenta il tiro, Bolletta respinge ma Corrado è lì e il Cassino prova a chiudere la partita. Neanche il tempo di respirare e, su sviluppo di un calcio d’angolo, De Paola guizza in rete sorprendendo tutta la squadra del Colleferro, incoronando il pallone e colpendolo con una forza tale da non lasciar scampo al portiere Bolletta, gonfiando la rete per la terza volta. Il Cassino sembra, ormai, irraggiungibile: i tre gol lasciano poco margine al dibattito sulla partita e la difesa degli undici allenati da Cangiano sembra essere non pervenuta, come avrebbe cantato Max Collini degli OfflagaDiscoPax. Gli undici atleti cassinati non sembrano risentire di stanchezza alcuna e continuano a sfruttare la loro maggiore motricità e incisività per le vie laterali e assestano tre colpi durissimi al 26′, al 28′ e al 31′: prima Calcagni sfiora la doppietta, poi Corrado manda oltre il palo di pochissimo e infine il giovanissimo Pontecorvi lancia un missile che si ferma tra i piedi di un difensore del Colleferro sulla linea di porta. Calcagni prova a metterla dentro ma viene colto in posizione irregolare. Al 35′ Scala mette dentro il primo gol del Colleferro su sviluppo di un calcio d’angolo ma è troppo tardi: la rete quarta rete del Cassino arriva alla fine della partita, quando Darbor gonfia ancora la rete per la quarta volta in favore dei suoi.

di Marco Piccinelli

IL TABELLINO

COLLEFERRO – CASSINO 1-4

MARCATORI: 8′ st Calcagni (Cassino), 13′ st Corrado (Cassino), 20′ st De Paola (Cassino), 36′ st Scala (Colleferro), 46′ st Darbor (Cassino)
COLLEFERRO: Bolletta, Scala, Fiore, Costantini (46′ st Cavallucci), Marini, Moriconi, Taverna (21′ st Proietti), Valentini (26′ st Rossi), Salvagni, Prati, Fischetti PANCHINA: Petrucci, Potenziani, Botticelli, Fratarcangeli
ALLENATORE: Cangiano
CASSINO: Della Pietra, Di Vito (46′ st Marcantonio), Berardi, Cardazzi, De Paola, Mercurio, Corrado (40′ st Pirolli), Darbor, Calcagni, Pontecorvi (42′ st Formisano), Belmani PANCHINA: Mouton, Campobasso, Amitrano, Schabanaga ALLENATORE: Castellucci
ARBITRO: Caciotti (Albano Laziale) ASSISTENTE 1: Bianchi (Roma 2) ASSISTENTE 2: Lilli (Viterbo)
NOTE: Ammoniti 15′ st Costantini (Colleferro), 17′ st Pontecorvi (Cassino), 30′ st Berardi (Cassino) Angoli: 11 – 7 Recupero 1′ pt – 5′ st

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LE PAGELLE – di Gianmarco Chilelli

COLLEFERRO

Bolletta 5 Si fa cogliere impreparato in più occasioni, soprattutto nella ripresa.

Scala 6,5 Segna il goal della bandiera e argina gli avversari come può.

Fiore 5,5 Soffre le iniziative avversarie soprattutto nella ripresa.

Costantini 6 Mette in difficoltà gli avversari con rapidi inserimenti tra le linee.

Marini 5,5 Non sempre riesce a far valere il fisico nel corpo a corpo.

Morioni 5,5 Arranca nei recuperi in velocità sui guizzi avversari.

Taverna 5 Prestazione opaca sulla destra, qualche guizzo e nulla di più.

Valentini 6 Pressa gli avversari in mezzo al campo e ci prova spesso dalla distanza.

Salvagli 6 Ha delle buone idee ma a tratti sparisce.

Prati 6 Riesce talvolta a spezzare il gioco avversario, non bene nella ripresa.

Proietti, Rossi, Cavallucci S.v.

IL MIGLIORE
Fischetti Andrea – 7
Cerca di creare pericoli agli avversari dialogando con i compagni e cercando anche rapidi spunti personali. La prestazione opaca del primo tempo è riscattata da una ripresa a tutto campo.

