L’Arte della citazione al Mart di Rovereto
di Giuseppe MASSIMINI
Affinità, eredità, omaggi e nuove letture in un dialogo continuo tra passato e presente, in un percorso che accosta grandi maestri e autori contemporanei. Di quadro in quadro. L’arte della citazione è la mostra che il Mart di Rovereto ospita fino al 1° novembre. Una mostra sorprendente, scorrevole e con un “filo” di ironia. Ci invita a riconoscere i legami, i confronti e le contaminazioni che gli artisti hanno individuato sia nelle opere del passato sia in quelle dei protagonisti della seconda metà del Novecento e dell’arte del nostro tempo. Ma non solo. È anche una mostra che rende omaggio agli artisti e al loro modo di scegliere e trasformare temi, immagini e idee per nuove interpretazioni. La nostra, curata da Daniela Ferrari, è concepita con un andamento graduale, all’inizio più rarefatta e concettuale, poi via via più colorata, densa e pop. Articolata in 8 sezioni Vis à vis, La copia, Quadri nei quadri, Grafie, D’après, Il caso Morandi,Cover e Avida Dollars, presenta 150 opere di 80 artisti, provenienti dalle collezioni del Mart e da importanti raccolte pubbliche e private. Si inizia con un” faccia a faccia” con l’arte del passato rappresentato da due opere di Giulio Paolini, apparentemente identiche, Giovane che guarda Lorenzo Lotto (1967), una fotografia in bianco e nero che rielabora il ritratto rinascimentale di Lorenzo Lotto e Controfigura, un fotomontaggio dove l’artista ha sostituito gli occhi del giovane con i propri. Si continua con il dialogo serrato tra i maestri del primo Novecento e l’antico. Scrive Giorgio de Chirico in una lettera del 1922 ad André Breton: “… un problema mi tormenta da circa tre anni: il problema del mestiere, è per questo che mi sono messo a copiare nei musei”. De Chirico rende omaggio a Raffaello, Virgilio Guidi a Correggio e in tempi più recenti Flavio Favelli incolla sulle copertine della collana I maestri del colore, le carte dorate dei cioccolatini Ferrero Rocher.

Più che cancellare, i volti delle figure sembrano voler custodire e impreziosire le immagini nascoste. Continuando nelle altre sezioni si avverte sempre di più il tema della citazione. Il dorso del cielo (1979) di Piero Pizzi Cannella è un esplicito omaggio a De Chirico,il padre della Metafisica, Filippo de Pisis richiama, in mezzo allo studiato disordine delle sue nature morte, opere di El Greco e Francisco Goya. Un disegno di Leonardo si nasconde nei quadri di Gregorio Sciltian e in Broadway Boogie Woogie a Roma di Renato Guttuso brilla il quadro di Mondrian. Per non parlare poi di Piero della Francesca che costituisce uno dei principali riferimenti per Felice Casorati. E ancora: Tano Festa rilegge Michelangelo in chiave pop e Luigi Ontani usa la fotografia per interpretare quadri celebri. L’ultima sezione riflette su come a partire dalla Pop art, la tendenza alla citazione e alla replica non si riferisca più esclusivamente alle opere d’arte del passato ma a nuovi miti: il cinema, i mezzi di comunicazione di massa come la stampa e la televisione, i prodotti commerciali. Visitando la mostra merita attenzione la sezione dedicata a Giorgio Morandi, un grande maestro del Novecento che ha affascinato più di una generazione di pittori, scultori e fotografi.