Un alto Novecento. Opere su carta alla GAM di Torino

Un alto Novecento. Opere su carta alla GAM di Torino

Di Giuseppe MASSIMINI

Il ruolo della carta come luogo di sperimentazione artistica. Prosegue alla GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino- , nell’ambito della Quarta Risonanza, l’indagine sui linguaggi dell’arte. Fino al 1° novembre ospita la mostra Un altro Novecento. Opere su carta dalle Collezioni della GAM. È una mostra elegante, ben curata da Fabio Cafagna ed Elena Volpato e di particolare interesse per approfondire la conoscenza dell’arte italiana. Riunisce oltre 600 disegni tra acquerelli, incisioni e dipinti sempre su carta che portano il visitatore a scoprire, con uno sguardo ampio e trasversale, le principali stagione artistiche del secolo scorso. I fogli esposti non solo approfondiscono il ruolo e l’uso della carta ma rivelano il lato più intimo dell’artista. Custodiscono il “prima” dell’invenzione e il “dopo” del ripensamento. Il percorso, articolato in ventuno sezioni, mette in dialogo poetiche e linguaggi differenti. Prende avvio dalle atmosfere simboliste di Leonardo Bistolfi e Medardo Rosso e prosegue con i principali movimenti europei tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento: dal postimpressionismo di Pierre Bonnard all’espressionismo di Max Beckmann, dal primitivismo di Henri Rousseau al dadaismo di Max Ernst. Ampio spazio è dedicato alla prima avanguardia italiana conGiacomo Balla e Umberto Boccioni. Accanto a questi non possiamo dimenticare una preziosa raccolta di 30 fogli di Lucio Fontana, un cospicuo insieme di lavori di Giorgio Morandi e una sala monografica dedicata a Filippo de Pisis. Tra i maestri italiani emergono inoltre Felice Casorati e Luigi Spazzapan; poi le visioni notturne di Lorenzo Viani e Mario Sironi e quelle più classiche e mediterranee di Arturo Martini, passando per le ricerche astratte di Fausto Melotti, fino ad arrivare al realismo di Renato Guttusoe Renato Birolli.

Da sinistra, Concetto spaziale di L. Fontana, Mazzo di fiori di F. De Pisis e Autoritratto con piuma di M. Sturani

Al secondo dopoguerra appartengono le opere animate dalla linea e dal colore di Osvaldo Licini e Tancredi Parmeggiani, mentre artisti come Mino Maccari e Carol Rama esplorano il lato più visionario e caustico del disegno. Proseguendo lungo il percorso non passano inosservate le ricerche di tre artisti di area torinese: Mario Sturani, Carlo Turina e Cino Bozzetti, accomunate da un segno di contorno netto che racchiude le figure in atmosfere sospese e perturbanti. La stagione della Pop Art è rappresentata da un trittico di Robert Rauschenberg e dalle opere di Andy Warhol e Roy Lichtenstein, accanto alle declinazioni italiane di Mario Schifano e Piero Gilardi. Non manca un affondo sulla tradizione grafica e incisoria torinese, con artisti formatisi intorno o all’Accademia Albertina delle Belle Arti di Torino: tra questi spiccano Ercole Dogliani, Ettore De Fornaris, Mario Calandri, Sergio Saroni, Giacomo Soffiantino e Franco Fanelli. Chiude il percorso l’opera di Eliseo Mattiacci, Predisporsi a un capolavoro cosmico astronomico, che mescola l’espressività del tratto con la matericità della carta e dello strappo, confermando ancora una volta il ruolo della carta come luogo di sperimentazione artistica.

Redazione

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