ALLENATORE
Cangiano Salvatore – 5,5
Con i suoi richiami riesce a far crescere la squadra nella parte finale del primo tempo. Ma nella ripresa non trova la giusta soluzione per la squadra.

CASSINO

Della Pietra 5,5 Discontinuo nel corso della partita, alterna prodezze a distrazioni.

Di Vito 6 Buona prestazione a destra, bene in copertura e rapido a farsi avanti.

Berardi 6 Le imprecisioni nel primo sono riscattate da un’ottima ripresa.

Cardazzi 6,5 Blocca molte azioni avversarie sul nascere, una certezza a centrocampo.

De Paola 6,5 Difende con efficacia e sigla in terzo goal con un rapido inserimento.

Mercurio 6,5 Il capitano, il nocchiero, l’anima della squadra.

Darbor 7 Gestisce tutto il centrocampo senza errori e assesta il colpo del ko agli avversari.

Calcagni 7 Sblocca le marcature e propizia il quarto goal, punta devastante.

Pontecorvi 6,5 Partita di sostanza e sacrificio, brilla quando può accentrarsi dalla destra.

Belmani 6,5 Gioca sempre coi compagni e crea spesso la superiorità numerica.

Pirolli, FormisanoMasciantonio S.v

IL MIGLIORE
Corrado Ciro – 8
È il principale artefice della manovra offensiva del Cassino, soprattutto nel primo tempo. Serve Calcagni per il primo goal e sigla il secondo con freddezza e senso della posizione.

ALLENATORE
Castellucci Ezio – 7
Non servono grossi richiami verso i suoi tanto la squadra conosce bene gli schemi e risponde alle direttive. Prova diverse soluzioni in corso di gara ma il 4-4-2 iniziale si rivela la scelta migliore.

Serie D, per l’Unicusano Fondi pari in casa della Progreditur Marcianise

(fonte: www.unicusanofondicalcio.it)

Inizia con un pareggio il nuovo anno dell’ UnicusanoFondi. Un pareggio, quello che i rossoblù -che lamentavano le assenze di Meloni, Rinaldi e De Martino- ottenuto sul campo della Progreditur Marcianise, rocambolesco e battagliato come quello che era venuto fuori al termine della partita d’ andata, e che desta non poco rammarico tra i ragazzi di Sandro Pochesci, prima capaci di rimettere in piedi due volte una gara che si era fatta complicata e poi sfortunati nel mancare ad otto minuti dalla fine la clamorosa occasione di un calcio di rigore che avrebbe consentito all’ undici tirrenico di agganciare la seconda posizione.

LA PARTITA

L’ avvio di gara, su un rettangolo di gioco non facile per via delle abbondanti piogge, è favorevole ai padroni di casa, pericolosi dopo soli quattro minuti con Farriciello, sul quale Saitta è chiamato a respingere con il corpo, e lo stesso numero undici campano trovava poco dopo il goal del vantaggio, svettando di testa a mettere in rete un cross di Moccia, il giovane esterno ex di giornata insieme al portiere Zeoli. Ed è proprio l’ estremo difensore a rendersi protagonista, poco prima della mezz’ ora (in precedenza Moccia si rende pericoloso con una conclusione che termina di poco a lato), con un doppio prodigioso intervento prima su Iadaresta, di testa su cross di Tiscione, e subito dopo su D’ Agostino, intervenuto sulla corta respinta dello stesso portiere. Al 31’ è invece Alleruzzo a pochi passi dalla porta a trovare la risposta d’ istinto del numero uno di casa. Gli universitari alzano il ritmo, e trovano il pareggio dieci minuti prima del riposo: fallo su Pompei da parte di Moccia, appena dentro l’ area del Marcianise, ed è rigore che D’ Agostino trasforma insaccando la sfera di forza sotto la traversa.

