Chagall a Palazzo dei Diamanti a Ferrara. Una Grande mostra con 200 opere e sale immersive

Chagall a Palazzo dei Diamanti a Ferrara. Una Grande mostra con 200 opere e sale immersive

di Giuseppe MASSIMINI

Palazzo dei Diamanti di Ferrara ospita la grande mostra Marc Chagall, testimone del suo tempo (organizzata dalla Fondazione Ferrara Arte e Arthemisia, fino all’8 febbraio 2026). Ogni incontro con l’opera di Chagall ci offre sempre una grande emozione a cui si aggiungono altre emozioni, via via che si scopre qualcosa che ci sfugge della sua ricerca artistica. Nel disegnare la mostra i curatori Francesca Villanti e Paul Schneiter hanno voluto ricostruire, attraverso 200 opere tra dipinti, disegni e incisioni, alcuni dei quali presentati per la prima volta, provenienti da collezioni private e prestigiose istituzioni pubbliche, una lettura immersiva nella vita e nelle opere di uno dei maestri più amati dell’arte del Novecento. Marc Chagall nasce da una modesta famiglia ebraica. Ha vissuto quasi cento anni (Vitebsk, 1887 – Saint–Paul de Vence, 1985). Una vita lunga e attiva che apre una pagina del tutto originale nella storia dell’arte. Una vita vissuta sempre in area autonoma e lontana dai movimenti dell’epoca, a cominciare dai Fauves, dai cubisti e dal surrealismo di cui molti vorrebbero collocarlo. Dieci sezioni accompagnano il visitatore nell’analisi dell’opera di Chagall come specchio del suo tempo. La prima sezione, Eterna memoria, si sofferma sulla presenza viva delle sue radici russe in tutta la sua opera. Si prosegue con le celebri incisioni ad acquaforte per Le Fables di La Fontaine, che segnano la consacrazione ufficiale dell’artista russo nella scena artistica parigina. Poi i racconti biblici e le drammatiche vicende vissute dal suo popolo durante la guerra rappresentata dalla figura predominante del cristo crocifisso.

Da sinistra, La sposa dai due volti, Doppio volto al chiaro di luna e Circo e clown con i cerchi di Marc Chagall

Ma ci sono anche i temi ricorrenti dei suoi dipinti: Villaggio con sole offuscato, Circo o Clown con i cerchi, Il tavolo davanti al villaggio. Ma anche Amanti volanti, Animali parlanti, Bouquet esplosivi. Una sezione della mostra si sofferma sugli anni trascorsi a Parigi: Parigi dopo l’esilio; Parigi riflesso del mio cuore. Sono gli anni della piena maturità, di una libertà espressiva nuova, altamente poetica che raggiunge il suo apice in La sposa sopra Parigi. Anche nei ritratti sperimenta soluzioni innovative: due profili che si guardano, volti che si sovrappongono immagini che si moltiplicano come in La sposa dai due volti e Doppio volto al chiaro di luna. Un’altra splendida sezione indaga, invece,il dialogo con la materia che si arricchisce attraverso una sperimentazione costante. Nel 1950 Chagall si trasferisce definitivamente a Vence, nel sud della Francia. Di questo periodo la mostra schiera opere notevoli governate da un nuovo vocabolario visivo plasmato dalla luce, dal colore e dai toni caldi della Provenza. A coinvolgere ulteriormente i visitatori due sale immersive: le suggestive vetrate disegnate per la sinagoga di Hadassaha a Gerusalemme con le 12 tribù di Israele e il grande dipinto a tema musicale del soffitto dell’Opéra di Parigi. Il percorso si chiude con un’opera del1949, mai esposta prima, La Pace che oggi assume un significato ancora più attuale.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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