Tutto Man Ray. Alla Fondazione Magnani Rocca a Mamiano di Traversetolo la più completa esposizione dedicata all’artista

Tutto Man Ray. Alla Fondazione Magnani Rocca a Mamiano di Traversetolo la più completa esposizione dedicata all’artista

di Giuseppe MASSIMINI   

“Dipingo ciò che non può essere fotografato, ciò che proviene dall’immaginazione, dai sogni o da una spinta inconscia. Fotografo le cose che non desidero dipingere, le cose che hanno già un’esistenza.” La Villa dei Capolavori, sede della Fondazione Magnani Rocca a Mamiano di Traversetolo (Parma) celebra, Man Ray, uno degli artisti più geniali e versatili del XX secolo, a cinquant’anni dalla nascita.  La mostra Man Ray: tutto è la più esauriente e completa esposizione dedicata all’artista mai realizzata in Italia. Curata da Walter Guadagnini, Mauro Carrera e Stefano Roffi riunisce, fino al 13 dicembre, oltre 250 opere tra fotografie, dipinti, oggetti, sculture, grafiche, libri e film. Segue tutto il suo cammino e la sua evoluzione. Pittore, fotografo e cineasta americano Man Ray (nato Emmanuel Rudnitzky, Filadelfia 1890, Parigi 1976) è considerato il maggior rappresentante del movimento Dada americano. Il momento dadaista si concretizza nella realizzazione delle prime sculture. Qui la mostra presenta By Itself del 1918, nella versione in bronzo del 1966, e la celeberrima Ostruzione del 1920, composta da 63 grucce di legno appese al soffitto in una struttura che moltiplica un singolo oggetto fino a trasformarlo in installazione. Il trasferimento a Parigi nel 1921 segna la svolta definitiva. Conosce Marcel Duchamp e sperimenta l’uso del ready-made. Celebre il suo Cadeau, un ferro da stiro sulla cui superficie piatta salda una fila di chiodi. Sempre a Parigi approfondisce le prime ricerche fotografiche prendendo le distanze dalle tecniche tradizionali, dall’istantanea e dal linguaggio realista. Nascono così i rayogram, fotografie realizzate senza macchina fotografica, semplicemente appoggiando oggetti su carta sensibile, e poi esponendoli alla luce.  Oltre al lavoro su commissione per la moda e a sperimentazioni autonome, autentiche icone dell’arte dada e surrealista, il soggetto principale delle immagini di Man Rayi è la giovane Kiki di Montparnasse, attrice, cantante e modella, protagonista del celebre fotomontaggio Le Violon d’Ingres del 1924 con le effe di violino sulla schiena nuda.

Di Man Ray, da sinistra, Le violon d’Ingres, Autoritratto con mezza barba e La jumelle

Accanto a questo splendido capolavoro altre opere famose e i celebri ritratti delle muse e modelle Lee Miller e Nusch Eluard. Il percorso procede con i dipinti esposti soprattutto a partire dagli anni Trenta nelle grandi mostre del Surrealismo. Spicca il celeberrimo À l’Heure de l’Observatoire, les Amoureux (1932–1934), in cui le labbra cremisi di Lee Miller fluttuano giganti nel cielo sopra l’Osservatorio di Parigi. Altra testimonianza di momenti capitali della storia delle avanguardie ci viene offerta in mostra da Résurrection des Mannequins. Documenta una delle sale più affascinanti dell’Esposizione Internazionale del Surrealismo del 1938 alla Galerie Beaux-Arts di Parigi, dove alcuni artisti, tra cui Dalí, Ernst, Miró, Duchamp e lo stesso Man Ray, decorarono manichini femminili in un allestimento che resta tra i più leggendari del Novecento. Completano l’esposizione le rare ma significative prove cinematografiche, capitolo autonomo della creatività dell’artista che concepiva l’arte come esperienza totale di vita.

 

Redazione

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