Nella ripresa, il Marcianise trova il raddoppio grazie al difensore Follera, che svetta di testa ad insaccare alle spalle di Saitta. I campani sfruttano l’ onda vincente del vantaggio e rendono la vita difficile alla formazione ospite, la quale prova a serrare le fila nel tentativo di arrivare al pareggio. Nel cuore della frazione, Nohman (subentrato ad inizio secondo tempo a D’ Agostino) sfiora il goal, mandando a lato un assist di Iadaresta. Ma la prima segnatura in maglia fondana dell’ ex Lupa Castelli Romani arriva a dieci minuti dalla fine: spizzata di Iadaresta, e Nohman trova la giocata giusta per firmare il 2-2. L’ UnicusanoFondi ci crede, ed a sette minuti dalla fine si procura l’ occasionissima per il sorpasso, con un calcio di rigore assegnato per un fallo di Baratto su Iadaresta; ma lo stesso numero nove si vede respingere la sua conclusione dal dischetto da parte di Zeoli, il quale riesce a respingere in angolo. Nonostante la grande chance mancata, i fondani continuano ad attaccare a testa bassa, collezionando altre due occasioni, prima con Tiscione e poi con Nohman: ma entrambe le conclusioni vanno a finire fuori di poco. I novanta minuti del “Progreditur” si concludono con un prezioso pareggio per il Marcianise, e con tante recriminazioni per l’ UnicusanoFondi.

IL DOPOGARA
CAMPANA (All. Progr. Marcianise): Un pareggio per noi importante, dopo una partita tirata e da noi ben giocata, che ci permette di iniziare nel modo migliore. Rivolgono alcune lamentele nei confronti dell’ arbitro, in particolare sul primo rigore e sulla loro rete del pareggio.

POCHESCI (All. UnicusanoFondi): Non mi sento arrabbiato né deluso, perché la squadra ha creato molto, ed ha avuto anche l’ occasione di un calcio di rigore a pochi minuti dalla fine. Era nostro dovere vincere, ma alla fine torniamo a casa con un risultato che sa tanto di due punti persi; con due pareggi esterni ci troviamo a cinque lunghezze dal primo posto, adesso dobbiamo subito ripartire per non perdere altro terreno.

IL TABELLINO

MARCIANISE-UNICUSANOFONDI 2-2

MARCATORI : 13’ pt Farriciello (M), 36’ pt D’ Agostino (Uf, rig.), 15’ st Follera (M), 32’ st Nohman (Uf)

MARCIANISE: Zeoli, Ciano, Fossa, Lopetrone, Follera, Baratto, Figliolìa (30’ st Santaniello), Conte, Moccia, D’ Anna (30’ st Rossetti), Farriciello (18’ st Barone V). A disp.: Barone M., Piscitelli, Di Fiore, Rossetti, Napolitano, Marullo, Santaniello, Sorrentino, Barone V. All.: Campana.
UNIC. FONDI: Saitta, Galasso, Pompei, Pepe, Tommaselli, Martino (19’ st Ramceschi), Tiscione, Catinali (36’ st Sterpone), Iadaresta, D’Agostino (3’ st Nohman), Alleruzzo. A disp.: Calandra, Antonelli, Dinielli, Santangeli, Centra, Di Giacomo. All. Pochesci.
ARBITRO: Zufferli di Udine (Paglianiti-Cortese)
NOTE: campo pesante, spettatori un centinaio circa; al 37’ st Zeoli (M) para un rigore a Iadaresta, al 49’ st espulso l’ allenatore del Marcianise per proteste; ammoniti Lopetrone, Zeoli, Moccia (M), Catinali (Uf). recupero 4’ pt, 5’ st.

Serie D, l’Aprilia si fa sorprendere in casa dalla Virtus Francavilla

(foto © Giorgio RICCI)

Befana amara per l’Aprilia, che cede il passo nel finale alla capolista Virtus Francavilla, dopo aver comandato le operazioni per gran parte del match.

