L’intervista: Paul De Haan, il vero dalla realtà

L’intervista: Paul De Haan, il vero dalla realtà

di Giuseppe MASSIMINI

Paul De Haan è il nome d’arte di Stefano Agostini, portavoce di una pittura dal vero realizzata con un suo personalissimo alfabeto pittorico. Dipinge ritratti e nature morte. Ma soprattutto oggetti di vita domestica animati da contrasti chiaroscurali, accensioni cromatiche, velature e giochi di trasparenza, racchiuse in una luce astratta, quasi pierfrancescana. Tutto è studiato con cura, dai minimi particolari alla singolarità del punto di vista dall’alto e leggermente inclinato, a seconda della composizione, con ombre dense che sono capolavori di silenzio. Ci incontriamo dopo alcuni rinvii, per la pausa estiva, nello studio della sua casa a Casal Palocco nell’Agro romano. Alle pareti alcuni dipinti della fine degli anni 90 intervallati da disegni e tecniche miste . “Fanno parte , mi dice , della mia collezione privata. Sono stati esposti pochissime volte e solo in mostre istituzionali”.

Come è entrata la pittura nella tua vita

Non ricordo un evento particolare. Appena ho imparato a tenere in mano una matita ho iniziato ad usarla. Il primo quadro ad olio all’età di 12 anni, poi non mi sono più fermato.

Ci sono degli artisti del passato che hanno influenzato la sua formazione?

Sicuramente Caravaggio, Van Gogh, Rembrandt e più recentemente Donghi e Casorati. Tutti quelli in cui spicca la luce, il colore e la poesia compositiva.

Da sinistra, Expectations e Red Bubbles di Paul De Haan

Nelle Nature Morte privilegi la visione dall’alto. Perché?

La visione dall’alto mi ha sempre stimolato. Non solo per le nature morte. Credo che anche nell’arte classica c’è ancora molto da dire. Studiando i maestri del primo rinascimento, come Piero della Francesca, ho scoperto un mondo di idee inesauribile.

La tecnica svolge un ruolo primario nelle sue composizioni.

La tecnica rappresenta il mezzo per realizzare e mantenere un’opera conforme ad un’idea elaborata prima. Non credo nella tecnica improvvisata per ottenere un risultato.

Nuove tecnologie caratterizzano l’arte di oggi. Riuscirà a sopravvivere la pittura?

Sicuramente si per quello che riguarda la mia generazione; è difficile prevederlo per quelle successive perché bisogna ammettere che le nuove tecnologie forniscono, già oggi, strumenti veramente interessanti .

Redazione

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