Le opere di Marina Mian e di Alessandro Trani alla Medina Art Gallery Roma

Le opere di Marina Mian e di Alessandro Trani alla Medina Art Gallery Roma

di Giuseppe MASSIMINI

Il dialogo ritrovato tra colore, materia e sentimento. Si è inaugurata negli spazi espositivi di Medina Art Gallery Roma (Via Angelo Poliziano 4-6) la mostra. Tutto a uno, bipersonale di Marina Mian e Alessandro Trani. Questo appuntamento segna un atteso ritorno: a più di 8 anni di distanza dalla loro felice esposizione condivisa del 2018 proprio nelle sale di Medina Art Roma, i due artisti tornano a intrecciare i propri percorsi in un sodalizio creativo ancora più maturo e magnetico. “Il titolo scelto, Tutto a uno, spiega Alessandro Trani, esprime la potente convergenza di due linguaggi espressivi che, partendo da sponde opposte, si completano in una suggestiva unità. Dietro la scelta di questo titolo volutamente insolito e non immediato si cela la vera chiave di lettura dell’esposizione: l’espressione di una tensione ideale, in cui il mondo composito delle opere confluisce e si azzera verso la sintesi pura dell’incontro artistico”. La ricerca di Marina Mian celebra un mondo variegato e multiforme. Attraverso un acquerello delicato e policromo, l’artista dà vita a figure angeliche, ritratti evocativi, soffuse esplorazioni floreali e raffinati paesaggi dellalaguna veneta, capaci di catturare la pluralità delle forme della realtà e la trasparenza della luce.

Da sinistra, un acquerello di Alessandro Trani e un dipinto di Marina Mian

Da controcanto le marine di Alessandro Trani. In queste ultime opere su carta, tempere acquerellate e gouaches, l’artista abbandona la trasparenza pittorica dei dipinti e si spinge verso una stesura cromatica corposa che non nasconde un alfabeto di emozioni. Due artisti così diversi che, nell’equilibrio della mostra, trovano una perfetta e armonica fusione in un percorso straordinariamente poetico e sensoriale, legato al viaggio interiore, alla bellezza, al ricordo e alla nostalgia. “Tutto a uno, si legge nel testo curatoriale che accompagna la mostra, si rivela come un percorso di accoglienza e superamento dei contrasti. L’opera corale dei due artisti dimostra come la complessità del dettaglio e l’immensità della sintesi non siano elementi distanti ma, facce della stessa medaglia: un invito universale a riscoprire la bellezza che nasce quando l’infinitamente piccolo converge verso la sintesi dell’unità e si ricongiunge all’infinito”. La mostra resterà aperta fino al 24 settembre.

Redazione

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