L'espulsione di Gallu
L’espulsione di Gallu

Partono subito forte i ragazzi di mister Venturi, all’esordio ufficiale sulla panchina delle rondinelle. Dopo 3’ la punizione calciata da Cannariato arriva sulla testa di Cioè che insacca, ma per l’assistente dell’arbitro il centrocampista bianco-celeste era in fuorigioco. Al 15’ ancora rondinelle in avanti, con Zeccolella che rientra da sinistra e calcia di destro, mancando però lo specchio della porta. Al 19’ arriva il primo squillo degli ospiti, con Pino a crossare da destra per Picci, il cui destro al volo finisce abbondantemente alto. Al 27’ ancora Aprilia pericolosa su calcio piazzato. Stavolta Cannariato batte un calcio d’angolo, su cui in piena area arriva Roversi che mira troppo alto. Dopo 10’ arriva il primo intervento di Bortolameotti, che in tuffo manda in angolo una gran botta di Galdean. A pochi spiccioli dall’intervallo ancora l’Aprilia vicina al vantaggio, ancora su calcio da fermo. Stavolta è Esposito a calciare la punizione dal lato corto dell’area avversaria, costringendo Albertazzi ad una non semplice respinta. Il primo tempo si chiude qui, lasciando a tutti gli spettatori presenti al “Quinto Ricci” la sensazione che il colpo a sorpresa potesse arrivare.

Giovanni Esposito si appresta a battere il calcio di rigore
Giovanni Esposito si appresta a battere il calcio di rigore

All’alba del secondo tempo l’idea si fa sempre più concreta. Dopo 2’ Pagliaroli viene lanciato in velocità e, una volta in area, viene steso da Gallu. Il direttore di gara decreta rigore ed espulsione. Dagli undici metri Giovanni Esposito conferma la sua infallibilità (7° centro su 7 tentativi). L’Aprilia approfitta dello sbandamento avversario e crea molte opportunità per il raddoppio. La più clamorosa arriva al 7’, con il bel cross da sinistra di Zeccolella che trova Roversi pronto alla deviazione. Ma sulla sua strada si para un grande Albertazzi, che compie un vero e proprio miracolo. Le rondinelle continuano a premere, per tutta la prima mezz’ora del secondo tempo la prima della classe è costretta sulla difensiva. Ma l’imprecisione nell’ultimo passaggio resta il Tallone d’Achille della squadra, che alla lunga paga un prezzo carissimo. Decisamente troppo. Al 31’ Pino scende sulla sinistra e crossa con talmente tanta forza che il pallone sbatte su un suo compagno e si insacca in rete. La fortuna sorride agli ospiti, mentre la stanchezza gioca un brutto scherzo ai padroni di casa, che al 42’ subiscono il definitivo 1 a 2 di Montaldi, bravo ad anticipare l’uscita di Bortolameotti.

IL TABELLINO

APRILIA 1 – VIRTUS FRANCAVILLA 2

APRILIA (4-3-3): Bortolameotti; Montella, Di Emma, Esposito, Toto; Cioè, Cannariato (33’ s.t. Marchetti), Maola; Pagliaroli (28’ s.t. Bosi), Roversi, Zeccolella (21’ s.t. Crepaldi). A disp.: Caruso, Sossai, Chiarucci, Tomei, Pirazzi, Schiumarini. All.: Venturi

VIRTUS FRANCAVILLA (3-5-2): Albertazzi; Giura (23’ s.t. Krasniqi), Riccio, De Toma; Pino, Biason (8’ s.t. Mignogna), Galdean, Tundo, Gallu; Picci (23’ s.t. Masini), Montaldi. A disp.: Iurlo, Vetrugno, Bartoli, Turi, Rotunno, De Giorgi. All.: Cannoletta (Calabro squalificato)

Arbitro: Meloni di Carbonia

Marcatori: 3’ s.t. Esposito (A) su rigore, 31’ De Toma (V), 42’ s.t. Montaldi (V)

Note: Spettatori: 250. Espulsi: 2’ s.t. Gallu (V) per gioco scorretto. Ammoniti: Cioè, Cannariato, Esposito; Giura, De Toma, Gallu, Krasniqi. Angoli: 5 – 6. Recuperi: 1’ p.t.; 4’ s.t.

La rete dell'1 a 0
La rete dell’1 a 0
La rete dell'1 a 1
La rete dell’1 a 1
La rete dell'1 a 2
La rete dell’1 a 2
L'unidici di partenza del Virtus Francavilla
L’unidici di partenza del Virtus Francavilla

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